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Mostre ed eventi // Pagina 196 di 220
11.03.2007 # 479
Venezia | La collezione Pinault | Fino al 11 marzo 2007

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Venezia | La collezione Pinault | Fino al 11 marzo 2007

Fino al 11 marzo 2007

La mostra presenta le opere dei 18 artisti viventi selezionati dalla collezione François Pinault chiamati a un'analisi approfondita nei confronti della società attuale, della comunicazione di massa e del ruolo dell'uomo nel mondo. Una perfetta incarnazione dell'arte Post Pop.
La presenza americana è sicuramente la più influente: la maggior parte degli artisti presenti provengono da oltre oceano e analizzano, con modalità differenti, lo stile di vita americano, quell'American Dream continuamente citato e volutamente dibattuto. Lo scenario è completo: l'irriverente carattere pop e kitsch di Jeff Koons, la riflessiva meticolosità tecnica rapportata alle sconcertanti dimensioni spaziali di Charles Ray, l'analisi sul corpo inteso come oggetto sessuale nell'opera di Paul McCarthy, l'estrema raffinatezza di David Hammons, con la quale viene dichiaratamente attaccato il problema razziale e di classe della società americana. La peculiare atmosfera hollywoodiana degli acrilici di Ed Ruscha, artista sinonimo per eccellenza di Los Angeles, la tensione indissolubile tra testo e immagine dei dettagliati e violenti disegni di Raymond Pettibon, per concludere con i 22 provocatori e aggressivi quadri "testuali" di Christopher Wool, intesi come veicolo di interpretazione sociale e personale.
Accanto alla selezione americana è importante anche la presenza dei 3 artisti più rappresentantivi della generazione dei Young British Artists. Sarah Lucas e i fratelli Chapman. Segue la sala dedicata alle provocatorie, scioccanti e allo stesso tempo sorprendenti opere "in vetrina" di Damien Hirst, che chiudono il percorso YBA aprendo un contatto con la fotografia dell'artista russo Andreas Gursky.
Il rapporto con l'ambiente circostante, l'architettura, la città torna nelle spropositate e distorte sculture di silicone e acciaio del tedesco Thomas Schutte. Anche il simpatico androide bambino di Takashi Murakami ci rapporta in modo adolescenziale alla nostra società, di cui viene sottolineato con una vena amara l'aspetto forzatamente ludico e esageratamente estetico.
Il percorso espositivo si conclude con due artisti molto diversi ma accomunati in questo caso per aver portato al parossismo due chiari riferimenti storici, bilanciando perfettamente ironia e tragedia. Piotr Uklanski che utilizza il colorato collage di carta strappata con la tragica ingenuità di un bambino, e l'inquietante Hitler inginocchiato di Maurizio Cattelan che, trasferito dalla situazione in cui siamo soliti pensarlo, irrita la nostra abitudine visiva.



Venezia, Palazzo Grassi   

11.03.2007 # 480
Venezia | La collezione Pinault | Fino al 11 marzo 2007

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Venezia | Picasso - La joie de vivre | Fino al 11 marzo 2007

Fino al 11 marzo 2007

Attraverso più di 200 capolavori, tra dipinti, disegni e ceramiche provenienti da importanti collezioni pubbliche e private, Picasso, La Joie de vivre, 1945-1948 illustra una stagione di grande creatività e intensa sperimentazione.

Alla fine della seconda guerra mondiale, ringiovanito da un nuovo amore, Picasso torna in Costa Azzurra, riscoprendo le bellezze del Mediterraneo. Dopo aver raffigurato la tragedia di Guernica, la sua opera si trasforma in questo periodo in un'esplosione di colori, allegria e speranza.

La mostra di Palazzo Grassi propone inoltre numerose fotografie dell'epoca, che ritraggono alcuni momenti più intimi della vita e del lavoro del grande artista del XX secolo.

La mostra proporrà una scelta di circa 200 opere di Picasso (pitture, disegni, incisioni, sculture, ceramiche) ripercorrenti quattro anni della vita dell'artista, nel corso dei quali, nell'euforia dell'immediato dopoguerra, si sviluppano alcuni motivi ispirati al ritrovato Eden mediterraneo e alla sua mitologia. Questa tematica troverà la sua più bella espressione nell' opera « La Joie de vivre » , realizzata nell'ottobre 1946 ad Antibes.
L'esposizione fa seguito alla chiusura per lavori del Museo Picasso di Antibes. Oltre ai circa cento capolavori provenienti dalla collezione del museo, numerose altre opere perverranno da collezioni private e pubbliche.
Curata da Jean-Louis Andral, direttore del Museo Picasso di Antibes, la mostra sarà allestita nel secondo piano di Palazzo Grassi, mentre il primo piano sarà consacrato ad una selezione di opere della Collezione François Pinault.

06.03.2007 # 439
Venezia | La collezione Pinault | Fino al 11 marzo 2007

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Bologna e Roma | Annibale Carracci | Fino al 6 marzo 2007

Fino al 6 marzo 2007

Bologna - Museo Civico Archeologico Dal 22 settembre 2006 al 7 gennaio 2007


Roma - Chiostro del Bramante dal 23 gennaio al 6 marzo 2007



Nella odierna piena rivalutazione dell'arte del Seicento spetta finalmente anche ad Annibale Carracci (1560 – 1609), che per secoli ne è stato considerato il maggior rappresentante, l'attenzione specifica di una mostra monografica. Sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana, promossa dal Comune di Bologna – Cultura e rapporti con l'Università, dal Consorzio Università – Città di Bologna, dalla Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna e dal Comune di Roma, con il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, la Regione Emilia Romagna e la Provincia di Bologna, la mostra, a cura di Daniele Benati e di Eugenio Riccòmini, vanta un prestigioso comitato scientifico che si avvale dei più autorevoli studiosi internazionali dell'opera di Annibale. E' questa la prima esposizione dedicata esclusivamente al più giovane e più dotato dei tre Carracci, celebrato dai suoi contemporanei come il nuovo Raffaello, autore di dipinti e disegni fin da subito straordinariamente ammirati per novità di invenzione e felicità di esecuzione, eretti a modello da generazioni di artisti e oggetto di culto già dal Seicento nelle maggiori collezioni europee.

Sebbene un momento essenziale della riscoperta della pittura seicentesca fu proprio nella grande mostra bolognese del 1956 dedicata ai tre Carracci, nella vicenda critica che ha accompagnato la riabilitazione di quella stagione Annibale è stato letto come l'antagonista di Caravaggio: risultato tanto più paradossale in quanto proprio Annibale Carracci fu uno dei pittori contemporanei più stimati da Caravaggio, nonché uno dei suoi principali interlocutori (e non soltanto nell'impresa comune della Cappella Cerasi in Santa Maria del Popolo a Roma), in un dialogo serratissimo che sarà carico di conseguenze per la cultura artistica dell'intero secolo e oltre.

28.02.2007 # 545
Venezia | La collezione Pinault | Fino al 11 marzo 2007

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Roma | Fuksas - Unsessantesimodi secondo | Fino al 28 febbraio 2007

Fino al 28 febbraio 2007

unsessantesimodi secondo vuole essere un importante riconoscimento ad un architetto che della diversità e dell'ideazione ha fatto la sua forza. La mostra ripercorre interamente l'iter creativo di Massimiliano Fuksas, partendo dai progetti ideati negli ultimi anni, a ritroso, fino alle primissime realizzazioni dello studio. «La DARC, realizzando al MAXXI la prima grande mostra italiana sull'operato di Massimiliano Fuksas, intende, coerentemente con la propria missione istituzionale, promuovere la riflessione e l'approfondimento sull'attività di questo grande interprete della realizzazione e della comunicazione architettonica».

26.02.2007 # 438
Venezia | La collezione Pinault | Fino al 11 marzo 2007

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Napoli | EGITTOMANIA. ISIDE E IL MISTERO | Fino al 26 febbraio 2006

Fino al 26 febbraio 2006

Al Museo Archeologico Nazionale di Napoli una mostra che ripercorre i rapporti tra Egitto e Campania a partire dal IX sec. a.C., già all'inizio di quel periodo definito Orientalizzante che vide la penisola italiana investita e trasformata da due fenomeni: la colonizzazione greca e il commercio fenicio. Nell'ambito di tali traffici commerciali, accanto a preziose mercanzie in oro, argento, bronzo, avorio, oltre a vini e tessuti raffinati, arrivarono in Campania numerosi aegyptiaca, autentici o di imitazione: ovvero amuleti egizi in forma di scarabei, collane, pendagli e statuette, in faïence, argento, ambra e pasta vitrea.

18.02.2007 # 529
Venezia | La collezione Pinault | Fino al 11 marzo 2007

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Firenze | ANDREJ TARKOVSKIJ - LO SPECCHIO DELLA MEMORIA | Fino al 18 febbraio 2007

Fino al 18 febbraio 2007

La riscoperta del cinema tarkovskiano, con il suo portato di bellezza e di esistenzialità, può sicuramente rappresentare una strada importante per un rinnovato rapporto tra le arti, la comunicazione visiva e la coscienza dell'uomo. Grazie alla collaborazione dell'Ass.to alla Cultura e dell'Assessorato alla Toponomastica del Comune di Firenze, dell'Archivio storico del Comune di Firenze, della Mediateca Regionale Toscana e dell'Apt nonché della prestigiosa etichetta ECM Records, l'Istituto Internazionale Andrej Tarkovskij ha organizzato in occasione del Ventennale della scomparsa del regista russo, cinque importanti eventi quali l'apposizione della targa commemorativa presso l'abitazione del regista di Via S. Niccolò, una tavola rotonda: Andrei Tarkovskij. Poesia e immagine, due concerti di assoluto valore artistico al Teatro Goldoni: il nuovo lavoro del pianista francese Francois Couturier Nostalgia – Song for Tarkovsky, e il nuovo quartetto del pianista italiano Stefano Maurizi - World Music Quartet. E infine, la mostra fotografica Lo specchio della memoria. La mostra racconta la genesi del film autobiografico di Andrej Tarkovskij, Lo specchio. Molte immagini del film sono state create usando vecchie fotografie della famiglia risalenti alla prima metà del secolo scorso. Una ricomposizione dei frammenti di memoria delle persone care, dei luoghi, della storia del proprio paese racchiusi in una preziosissima raccolta fotografica, trasmessa dai genitori al regista come una vera e propria eredità storica e spirituale della famiglia. Una fonte documentaria dalla quale Tarkovskij attingeva le immagini per rappresentare la sua infanzia, il volto sofferente della giovane madre, il ricordo del padre al fronte, con il mitra a tracolla e gli occhi pieni dell'orrore della guerra.
Si tratta di più di cinquecento fotografie e negativi su vetro degli anni trenta scattate in gran parte da Lev Gornung, il grande fotografo e amico del poeta Arsenij Tarkovskij, padre del regista. Questa raccolta, conservata oggi a Firenze nell'Archivio Tarkovskij, rappresenta una testimonianza unica e irripetibile non soltanto dell'infanzia del cineasta, ma della storia russa del primo Novecento.
Una scelta accurata di circa 60 fotografie restaurate e ristampate guiderà lo spettatore attraverso il mondo dei ricordi e dei sogni dell'artista, assieme alle immagini delle riprese del film, dove i personaggi e i ricordi prendono vita e corpo nelle figure degli attori e nelle ricostruzioni scenografiche. Un percorso spirituale all'interno della vita e dell'opera di un grande artista, due ambiti che per lui sono sempre stati indivisibili. Tra i documenti verranno pubblicati la sceneggiatura, i diari di lavorazione e altri materiali inediti in Italia.