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Mostre ed eventi // Pagina 198 di 223
24.03.2007 # 501
Imagine iT. La celebrazione delle differenze culturali

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Imagine iT. La celebrazione delle differenze culturali

dal 22 al 24 marzo 2007

Più di 30 relatori, da 20 paesi diversi, in rappresentanza di 15  nazionalità: si definisce la lista dei partecipanti a Imagine iT,  convegno internazionale, primo del suo genere in Italia, che affronta il tema delle differenze culturali a partire dal mondo della scrittura, della tipografia, del graphic design e della comunicazione visiva, in programma nell' Accademia di Belle Arti a Bologna dal 22 al 24 marzo 2007.
 
Nelle conferenze, si va da autori che hanno fatto la storia del graphic design come George Hardie (sua la copertina di The Dark Side of the Room dei Pink Floyd)  e Piero de Macchi (autore del carattere tipografico delle nostrane Pagine Gialle), a protagonisti della comunicazione contemporanea come Etienne Mineur (membro dello studio francese Incandescente, e designer per Issey Miyake), Mirko Pajé (direttore creativo di Mediaset), Andreu Balius (fondatore del barcellonese Typerware). Poi, studiosi di levatura internazionale come Brian Lucid (Massachusetts College of Art) e Giovanni Anceschi (IUAV Venezia).

25.03.2007 # 463
Imagine iT. La celebrazione delle differenze culturali

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Brescia | Mondrian | Fino al 25 marzo 2007

Fino al 25 marzo 2007

Brescia,
Museo di Santa Giulia


Ha i contorni della straordinarietà questa mostra che raccoglie oltre ottanta capolavori di Mondrian, in buona parte eccezionalmente concessi in prestito dal Gemeentemuseum dell'Aia. Eccezionalità che deriva dall'assoluta qualità delle opere esposte e dall'essere la prima esposizione italiana che illustra, nella sua distesa completezza di percorso storico, l'intera opera del grande pittore olandese. Con una prevalenza per il periodo precedente il celeberrimo cammino astratto di Mondrian, e che i due curatori, Marco Goldin e Fred Leeman, hanno volutamente desiderato porre in maggiore evidenza. Poiché sconosciuto certamente alla maggioranza del pubblico, ma poco noto anche a coloro che, pur appassionati, non hanno avuto modo di visitare proprio il museo dell'Aia che ne custodisce la quasi totalità degli esempi. Sarà quindi un'assoluta sorpresa, e crediamo colma di emozione, la visita alla mostra di Mondrian, soprattutto per questa parte figurativa che occupa quasi un quindicennio, prima di giungere, al principio del secondo decennio del secolo XX, a quel punto stringente di passaggio che, attraverso il tema dell'albero, congiunge mano a mano la descrizione della natura all'astrazione sempre più geometrizzante.

19.03.2007 # 483
Imagine iT. La celebrazione delle differenze culturali

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Udine- Pordenone | AFRO, ITALIA-AMERICA | Fino al 19 marzo 2007

Fino al 19 marzo 2007



Nell'anno dedicato ad Afro Basaldella, inaugurato con la mostra sull'opera disegnativa allestita nella Galleria d'arte Moderna di Udine e nei Musei Civici di Pordenone, si è aperta il 25 novembre 2006 la grande mostra dedicata ad Afro e ai suoi rapporti con il contesto artistico italiano e americano. La mostra, che conterà su prestiti provenienti dai più importanti musei e collezioni pubbliche e private, sarà articolata in due sezioni.

Una sezione sarà dedicata agli "Incontri e confronti" con l'arte in America, con la quale Afro ebbe relazioni continue dal 1950 fino alla morte, e sarà allestita nella Chiesa di San Francesco a Udine, luogo in cui sono ospitate le più importanti esposizioni friulane.
Accompagneranno i dipinti di Afro le opere di 14 artisti tra i più rappresentativi dell'espressionismo astratto newyorkese - Brooks, Calder, De Kooning, Sam Francis, Guston, Hofmann, Kline, Marca-Relli Matta, Pollock, Rothko, Smith, Twombly - con i quali Afro ebbe rapporti diretti e, inoltre, alcune pitture di Gorky che lo interessò fortemente.

11.03.2007 # 540
Imagine iT. La celebrazione delle differenze culturali

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Roma | Petros Eni / Pietro è qui | Fino al 11 marzo 2007

Fino al 11 marzo 2007

Composta da cento capolavori provenienti dai piu' importanti musei del mondo, "Petros Eni/Pietro è qui" e' la grande mostra che la Fabbrica di San Pietro in Vaticano dedica alla Patriarcale Basilica, nella ricorrenza dei 500 anni dalla sua fondazione, e all'apostolo Pietro cui la Basilica stessa e' dedicata. Il luogo di culto per eccellenza della cristianita' e' stato impreziosito, nel corso dei secoli, dagli splendori del genio artistico umano. Cinquecento anni dopo quel 18 aprile del 1506 che vide la posa della prima pietra ad opera di Giulio II, la Fabbrica di San Pietro, tuttora responsabile del mantenimento e della conservazione della Basilica e di tutti i suoi apparati, celebra con un grande progetto espositivo, la storia di questo luogo sacro. La Mostra raccoglie preziosi capolavori e disegni (planimetrie architettoniche e studi), reperti di rara bellezza ed importanza storica; come anche numerosi documenti, alcuni inediti, dei piu' noti Artisti ed Architetti coinvolti nella grandiosa fabbrica per la costruzione della Basilica di San Pietro: ad esempio Bramante, Raffaello, Michelangelo, Tiziano, Caravaggio, Bernini, Borromini e Rembrandt; provenienti dalle principali collezioni museali in Europa e in America fra le quali The Metropolitan Museum of Art, l'Albertina Museum, il Louvre, il Graphische Sammlung di Monaco, il Nationalmuseum di Stoccolma, la Galleria e il Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi, il Museo di Capodimonte di Napoli, i Musei Vaticani, i Musei Capitolini, Fondazione Casa Buonarroti ed altri ancora. La Fabbrica di San Pietro stessa mettera' in mostra uno dei suoi splendidi tesori, il celeberrimo Modello ligneo (1559-1561) realizzato su disegno di Michelangelo Buonarroti, insieme ad altri reperti mai esposti finora fra i quali dei busti marmorei ed elementi scultorei provenienti dagli ambienti ipogei della Necropoli Vaticana sottostante la Basilica, come anche il frammento di intonaco rosso recante l'iscrizione graffita "Petros eni" (Pietro e' qui) a testimonianza della devozione petrina in questo luogo e da cui prende nome la rassegna presentata. L'attuale Basilica, infatti, sorge sull'ager vaticanus, dove Pietro fu sepolto. Qui Costantino fece erigere sopra il Trofeo petrino la prima basilica, la stessa che vide S. Francesco D'Assisi nel suo viaggio a Roma. Gli architetti del grande imperatore cristiano, per poter costruire l'imponente primaria basilica coprirono, letteralmente, una grande necropoli dell'Urbe. Tale necropoli e' stata rinvenuta grazie alle campagne archeologiche condotte a partire dal 1939 per volere di Pio XII.

11.03.2007 # 480
Imagine iT. La celebrazione delle differenze culturali

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Venezia | Picasso - La joie de vivre | Fino al 11 marzo 2007

Fino al 11 marzo 2007

Attraverso più di 200 capolavori, tra dipinti, disegni e ceramiche provenienti da importanti collezioni pubbliche e private, Picasso, La Joie de vivre, 1945-1948 illustra una stagione di grande creatività e intensa sperimentazione.

Alla fine della seconda guerra mondiale, ringiovanito da un nuovo amore, Picasso torna in Costa Azzurra, riscoprendo le bellezze del Mediterraneo. Dopo aver raffigurato la tragedia di Guernica, la sua opera si trasforma in questo periodo in un'esplosione di colori, allegria e speranza.

La mostra di Palazzo Grassi propone inoltre numerose fotografie dell'epoca, che ritraggono alcuni momenti più intimi della vita e del lavoro del grande artista del XX secolo.

La mostra proporrà una scelta di circa 200 opere di Picasso (pitture, disegni, incisioni, sculture, ceramiche) ripercorrenti quattro anni della vita dell'artista, nel corso dei quali, nell'euforia dell'immediato dopoguerra, si sviluppano alcuni motivi ispirati al ritrovato Eden mediterraneo e alla sua mitologia. Questa tematica troverà la sua più bella espressione nell' opera « La Joie de vivre » , realizzata nell'ottobre 1946 ad Antibes.
L'esposizione fa seguito alla chiusura per lavori del Museo Picasso di Antibes. Oltre ai circa cento capolavori provenienti dalla collezione del museo, numerose altre opere perverranno da collezioni private e pubbliche.
Curata da Jean-Louis Andral, direttore del Museo Picasso di Antibes, la mostra sarà allestita nel secondo piano di Palazzo Grassi, mentre il primo piano sarà consacrato ad una selezione di opere della Collezione François Pinault.

11.03.2007 # 479
Imagine iT. La celebrazione delle differenze culturali

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Venezia | La collezione Pinault | Fino al 11 marzo 2007

Fino al 11 marzo 2007

La mostra presenta le opere dei 18 artisti viventi selezionati dalla collezione François Pinault chiamati a un'analisi approfondita nei confronti della società attuale, della comunicazione di massa e del ruolo dell'uomo nel mondo. Una perfetta incarnazione dell'arte Post Pop.
La presenza americana è sicuramente la più influente: la maggior parte degli artisti presenti provengono da oltre oceano e analizzano, con modalità differenti, lo stile di vita americano, quell'American Dream continuamente citato e volutamente dibattuto. Lo scenario è completo: l'irriverente carattere pop e kitsch di Jeff Koons, la riflessiva meticolosità tecnica rapportata alle sconcertanti dimensioni spaziali di Charles Ray, l'analisi sul corpo inteso come oggetto sessuale nell'opera di Paul McCarthy, l'estrema raffinatezza di David Hammons, con la quale viene dichiaratamente attaccato il problema razziale e di classe della società americana. La peculiare atmosfera hollywoodiana degli acrilici di Ed Ruscha, artista sinonimo per eccellenza di Los Angeles, la tensione indissolubile tra testo e immagine dei dettagliati e violenti disegni di Raymond Pettibon, per concludere con i 22 provocatori e aggressivi quadri "testuali" di Christopher Wool, intesi come veicolo di interpretazione sociale e personale.
Accanto alla selezione americana è importante anche la presenza dei 3 artisti più rappresentantivi della generazione dei Young British Artists. Sarah Lucas e i fratelli Chapman. Segue la sala dedicata alle provocatorie, scioccanti e allo stesso tempo sorprendenti opere "in vetrina" di Damien Hirst, che chiudono il percorso YBA aprendo un contatto con la fotografia dell'artista russo Andreas Gursky.
Il rapporto con l'ambiente circostante, l'architettura, la città torna nelle spropositate e distorte sculture di silicone e acciaio del tedesco Thomas Schutte. Anche il simpatico androide bambino di Takashi Murakami ci rapporta in modo adolescenziale alla nostra società, di cui viene sottolineato con una vena amara l'aspetto forzatamente ludico e esageratamente estetico.
Il percorso espositivo si conclude con due artisti molto diversi ma accomunati in questo caso per aver portato al parossismo due chiari riferimenti storici, bilanciando perfettamente ironia e tragedia. Piotr Uklanski che utilizza il colorato collage di carta strappata con la tragica ingenuità di un bambino, e l'inquietante Hitler inginocchiato di Maurizio Cattelan che, trasferito dalla situazione in cui siamo soliti pensarlo, irrita la nostra abitudine visiva.



Venezia, Palazzo Grassi