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Libri e riviste // Pagina 5 di 112
18.04.2017 # 4826
In equilibrio

Daria La Ragione // 0 comments

In equilibrio

Herb Ritts

C’è un elemento nell’immagine che produce “uno scarto nella fotografia”. Può anche essere soltanto il tema. Qualcosa che, senza essere un artificio, ti ci faccia ripensare o ti spinga a riguardarla. Voglio che queste foto reggano ancora fra cinquant’anni.

Herb Ritts

Introdotto da un testo di Alessandra Mauro, il volume è suddiviso in tre sezioni che ripercorrono idealmente tutto l’universo creativo di Herb Ritts. Alle fotografie si alternano brevi commenti dell’autore o dei personaggi con cui ha lavorato nel corso degli anni. Nella prima sezione, Corpi, superfici diverse, sono raggruppate le fotografie in cui è evidente lo sguardo attento di Ritts alla plasticità di corpi che, combinato con un accurato studio delle composizioni classiche, si traduce in scatti estremamente equilibrati e naturali. Segue la sezione Africa, continente che ha sempre esercitato un grande fascino sul fotografo, che gli ha dedicato numerosissimi viaggi anche a pochi giorni dalla sua scomparsa. L’ultima parte del libro si concentra sui Ritratti: molte delle fotografie comprese in questa sezione sono delle icone che hanno contribuito a rendere celebri alcuni grandi artisti tra cui Madonna – è di Herb Ritts la foto di copertina di True Blue e la regia del video Cherish – David Bowie, Richard Gere, Elizabeth Taylor e molti altri.

Chiude il volume l’intervista a Herb Ritts realizzata nel 1987 da David Fahey per il Collectors Photoghaphy.

Contrasto

18.04.2017 # 4827
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Daria La Ragione // 0 comments

Il giro dell'occhio

PierGiorgio Branzi

Il giro dell’occhio è libro che raccoglie le fotografie di Piergiorgio Branzi realizzate in più di cinquanta anni di sguardi sul mondo, anni di “osservazioni attive” di un grande interprete del nostro tempo.

Le sue immagini, suddivise e raccolte nel volume per serie spaziali e temporali, si intrecciano con le riflessioni, i ragionamenti e i ricordi di una stagione importante della fotografia e della cultura italiana. Un insieme di temi che accompagna il racconto di una vita piena di meraviglie e di scoperte.

Il volume, introdotto da un contributo di Alessandra Mauro e da un saggio di Branzi stesso in cui l’autore descrive il proprio rapporto con i “linguaggi dell’immagine”, è diviso in sei sezioni, che corrispondono ai diversi luoghi che l’autore ha fotografato nel corso degli anni. Ogni sezione è introdotta da un suo breve testo. Ed ecco che, pagina dopo pagina, il libro ci guida in un percorso che va dalle foto in bianco e nero degli anni Cinquanta realizzate nella sua Toscana (Chiaroscuro toscano) alle immagini che danno conto di uno sguardo complessivo sulla Penisola (Scoperta dell’Italia), fino ad arrivare alle fotografie che riguardano il Mediterraneo, per passare poi a Mosca dove Branzi ha vissuto cinque anni in quanto inviato per la Rai, e Parigi. Il libro si chiude con la sezione Le forme, che contiene l’ultima produzione del fotografo, quella più sperimentale, e una breve nota autobiografica.
 
«Potrà sembrare un’affermazione azzardata ma, a mio giudizio, fotografare è un’operazione compromettente. Compromettente perché quel fondo di bicchiere che conosciamo, e che capta quel lampo di luce che racchiude un frammento di realtà, è rivolto verso l’esterno, ma l’immagine proviene dal nostro intimo più profondo e nascosto: e ci racconta e ci smaschera.»
 
Piergiorgio Branzi


10.04.2017 # 4816
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Daria La Ragione // 0 comments

HARRAGA. In viaggio bruciando le frontiere

Giulio Piscitelli

Harraga è il primo libro di Giulio Piscitelli, fotogiornalista italiano il cui lavoro è rappresentato dall’Agenzia Contrasto. Harraga è il termine con cui, in dialetto marocchino e algerino, si definisce il migrante che viaggia senza documenti, che “brucia le frontiere”. Giulio Piscitelli ha seguito le rotte dei migranti che provano a entrare in Europa. Lo ha fatto nel Mediterraneo orientale e in quello occidentale, imbarcandosi in Tunisia per raggiungere le coste italiane, documentando le enclave spagnole di Melilla, i viaggi verso Lampedusa, i profughi del Corno d’Africa che attraversano il deserto, i siriani, gli iracheni, gli afghani che approdano sulle isole greche nella speranza di raggiungere l’Europa. Frutto di un lungo progetto iniziato nel 2010, Harraga è una testimonianza unica, in immagini e parole, del periodo storico che stiamo attraversando; un archivio visivo che lascia un segno indelebile nella mente di chi guarda. Le immagini del libro documentano le lunghe attese prima della partenza (trascorse in appartamenti gestiti da bande mafiose locali che lucrano sul traffico di migranti), il tragitto, l’arrivo. Un approdo, però, che non significa la fine del viaggio. Quello di Piscitelli è infatti anche il primo reportage che documenta cosa attende i migranti al loro arrivo: i CIE, lo sfruttamento della manodopera a Rosarno, i campi di Castelvolturno. Giulio Piscitelli ha seguito anche La Rotta Balcanica documentando gli sbarchi sull’Isola di Kos e di Lesbo le migliaia di persone a Idomeni in attesa di attraversare il confine tra Grecia e Macedonia.

La testimonianza presentata in Harraga è un lungo racconto che si articola in tre momenti fondamentali che corrispondono alle diverse fasi del reportage: dalle rotte africane verso l’Europa, passando per l’Italia e la Francia, fino ad arrivare alla rotta balcanica. Un diario visivo, un itinerario vissuto e raccontato in prima persona dal fotografo stesso. La spontaneità e l’intensità della scrittura diaristica, che accompagna con un unico grande sguardo le fotografie, amplifica il valore della testimonianza. L’attenzione del fotografo incontra “l’uomo” di cui racconta caso per caso e con grande umanità le esperienze e i drammi personali.

Con questo reportage Giulio Piscitelli ha vinto la 13esima edizione del Premio Amilcare G. Ponchielli, istituito dal GRIN (Gruppo Redattori Iconografici Nazionale).

Contrasto

10.04.2017 # 4815
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Daria La Ragione // 0 comments

Il mondo a modo suo

William Klein

William Klein. il mondo a modo suo, ripercorre l’articolato ed eclettico percorso artistico del fotografo in oltre 60 anni di attività.

Pochi artisti hanno un approccio tutto loro. Ancor meno quelli che si dedicano a cinema e fotografia e grafica. Dalle prime composizioni astratte agli scatti dada-pop sulla New York degli anni Cinquanta. Da Roma, Tokyo e Mosca a Parigi, Londra e Algeri. Dalle pagine di Domus, Vogue e dei suoi libri fotografici alle oltre venti pellicole tra documentari e film di finzione: ecco Il mondo a modo suo, momenti che segnano più di sessant’anni di carriera e una guida ai brulicanti, voluttuosi, terrificanti, adorabili, insensati, furiosi, teneri, crudi e splendidi decenni che abbiamo vissuto dopo la Seconda guerra mondiale. Non c’è dubbio che lo straordinario percorso artistico di William Klein sia irripetibile, ma la sua continua influenza suggerisce che possa essere almeno un modello, un faro di indipendenza. Sempre curioso delle persone. Coraggioso, audace. Pronto a essere frainteso. E anche ottimista.

Contrasto

27.03.2017 # 4811
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Daria La Ragione // 0 comments

Fritz Kahn. Infographics pioneer.

Uta von Debschitz, Thilo von Debschitz

Il tedesco Fritz Kahn (1888–1968) fu medico, docente, divulgatore scientifico e pioniere dell'infografica. Cacciato dalla Germania dai nazisti, che bandirono le sue opere e bruciarono i suoi libri, Kahn emigrò in Palestina, poi in Francia e infine negli Stati Uniti per continuare l'opera della sua vita. con questa nuova edizione riveduta per la collana Bibliotheca Universalis, TASCHEN rende omaggio al genio creativo di Kahn, particolarmente abile nella visualizzazione di idee scientifiche complesse. Opere come L'uomo come palazzo industriale mostrano come Kahn utilizzasse vivide metafore visive per demistificare la scienza e svelare in che modo i suoi principi hanno influenzato fino ai giorni nostri intere generazioni di illustratori scientifici, professionisti della grafica e artisti infografici.Questa monografia comprende oltre 350 illustrazioni corredate da esaustive didascalie, tre testi originali di Kahn, una prefazione a cura di Steve Heller, e un saggio sulla vita e l'opera dell'artista.

Taschen

27.03.2017 # 4810
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Daria La Ragione // 0 comments

Olivo Barbieri. Viaggi in Italia 1982-2009

a cura di S. Zannier

Un grande viaggio nell'opera di Olivo Barbieri, che dopo aver realizzato progetti fotografici e film in tutto il mondo, dagli Stati Uniti all'Europa, dalla Cina alla Giordania, ha riattraversato la sua produzione dal 1982 al 2009 per dar forma a un viaggio tutto italiano. Un viaggio plurale, però, perché raccoglie diversi momenti e viaggi dell'autore nelle città d'Italia, nei luoghi di provincia, in montagna e al mare, a ridosso di architetture, interne ed esterne, di costrutti urbani ripresi dall'elicottero, dove la gente, le auto, gli alberi appaiono come minuti elementi plastici o, ancora, in scenari collettivi ripresi da terra, in cui le persone figurano in primo piano in un rimpallo di messa a fuoco o di sfocatura rispetto al contesto urbano. Nessuna sequenza cronologica, nessuna cesura tematica, bensì una sorta di mantra, che nella ripetizione, nella possibilità di iniziare la lettura, sia del libro che della mostra, da qualsiasi punto, libera la mente dal pensiero di una temporalità lineare e funge da amplificatore per un processo di graduale concentrazione.

Skira