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Mostre ed eventi // Pagina 202 di 220
25.11.2006 # 458
Milano | Mimmo Paladino | Fino al 25 novembre 2006

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Milano | Mimmo Paladino | Fino al 25 novembre 2006

Fino al 25 novembre 2006

Da circa trent'anni Mimmo Paladino è considerato uno dei maggiori protagonisti della scena artistica internazionale, le sue mostre non mancano mai di stupire e costituiscono un importante evento culturale. La Galleria Cardi e la Galleria Christian Stein di Milano sono liete di annunciare due mostre di grandi tele e installazioni di Mimmo Paladino che testimoniano un momento particolarmente creativo dell'artista campano. Assente dal capoluogo lombardo dalla primavera del 2003, Paladino ha recentemente realizzato come regista Quijote, una riscrittura in chiave filmica del Don Chiscotte di Cervantes. Presentato alla Biennale Cinema di Venezia, Quijote – nel quale recitano tra gli altri Alessandro Bergonzoni, Enzo Cucchi, Lucio Dalla, Remo Girone, Enzo Moscato, Edoardo Sanguineti – ha riscosso un ampio consenso di critica. Alla Galleria Cardi Paladino presenta tra l'altro tre grandi tele, una delle quali chiusa da una cornice barocca a fasce larghe, sulla quale è intervenuto pittoricamente. Altra opera di rilievo presentata è "Fotogrammi / Pitture Armate", un'installazione composta da 34 piccole tele con cornici e inserti di ferro. Come sottolinea il critico Demetrio Paparoni nel testo in catalogo, "I soggetti di Fotogrammi, dipinti armati sono paesaggi, ritratti e nature morte, disposti secondo un ordine che l'artista non considera vincolante. Così come le diverse scene di Quijote sono state realizzate per poi essere assemblate in fase di montaggio, anche le singole tele che costituiscono Fotogrammi, dipinti armati possono prendere l'una il posto dell'altra. L'opera è intesa cioè come un mazzo di carte che, mescolate, offrono di volta in volta combinazioni sempre diverse: spostando la posizione delle singole tele l'opera muta di senso senza tuttavia perdere la sua identità originaria, data dall'indivisibilità dell'insieme. Lo stesso Paladino dice che quest'opera nasce dall'esperienza del suo Don Chisciotte, ma che in corso d'opera ha deciso di renderla autonoma dal progetto originale. L'opera si è caricata così di nuove implicazioni, che l'artista non aveva previsto e che ha prima assecondato e poi governato. Ancora una volta nel suo lavoro è la pratica a suggerire la teoria. Le tele che compongono Fotogrammi, dipinti armati hanno una sottile cornice di ferro, alla quale sono saldati dei manufatti di ferro trovati nell'officina del suo fabbro. Raccogliere degli scarti per Paladino significa prendere una forma che è già nel mondo. Pur utilizzando materiali (e oggetti) trovati, per le sue opere è tuttavia improprio parlare di ready-made: Duchamp si proponeva di eliminare la qualità individuale e artigianale dell'arte, che invece Paladino ha sempre esaltato." Alla Galleria Christian Stein Paladino presenta una grande installazione composta da legni bruciati che rappresentano figure umane e frammenti di corpo. A far da controaltare a quest'installazione sono due grandi tele sulle quali ritroviamo le cifre stilistiche tipiche dell'artista: teste, geometrie, criptogrammi. In queste due nuove mostre milanesi Paladino ripercorre in chiave meditativa le diverse tematiche da lui affrontate sin dagli esordi, prima tra tutte la "poetica del frammento", assemblaggio apparentemente caotico di elementi segnici – teste umane e di cavalli, braccia, mani, gambe, maschere, elmi, simboli criptici che rimandano a geometrie, numeri... – "rubati" alla storia dell'arte e resi attuali attraverso una cifra stilistica personale. "Ancora una volta Paladino conferma che la pittura non è mai morta," afferma Renato Cardi. "Sia per la loro capacità di fuoriuscire dai limiti della bidimensionalità del quadro, sia per il saper guardare a linguaggi quali quelli del cinema e della musica, queste opere," dice ancora Cardi, "dimostrando che oggi si può ancora pensare al quadro in termini nuovi, senza per questo dover negare i valori della tradizione."

26.11.2006 # 414
Milano | Mimmo Paladino | Fino al 25 novembre 2006

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Roma | "FLOR" | Fino al 26 novembre 2006

Fino al 26 novembre 2006

IL MISTERO DEL CORPO FEMMINILE


Suggestivi chiaroscuri dalle forme equilibrate e simboliche, nelle 62 opere di Flor Garduño esposte dal 7 ottobre al 26 novembre 2006 al Museo di Roma in Trastevere



Una serie di nudi che ripercorrono le diverse fasi dell'esistenza della donna, un percorso di immagini attraverso i simboli della fertilità e del potere femminile. "Flor" è la mostra ospitata dal prossimo 7 ottobre dal Museo di Roma in Trastevere, promossa dal Comune di Roma, Assessorato alle Politiche Culturali Sovraintendenza ai Beni Culturali, in collaborazione con l'Istituto Svizzero di Roma, il Dicastero Cultura del Comune di Ascona ed organizzata da Zètema Progetto Cultura. L'esposizione, dedicata alla fotografa messicana Flor Garduño, presenta le immagini raccolte nel libro "Flor", edito da Peliti Associati e recentemente pubblicato in Europa e negli Stati Uniti, che raccontano di una donna, prima bambina poi adolescente infine matura e consapevole, ma sempre fuori dai canoni e sempre bellissima. L'utilizzo di oggetti, maschere, animali, vegetali e velature suggerisce un mito sulle origini tutto al "femminile", in cui i corpi delle donne recano in sé i simboli di una propria sacralità in quanto dedicati alla vita. Al "maschile" vengono invece concessi un ruolo ed una presenza allusiva, sotto forma di citazione, attraverso una simbologia meditata: una spada, alcuni pistilli, un fascio di luce. Si realizza, così, con una costante dualità di corpi e oggetti una chiave di lettura privilegiata delle opere.

25.11.2006 # 398
Milano | Mimmo Paladino | Fino al 25 novembre 2006

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Napoli/Roma | DI-SEGNI | Fino al 25 novembre 2006

Fino al 25 novembre 2006

La mostra DI-SEGNI / DRAWING(S) nelle sedi di Napoli (dal 27 settembre) e di Roma (dal 29 settembre) dello Studio Trisorio presenta artisti di diverse generazioni – da Carla Accardi, Trapani 1924, a Wael Shawky, Alessandria d'Egitto 1971 – e di diversa origine e cultura – nati in Italia, in Grecia, in Germania, in India, in Spagna, nel Galles, in Egitto, sulle opposte sponde del Mediterraneo o in riva ai grandi oceani; abitano da tempo grandi centri in cui si sono pienamente integrati, o solo in parte, esuli volontari, migranti o stanziali, oppure vivono ed operano in aree che avremmo detto una volta periferiche, ma non meno dense di vita e di storia, e allora cittadini del mondo attuale nelle sue varie conformazioni. Sono uomini e donne, laici e religiosi, ampiamente riconosciuti nel mercato dell'arte oppure attualmente più defilati. Il mondo di oggi nella sua infinita varietà e ricchezza è il loro terreno comune.
Oltre a questa comune condivisione quel che li unisce in questa occasione è una radice antica quanto la cultura dell'uomo: la pratica del disegno nelle sue molteplici variazioni – appunto, progetto, nota a margine, tracciato incontrollato, o texture pazientemente, appassionatamente, amorosamente, costruita, a segnare un punctum, un momentum della loro esperienza di quel mondo e di quel tempo che condividono, anche quando se ne siano andati, ma che continuano a segnare con la presenza attuale di una loro personalissima traccia.

19.11.2006 # 446
Milano | Mimmo Paladino | Fino al 25 novembre 2006

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Napoli | alla scoperta del vesuvio | Fino al 19 novembre 2006

Fino al 19 novembre 2006

obiettivo sul vulcano



Il Centro di documentazione PAN | Palazzo Arti Napoli, che ospita la mostra Alla scoperta del Vesuvio curata da Giuseppe Galasso e Alessandro Nicosia nell'ambito di Mesimex 2006, ha scelto di affiancare la vasta rassegna storica con una sezione di immagini che documentano letture contemporanee del territorio vesuviano. ??Attraverso la fotografia di dodici autori napoletani si ritorna così a riconoscere, con differenti sfumature e molteplici sentimenti, una potente e reciproca appartenenza tra il vulcano e l'area metropolitana di Napoli. ??Per questa descrizione della città contemporanea si assiste, come in una scena mutevole e sorprendente, dove "distante" e "vicino" restano sospesi per l'assenza di un canone, alla continua variazione di punti di osservazione ed ipotesi tematiche che, tuttavia, confermano l'intreccio di relazioni spaziali, ambientali, paesaggistiche, emozionali, culturali, che da quell'appartenenza traggono forza ed identità. ??Dalla visione in cronaca di un'edilizia strutturata, ma anche di margini e di confini stridenti, alla ricerca di quei panorami così rapidamente assimilabili e già ovunque fagocitati in cartolina, icona, spot, attraverso la gestualità del lavoro e quella delle rappresentazioni di simboli, misteri e luoghi comuni; dall'ambizione di bellezza delle rovine archeologiche trasformate in beni, all'inafferrabile e quasi impossibile riproduzione del Vesuvio in primi piani materici, con i suoi colori, odori, vapori, squarci in quota.??In mostra scatti di : Peppe Avallone, Aniello Barone, Cecilia Battimelli, Antonio Biasiucci, Gianni Fiorito, Giacomo Garzya, Paola Pagliuca, Lucia Patalano, Sergio Riccio, Mario Spada, Sergio Varriale e le tele di Annamaria Bova.

19.11.2006 # 380
Milano | Mimmo Paladino | Fino al 25 novembre 2006

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Milano | Martin Parr | Fino al 19 novembre 2006

Fino al 19 novembre 2006

La grande retrospettiva di un maestro della nuova documentazione fotografica.
La retrospettiva completa di uno dei più originali, innovativi e conosciuti fotografi dei nostri giorni. Membro di Magnum Photos, Parr ha raccolto qui le sue immagini più sorprendenti, gli allestimenti più famosi, il fascino, l'ironia e il paradosso della sua visione. Questa mostra antologica intende esplorare le modalità con cui, nelle ultime tre decadi (1970-2005), l'autore sia riuscito a rivitalizzare e connotare in modo unico la fotografia di documentazione sociale, diventandone una delle figure più innovative ed influenti. La mostra presenta dunque l'intera produzione di Martin Parr e cerca di ricreare, laddove possibile, il senso delle istallazioni realizzate in passato, per recuperare l'atmosfera dei suoi diversi interventi artistici e fotografici.
Una retrospettiva completa e di grande interesse per uno degli autori più acclamati di questi anni. A cura di Val Williams, questa mostra viene presentata a Milano dopo il successo di Londra (Barbican), Parigi (Maison Europenne de la Photographie) per l'unica, esclusiva, tappa italiana.

15.11.2006 # 419
Milano | Mimmo Paladino | Fino al 25 novembre 2006

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Bari | PICASSO ILLUSTRATORE | Fino al 15 novembre 2006

Fino al 15 novembre 2006

La più prestigiosa sede espositiva barese, il Castello Svevo, sarà teatro a ottobre di due importanti iniziative: la mostra PICASSO ILLUSTRATORE e l'edizione 2006 di SIGNS, una delle più importanti vetrine per l'alta gioielleria e orologeria in Italia.

Dopo il grande successo della mostra delle incisioni di Chagall dello scorso anno, dal 7 ottobre al 15 novembre 2006 le sale del castello accoglieranno una selezione di 100 tavole originali e litografie di Pablo Picasso (1881-1973), tratte dai suoi più importanti 'libri d'artista' come Le Metamorphoses di Ovidio (1931), Le chef d'oeuvre inconnu di Honoré de Balzac (1931), l'Histoire naturelle di Buffon (1942), Dos Contes di Reventós (1947), Dans l'atelier de Picasso di Sebartés (1957), stampati dai più rinomati editori d'arte del '900, come Ambroise Vollard, Tériade e Albert Skira.
Le opere grafiche, nate come illustrazioni a testi scritti non sono da considerarsi come opere minori dell'artista, quanto un'importante componente della sua poliedrica attività creativa. D'altro canto lo stesso Picasso apprezzava l'etichetta di 'ilustrador-pintor'.
Artisticamente compiuti e assolutamente autonomi rispetto alla narrazione contenuta nei libri, questi fogli, oltre a rivelare il lavoro e l'interesse di Picasso nell'àmbito dell'editoria, testimoniano la sua evoluzione e la sua sperimentazione artistica nel campo della grafica, lungo un periodo di oltre quarant'anni.
Amico di poeti e letterati, Picasso illustrò molti libri di scrittori suoi amici, quali Max Jacob, Tristan Tzara, Paul Eluard, Jean Cocteau, ma senza dimenticare i capisaldi della letteratura classica. È certo che molte delle sue creazioni nacquero da complicità con gli autori, da sperimentazioni congiunte, dove letteratura e pittura si fondono inscindibilmente.
Le tavole presentate a Bari rappresentano un compendio assai esemplificativo delle tematiche più proprie dell'artista spagnolo, dalla mitologia all'erotismo, dalla creazione artistica alla tauromachia, ed esprimono un'intensa forza emotiva, nata dalle sue inquietudini intellettuali generate da un immaginario fantastico.