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Mostre ed eventi // Pagina 197 di 218
07.01.2007 # 408
Roma | ANDY WARHOL | Fino al 7 gennaio 2007

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Roma | ANDY WARHOL | Fino al 7 gennaio 2007

Fino al 7 gennaio 2007

Per il 10° Anniversario del Dart Chiostro del Bramante Andy Warhol torna a Roma.
Pentiti e non peccare più! (Repent and Sin No More!) titolo della grandissima mostra che sarà al Chiostro del Bramante fino al 7 gennaio 2007.
Si tratta di una grande mostra tematica dedicata ad Andy Warhol, con la quale si celebrano i dieci anni di vita del Chiostro del Bramante quale spazio espositivo aperto al contemporaneo, che iniziò la propria attività proprio con una mostra su Andy Warhol, Viaggio in Italia.
La mostra, curata da Gianni Mercurio, è realizzata in collaborazione con The Warhol Museum di Pittsburgh.
Il catalogo, edito da Skira in italiano e inglese, introdotto da un saggio dello stesso curatore, contiene testi espressamente realizzati da Jean Baudrillard, Arthur Danto, Giorgio Montefoschi e di Demetrio Paparoni.
La mostra, composta da circa 80 opere su tela, per lo più di grande formato, fotografie e video provenienti dagli archivi del Warhol Museum, approfondisce un aspetto poco conosciuto dell'arte di Warhol: il suo legame con la spiritualità e la religione. Ridefinisce così la complessità umana dell'artista, il quale affronta con il suo lavoro il difficile rapporto che lega vita e morte.


07.01.2007 # 457
Roma | ANDY WARHOL | Fino al 7 gennaio 2007

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Roma | Paul Klee | Fino al 7 gennaio 2007

Fino al 7 gennaio 2007

Collezione Berggruen



Il pittore tedesco Paul Klee (1879-1940) è uno dei più amati artisti del XX secolo. Nato in Svizzera, ha studiato a Monaco di Baviera e viaggiato in Italia prima di ritornare a Berna (nel 1902) dove trascorse un lungo periodo di isolamento, studiando il lavoro di Kandinsky ed i suoi amici di Der Blaue Reiter cosi come i cubisti e Delaunay. È a seguito di un viaggio in Tunisia nel 1914 che cominciò a sviluppare uno suo stile proprio di forme astratte e rappresentazione simbolica. Nelle parole di Sabine Rewald (curatore del Metropolitan Museum, New York), "voltando le spalle alla natura, ricavava i suoi soggetti dalla propria immaginazione, dalle sue reazioni al mondo che lo circondava, esperienze del passato intorno a lui, poesia, musica e cose botaniche e scientifiche – in sintesi, un mondo di fantasia, pieno d'ironia, bizzarria, e humor birichino tuttavia intrecciato, soprattutto verso la fine della sua vita, con la melanconia."

Nel 1920 fu invitato ad unirsi ai docenti del Bauhaus, la scuola d'arte rivoluzionaria in Weimar. Così cominciò la decade più prolifica della sua carriera, producendo principalmente acquarelli e disegni piccoli ma squisiti. Non sorprende che una parte dei dipinti eseguiti durante gli anni al Bauhaus si riferiscono agli argomenti dei suoi corsi. La sua preoccupazione con l'interazione dei colori portò ai così detti dipinti a gradazione di colore, impregnati con un movimento andante dal chiaro allo scuro o dal primo piano allo sfondo. Altri lavori sono, contrariamente, più spiritosi, bizzarri o musicali. Nel 1931 lasciò il Bauhaus e ritornò in Svizzera con l'arrivo del regime nazista. Negli ultimi anni della sua vita, gracile ed ammalato, creò un vasto numero di gouaches e disegni illutsranti figure liriche, evanescenti, immaginarie, spesso rappresentanti angeli.

Nato a Berlino nel 1914, Heinz Berggruen emigrò negli Stati Uniti nel 1936. Dopo la guerra si trasferì a Parigi dove lavorò per l'UNESCO e, nel 1948, prese la decisione determinante di aprire una galleria d'arte sulla rive gauche. La sua lunga carriera è associata al lavoro di artisti quali Picasso, Mirò, Matisse, Juan Gris e molti altri. Ma Paul Klee (che non incontrò mai) occupava un posto speciale tra i suoi affetti e ripetutamente mostrava i suoi lavori, pubblicando cataloghi eleganti per l'occasione. Heinz Berggruen sta collezionando l'opera di Klee dalla metà degli anni 40. Nel 1973, ha donato 13 lavori di Klee al Musée National d'Art Moderne de Paris (oggi Centre George Pompidou), e in seguito 90 opere al Metropolitan Msueum of Art di New York. Un gruppo significativo di opere è anche presente nella collezione del Museo Berggruen di Berlino, museo fondato nel 1996 sotto nell'ambito dello Stiftung Preußischer Kulturbesitz (Soprintendenza del Polo Museale di Berlino). Come omaggio ad una carriera così strettamente associata al lavoro di Klee, l'attuale mostra riunirà lavori dai 3 musei sopra citati così come dalla collezione privata di Heinz Berggruen. Tutti i periodi e supporti sarranno rappresentati in mostra, con particolare enfasi agli anni Bauhaus.

La mostra sarà curata da Olivier Berggruen, figlio minore di Heinz Berggruen. Dopo aver studiato storia dell'arte alla Brown University e al Courtauld Institute di Londra, Olivier Berggruen ha lavorato alla Sotheby's di Londra, prima di curare numerose mostre museali tra cui: Matisse, Yves Klein e Ed Ruscha. Egli è curatore associato dello Schirn Kunsthalle di Francoforte.

Olivier Berggruen

07.01.2007 # 456
Roma | ANDY WARHOL | Fino al 7 gennaio 2007

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Torino | CARLO MOLLINO | Fino al 07-01-2007

Fino al 07-01-2007

GAM Galleria Civica d'Arte Moderna e Contemporanea di Torino?Castello di Rivoli Museo d'Arte Contemporanea




Carlo Mollino, architetto, nasce nel 1905 e si forma al Politecnico di Torino dove si laurea nel 1931. Sciatore, automobilista, pilota di aerei, Mollino si trova ben presto inserito nel vivace ambiente culturale della Torino tra le due guerre, dove stringe amicizia con personalità della cultura e dell'arte. Nei propri progetti, accanto ad una rigorosa preparazione tecnica, particolarmente attenta all'aspetto funzionale, sarà sempre presente un dialogo serrato tra elementi di modernità ed una forte sensibilità rivolta all'antico. Tra il 1933 e il 1973, anno della sua improvvisa scomparsa, realizza in tutto solo una decina di opere architettoniche. Tra i suoi capolavori vanno segnalati la Società Ippica Torinese (1937 – 1940) dove il razionalismo esalta ed amplifica elementi metafisici; l'edificio per la Slittovia del Lago Nero (1946 – 1947) in cui la tradizionale tipologia di costruzione alpina si trova rielaborata in forme inedite e il nuovo Teatro Regio di Torino (1965 – 1973) il cui interno lo stesso Mollino definì come ispirato ad "una forma intermedia tra l'uovo e l'ostrica semiaperta".??Altrettanto importante la sua opera di progettista di interni. Con gusto surrealista concepisce la Casa Miller (1936) e la Casa Devalle (1939 – 1940). Nel 1949 inizia l'insegnamento alla Facoltà di Architettura del Politecnico di Torino mentre l'anno successivo è invitato a partecipare ad una mostra itinerante in undici musei americani. Mollino non progetterà mai per la grande industria. La maggior parte dei suoi mobili sono eseguiti come pezzi unici. Gli anni più prolifici della sua carriera professionale si interrompono bruscamente nel dicembre 1953, con la morte del padre Eugenio. L'attività di architetto si sospende a vantaggio delle passioni per l'automobilismo e dell'acrobazia aerea. Nel 1954 progetta la Nube d'argento, un veicolo espositivo per l'azienda nazionale del gas, e l'anno successivo crea, tra le altre, una vettura da competizione, il Bisiluro, che parteciperà quello stesso anno alla 24 Ore di Le Mans. Dà forma in seguito a due auto da record rimaste allo stato di modello. Nel 1960 Mollino riprende il lavoro di architetto e inizia la sistemazione dell'alloggio in via Napione a Torino, oggi Museo Casa Mollino. Di Carlo Mollino scrittore rimangono numerosi saggi e libri che spaziano dalla narrativa all'architettura, dalla tecnica sciistica alla critica fotografica, tra cui ricordiamo Il Messaggio dalla Camera Oscura, scritto nel 1943 e pubblicato nel 1949. ???GAM Galleria Civica d'Arte Moderna e Contemporanea di Torino?La mostra alla GAM offrirà un'ampia visione della ricca esperienza molliniana chiarendone lo spirito, la poetica, le tematiche e le qualità del lavoro dell'architetto, attraverso l'esposizione dei rari mobili autentici, originali unici, tra cui il tavolo per Casa Orengo, un tavolo "a vertebre" conservato presso il Brooklyn Museum di New York e concesso in prestito per la prima volta dal 1950, e una stupefacente scrivania, proveniente dal Centre Pompidou di Parigi.?La mostra presenterà opere provenienti da collezioni private americane ed europee, tra cui la più completa esistente, quella del gallerista svizzero Bruno Bischofberger.?La Facoltà di Architettura dell'Università di Miami ha realizzato, con un apposito corso, alcuni modelli di edifici ed interni che verranno esposti con una selezione dei celebri disegni dell'architetto, a volte eseguiti con entrambe le mani. ?Tra le opere di maggior curiosità in mostra alla GAM: un'auto da record, lunga 5,5 metri, costruita in scala reale dal Gruppo Stola di Cascine Vica, l'automobile Bisiluro, proveniente dal Museo della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano, e la ricostruzione di una camera da letto degli anni '30 con pareti di seta capitonné.???Castello di Rivoli Museo d'Arte Contemporanea?Alla grande passione per la fotografia, che occupa un posto di assoluto rilievo nella produzione di Mollino, è dedicata la rassegna ospitata al terzo piano del Castello di Rivoli dove viene presentata la produzione fotografica dell'autore, con materiali inediti provenienti da collezioni internazionali e dal Museo Casa Mollino. ?Un'ampia selezione di fotografie, oltre duecento esemplari, unitamente a pezzi emblematici, permetterà di riunire i vari momenti di quella che fu sempre una componente intima nel rapporto tra Mollino e la propria creatività. ?L'opera fotografica dell'architetto torinese si può suddividere in cinque capitoli: i fotomontaggi di architetture e le fotografie d'interni per le riviste di settore, la fotografia in bianco e nero di stampo surrealista intorno agli anni Quaranta, la fotografia sullo sci in gran parte finalizzata alla pubblicazione del suo volume di tecnica sciistica, la fotografia della seconda metà degli anni Cinquanta e infine le polaroid, ritratti femminili realizzate dagli anni Sessanta sino alla morte. ???

07.01.2007 # 454
Roma | ANDY WARHOL | Fino al 7 gennaio 2007

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Merano | Sound Zero | Fino al 07 gennaio 2007

Fino al 07 gennaio 2007

SOUND ZERO si presenta come una galassia di eventi: 150 opere esposte, tra manifesti, cover, performance e video e wall paintings. Si parte dagli anni '60 con la nascita della cultura Pop, fenomeno che influenzò il campo artistico e musicale scegliendo un linguaggio universale e accessibile a tutti; si continua con un viaggio nell'arte psichedelica esplosa negli anni '70, per arrivare al periodo della Street Culture, cioé a quella cultura di strada che è stata il terreno fertile per i graffitisti degli anni '80.

07.01.2007 # 384
Roma | ANDY WARHOL | Fino al 7 gennaio 2007

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Modena | Yayoi Kusama Metamorfosi| Fino al 7 gennaio 2007

Fino al 7 gennaio 2007

Dal 14 settembre al 7 gennaio 2007, la Galleria Civica di Modena ospiterà una mostra dell'artista giapponese Yayoi Kusama. I visitatori troveranno alla Palazzina dei Giardini quattro installazioni ambientali, quadri e sculture oggettuali. Progettata dall'artista medesima, la mostra si apre con un ambiente dedicato alla sfera e si prolunga con due ambienti oscurati, nei quali vengono distribuiti punti di colore illuminati: un modo per rendere appariscente quanto possa essere allucinato un semplice locale domestico. E per estensione, quanto estranee ci possano diventare le cose che consideriamo più vicine. In un attimo tutto si fa nemico, indecifrabile, ostile. Lo spettatore camminerà poi in una stanza fatta di forme biomorfe e trasformata in un divertente labirinto, per giungere poi ai quadri in cui l'artista dipinge con maniacalità i suoi cerchietti o riempie scatole, scarpe, contenitori improbabili di piccole forme inquietanti, come microrganismi che ci assediano e come piccole escrescenze che crescono senza controllo.
Ecco allora che emergono i fulcri su cui è disegnata l'esposizione e l'intera produzione dell'artista: l'odio/amore per il controllo, appunto, ma anche il fare manuale e la creatività in generale come antidoto all'ansia.

Yayoi Kusama non dice la sua età. Vive e lavora a Tokyo.

06.01.2007 # 714
Roma | ANDY WARHOL | Fino al 7 gennaio 2007

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Roma | Stanley Kubrick | Fino al 6 gennaio 2008

Fino al 6 gennaio 2008

Dedicata a uno dei maestri indiscussi della storia del cinema, la mostra "Stanley Kubrick" presenta l'opera del regista americano ponendola in relazione con il materiale preparatorio e tecnico proveniente dagli archivi dello Stanley Kubrick Estate, resi accessibili per la prima volta in quest'occasione: documenti inediti, copioni, appunti di regia, fotografie, testimonianze e filmati dal backstage, plastici, costumi e ricostruzioni di alcune delle più suggestive ambientazioni sceniche.?L'obiettivo dell'esposizione, ideata e prodotta dal Deutsches Filmmuseum e dal Deutsches Architektur Museum di Francoforte in collaborazione con
Christiane Kubrick e Jan Harlan (The Stanley Kubrick Estate), è quello di condurre il pubblico "dietro la macchina da presa", mettendo in luce il personalissimo metodo di lavoro del regista, il suo costante interesse per l'architettura, il design, l'arte, la musica e la letteratura, e rivelando i segreti che si celano dietro ai numerosi espedienti tecnici che diedero forma ad alcune delle sequenze più celebri dei suoi lavori.
Dopo un'introduzione di carattere biografico, nella quale vengono presentati i reportage per la rivista Look e le pellicole degli esordi (Day of the Fight, Flying Padre, Mr. Lincoln, The Seafarers, Fear and Desire), la mostra si articola per sezioni tematiche atte a ripercorrere l'intera filmografia del regista, compresi i grandi progetti che non hanno mai visto la luce, ma ai quali aveva lavorato a lungo, come Napoleon, Aryan Papers e A.I. (Artificial Intelligence), in seguito realizzato da Steven Spielberg. Alla sezione "Kubrick in bianco e nero", che raggruppa Il bacio dell'assassino, Rapina a mano armata e Lolita, segue quella dedicata ai film con soggetto bellico (Orizzonti di Gloria, Il Dottor Stranamore, ovvero come imparai a non preoccuparmi e ad amare la bomba e Full Metal Jacket), quella incentrata sui film di carattere storico (Spartacus, Napoleon e Barry Lyndon), i thriller psicologici come Shining e Arancia Meccanica, per finire con Eyes Wide Shut.