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Contest // Pagina 1 di 3
30.11.2014 # 3951
Un Brand per Napoli #5 - le strategie creative

Daria La Ragione // 0 comments

Un Brand per Napoli #5 - le strategie creative

Fabio Principe racconta il proprio percorso creativo

Non è stato affatto semplice decretare il vincitore del contest Un Brand per Napoli: i lavori dei nostri studenti erano davvero belli di alto livello qualitativo, e sceglierne uno tra tutti è stato difficile. Certo, una di quelle difficoltà che ci auguriamo sempre di incontrare e che per fortuna incontriamo spesso.
Quello che ci interessava davvero era stimolarli a riflettere, studiare, ragionare prima che progettassero. Per questo motivo abbiamo, dopo avere fatto una selezione di lavori che, pur non essendo i vincitori, ci sembravano troppo belli per non essere almeno segnalati, abbiamo chiesto agli studenti che ne sono gli autori di raccontarci quale sia stato il percorso che li ha portati a creare quel brand o quel sito.

Questo è il lavoro di Fabio Principe e queste le riflessioni che ha condiviso con noi.


«ANALISI CONCETTUALE
Architettura-Lingua-Cucina-Artigianato e Musica.
Una storia ed una cultura invidiata dai più lontani e lussuosi paesi del mondo.
Noi cittadini molto spesso però tendiamo a soffermarci sulle negatività che emergono dalla quotidiana routine, trasandata e faticosa, di questa città, non riuscendo mai a guardarci intorno.
Guardarsi intorno significa alzare lo sguardo, spostare l'attenzione su ciò che ci circonda: scorci di panorama - facciate e campanili di chiese - palazzi del ‘700 - stemmi di famiglie nobili e borghesi in cima ai portoni - bassorilievi - opus antichi su pareti - pavimentazioni - il cielo che al tramonto fra le pozzanghere e i palazzi assume 1000 colori irriproducibili...
Guardarsi intorno è riscoprire quel che per i bambini vuol dire esclamare: "oh che meraviglia".
Curiosità, Scoperta e Stupore...
Un messaggio chiaro, un invito a meravigliarsi rivolto a quel napoletano quasi allo scuro di cotanta bellezza. Come un invito a guardare Napoli con lo sguardo rivolto in alto e con gli occhi di un bambino.

IN RISPOSTA AL BRIEF
In che modo si può comunicare l’essenza della città più vitale d’Italia, la sua unicità, la sua storia millenaria, la sua cultura e la sua bellezza?
Comunicare l’essenza di Napoli presume una scelta importante, quella di dare maggior spessore ad una risorsa piuttosto che un’altra, oppure viaggiare su una linea imparziale.
Qui nella mia proposta ho intrapreso una linea tipografica con una concessione illustrativa, cercando di parlare agli stranieri e ai napoletani, far emergere un messaggio imparziale: che le meraviglie del patrimonio storico e artistico della città sono il prodotto dell’intuizione di secoli e secoli di talenti nel campo delle arti, della scienza e della filosofia, frutto di una civiltà propria di questo luogo, vale a dire made in Naples.
Nel corso degli anni in tanti hanno cercato di portare alla luce determinate risorse di questa città per attirare l’interesse del napoletano/turista. Arrivando molto rapidamente al punto, la mia non vuole essere una scelta, ma piuttosto un consiglio, un invito ad “alzare lo sguardo”, proprio come fa un turista.
In questo modo non faremo altro che elevare il nostro tasso di condivisibilità, arrivando ben presto alla consapevolezza “della potenza della propria identità.

ANALISI ELEMENTI MARCHIO
1. Figura umana con lo sguardo rivolto verso l’alto. Espressamente anonima, in quanto tale potrebbe essere una donna, un uomo e persino un bambino.
Sguardo - Scoperta - Stupore - Curiosità - Riflessione - Valutazione - Orgoglio - Potenza - Condivisibilità.
2. Numeri della Smorfia Napoletana, simbolo di tradizione, inseriti in verticale e sovrapposti per determinare due poli. Dunque “guardando verso il basso” si legge 27, “guardando verso l’alto” si legge 72.
27 'O càntero (vaso da notte): metaforicamente inteso come “lo sporco” di napoli, la malavita ed il degrado.
72 'A meraviglia (la meraviglia)
3. Scelta tipografica basata sulla storia ormai secolare del carattere disegnato da Linn Boyd Benton (1894/1900) Century.
Determinate caratteristiche come la storicità, l’eleganza la staticità e le sue grazie, inequivocabilmente si sposano con la città e sua storia millenaria.»

Il nostro obiettivo, stimolarli alla riflessione, allo studio e all’approfondimento è stato pienamente raggiunto e di questo siamo più che soddisfatti.
Congratulazioni Fabio!

Guarda il suo portfolio nella gallery Ilas 

22.06.2015 # 4219
Un Brand per Napoli #5 - le strategie creative

Daria La Ragione // 0 comments

Andrea Tangredi vince il Behance Portfolio Review

diplomato in Grafica Pubblicitaria e Editoriale

Congratulazioni ad Andrea, vincitore del Behance Portfolio Review organizzato da ilas al PAN, Palazzo delle Arti Napoli, in una giornata ricca di eventi: una mostra fotografica, i workshop con grandi nomi dell'advertising e del branding, della fotografia, della grafica e al termine di questa giornata dedicata alla comunicazione ecco il Portfolio Review.

Detta così sembra una cosa da niente, ma presentare i proprio lavori a una commissione composta da Gaetano Grizzanti, Lorenzo Marini, Martin Benes, Andrea Spinazzola, Lisa Sallusto davanti a tutti quelli che sono intervenuti e ascoltare critiche e consigli, e per la verità parecchi complimenti, è una cosa che richiede coraggio a chi ha finito il suo corso ilas da pochissimo e sta mettendo la testa fuori dal guscio.

Quindi doppi complimenti ad Andrea, che si è messo in gioco e che ha vinto questa edizione del Behance Portfolio Review.


Ecco cosa ci ha raccontato: «Avevo già partecipato ad altri Behance Portfolio Review ma quello di quest'anno organizzato da ilas al PAN è stato decisamente il migliore. Tralasciando la magnifica location, è stato interessantissimo partecipare ai workshop degli ospiti. Sarò anche un po’ di parte ma ho trovato molto bello e stimolante il meeting con Gaetano Grizzanti.

Sono un graphic designer ma mi occupo principalmente di branding quindi, durante la presentazione del portfolio, la mia attenzione era per lo più rivolta a lui. Ringrazio ilas per avermi dato l'opportunità di conoscere uno dei massimi esperti di branding in Italia.»


I docenti di Andrea sono stati:

Docente di progettazione grafica: Giovanna Grauso e Alessandro Leone

Docente di software: Rosario Mancini 


 Guarda i lavori di Andrea nella gallery ilas

22.06.2015 # 4218
Un Brand per Napoli #5 - le strategie creative

Daria La Ragione // 0 comments

Serena Salerno vincitrice di Ilas in Mostra

diplomata in Fotografia Pubblicitaria Pro

È sua la foto premiata il 23 maggio al PAN, che vince il concorso riservato a studenti e a diplomati nei corsi annuali di fotografia ilas.

Tra le opere candidate ne abbiamo selezionate 40 da esporre in una cornice così prestigiosa, e tra queste 40 esposte abbiamo fatto ancora un scelta fino a individuare una short list di scatti che poi hanno concorso per il primo premio.

È stato un grande momento per tutti noi: a volte ci si dimentica di quante bellissime foto sono state scattate, di quanti talenti abbiamo conosciuto e questa è stata l'occasione perfetta per passare in rassegna questi anni di corsi e sentirci molto fieri di tutto il lavoro fatto e di come è stato fatto.

È stato il nostro momento e quello di Ugo Pons Salabelle, Pierluigi De Simone, Fabio Chiaiese, Elisabetta Buonanno: tutti loro hanno contribuito a questo splendido risultato insieme a Salvio Parisi e ai tanti docenti che hanno tenuto workshop arricchendo l'esperienza dei nostri studenti.


Ed è stato il momento di Serena Salerno e della sua "Francesca". 


Le ho chiesto di raccontarmi il progetto di cui fa parte e questa è la sua risposta: 

«La foto fa parte di un progetto interamente dedicato ad una ragazza, Francesca, da cui il titolo della foto. 

Mi sono avvicinata alla fotografia usando il digitale, come ormai la stragrande maggioranza delle persone, ma poi dopo una serie di sperimentazioni in analogico ho deciso di concentrare tutti i miei progetti personali sulla pellicola. Da allora realizzo ritratti rigorosamente femminili, le ragazze non sono modelle professioniste, non è quello che mi importa, ma quello che mi trasmettono inconsapevolmente. 

Ci tengo molto alla semplicità e alla naturalezza delle mie foto, infatti tutti i miei ritratti non sono realizzati in studio, ma a casa delle ragazze, per lasciare tutto il più vero possibile, non uso luci artificiali ma solo naturali.»


Quando le ho chiesto come è iniziato il suo percorso di fotografa è tornata studentessa per un attimo: 

«ho deciso di iscrivermi all'Ilas perchè sentivo il bisogno di studiare la fotografia sotto il punto di vista tecnico e lavorativo. Ho avuto la fortuna di avere come docente Pierluigi De Simone, un fotografo nato e cresciuto con l'analogico, che mi ha insegnato tanto non solo sotto il punto di visto tecnico, ma soprattutto umano.»


Ecco, è proprio di questo che andiamo fieri e che ci auguriamo ogni volta che inizia un nuovo corso e conosciamo una nuova classe di futuri fotografi.


Guarda il portfolio di Serena Salerno sulla gallery ilas

15.06.2015 # 4203
Un Brand per Napoli #5 - le strategie creative

Daria La Ragione // 0 comments

Francesca Rosaria Sommino vince il contest Becycle

studentessa di Grafica

L'evento sulla comunicazione organizzato da ilas al Pan in occasione del Behance Portfolio Review è stato, tra le altre cose,il momento giusto per premiare nella cornice più bella i vincitori dei contest che la scuola bandisce periodicamente per offrire agli studenti l'opportunità di mettersi alla prova.
Dopo anni in cui abbiamo partecipato a concorsi nazionali e internazionali, vincendo premi e facendoci molto onore, da qualche anno abbiamo deciso di cambiare rotta: decidiamo noi su quali temi invitare gli studenti a riflettere, stabiliamo i tempi, in modo che siano i più opportuni in base al percorso didattico e i risultati ottenuti ci convincono sempre di più che questa sia la strategia vincente.
Ma torniamo ai vincitori, anzi, torniamo alla vincitrice: Francesca Rosaria Sommino ha vinto il contest BeCycle, col quale invitavamo gli studenti a creare una campagna che sensibilizzasse le persone all'utilizzo della bicicletta, molto più ecologica e rispettosa dell'ambiente da tutti i punti di vista.

Questo era il brief che abbiamo sottoposto agli studenti:
"Obiettivo della campagna di sensibilizzazione è portare alla conoscenza e coscienza popolare la possibilità di utilizzare, nelle aree urbane, la bicicletta come mezzo di trasporto privilegiato.
La sostenibilità dell’utilizzo della bicicletta per gli spostamenti all’interno della città, per i piccoli tratti e come cosiddetto mezzo da “ultimo chilometro” ovvero in associazione ad altri mezzi pubblici, è indiscutibile da molteplici punti di vista: ambientale/ecologico, economico, personale, salutistico e per il buon funzionamento della mobilità cittadina.
A sostegno dell’impegno dimostrato dall’amministrazione e dal Comune di Napoli nell’attivare e patrocinare numerose iniziative per incentivare l’uso della bicicletta come mezzo di mobilità urbana, la campagna di sensibilizzazione deve offrire al grande pubblico un’idea di mobilità sostenibile e far percepire l’utilizzo della bicicletta come alternativa positiva facendo leva sia sull’aspetto “emotivo” che sugli evidenti benefici razionali.
"

Francesca ci ha stupito: non è da molto che ha iniziato il corso, ma si vede subito che la stoffa c'è e quando le abbiamo chiesto di raccontarci qual era stato il suo percorso creativo, abbiamo anche capito perché:



«Semplicemente leggendo gli obiettivi della campagna, come si suol dire, si è accesa la lampadina. Ho preso carta e penna e ho cominciato ad appuntare idee, parole chiave, schizzi e bozzetti vari (che conservo ancora).
L’idea di partenza era piuttosto diversa. Avevo concepito un solo esecutivo per la stampa che riassumesse i benefici dal punto di vista ambientale, economico, personale, salutare e sulla mobilità cittadina: un unico manifesto con l’ingranaggio e i pedali di una bicicletta al centro e intorno cinque icone rappresentative dei benefici suddetti, come se il fatto stesso di pedalare li generasse.
Tuttavia, fatti da parte alcuni problemi di gestione dello spazio a disposizione, sin dai primi tentativi c’era qualcosa che non mi convinceva a livello comunicativo.





Ho pensato, quindi, che fosse prematuro partecipare. 
Ciononostante le idee hanno continuato a ronzarmi in testa, ma ho deciso comunque di aspettare, mettendo per un po’ da parte il contest.
Almeno fin quando, nel pomeriggio di giovedì 14 maggio, mi rimetto a lavoro stravolgendo in parte l’idea iniziale: non più un manifesto, ma tre; via ingranaggio e pedali, ma sì alle icone come mezzo di comunicazione diretto; conserva slogan e stile flat (eccetto che per la paper texture).



Venerdì 15 maggio, data della scadenza del contest, mostro la bozza “incompleta” ed espongo le mie idee ad Alessandro Leone, che mi ha spronata a partecipare nonostante il pochissimo tempo a mia disposizione. Senza il suo incoraggiamento e i suoi consigli probabilmente non lo avrei fatto. Così lavoro ininterrottamente dalle 16 alle 23.30 (consumando una magra cena con panino davanti al pc).



Sin dall’inizio ho optato per uno stile semplice, sia dal punto di vista grafico che dei contenuti, perché in fondo la bici è un mezzo di trasporto anch’esso semplice, così come lo sarebbe la vita se scegliessimo di pedalare. Le icone, poi, mi hanno aiutata a esprimere e riassumere il messaggio senza dover ricorrere a troppe parole.
Il bello di una pubblicità sta anche nel saper comunicare, trasmettere un’idea, un sentimento, un’emozione anche col solo contatto visivo. 
È quello che vorremmo tutti ogni giorno: capire ed essere capiti senza la necessità di lunghe e noiose disquisizioni.

La vittoria è arrivata del tutto inaspettata. Ho partecipato per mettermi alla prova e testare il livello delle mie capacità. In realtà il mio percorso di studi è stato completamente diverso. Circa due anni fa ho conseguito la laurea magistrale in Economia, ma già da molto tempo prima vivevo con malcontento le mie scelte passate.
È poco più di un mese che frequento il corso di Grafica pubblicitaria e stavolta sento di essere sulla strada giusta. Grazie all’Ilas sono di nuovo motivata perché finalmente ho la possibilità di dare sfogo alla mia creatività e di esprimere finalmente quello che sono.
Non è mai troppo tardi per inseguire i propri sogni. Oggi, lo so. Erich Fromm ha scritto: «Creativity requires the courage to let go of certainties».
Non sempre le scelte che facciamo sono quelle giuste. L’importante è avere il coraggio di cambiare.»


I docenti di Francesca sono:
Alessandro Leone per la progettazione grafica
Rosario Mancini per i software

30.11.2014 # 3955
Un Brand per Napoli #5 - le strategie creative

Daria La Ragione // 0 comments

Un Brand per Napoli #1 - le strategie creative

Carolina Prezioso racconta il suo percorso creativo

Congratulazioni a Carolina Prezioso, vincitrice del concorso Un Brand per Napoli, un contest promosso da ilas come esercitazione didattica per stimolare gli studenti a confrontarsi con il tema attualissimo del city branding.
Abbiamo chiesto alla vincitrice di raccontarci quale percorso creativo avesse seguito, quali difficoltà aveva tenuto presenti e come aveva deciso di superarle.

«Come riassumere in un unico segno tutti i valori, le sensazioni, i temi necessari per evocare la realtà che si sta rappresentando?
Oppure come scegliere, tra tanti, quell'unico segno che raccolga tutti gli aspetti che si vogliono evidenziare?
Questo il problema che si presenta ogni volta che si comincia un nuovo lavoro. Ed è tanto più complesso quanto più è multiforme e sfaccettata la realtà da rappresentare. Come nel caso dello sviluppo del logo di una città. Soprattutto se questa città è Napoli. 

Napoli è una città dalle mille facce, descritta e decantata da tanti autori diversi, contributi che risalgono a migliaia di anni fa e che continuano ad essere numerosi al giorno d'oggi. Come racchiudere Napoli in un segno? Anzi, è possibile che un solo segno la rappresenti completamente? Colga il suo essere così molteplice e diversa, piena di colori, odori, suoni, persone differenti?
Partendo da questa riflessione, e dopo aver fatto qualche ricerca sui loghi di altre grandi città, europee, multietniche, interconnesse, come Napoli, ho deciso di sviluppare il mio lavoro concentrandomi su un'elaborazione tipografica del nome della città stessa, che reca in sé già tanti significati. 

Napoli, Nea Polis, città nuova. Una città nuova però già ai tempi dei coloni greci, che così la chiamarono. E quindi perché non partire da li, dalle origini, trovare qualcosa che potesse raccontare Napoli dalla sua fondazione ad oggi.
Partire dalle origini, partire dalle fondamenta. E quindi scegliere la forma assai peculiare delle gallerie scavate nel tufo, prima dai greci e poi dai romani, e quindi dai Borbone, come possiamo vedere nel caso dell’antro della Sibilla Cumana, o del tunnel nel borbonico, per citarne alcuni.
Un elemento che riesce già ad aprirci uno spiraglio sulla complessità della città, fatta di tutti gli intrecci tra i popoli che l'hanno abitata e che hanno generato combinazioni inedite di stili letterari, cibi, architetture, musica.


Partendo dunque dal "trapezio" ricavabile dalla vista frontale delle gallerie, ho cominciato a lavorare su una composizione tipografica di Napoli all'interno di quella figura, fino a quando non si è reso necessario creare le lettere da zero, alterandole, intrecciandole, combinandole in modo che i caratteri che avevo utilizzato fino a quel momento non permettevano.
Ed è così che il logo "Napoli" è composto da lettere che si intersecano, che si stratificano e si sostengono l'un altra, che si fondono.


Così come è Napoli, una realtà che affonda le sue radici in un passato remoto, che continua ad evolversi e mutare, mantenendo però un forte legame con le sue origini e tradizioni, capace di accogliere e inglobare culture diverse, giungendo ad una sintesi nuova. In quest'ottica ho scelto anche di non vincolare la scelta dei colori, ma permetterne combinazioni diverse, che rispecchino la molteplicità della città.
Il lavoro dunque ha caratteristiche di flessibilità e adattabilità e riesce a rappresentare il carattere sempre nuovo ed in evoluzione di una città millenaria come Napoli.»

Ecco la nostra più grande soddisfazione: avere offerto a Carolina e ai suoi colleghi l’occasione per riflettere e studiare prima di progettare, per cimentarsi un un lavoro di ampio respiro che, soprattutto nella sua metodologia, non ha nulla da invidiare a un progetto professionale.

Complimenti Carolina!

Guarda il suo portofolio nella gallery Ilas 

30.11.2014 # 3954
Un Brand per Napoli #5 - le strategie creative

Daria La Ragione // 0 comments

Un Brand per Napoli #2 - le strategie creative

Alessandra Capuano racconta il suo percorso creativo

Non è stato affatto semplice decretare il vincitore del contest Un Brand per Napoli: i lavori dei nostri studenti erano davvero belli di alto livello qualitativo, e sceglierne uno tra tutti è stato difficile. Certo, una di quelle difficoltà che ci auguriamo sempre di incontrare e che per fortuna incontriamo spesso.

Quello che ci interessava davvero era stimolarli a riflettere, studiare, ragionare prima che progettassero. Per questo motivo abbiamo, dopo avere fatto una selezione di lavori che, pur non essendo i vincitori, ci sembravano troppo belli per non essere almeno segnalati, abbiamo chiesto agli studenti che ne sono gli autori di raccontarci quale sia stato il percorso che li ha portati a creare quel brand o quel sito.


Questo è il lavoro di Alessandra Capuano e queste le riflessioni che ha condiviso con noi.

«Un brand per Napoli.
Questa la sfida propostaci da Ilas, lo scorso Aprile.
Si trattava di rilanciare l’immagine di Napoli, di considerarla una città internazionale, moderna, al pari di altre grandi città europee. Una doppia sfida per me, ché, da ex studentessa di Beni Culturali, mi dava la possibilità di “parlare”, ai turisti ma anche ai napoletani stessi, della Napoli che più mi piaceva; un luogo che non è certamente solo fisico, ma anche fatto di sensazioni, odori, luci, atmosfere che si mescolano, di contaminazioni e di vicinanze estreme, insomma una Napoli moderna, di superficie ma con solide basi nel sottosuolo.
La maggiore difficoltà era quella di riuscire a trasportare, trasferire su di una homepage tutta la pienezza di Napoli: come riuscire a contenere una città di per sé “incontenibile”, come richiamare l’atmosfera di una città affollata e caotica, ricca di input, quale è Napoli?

“Feel the vibe”, questa è l’espressione internazionale intorno a cui si è sviluppata la mia idea di sito per Napoli, un’espressione che ho voluto lasciare in lingua madre, ma che non stona affatto con l’identità di una città da sempre aperta alle contaminazioni più straordinarie, sia nella musica che nella cultura in generale.
Una homepage “scoppiettante” di contenuti.
Questa la mia idea per Napoli; un tentativo, il mio, di descriverne la pienezza, un modo di accennarne l’atmosfera e di invogliare a visitarla.
All’interno di un contenitore neutro (bianco), blocchi affollati, colorati e dal ritmo incalzante, si susseguono al centro, richiamandosi a vicenda, quasi a voler abbracciare piccole slide show centrali, che senza sosta, mostrano piccoli angoli di paradiso insieme ai mille set di Napoli, perché Napoli è anche questo, una città naturalmente cinematografica.
Infine il visitatore, quasi accompagnato per mano dal ritmo incalzante dei contenuti, che si annunciano a vicenda, viene immerso in un tour a 360° delle diverse piazze storiche della città.
Ed è nelle piazze, più che altrove, che si rivela la magia di Napoli, dove il nuovo semplicemente si aggiunge al vecchio,senza troppi problemi, arricchendosi di diversità e modernità.
Anche nella scelta del font, ho voluto insistere sull’internazionalità di Napoli, trovo il Museo Sans, pulito, leggibile e moderno.
Nel complesso è stata un’esperienza positiva, certo impegnativa, ma anche divertente e gratificante, una rincorsa contro il tempo che sembrava non essere mai abbastanza... alla fine è andata bene.
Un ringraziamento speciale va al Prof. di Web Nicola Cozzolino per i suoi preziosi consigli e per aver sempre creduto in me, nonostante la mia strampalata autostima.»

Li abbiamo messi alla prova, spinti a crederci e messi un po’ crisi e i risultati sono stati migliori di quelli attesi.
Complimenti Alessandra!

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30.11.2014 # 3953
Un Brand per Napoli #5 - le strategie creative

Daria La Ragione // 0 comments

Un Brand per Napoli #3 - le strategie creative

Danilo Di Leva racconta il proprio percorso creativo

Non è stato affatto semplice decretare il vincitore del contest Un Brand per Napoli: i lavori dei nostri studenti erano davvero belli di alto livello qualitativo, e sceglierne uno tra tutti è stato difficile. Certo, una di quelle difficoltà che ci auguriamo sempre di incontrare e che per fortuna incontriamo spesso.
Quello che ci interessava davvero era stimolarli a riflettere, studiare, ragionare prima che progettassero. Per questo motivo abbiamo, dopo avere fatto una selezione di lavori che, pur non essendo i vincitori, ci sembravano troppo belli per non essere almeno segnalati, abbiamo chiesto agli studenti che ne sono gli autori di raccontarci quale sia stato il percorso che li ha portati a creare quel brand o quel sito.


Questo è il lavoro di Danilo di Leva e queste le riflessioni che ha condiviso con noi.

«Napoli, una città tanto bella quanto ricca. Storia, tradizioni, arte sono alcuni degli elementi che la caratterizzano e decorano.
Come quindi racchiudere in una parola e rappresentare in un pittogramma un qualcosa di così vasto e complesso che potesse essere, a sua volta, percepito da tutti?
Lavorando proprio su quelli che sono i “pilastri” della sua unicità. Quindi analizzandola dettaglio per dettaglio.
Ma partiamo dall’inizio. Ho scelto di utilizzare il nome di Napoli in versione inglese (Naples) proprio per attribuire al brand un respiro più internazionale.
Ad un primo sguardo però è possibile notare che nel nome la “E” è spezzata, cioè manca di un’asta. Questo per identificare uno dei luoghi più antichi, importanti e visitati della città: Spaccanapoli.
Per quanto riguarda la forma dove è contenuto il nome ho preso ispirazione dal palazzo dello spagnolo, una costruzione che prende sembianza dal barocco napoletano.

All’interno di tale forma è possibile intravedere la coda di una sirena che si immerge nel mare. Questo per fare riferimento non solo alla mitologia dove tale creatura viene posta come simbolo di bellezza, ma anche al famosissimo Golfo di Napoli, uno dei luoghi più affascinanti e citati al mondo per le ricchezze naturali di cui dispone.

La scelta del bianco e nero è dovuta ad un preciso motivo. Sappiamo infatti che questi sono i colori di “partenza” di ogni programma. Napoli è stata molto spesso definita una vera e propria capitale proprio per i tanti avvenimenti e le riforme a cui ha dato vita. Quindi proprio da dove sono state lanciate una serie di evoluzioni che hanno poi ispirato centinaia di città.
Una famosa citazione recita “Vedi Napoli e poi muori”. Io aggiungo, non basta vederla ma bisogna viverla attimo per attimo perché è davvero tanto quello che ti può dare ma anche quello che poi, una volta andato via, ti può lasciare sia nel bene che nel male.»

Complimenti Danilo
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30.11.2014 # 3952
Un Brand per Napoli #5 - le strategie creative

Daria La Ragione // 0 comments

Un Brand per Napoli #4 - le strategie creative

Alessandro Esposito racconta il proprio percorso creativo

Non è stato affatto semplice decretare il vincitore del contest Un Brand per Napoli: i lavori dei nostri studenti erano davvero belli di alto livello qualitativo, e sceglierne uno tra tutti è stato difficile. Certo, una di quelle difficoltà che ci auguriamo sempre di incontrare e che per fortuna incontriamo spesso.
Quello che ci interessava davvero era stimolarli a riflettere, studiare, ragionare prima che progettassero. Per questo motivo abbiamo, dopo avere fatto una selezione di lavori che, pur non essendo i vincitori, ci sembravano troppo belli per non essere almeno segnalati, abbiamo chiesto agli studenti che ne sono gli autori di raccontarci quale sia stato il percorso che li ha portati a creare quel brand o quel sito.


Questo è il lavoro di Alessandro Esposito e queste le riflessioni che ha condiviso con noi.

«Nella fase di progettazione mi sono soffermato su un concetto principale che racchiudesse tutto quello che questa città può fornire, collegare il cenno storico con l'evoluzione che sta subendo, è stato molto difficile da scegliere dato che questa città offre molte possibilità, ma infine la mia ricerca si è basata sulla multi cultura europea presente in questa città.
Durante le bozze a matita, come mia abitudine durante la progettazione di un lavoro, ho riscontrato molti dubbi e molte critiche dato che, dopo svariati tentativi, non riuscivo ad avere un’idea su come ricreare in modo semplice l'idea di multi cultura, non avendo abbastanza esperienza in un lavoro così grande ed importantissimo, ma ugualmente mi sono lanciato per provare questa nuova esperienza che sicuramente mi servirà anche in futuro.
Infine, ho ricreato un testo molto sintetico, ogni lettera è caratterizzata da un prolungamento che varia di direzione e colore in ogni lettera, proprio come gli abitanti, che pur avendo culture, lingue, colore della pelle e religione diversi caratterizzano e arricchiscono il bagaglio artistico e culturale di questa città.»

Complimenti Alessandro!
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07.11.2014 # 3911
Un Brand per Napoli #5 - le strategie creative

Daria La Ragione // 0 comments

La Foresta di Ghiaccio: ecco il vincitore del contest

Congratulazioni ad Andrea Tangredi

Molte e molto belle sono le proposte che abbiamo ricevuto per questo contest lanciato in collaborazione con la casa di produzione cinematografica Fandango.
Il tempo a disposizione era limitato - un paio di settimane - e il tema molto stimolante - la copertina dell'ultimo film di Claudio Noce, tra i cui protagonisti ricordiamo Emir Kusturica, Ksenia Rapporpot, Adriano Giannini e Domenico Diele. Abbiamo voluto che i nostri studenti si mettessero alla prova simulando i tempi brevi di un'agenzia, dal momento che ormai sono a fine corso e ci aspettiamo da loro sempre di più.
Le nostre aspettative non sono state deluse e siamo molto contenti di proclamare i vincitori di questo contest:
- al primo posto il bellissimo lavoro di Andrea Tangredi
- al secondo posto un altro gran bel lavoro, questa volta di Gianluca Petraccaro
- terzo classificato il bel lavoro di Claudia Di dio.

Complimenti a tutti gli altri che hanno partecipato mettendosi in gioco, ma un po di più a questi tre studenti che sono stati davvero bravissimi.
congratulazioni Andrea, Gianluca e Claudia.

07.11.2014 # 3910
Un Brand per Napoli #5 - le strategie creative

Daria La Ragione // 0 comments

Un brand per Napoli: proclamata la vincitrice

Congratulazioni a Carolina Prezioso

Giunge al capolinea il lungo e bellissimo percorso di Un brand per Napoli, il contest interno di esercitazione con cui Ilas aveva chiamato i propri studenti a cimentarsi su tema di grandissima attualità: il city branding.
La sfida ha avuto inizio un anno fa: sulla scia di quello che accadeva in molte città, che avevano deciso di dotarsi un proprio brand, e che all'epoca non stava accandendo a Napoli, abbiamo pensato di sottoporre ai nostri studenti un contest che li riguardasse da vicino e che però li chiamasse a un lavoro di progettazione rigoroso e accurato, come deve essere quello del branding.
Ci teniamo però a sottolineare che si tratta esclusivamente di un'esercitazione interna, che la ilas non farà alcun utilizzo commerciale di questi lavori, e che il nostro unico obiettivo è sempre stato quello di mettere alla prova i nostri studenti e stimolarli a fare del proprio meglio.
Adesso il percorso si è concluso e possiamo con grande orgoglio annunciare il vincitore di questa sfida: facciamo le congratulazioni a Carolina Prezioso, il suo lavoro ci ha convinto, ci è piaciuto moltissimo e siamo davvero felici di assegnarle la vittoria.
Non è stata però un gara in souplesse, anzi, è stata agguerrita e molto, perché i lavori in gara erano molto belli e per questo motivo ci teniamo a segnalarne altri che, pur non essendosi aggiudicati la vittoria, sono senza dubbio dei gran bei lavori.
Quindi molti complimenti anche a Alessandra Capuano, Angelica Cerrone, Danilo Di Leva, Alessandro Esposito, Fabrizio Pepe, Fabio Principe.
Complimenti a tutti voi!

Alessandra Capuano




Angelica Cerrone




Danilo Di Leva




Alessandro Esposito




Fabio Principe


24.09.2014 # 3857
Un Brand per Napoli #5 - le strategie creative

Daria La Ragione // 0 comments

#4/4 Focus sui vincitori del contest sulle campagne sociali

Diego Dentale e Annalisa Casalino

ecco il quarto e ultimo tra i lavori prodotti dai nostri studenti del corso di Pubblicità Pro Art & Copy, vincitore ex aequo del contest sulle campagne sociali, per il quale i nostri studenti si sono cimentati non soltanto nella produzione di una campagna, ma hanno anche scelto il cliente e stilato brief e copy strategy.

Gli autori di questo bel lavoro sono Annalisa Casalino e Diego Albino Dentale.


Gli abbiamo rivolto qualche domanda su questa esperienza. Eccole risposte:


Come mai avete scelto questo tema?

Siamo partiti dall'oggetto di discussione più frequente: il sesso. Tutti ne parlano, continuamente, per svariati motivi e in varie forme, ma l'educazione sessuale e la prevenzione (argomenti che dovrebbero andare a braccetto) sono materie praticamente ignorate. Che esistano delle malattie sessualmente trasmissibili, tipo l'AIDS, si sa per sentito dire ma delle vere e proprie prese di coscienza e sensibilizzazione rispetto al tema, purtroppo, non fanno ancora parte della nostra educazione e cultura. Di conseguenza, anche la vera funzione del preservativo è stata proprio dimenticata e probabilmente è sconosciuta a molti infatti, il condom viene comunemente concepito come un elemento di fastidio durante il rapporto sessuale. 

Il tema della prevenzione, quindi, è stato scelto proprio perché appartiene ad una sfera che coinvolge tutti noi e crediamo sia fondamentale che si trasformi in un gesto naturale.


Qual è stata la maggiore difficoltà nell'affrontarlo?

Più che difficoltà si è trattato di una sfida: quella di far emergere contemporaneamente il lato divertente (e dunque positivo) nell'utilizzare il profilattico ed evidenziarne i motivi e i vantaggi effettivi sintetizzando tutto in pochi punti, cercando così, di cambiare il punto di vista affinché fosse percepito non più come un elemento di fastidio ma parte integrante e fondamentale in un rapporto.



Cosa avete imparato che prima non sapevate?

Che esistono tante dinamiche che possono favorire il contagio e diverse tipologie di malattie sessualmente trasmissibili quante varietà di forme, colori, prezzi e caratteristiche di condom; quindi siamo più attenti e coscienti.



C'è un aneddoto divertente legato a questo contest?

Sicuramente riguardo al visual: è stato divertente confrontarci nel decidere quali colori o forme utilizzare per lo shooting.





Ecco invece cosa ne pensa Rino Cetara, docente del modulo di copywriting: «

Se pensiamo che la parola preservativo era bandita dalla stessa Rai non più di 5 o 6 anni fa è facile comprendere la difficoltà di comunicare con chiarezza ed efficacia l’opportunità di usare questo prodotto. “Di chi è questo?” recitava un noto spot del passato, dove un professore “reazionario” e giurassico chiedeva all’intera classe di chi fosse il preservativo (rigorosamente confezionato) trovato per terra in aula. Sebbene ognuno rispondesse “Mio” a sottolineare la propensione d’uso diffusa, non sfuggiva ad una analisi più attenta il tono di rimprovero e di indagine decisamente fuori luogo dove l’aggettivo sostituiva scrupolosamente il nome “tabu” del prodotto. Specchio dei tempi. La campagna in esame mostra invece il prodotto per quello che è, nella sua funzione d’uso ma srotolato sulle dita della mano, per sottolineare le ragioni di utilizzo. Indossiamolo per almeno cinque buoni motivi. Quasi impossibile non leggerli nel body, opportunamente sintetizzati  in  cinque punti essenziali. Con una nota di colore che rende ulteriormente friendly un prodotto che i più giovani considerano assolutamente normale avere con sé e utilizzarlo.»


Infine ecco il BRIEF e la COPY STRATEGY che hanno prodotto, cimentandosi anche nel difficile compito dell'account.


CLIENTE
Molti sanno che esistono le Malattie Sessualmente Trasmissibili ma tuttavia pochi le conoscono davvero. In medicina, una malattia venerea è una malattia infettiva il cui modo di trasmissione è principalmente per contagio diretto in occasione di attività sessuali.
Sono, in genere, causate dalla trasmissione di batteri, virus, parassiti o funghi che vanno da un corpo all'altro attraverso il contatto della pelle o delle mucose genitali e si trasmettono soprattutto durante rapporti sessuali non protetti.

  

BRIEF RICEVUTO
L'incidenza delle MST  è in continuo aumento: la carenza di conoscenze e la difficoltà meccanica di accesso ai contraccettivi aumentano il rischio di infezioni sessualmente trasmissibili. È necessario lanciare un messaggio che inviti ad utilizzare il profilattico perché è sinonimo di rispetto verso se stessi e i propri partners.

  

TARGET

Il target della campagna è composto da tutti coloro che non utilizzano contraccettivi e, in particolare ai giovani che hanno iniziato da poco, o cominceranno, ad avere rapporti sessuali.

  

OBIETTIVI  DI COMUNICAZIONE
L'obiettivo della campagna è quello di far capire che utilizzare il preservativo significa principalmente proteggersi, volersi bene e rispettare i partners.

24.09.2014 # 3849
Un Brand per Napoli #5 - le strategie creative

Daria La Ragione // 0 comments

#3/4 Focus sui vincitori del contest sulle campagne sociali

Roberta Conte, Alessia Della Ragione, Gianguido Ranucci

Questo è il terzo dei quattro lavori prodotti dai nostri studenti del corso di Pubblicità Pro Art & Copy, vincitore ex aequo del contest sulle campagne sociali, per il quale i nostri sutdenti si sono cimentati non soltanto nella produzione di una campagna, ma hanno anche scelto il cliente e stilato brief e copy strategy.

Gli autori di questo bel lavoro sono Roberta Conte, Alessia Della Ragione, Gianguido Ranucci.


Gli abbiamo rivolto qualche domanda su questa esperienza. Eccole risposte:


Come mai avete scelto questo tema?
Abbiamo scelto il tema della prevenzione sessuale poiché riguarda tutti da vicino, e troviamo che sia un argomento molto delicato che tuttavia va affrontato con una buona dose di apertura mentale e coraggio. Inoltre in Italia, nonostante il terzo millennio, la questione è ancora un taboo.


Qual è stata la maggiore difficoltà nell'affrontarlo?
La maggiore difficoltà probabilmente è stata la “mira”. A quale target fare riferimento ottenendo tuttavia che la campagna rimanesse condivisibile o comunque comprensibile per tutte le fasce d'età? Inoltre quando c'è di mezzo il sesso i luoghi comuni sono acquattati dietro l'angolo e bisogna essere in grado (rimanendo in tema) di prevenirli.


Cosa avete imparato che prima non sapevate?
Che per prevenire realmente le malattie veneree si deve agire prima con l'informazione e l'educazione sentimentale e sessuale nelle scuole, e che “È più facile spezzare un atomo che un pregiudizio.” (A. Einstein)


C'è un aneddoto divertente legato a questo contest?
Sicuramente la prima reazione di uno dei componenti del team: alla proposta del palloncino, nata da un insight ha esclamato “A me fa schifo!”




Ecco invece cosa ne pensa Rino Cetara, docente del modulo di copywriting: «L’importanza di tenere alta la guardia sul problema della prevenzione delle malattie a trasmissione sessuale è da tutti condivisa. Le nuove generazioni hanno solo una vaga conoscenza del problema AIDS che registrò i primi casi in Europa a partire dal 1984 e che, nonostante cure sempre più efficaci, resta tutt’ora una minaccia. Va inoltre considerato che il numero delle malattie a trasmissione sessuale è considerevole, e ciò legittima l’adozione di comunicazioni mirate per la prevenzione. Si possono scegliere molteplici strategie per argomentare in tal senso e non sempre la strategia dello spavento o della minaccia possono rivelarsi efficaci. Nel caso specifico “l’arma di comunicazione” è l’ironia complice e divertita che coinvolge il lettore. Un modo soft e accattivante per suggerire la possibilità di vivere il piacere del sesso in tutta sicurezza. L’uso del preservativo non toglie nulla al piacere, aggiunge solo sicurezza. Un concetto ben sottolineato anche nella parte finale del body con un efficace doppio senso.»


Infine ecco il BRIEF e la COPY STRATEGY che hanno prodotto, cimentandosi anche nel difficile compito dell'account.



Nel nostro paese ogni anno i contagi di malattie sessuali sono più di mezzo milione l'anno. Non solo si può rischiare di morire, come per l'aids, ma si può anche rimanere sterili, come in caso di gonorrea o sifilide. Nella categoria dei giovani tra i 15 e i 24 anni si riscontra la più alta percentuale di casi (75%) Tra questi, secondo i dati istat, l'80% non sapeva che il preservativo impedisce la trasmissione di queste malattie. L'ipocrisia di una società dove il sesso è ancora un tabù crea disorientamento, e l'assenza di adeguate campagne informative o di corsi all'educazione sentimentale e sessuale fa sì che molti giovani affrontino il sesso mettendo seriamente a rischio la loro salute.

Complimenti ragazzi, ottimo lavoro!

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