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Mostre ed eventi // Pagina 192 di 218
01.04.2007 # 569
Milano | Giorgio Armani  | Fino al 1 aprile 2007

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Milano | Giorgio Armani | Fino al 1 aprile 2007

Fino al 1 aprile 2007

Presentata per la prima volta presso il Solomon R. Guggenheim Museum di New York (2000) e ospitata poi presso il Guggenheim Museum Bilbao (2001), la Mostra Giorgio Armani è stata esposta successivamente alla Neue Nationalgalerie di Berlino (2003), alla Royal Academy of Arts Burlington Gardens di Londra (2004), al Museo Nazionale Romano alle Terme di Diocleziano a Roma (2004), al Mori Arts Center Gallery a Tokyo (2005), e più recentemente allo Shanghai Art Museum (2006). Con l'ottava e ultima tappa chiude il tour nella città dello stilista, alla Triennale di Milano. La Mostra, che trae origine dalla Retrospettiva dedicata dalla Solomon R. Guggenheim Foundation all'attività di Giorgio Armani, giunge finalmente alla Triennale di Milano in una versione più ampia e arricchita, e ripercorre la carriera di Giorgio Armani, stilista tra i più importanti al mondo. Con oltre 600 abiti, schizzi originali e registrazioni audio e video, la mostra offre una prospettiva tematica della carriera di Giorgio Armani e della sua evoluzione nel corso degli ultimi tre decenni, illustrando l'impatto culturale della sua attività e sottolineando il ruolo anticipatore dello stilista nel mondo del cinema.

31.03.2007 # 565
Milano | Giorgio Armani  | Fino al 1 aprile 2007

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Roma | Turchia. 7000 anni di storia | Fino al 31 marzo 2007

Fino al 31 marzo 2007

Dall'11 gennaio al 31 marzo 2007 è allestita nelle Sale delle Bandiere del Palazzo del Quirinale la mostra "Turchia. 7000 anni di storia" che espone quarantatrè opere che testimoniano le varie fasi delle civiltà che si sono succedute sul territorio anatolico: dall'insediamento urbano di Çatal Höyük, la più vecchia e più grande città di età neolitica mai ritrovata, alla fine dell'Impero Ottomano (1919-23).
Le opere esposte provengono, oltre che dal Museo del Palazzo di Topkapi di Istanbul, dal Museo delle Civiltà Anatoliche di Ankara, dal Museo Archeologico e dal Museo delle Arti Turche e Islamiche di Istanbul.

31.03.2007 # 562
Milano | Giorgio Armani  | Fino al 1 aprile 2007

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Milano | Tobias Zielony - The hidden | Fino al 31 marzo 2007

Fino al 31 marzo 2007

La Galleria Lia Rumma di Milano presenta The Hidden, la prima mostra personale in Italia del giovane fotografo tedesco Tobias Zielony.
Il titolo della mostra si riferisce all'ultima serie fotografica realizzata dall'artista alla periferia di Los Angeles. The Hidden, intende mettere in luce una realtà sociale nascosta, solitamente posta ai margini rispetto ai grossi centri. Le foto di Zielony, infatti, partono tutte da un'indagine compiuta tra i sobborghi delle città e presentano interessanti combinazioni tra architettura e ritratto. I giovani volti catturati dall'obiettivo dell'artista hanno spesso uno sguardo assente o sfuggente e rivelano le delicate dinamiche adolescenziali: inquietudine, isolamento, smarrimento, logica del branco, desiderio di appartenenza a un gruppo. In altri casi l'architettura è l'unica protagonista delle foto. Tuttavia, queste immagini risultano essere complementari rispetto alla serie dei ritratti e concludono un'indagine che appare univoca. L'interesse dell'artista per il paesaggio urbano, infatti, non è legato alla sua potenzialità estetica, quanto al suo valore di "habitat". Si tratta del contesto, del luogo nel quale i protagonisti delle sue foto, si trovano ad interagire, che ci permette di aggiungere dei tasselli mancanti alle loro storie nascoste.

25.03.2007 # 567
Milano | Giorgio Armani  | Fino al 1 aprile 2007

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Milano | Cartier-Bresson | Fino al 25 marzo 2007

Fino al 25 marzo 2007

Henry Cartier-Bresson è stato definito l'occhio del secolo e, effettivamente, nessuno come lui ha saputo condensare nella sua vita e negli anni di intensa attività fotografica e artistica, un'osservazione sempre puntuale e profonda, attenta e originale, sul mondo intorno a sè, i protagonisti, gli avvenimenti principali ma anche i piccoli, apparentemente insignificanti ma densi di vita, attimi decisivi che lui 'e solo lui' riusciva a cogliere con la sua macchina fotografica quando, come affermava, si riesce a mettere sulla stessa linea di mira il cuore, la mente e l'occhio. Il patrimonio di immagini e di contenuti di Cartier-Bresson è enorme e la Fondazione che porta il suo nome, insieme a Magnum Photos, ha messo a punto una grande mostra retrospettiva realizzata quando l'autore era ancora in vita e quindi sotto la sua diretta supervisione. Stampe originali, disegni, dipinti, documenti e testimonianze, film e ingrandimenti fotografici: il materiale espositivo accompagna il visitatore a scoprire (o a riscoprire) l'importanza e la portata della vita e dell'opera di un grande maestro del Novecento. Spazio Forma, Milano.

25.03.2007 # 563
Milano | Giorgio Armani  | Fino al 1 aprile 2007

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Milano | Happy-People-Love | Fino al 25 marzo 2007

Fino al 25 marzo 2007

La personale di Sarah Van De Hoe, giovane talento belga (classe 1983) che gioca col creare un mondo onirico e pop in cui predomina la dimensione ironica: un lavoro al confine tra citazioni classiche, figurazione contemporanea, mondo della moda e del fumetto, fino ai codici utilizzati dalla pubblicità e ai più attuali fenomeni mediatici di grande successo in tutto il mondo. Un linguaggio artistico decisamente originale che rivela la duplice formazione di Sarah a cavallo tra il suo paese d'origine,il Belgio, e la nazione in cui ha successivamente studiato e nella quale spesso risiede, l'Italia.

25.03.2007 # 464
Milano | Giorgio Armani  | Fino al 1 aprile 2007

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Brescia | Turner e gli impressionisti | Fino al 25 marzo 2007

Fino al 25 marzo 2007

Brescia,
Museo di Santa Giulia


Composta di circa 270 opere e divisa in 5 ampie sezioni, la mostra per la prima volta in Italia tratteggia l'importante vicenda della nascita del paesaggio impressionista. Facendolo però da un punto di vista molto più dilatato e così storicamente fondato. Infatti, la prima sezione indicherà, attraverso l'opera di Constable e Turner, le maggiori preesistenze in Europa, al di fuori della Francia, nei termini della più elevata qualità quanto a una nuova interpretazione del paesaggio. Questo capitolo introduttivo sarà già l'affondo dentro una natura descritta e interpretata in modo assai diverso rispetto al XVIII secolo. Con Constable seguendo le vie di un realismo che si tramuta in lume nuovo sulle cose, e con Turner lungo i sentieri di quella dissoluzione della natura nella luce e nel colore che conteranno così tanto appunto per Claude Monet. La seconda sezione, intitolata Dall'Accademia al primo plein air, intende illustrare l'evoluzione del paesaggio da fondale scenografico, luogo in cui accadono le storie della Mitologia e delle Sacre scritture, a genere in cui la natura, pur non assumendo mai quella rilevanza che, negli stessi anni, le era propria con l'opera di Constable e Turner, viene consapevolmente studiata dal vero da pittori come Granet, Constantin, Valenciennes e, naturalmente, Corot. Poi sarà l'impressionismo a guadagnare gradualmente il centro della scena. E, naturalmente, volendo spiegare cosa abbia rappresentato per quel gruppo straordinario di pittori, il paesaggio, bisognerà partire da Barbizon. Nella terza sezione infatti, intitolata Da Barbizon al primo paesaggio impressionista, si avrà modo di misurare quale fu la vera, incredibile novità introdotta da quei pittori, i cui esordi sono da ricondurre ai primissimi anni trenta, riconosciuti come gli artefici di una rottura che segna la fine dell'ascendente teorico ed estetico del paesaggio classico. La natura non è più quella di un'Italia pittoresca e idealizzata, ma quella di una Francia scoperta gradualmente. Intitolata Paesaggi dell'impressionismo, la quarta sezione abbraccia oltre 150 opere, dunque il cuore vero di tutta la mostra. Non più solo il paesaggio, ma i paesaggi. Un plurale che si rende necessario per raccontare la ricchezza e diversità di visione che a partire dai primi anni settanta, e fino agli albori del nuovo secolo, tanti pittori della generazione impressionista hanno saputo tradurre nelle loro opere. In quasi quarant'anni di pittura, non solo matura e giunge a compimento il linguaggio impressionista più universalmente noto, ma di lì si evolvono in modo assolutamente perentorio singole figure di artisti che apportano ulteriori e più fecondi elementi di novità.