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Mostre ed eventi // Pagina 207 di 223
20.10.2006 # 409
Roma | Sensi Sotto Sopra | Fino al 20 ottobre 2006

Ilas Web Editor // 0 comments

Roma | Sensi Sotto Sopra | Fino al 20 ottobre 2006

Fino al 20 ottobre 2006

La mostra sensi Sotto Sopra apre gli orizzonti della percezione capovolgendo il rapporto abituale tra lo spettatore e l'opera. Per via del loro carattere immersivo, connettivo oppure interattivo, le opere presentate, ad alto contenuto tecnologico, propongono non più un punto di vista ma una molteplicità di angoli di visione. Questo percorso sconvolge la normale fruizione di un teatro, investendone tutti gli spazi, cambiando il modo stesso di esservi presenti per coinvolgere il pubblico in modo curioso e dinamico. Gli artisti presentati, raramente visti in Italia, provengono da percorsi artistici non "canonici", cresciuti con le nuove tecnologie e nell'ambito della nostra società dell'informazione e connessione sempre più avanzata.

La mostra si svolge nell'ambito del Romaeuropa Festival 2006 al Teatro Palladium, Università d Roma Tre.

22.10.2006 # 359
Roma | Sensi Sotto Sopra | Fino al 20 ottobre 2006

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Trieste | Andy Warhol's Timeboxes | Fino al 22 ottobre 2006

Fino al 22 ottobre 2006

Le costruzioni informi, gli interni, i contenuti degli interni; opere originali, film, screen-test, grafica, sono tutte capsule del tempo warholiano.
Camminare al loro interno, percorrerle significa entrare nelle molecole più intime della infinita capsula che è il contenitore del pensiero di Warhol.
Un suo film è una capsula, un suo screen-test è una capsula, una sua copertina di un disco è una capsula in quanto l'artista in ogni sua espressione ha disvelato un contenuto, uno per volta, ognuno con il proprio specifico, di quel imprendibile, agglomerato di invenzioni che faceva capo al suo "io".

Tutto ciò che fa parte del progetto espositivo fin qui specificato si riferisce alla complessa verità dell'uomo e dell'artista Warhol. Le grandi costruzioni informi rimandano al caos di un universo metropolitano cresciuto nel disordine nell'appartenenza al fallimento di una concezione illimitata nello sperpero di energie primarie. All'interno dove Warhol realizza attraverso la propria opera un riordino del cosmo lanciato all'infinito (infiniti oggetti), si esplica la presenza vigile della memoria storica e civile dell'essere umano. Ricordare, inscatolare significa per Warhol vivere nel presente senza nulla rifiutare di ciò che esiste, collezionare anzi, l'intuibile dai sensi. Ma significa anche aver affinato una percezione che partendo dalla veloce messa a fuoco di un elemento minimo si espande, si fa opera sufficiente in sè, si fa futuro e poesia che evoca anche il passato. Dice Jean Claire "la modernità è cosa antica".

Le capsule del tempo con la loro presenza fisica in mostra rimandano all'idea di luogo cerebrale interno al cuore e alla mente di Warhol. Capsule come laboratorio mentale le cui funzioni sono infinite e incontrollabili, di ognuna cambia il contenuto, ma non cambia la tensione creativa che da esse parte. Capsule molecole, capsule neuroni sempre collegate con la vita che le circonda. Contenitori di utile e inutile come categorie ingiudicabili delle vicende della storia umana.

08.10.2006 # 325
Roma | Sensi Sotto Sopra | Fino al 20 ottobre 2006

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Civitanova Marche | Cartacanta | Dal 5 al 08 ottobre 2006

Fino al 8 ottobre 2006

"Tutto ciò che è di carta"


Festival expò dedicato alla carta e alle diverse forme in cui, nel tempo, è stata utilizzata: come supporto alla comunicazione e nell'attività industriale e artigianale. In occasione del Festival Expò verranno organizzati eventi e concorsi.


01.10.2006 # 396
Roma | Sensi Sotto Sopra | Fino al 20 ottobre 2006

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Venezia | Where are we going | Fino al 1 ottobre 2006

Fino al 1 ottobre 2006

La nuova stagione di Palazzo Grassi viene inaugurata con la mostra
"Where Are We Going?" opere scelte dalla Collezione François Pinault (30 Aprile 2006 - 1 Ottobre 2006), una selezione di capolavori dalla collezione di Pinault, per la prima volta offerti agli occhi del pubblico. Curata da Alison M. Gingeras, la mostra propone opere dal dopoguerra in poi e comprende varie correnti artistiche come la Scuola di New York e l'Astrattismo Europeo, l'Arte Povera, il Minimalismo, il Post Minimalismo e la Pop Art, oltre a esponenti delle più recenti rivisitazioni Pop.

La mostra prende spunto dalla celebre domanda formulata da Paul Gauguin all'alba del Modernismo, riproposta nel 2000 da Damien Hirst per il titolo di una sua scultura. "Where are we going?" trova ora una nuovo significato: la natura evocativa e provocatoria delle opere esposte propongono una riflessione sulla condizione umana, sulla cultura contemporanea e sul futuro del mondo in cui viviamo. Temi centrali nel lavoro di molti artisti d'avanguardia e principi ispiratori del collezionista François Pinault.

In mostra vi è solo una piccola parte della vasta collezione di François Pinault: circa duecento opere di oltre cinquanta artisti, dai grandi maestri del dopo-guerra come Mark Rothko, Piero Manzoni e Donal Judd, fino a star internazionali come Damien Hirst, Pierre Huyghe, Cindy Shermann e Maurizio Cattelan, ma anche una generazione di artisti più giovani come Urs Fischer, Piotr Uklanski e Rudolf Stingel. Varietà e qualità delle opere a conferma dell'interesse di François Pinault nei confronti degli artisti più influenti e provocatori dei nostri tempi.

01.10.2006 # 385
Roma | Sensi Sotto Sopra | Fino al 20 ottobre 2006

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Milano | Between Dreams and Reality | Fino al 1 ottobre 2006

Fino al 1 ottobre 2006

Allo Spazio Oberdan di Milano la prima grande mostra italiana dell'artista australiana Tracey Moffatt (Brisbane, 1960). La retrospettiva, promossa dalla Provincia di Milano in collaborazione con il Museo di Fotografia Contemporanea di Cinisello Balsamo e curata da Filippo Maggia, raccoglie oltre 120 fotografie più diversi film realizzati dalla Moffatt a partire dal 1989.

"Making art is quite therapeutic", ha detto una volta Tracey Moffat parlando di sé. Questo breve assunto rivela molto della personalità dell'artista e soprattutto del suo modo di interpretare l'esperienza artistica, pratica che sovente si riferisce a storie e vicende personali. Di origini aborigene, ma cresciuta in una famiglia bianca cui era stata data in affido secondo la politica dell'epoca, Tracey Moffat si lascia affascinare velocemente dalla cultura pop che caratterizza il clima di quegli anni.

Immagini tratte da riviste, cinema e televisione iniziano a costituire quell'universo simbolico che diventerà un punto di riferimento nella maggior parte dei suoi lavori, accanto al tema sempre presente e in parte autobiografico della ghettizzazione-segregazione vissuta e intesa in tutti i suoi aspetti: razziali, sociali, sessuali. Ricordi infantili tornano alla memoria mescolandosi alla cultura di massa, alla cultura dominante nel nostro tempo, e non vi è più differenza. Tutto si confonde in un racconto poco lineare costruito su più livelli narrativi ed emotivi. Si colgono gli elementi di una storia, ma non il filo che li unisce.


30.09.2006 # 386
Roma | Sensi Sotto Sopra | Fino al 20 ottobre 2006

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Napoli | GIARDINO | Fino al 30 settembre 2006

Fino al 30 settembre 2006

Giardino - luoghi della piccola realtà, questo il titolo dell' esposizione, intende indagare -nell'intento di Hegyi- "lo sviluppo di nuovi contesti sensibili, la creazione di nuovi e intimi legami fra i regni e le esperienze personali che generano costellazioni estremamente sorprendenti (...) e nuovi domicili che costituiscono zone ideali per accentuare la percezione di realtà concrete".

Dopo aver indagato -con The giving person- le ragioni della creazione artistica contemporanea e i processi intellettuali ed emozionali che sfiorano la sfera percettiva della realtà, e dopo la narrazione di una Napoli crocevia di vitalità e fermenti creativi, aperta al dialogo internazionale descritta in Napoli presente, Hegyi riflette con Giardino sul tema del domicilio inteso non già nella sua accezione abitativa, ma in quella più segreta di un luogo personalissimo ed emozionale.

I 25 artisti in mostra propongono, attraverso diversi linguaggi -dall'installazione al disegno, dalla fotografia alla pittura- un viaggio nell'universo individuale di ciascuno alla ricerca di una dimora mentale, immaginaria, che ne aiuti la collocazione sociale in una micro-comunità, proprio nell'ambito del problema –sollevato dal filosofo francese Jean-François Lyotard- di reperire criteri di giudizio e di legittimazione che abbiano valore locale e non più universale.

Le opere in mostra raccontano dunque mondi reconditi, afflati comuni, legami poetici tra uomini e luoghi al confine tra personale e privato, intimo e collettivo.

artisti in mostra:
Riccardo Albanese, Ruth Barabash, Massimo Bartolini, Valerio Berruti, Simone Berti, Davide Cantoni, Loris Cecchini, Jiri Cernicky, May Cornet, Jan Fabre, Flavio Favelli, Gloria Friedmann, Alberto Garutti, Paolo Grassino, Laura Lancaster, Carla Mattii, Olivier Millagou, Mihael Milunovic, Tessa M. Den Uyl, Ursula Palla, Marina Paris, Jeanne Susplugas, Vedovamazzei, Katerina Vincourova, Italo Zuffi.