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Mostre ed eventi // Pagina 1 di 221
19.06.2017 # 4871
MATTEO MONTANI. The glow and the glare

Daria La Ragione // 0 comments

MATTEO MONTANI. The glow and the glare

a Lissone fino al 23 luglio 2017

Matteo Montani [Roma, 1972] ritorna al Museo d’Arte Contemporanea di Lissone a dieci anni dalla sua partecipazione al Premio Lissone, viatico propizio che lo ha portato, tra l’altro, a partecipare alla XV Quadriennale di Roma nel 2008, ad allestire una personale al Museum Am Dom di Würzburg nel 2011 e ad aggiudicarsi il premio speciale della giuria alla 64a edi-zione del Premio Michetti.

Mantenendosi fedele alle asperità del supporto che ha caratterizzato la sua ricerca espressiva, Montani ha dipinto sulla carta abrasiva usando delle polveri metalliche che variano di intensità a seconda delle fonti luminose.

Anziché essere esposte in piena luce, le opere necessitano di luci indirette che ne fanno risaltare i colori e le fosforescenze. Lo spettatore è così invitato a scoprire l’infinta varietà di diffrazioni luminose generate dalla pittura, che sembra mutare di continuo, come se avesse una vita propria.

Le opere appartengono all’ultimo ciclo di lavori dell’artista, il quale ha ripreso le suggestioni dell’albore e del crepuscolo. Il risultato finale è quello di un “orizzonte circolare” imbevuto di bronzo, rame e oro zecchino.

I quadri di Montani si sono sempre con-sacrati al mistero, alla meditazione, alla mistica e all’enigma della creazione, stabilendo un’equivalenza con l’arte orientale, e in specie con la pittura giapponese. Ben-ché i riferimenti al paesaggio e all’orizzonte siano impliciti, essi vengono trascesi dallo stesso artista per offrirci un’abluzione nelle tremolanti e cangianti densità di un’ascetica policromia.

 

Matteo Montani ha studiato all’Accade-mia di Belle Arti di Urbino e Roma. Giovane vincitore del Premio Suzzara nel 2000, è stato finalista al Premio Lissone nel 2007, al Premio Cairo nel 2008, al Premio Terna nel 2009 e al Premio Michetti nel 2o13. Ha partecipato a numero-se collettive e ha allestito svariate personali in spazi pubblici e gallerie private, sia in Italia, sia all’estero. Sue opere si trovano nelle collezioni di Novartis Corpora-ted, Florida; Museum am Dom, Wuerzburg; Museum Burg, Miltemberg; Fondazione La Quadriennale, Roma; Fondazione VAF, Milano/Francoforte; Collezione Unicredit, Milano; Collezione Arte Fiera, Bologna; GNAM - Galleria Nazionale, Roma.



19.06.2017 # 4870
MATTEO MONTANI. The glow and the glare

Daria La Ragione // 0 comments

ENZO CUCCHI

a Chiasso fino al 23 luglio 2017

Dall’11 giugno al 23 luglio 2017, lo Spazio Officina di Chiasso (Svizzera) ospita una mostra dedicata a Enzo Cucchi(Morro d’Alba, AN, 1949) che, per la prima volta, ripercorre la sua attività grafica, sviluppatasi in cinquant’anni di carriera, dagli anni Settanta a oggi, attraverso acqueforti, litografie e serigrafie, schizzi, disegni e ben 180 libri d’artista.

Per l’occasione saranno presentati un ciclo di 21 incisioni inedite di piccolo formato, realizzate dalle edizioni Lithos di Como, e 6 nuove sculture.

 

L’esposizione, che s’inserisce nel filone della “grafica contemporanea” con autori che hanno lasciato importanti testimonianze nel territorio svizzero-ticinese, è curata da Alessandro Cucchi, figlio dell’artista, e Nicoletta Ossanna Cavadini, direttrice del m.a.x. museo e dello Spazio Officina di Chiasso.

 

La mostra, oltre a ripercorrere i passaggi fondamentali della ricerca grafica di Enzo Cucchi, pone altresì l’accento sul percorso creativo e sulle soluzioni sorprendenti adottate dall’artista, quali il molto grande e il molto piccolo.

I formati seguono regole imperscrutabili, fedeli alle immagini contenute; spesso diversi metodi di stampa convivono. I caratteri e le scritte a mano si alternano alle immagini di eroi delle campagne marchigiane, agli animali (cani, galli ecc.), alle colline e alle case.

Enzo Cucchi ha sempre mostrato una particolare cura e passione per la grafica e l’oggetto libro-catalogo. Tradizionalmente, progetta il catalogo dell’esposizione e lo segue nella sua realizzazione artigianale a piccola tiratura, nella scelta dei materiali, nelle carte e nella stampa finale.

Lo stesso Cucchi immagina l’esposizione costituita da una “spina dorsale” di libri d’artista, libri oggetto e documenti grafici e da una “dentatura” costituita dalle nuove serie di incisioni, il tutto fatto di carte, inchiostri, acidi e pietre. Questa è per Cucchi un’occasione mirata a livello tematico-antologico per mostrare tutta la bellezza espressa nelle varie tecniche di stampa dagli anni Settanta ad oggi.

09.06.2017 # 4864
MATTEO MONTANI. The glow and the glare

Daria La Ragione // 0 comments

CTRLZAK. EXTINCTO

a Lissone (MB) fino al 23 luglio 2017

Benché il creazionismo si opponga all’e-voluzionismo, l’esatto contrario di “evolu-zione” è in realtà l’estinzione. I principali fattori che caratterizzano questo fenome-no sono sempre stati riconducibili alle glaciazioni, alle eruzioni e a eventi impre-vedibili, come la collisione di un asteroi-de; ma il lungo decorso delle estinzioni si sta riducendo in modo parossistico, e per motivi che non hanno nulla a che vedere con il passato.

Ci sono specie che lottano per la propria sopravvivenza e c’è chi, come l’uomo, è causa di tutti i mali. Negli ultimi decenni il fenomeno dell’estinzione è inversamen-te proporzionale all’azione antropica (per esempio: deforestazioni, conversione dei territori in agricoli o pastorizi, l’urbaniz-zazione, l’inquinamento e il conseguente innalzamento della temperatura terrestre, etc). La scriteriata e indiscriminata so-praffazione del genere umano ha infatti alterato gli equilibri della flora e della fau-na, mettendo a rischio tutti gli ecosistemi del pianeta. Non a caso i biologi parlano di una Sesta grande estinzione (definita “antropogenica”) che in breve tempo po-trebbe azzerare la vita del nostro pianeta.
Poiché è difficile capacitarsi dell’entità del problema basandosi soltanto sui dati e le statistiche fornite dalle società scientifi-che, lo studio creativo CTRLZAK ha deci-so di sensibilizzare le persone con un pro-getto che utilizza forme espressive alter-native – l’arte e il design – per avvicinare il pubblico a questo fenomeno.

EXTINCTO è un progetto composto da una serie di interventi ed elementi etero-genei che introducono lo spettatore ai paradigmi dell’estinzione. Attraverso una ricerca accurata sono stati analizzati al-cuni casi emblematici che ci dimostrano come molte specie si siano indebolite a seguito della parcellizzazione dei propri habitat (carenti di risorse naturali e sem-pre più sovraffollati). In esposizione ci sa-ranno opere d'arte, oggetti di uso quoti-diano ma anche oggetti simbolici, uno di questi - Perfect knife – è un coltello a doppia lama che riassume il concetto at-torno a cui ruota tutto l’allestimento: l’uo-mo è una minaccia per tutte le specie viventi, compresa la propria.

EXTINCTO vuole diventare un momento di incontro e un motivo di riflessione sul problema dell'estinzione e sulle sue pos-sibili ripercussioni nel prossimo futuro. Ma soprattutto, EXTINCTO vuole essere un monito, perché la lunga e straordinaria avventura della biosfera è attualmente messa a repentaglio dal genere umano.

CTRLZAK Art & Design Studio agisce a livello internazionale nel campo dell’arte e del design. Lo studio fondato da Thanos Zakopoulos e Katia Meneghini si avvale di strumenti semiotici e cognitivi durante tutto il percorso creativo proponendo for-me che vanno al di là del comune valore estetico.


09.06.2017 # 4863
MATTEO MONTANI. The glow and the glare

Daria La Ragione // 0 comments

GIANFRANCO MEGGIATO. Il Giardino delle Muse silenti

a Catanzaro fino al 1 ottobre 2017

Dal 10 giugno al 1° ottobre 2017, Gianfranco Meggiato (Venezia, 1963) è protagonista a Catanzaro con un nuovo progetto site specific che coinvolge i più importanti spazi espositivi della città calabrese, dal Parco della Biodiversità Mediterranea al Museo MARCA, dal Parco Archeologico di Scolacium al MUSMI - Museo Storico Militare.

Il fulcro della mostra, curata da Luca Beatrice, organizzata dalla Fondazione Rocco Guglielmo e dall’Amministrazione Provinciale di Catanzaro, in collaborazione con ARTELITE, ruota attorno al Giardino delle Muse silenti, ovvero la grande installazione ospitata dal Parco della Biodiversità Mediterranea, all’interno del Parco Internazionale della Scultura che accoglie i protagonisti della scultura internazionale quali Dennis Oppenheim, Tony Cragg, Jan Fabre, Mimmo Paladino, Antony Gormley, Wim Delvoye, Marc Quinn, Stephan Balkenhol, Michelangelo Pistoletto, Mauro Staccioli, Daniel Buren e H.H. Lim.

L’opera segna una svolta nella produzione plastica di Gianfranco Meggiato. Abituato a ragionare e a confrontarsi con le grandi superfici, con questo lavoro, tuttavia, l’artista veneziano inizia ad affrontare la pratica installativa di dimensione monumentale. Il Giardino delle Muse silenti è, infatti, un labirinto che occupa un diametro di 20 metri.

Il tema del labirinto, che costituisce una delle cifre stilistiche della ricerca plastica di Meggiato, è stato fin dall’antichità classica, soprattutto mediterranea, metafora della condizione umana e della sua ricerca interiore e si associa con la tecnica scultorea, da sempre considerata l’espressione più matura della civiltà del Mediterraneo.

La mostra, ma sarebbe meglio definirla una complessa iniziativa con un valore non solo artistico, si configura come una profonda riflessione di carattere sociale che non si ferma a una pura questione di forma, di bellezza.

Con il Giardino delle Muse silenti, Gianfranco Meggiato si confronta con argomenti di forte rilevanza, come quello, estremamente attuale, della guerra e delle sofferenze che colpiscono la popolazione civile.



26.05.2017 # 4853
MATTEO MONTANI. The glow and the glare

Daria La Ragione // 0 comments

JAN FABRE. GLASS AND BONE SCULPTURES 1977-2017

a Venezia fino al 26 novembre 2017

Jan Fabre torna a Venezia, con un progetto inedito, appositamente studiato per gli spazidell’abbazia di San Gregorio, situata tra il ponte dell’Accademia e la punta della Dogana.

Evento collaterale della 57. Esposizione Internazionale d’Arte - La Biennale di Venezia,dal 13 maggio al 26 novembre 2017, la mostra Jan Fabre. Glass and Bone Sculptures 1977-2017, curata da Giacinto Di Pietrantonio, Katerina Koskina e Dimitri Ozerkov, promossa dalla GAMeC - Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo, in collaborazione con EMST – National Museum of Contemporary Art di Atene e The State Hermitage Museum di San Pietroburgo, presenta oltre 40 sculture di Jan Fabre (Anversa, 1958), in grado di ripercorrere la sua ricerca fin dalle origini, innescando una riflessione filosofica, spirituale e politica sulla vita e la morte attraverso la centralità della metamorfosi.

Per la prima volta, saranno riuniti insieme lavori in vetro e ossa, realizzati nell’arco di un quarantennio, tra 1977 e il 2017.

 

Affascinato dall’alchimia e dalla memoria dei materiali, Jan Fabre si è ispirato alla tradizione pittorica dei maestri fiamminghi che erano soliti miscelare ossa triturate con i pigmenti colorati e all’artigianalità dei vetrai veneziani. L’artista ha deliberatamente scelto questi due materiali duri, che sono forti a dispetto della loro delicatezza e fragilità, per mettere in risalto la durezza e la fragilità della vita stessa.


JAN FABRE. GLASS AND BONE SCULPTURES 1977-2017

Evento collaterale della 57. Esposizione Internazionale d’Arte - La Biennale di Venezia

Venezia, Abbazia di San Gregorio (Dorsoduro 172)

La mostra sarà aperta al pubblico dal 13 maggio al 26 novembre 2017

26.05.2017 # 4852
MATTEO MONTANI. The glow and the glare

Daria La Ragione // 0 comments

LA RINASCENTE 100 ANNI DI CREATIVITÀ

a Chiasso fino al 24 settembre 2017

Dal 20 maggio al 24 settembre 2017, il m.a.x. museo di Chiasso (Svizzera) ospita la mostra che celebra la vocazione grafica della Rinascente, a cento anni dalla fondazione dei grandi magazzini, nati nel 1917 con la titolazione nata dalla vena poetica di Gabriele D’Annunzio.
L’esposizione curata da Mario Piazza – docente presso il Dipartimento di Design, Scuola del Design del Politecnico di Milano – e da Nicoletta Ossanna Cavadini, direttrice del m.a.x. museo e di Spazio Officina di Chiasso, col patrocinio del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, organizzata con il contributo del Dicastero Educazione e Attività culturali del Comune di Chiasso, di Rinascente in qualità di main sponsor, con il sostegno della Repubblica e Cantone Ticino-Fondo Swisslos, dell’AGE SA e dell’associazione amici del m.a.x. museo, è parte della stagione 2016–2017 del Centro Culturale Chiasso, che si declina nel nome della “creatività”.

L’esposizione analizza i vari ambiti toccati nella storia centenaria della Rinascente: dall’arte al servizio della réclame al cartellonismo, dalla grafica progettata all’imballaggio come sistema comunicativo, dagli allestimenti alla cultura di presentazione teatralizzante delle merci, dalla pubblicità classica al sistema innovativo del design.




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