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Mostre ed eventi // Pagina 1 di 229
29.03.2022 # 5957
Artisti ucraini in prima linea: l’arte contro la crisi umanitaria

Marco Maraviglia // 0 comments

Artisti ucraini in prima linea: l’arte contro la crisi umanitaria

Oltre 10 artisti ucraini mettono a disposizione le loro opere per sostenere la popolazione ucraina in guerra. Fino al 3 aprile!!!

Questa non è un’esercitazione!

Qui non si parla di geopolitica. Qui non si dice chi ha torto o chi ha ragione. Qui non si tratta di fare il tifo per un Paese o un altro. Questa non è un’esercitazione! Qui c’è gente che muore sotto le bombe, sotto i colpi dell’artiglieria. Chi sopravvive abbandona le proprie case. Chi ce la fa ad attraversare un corridoio umanitario, raggiunge un territorio pacifico. Una zona amica. Senza sapere quando rientrerà nella sua città. Se rientrerà.

In guerra non tutti c’entrano con la guerra. Ci sono civili che magari non hanno mai impugnato una pistola in vita loro manco per giocare ai cow-boy e indiani. Civili che perdono il lavoro e progetto di vita. Civili costretti a chiudere baracca che fanno fagotto con poca roba e con figli e gatto al seguito.

Nel labirinto delle fake news di video, notizie, immagini che ci arrivano, una cosa è certa: c’è una guerra in corso.

E tra chi la sta vivendo sul posto o è già lontano, qualcuno la combatte difendendosi come può. Non fiori nei cannoni, ma usando l’arma più bella che l’umanità possa avere: l’arte!


Artisti per l’Ucraina

Oltre 10 artisti ucraini mettono a disposizione le loro opere i cui proventi sono destinati in aiuti umanitari per i civili ucraini costretti ad abbandonare le loro case o bloccati nelle regioni di Sumy e Kharkiv e nel sud dell'Ucraina e per la difesa territoriale di Ivano-Frankivsk.

Dipinti, illustrazioni, disegni, fotomontaggi, collage, fotografie. Uno spaccato vivace dell’arte contemporanea ucraina. Emergente ma anche già affermata e ben quotata. Soggetti e stili di qualsiasi genere: astrattismo, surrealismo, nature morte.

Le riproduzioni delle opere sono di formato vario, indicato in pollici, ma indicativamente intorno al 30x40 cm.

Le opere sono ospitate e in vendita su Juxtapoz Magazine.

Gli artisti sono Alexey Kondakov, Bohdan Burenko, Artem Prut, Denys Sarazhyn, Oleksandr Hrebenyuk, Rita Maikova, Dzvina Pidlyashetska, Iryna Maksymova, Ivan Grabko, Stepan Ryabchenko e Nikolay Koshkosh

Tutti i fondi raccolti con il ricavato della vendita delle opere, saranno trasferiti al fondo di coordinamento di SaveUkraineNow

 

Vendita opere

Juxtapoz Art+Culture Magazine 

Dal 21 marzo al 3 aprile

Curatore: Vladimir WaOne Manzhos


Credits: copertina © Artem-Proot-'Fruit-Bowl' / Juxtapoz - Corpo dell'articolo: © Alexey Kondakov - Private Party / Juxtapoz

21.04.2022 # 6029
Artisti ucraini in prima linea: l’arte contro la crisi umanitaria

Paolo Falasconi // 0 comments

The MAST Collection

Un alfabeto visivo dell’industria, del lavoro e della tecnologia è la prima grande esposizione di opere della Collezione della Fondazione

Oltre 500 immagini tra fotografie, album, video di 200 grandi fotografi italiani e internazionali e artisti anonimi: The MAST Collection - A Visual Alphabet of Industry, Work and Technology”, curata da Urs Stahel, è la prima grande esposizione di opere selezionate dalla collezione della Fondazione ed è stata prorogata fino al 28 agosto 2022.
La mostra è strutturata in 53 capitoli, dedicati ad altrettanti concetti illustrati nelle opere rappresentate. La forma espositiva è quella di un alfabeto che si snoda sulle pareti dei tre spazi espositivi (PhotoGallery, Foyer e Livello 0) e che permette di mettere in rilievo un sistema concettuale che dalla A di Abandoned e Architecture arriva fino alla W di Waste, Water, Wealth.

Immagini iconiche di autori famosi, fotografi meno noti o sconosciuti, artisti finalisti del MAST Photography Grant on Industry and Work, che testimoniano visivamente la storia del mondo industriale e del lavoro.
Tra gli artisti in mostra: Paola Agosti, Richard Avedon, Gabriele Basilico, Gianni Berengo Gardin, Margaret Bourke-White, Henri Cartier-Bresson, Thomas Demand, Robert Doisneau, Walker Evans, Luigi Ghirri, Mario Giacomelli, Mimmo Jodice, André Kertesz, Josef Koudelka, Dorotohea Lange, Erich Lessing, Herbert List, David Lynch, Don McCullin, Nino Migliori, Tina Modotti, Ugo Mulas, Vik Muniz, Walter Niedermayr, Helga Paris, Thomas Ruff, Sebastião Salgado, August Sanders, W. Eugene Smith, Edward Steichen, Thomas Struth, Carlo Valsecchi, Edward Weston.

La Collezione della Fondazione MAST, unico centro di riferimento al mondo di fotografia dell’industria e del lavoro, conta più di 6000 immagini e video di celebri artisti e maestri dell’obiettivo, oltre ad una vasta selezione di album fotografici di autori sconosciuti. Nei primi anni 2000 la Fondazione MAST ha creato questo spazio appositamente dedicato alla fotografia dell’industria e del lavoro con l’acquisizione di immagini da case d’asta, collezioni private, gallerie d’arte, fotografi ed artisti. Il patrimonio della Fondazione, che già conteneva un fondo che raccoglieva filmati, negativi su vetro e su pellicola, fotografie, album, cataloghi che negli stabilimenti di Coesia venivano prodotti fin dai primi del ‘900, si è così arricchito ed andato al di là dei parametri di materiale promozionale e documentaristico delle imprese del Gruppo industriale. La raccolta abbraccia opere del XIX secolo e dell’inizio del XX secolo con un processo di selezione valoriale e un accurato approccio metodologico a cura di Urs Stahel.

THE MAST COLLECTION
A Visual Alphabet on Industry, Work and Technology 

10 febbraio – 28 agosto 2022

 

Ingresso gratuito, senza prenotazione

Martedì - Domenica 10 - 19 

 

 

FONDAZIONE MAST

via Speranza 42, Bologna  

www.mast.org   

21.03.2022 # 5951
Artisti ucraini in prima linea: l’arte contro la crisi umanitaria

Paolo Falasconi // 0 comments

Fuori Catalogo. Wandering Pop Up Art Exhibition

Radio Trastevere Gallery, il nuovo spazio a Roma dedicato all’arte contemporanea, inaugura con un ciclo di quattro mostre pop up

Venerdì 25 marzo 2022, alle ore 18, Radio Trastevere Gallery, il nuovo spazio a Roma dedicato all’arte contemporanea, inaugura con un ciclo di quattro mostre pop up intitolato “Fuori Catalogo. Wandering Pop Up Art Exhibition”


Protagonisti del ciclo espositivo saranno gli artisti Maria Donata Papadia, Manuele Geromini, Sabrina Poli e Sant’Era che, attraverso diversi linguaggi artistici, porranno al centro dell’attenzione il ritorno ai valori del dialogo e del confronto tra esseri umani, elementi che da sempre nutrono anima e corpo. 

IL PROGETTO
Il progetto, nato dalla mente creativa di Barbara Braghittoni, ha come obiettivo una ricerca e una riflessione su se stessi, senza limitarsi a un’immersione nella materia artistica. Ognuno degli artisti declinerà questo tema secondo un linguaggio nuovo, fatto di segni e immagini, per ricordare all’osservatore di vivere amore, bellezza e amicizia con sempre rinnovata energia.

MELK
Ad aprire la serie di esposizioni sarà Melk, dal 25 al 31 marzo 2022, della pittrice, scenografa e designer Maria Donata Papadia, che vive e lavora ad Amsterdam con all’attivo una carriera trentennale. L’artista in Melk propone una selezione di Fiori in tetrapak e Seni, realizzati in gesso con la tecnica del calco.
Opere che si offrono quale mezzo portatore di linfa vitale, celando un sentimento erotico e sensuale. I bisogni primari legati al nutrimento e all’accudimento ci riportano al paragone con gli elementi della natura, quali i fiori, ispirati dal libro “Flowers and their messages” (The Mother Sri Aurobindo Ashram, Pondicherry). 

POLAROID
La seconda mostra, prevista dal 22 al 28 aprile 2022, intitolata Polaroid, presenta gli scatti di Manuele Geromini, fotografo di moda e ritrattista che attualmente vive e lavora in Francia. Nella sua ricca carriera professionale ha collaborato con numerose riviste di fama mondiale quali Vogue, Le Monde, Interview e GQ. 
In Polaroid, attraverso la famosa macchina fotografica istantanea, Geromini plasma il tempo come materia fissando l’attimo in un’unione tra coscienza e realtà, invitandoci a una condivisione. A differenza della pellicola, infatti, la polaroid consente di svelare immediatamente la magia dello scatto. 

IMPRONTE
La terza esposizione si svolgerà dal 20 al 26 maggio 2022 e vedrà protagonista nuovamente l’artista Maria Donata Papadia con Impronte. In questo progetto Papadia mette al centro figure umane realizzate partendo dall'impronta del corpo dei modelli e lavorando successivamente con sovrapposizioni di carte veline colorate a mano su garza tarlatana. Le impronte nascono dalla domanda: “Che cos’è il corpo?”. La percezione del corpo, non solo come custode dell’essenza umana, ci spinge, grazie alla stessa artista, a confrontarci con l’irrisolto che è insito dentro di noi e che ciascuno deve imparare a riconoscere per poter evolvere. 

SANTAFRIKA
Ultima tappa del viaggio di “Fuori Catalogo. Wandering Pop Up Art Exhibition” sarà Santafrika, in mostra dal 17 al 23 giugno 2022: un progetto fotografico di Sant’Era, esperta di moda e beauty che vanta tra le sue collaborazioni quelle con John Santilli e Vidal Sasson. Le foto, realizzate dall’art director e visual designer Sabrina Poli e stampate su alluminio in grande formato, enfatizzano i contrasti tra il nord e il sud del pianeta. Il progetto infatti, realizzato in Kenya, rappresenta un viaggio che unisce moda, ambiente e modelli dell’Occidente e dell’Africa Orientale.



BIO ARTISTI

MARIA DONATA PAPADIA
Maria Donata Papadia laureata all’Accademia di Belle Arti di Ravenna, inizia il suo percorso artistico collaborando col Teatro Due Mondi, occupandosi delle scenografie e dei costumi, una sinergia che continua tuttora. Innamorata da sempre della relazione tra colore, energia e sperimentazione, da circa trent’anni lavora come pittrice, scenografa, costumista e ricercatrice cromatica. Vive e lavora ad Amsterdam.

MANUELE GEROMINI
Manuele Geromini inizia a interessarsi di fotografia durante gli studi universitari, collaborando con un artista novarese dal quale apprende il potenziale artistico insito nella disciplina fotografica. Da allora inizia un percorso di stampo autodidatta che ancora perdura. Nel 1996 lavora per i F.lli Alinari di Firenze come direttore e ritrattista nella mostra "L'io e il suo doppio" svoltasi al castello Sforzesco di Milano. Nel 2002 si trasferisce a Parigi. Per circa dieci anni lavora in coppia con Laura Villa Baroncelli dedicandosi alla moda e alla ritrattistica, pubblicando su riviste come "Vogue", "Le Monde", “Interview", "GQ". Dal 2016 si dedica a un percorso estetico scevro da commissioni e orientamenti editoriali. Da circa due anni espone i propri lavori pubblicandoli su riviste d'arte.
Vive e lavora a Pau (Francia). Ha esposto all'Atelier Viandanti, Lugano; Guardia Sanframondi, Festival Vinarie, Francia; The Ermitage, Giacarta, Indonesia; Espace Clevel, Parigi; Biblioteca Casa Professa, Palermo. 

SABRINA POLI
Sabrina Poli, art director e visual designer, lavora nella comunicazione crossmediale. Formatasi presso l’Accademia di Belle Arti di Ravenna e l’Università del Progetto a Reggio Emilia, si dedica da sempre all’arte e alla fotografia. 
Durante la formazione, master UDP, sviluppa progetti fotografici col maestro Luigi Ghirri, il progetto “Poesie Terapeutiche” con lo scrittore Ermanno Cavazzoni e Gianni Celati. In seguito collabora a progetti di design con lo studio dell’architetto Stefano Giovannoni a Milano. Lavora per diversi brand di moda, design e cosmetica tra cui Diego dalla Palma di cui progetta l’immagine istituzionale corrente.
Si occupa a tempo pieno dei progetti visual per Accademia Bizantina eccellenza italiana della musica classica barocca.

SANT’ERA
Sant’era muove i primi passi nel mondo della moda e del beauty negli anni Ottanta, collaborando con aziende leader nel settore cosmetico per capelli. Si trasferisce a Roma, dove lavora con grandi maestri tra cui John Santilli art director di Vidal Sasson: esperienza fondamentale per apprendere le basi e le geometrie del taglio, l’anatomia, il trucco, lo styling.
Negli anni Novanta ha aperto il suo primo salone e dopo una breve pausa da vita a Sant’era, a Cesenatico: uno spazio di 20mq di colore ed energia che ospita mostre d’arte, presentazioni di prodotti, eventi per clienti, amici e chiunque voglia avvicinarsi al suo mondo.

RADIO TRASTEVERE GALLERY
Radio Trastevere Gallery nasce nel 2021 ed è diretta da Sasha Caterina. Non solo atelier e galleria d'arte, Radio Trastevere Gallery ospita la stessa Web Radio Trastevere con un nuovo concetto di news e talk show. 
Radio Trastevere è l'hot spot hub dove gli artisti possono incontrarsi, fare brainstorming, produrre arte, canzoni e tanto altro. 
L'atelier/galleria è arricchita da un affascinante giardino, uno spazio aperto che ospita servizi fotografici e vernissage.


INFO UTILI

Fuori Catalogo. Wandering Pop Up Art Exhibition
Radio Trastevere Gallery, Via Natale del Grande 21, Roma
Orari: dalle 15 alle 20 – opening ore 18
Ingresso gratuito



UFFICIO STAMPA 
CULTURALIA DI NORMA WALTMANN

08.03.2022 # 5934
Artisti ucraini in prima linea: l’arte contro la crisi umanitaria

Mia Di Domenico // 0 comments

“MiRo”: il viaggio fotomaterico di Jacopo di Cera

La stessa tratta ferroviaria percorsa per dieci anni e vissuta guardando fuori dallo stesso finestrino

“Il viaggio è sempre una metamorfosi che evita la banalità del quotidiano: viaggiare è uscire fuori da sé stessi per ritrovarsi in maniera diversa.”

 

Così recita l’incipit dell’ultimo progetto “MiRo” del fotografo milanese Jacopo di Cera. Una tratta ferroviaria, come suggerisce l’abbreviazione “Mi” di Milano e “Ro” di Roma, percorsa per dieci anni e vissuta guardando fuori dallo stesso finestrino, seduto sullo stesso sedile, dello stesso vagone ma con occhi sempre nuovi e affamati.

 

Un’Italia che scorre, che muta e che stupisce chi ha il coraggio di perdersi per ritrovarsi. Chi di uno status, quello da pendolare, ne fa per necessità una scelta di vita.



 

E allora tutto diventa ancora una volta occasione per essere altro, altrove. In luoghi dove non siamo, ma saremmo potuti essere. E per innamorarsi, senza paura. E forse il segreto della vita è tutto qui: lasciarsi travolgere dalla bellezza di ciò che ci circonda.

 

Un viaggio “fotomaterico” dove la fotografia si misura con applicativi diversi e diventa parte integrante di una sintassi più complessa e strutturata. È ora “un punto di partenza e non di arrivo” come suggerisce l’artista. Ogni tappa, ogni fotografia, è infatti una stampa diretta su vetro di un finestrino del treno. Una cornice che inquadra pezzi di vita mai uguali, scanditi da quel viaggio prestabilito dove ci si può perdere tra i pensieri e avere, finalmente, il tempo di respirare.

 

Un pezzo di un puzzle più grande che vede il fotografo immergersi in realtà disparate dove la fotografia, la geometria del soggetto (“Italian Summer”) e la materia (“Fino alla fine del Mare”) continuano a rincorrersi e intrecciarsi per dare vita a qualcosa di puro. 



 

Jacopo Di Cera nasce a Milano nel 1981. Lavora da subito nelle principali aziende multinazionali occupandosi di marketing. Il suo punto di vista eclettico e travolgente è contaminato dall’influsso di fotografi internazionali con i quali si confronta e sperimenta. Numerosi sono i riconoscimenti che ottiene tra i quali ricordiamo il quarto posto al prestigioso concorso del National Geographic nel 2010. Ha partecipato ad esposizioni e fiere italiane e internazionali (MIA – Milano; Palazzo Velli Expò – Roma; Les rencontres de la photographie – Arles; Festival Con_vivere – Carrara; PAN – Napoli; Paratissima – Torino; Fotofever (Paris Photo) – Parigi; Biennale Arte – Venezia).


21.02.2022 # 5919
Artisti ucraini in prima linea: l’arte contro la crisi umanitaria

Mia Di Domenico // 0 comments

Vivian Maier: “inedita” in mostra ai Musei Reali di Torino

In esclusiva la serie di scatti realizzati durante il suo viaggio in Italia, tra Torino e Genova, nell’estate del 1959.

Vivian Maier. Un nome, un mistero. Un mondo permeato da una quotidianità precipitosa e ambiziosa del sogno americano e un modo di raccontarlo: il suo, delicato e profondamente evocativo. Ogni gesto apparentemente anonimo diventa così parte di una poesia invisibile che la Maier continua a scrivere instancabilmente per 45 anni, camminando per le strade dei quartieri proletari tra New York e Chicago. 

È ora inedita, come suggerisce il nome stesso della mostra “Vivian Maier. Inedita” ospitata dalle Sale Chiablese dei Musei Reali di Torino dallo scorso 9 Febbraio fino al 26 Giugno 2022, dopo una prima tappa al Musée du Luxembourg di Parigi. 

La mostra, curata da Anne Morin e co-organizzata da diChroma e dalla Réunion des Musées Nationaux – Grand Palais, prodotta dalla Società Ares srl con i Musei Reali e il patrocinio del Comune di Torino, presenta più di 250 immagini che ci offrono uno sguardo ulteriormente nuovo e pervasivo della vita dell’artista tra fotografie a colori, oggetti personali e filmati in Super 8 dove coincidenze della realtà e occhi sconosciuti si intrecciano ancora esplicandosi in dieci sezioni con la sua figura che guarda e si guarda ora riflessa in una vetrina di un negozio, ora lungo la sua ombra. 

Inedita come la serie di scatti realizzati durante il suo viaggio in Italia, tra Torino e Genova, nell’estate del 1959. 


Un documentario di vita, dalle tematiche estremamente moderne e dal linguaggio articolato, dettato dall’esigenza d’affermazione e liberazione che accompagna lo spettatore durante tutta la mostra. 

Diventa così un’occasione per soffermarsi su un sentire autentico di una donna, di Vivian, non più sconosciuta piombata, solo post mortem nel 2009 grazie al ritrovamento di John Maloof dei suoi negativi, nel cuore della street photography.



Quando 

Date: 9 Febbraio 2022 - 26 Giugno 2022
Orario: 10:00 - 18:00
(dal martedì al venerdì dalle 10.00 alle 19.00; sabato e domenica dalle 10.00 alle 21.00) 

Dove 

Sala Chiablese
Piazzetta Reale, 1 - Torino 

Prezzo 

Intero: € 15,00; Ridotto: € 12,00 (over 65, insegnanti, ragazzi tra 18 e 25 anni, gruppi, giornalisti non accreditati); Ridotto: € 10,00 (possessori del biglietto intero dei Musei Reali); Ridotto ragazzi: € 6,00 (ragazzi tra 12 e 17 anni compiuti); Pacchetto famiglia: fino a due adulti € 12,00 cad. e ogni ragazzo tra 12 e i 17 anni € 6,00 cad.; Gratuito: possessori dell’Abbonamento Musei Piemonte Valle d’Aosta, Torino+Piemonte card, bambini da 0 a 11 anni, persone con disabilità, dipendenti MiC 

Più informazioni 

www.museireali.beniculturali.it

20.12.2021 # 5858
Artisti ucraini in prima linea: l’arte contro la crisi umanitaria

Paolo Falasconi // 0 comments

“Da Altopascio a Mount Meru: sul sentiero del bene” Di Stefano Lotumolo

Il 22 dicembre si inaugura la mostra fotografica di Stefano Lotumolo, curata da Flow & Foto, nelle figure di Federica Cerami e Francesca Sciarra.

“Da Altopascio a Mount Meru: sul sentiero del bene” Di Stefano Lotumolo
A cura di Flow & Foto: Federica Cerami e Francesca Sciarra. 
Opening on line: mercoledì 22 dicembre 2021 ore 19:30


Mercoledì 22 dicembre si inaugura “Da Altopascio a Mount Meru: sul sentiero del bene”, la mostra fotografica di Stefano Lotumolo, curata da Flow & Foto, nelle figure di Federica Cerami e Francesca Sciarra.

La mostra ha un percorso espositivo progettato per garantire una esperienza immersiva allo spettatore che si sentirà, da subito, parte attiva del percorso, proiettato in una dimensione nuova, piena di stimoli visivi e sonori.
Il lavoro di Stefano parla di terre lontane che hanno bisogno di essere viste, accolte e aiutate e stimola ad avere uno sguardo attivo per adoperarsi nei progetti di aiuto messi in campo da Stefano con la sua associazione “Radici Globali”

Dall’albero, del poeta Hikmet, inizia la storia di Stefano Lotumolo che un giorno, immerso nel verde del suo lavoro di floricoltore, decide di volgere il suo sguardo verso la natura, negli angoli più lontani del mondo, abbracciando quella umanità invisibile che scrive una pagina di storia che forse nessuno leggerà mai con la giusta dose d’amore.
Questo ribaltamento del suo sguardo diventa la bussola per orientarsi in un mondo nuovo che trasforma nella sua seconda pelle, pronto ad accogliere tutto il nuovo e l’inespresso che trova all’interno del mirino della sua macchina fotografica.
Il viaggio dell’eroe ha inizio: nulla sarà più come prima perché Stefano, come un novello Diogene, da quel giorno, cammina, con la sua lanterna magica, per portare luce e speranza a chi non ha la possibilità di vivere dentro una normale soglia di dignità.
La fotografia, testimone vigile di questo mondo nuovo, diventa il suo cuore pulsante che si apre ad accogliere le storie lontane, provando a compiere gesti concreti per realizzare cambiamenti di vita.
“Da Altopascio a Mount Meru: sul sentiero del bene” è il racconto di mille incontri di amore con la madre terra, piena di sorprese colorate e con i volti sorridenti, pieni di energia di chi, nonostante le avversità, si affida ancora alla possibilità che la vita possa regalare qualcosa di inaspettato.
Scorrendo queste immagini, viaggiando con Stefano dentro ogni fotogramma, scopriremo che ogni lembo di terra dell’angolo più remoto del mondo è parte del nostro cammino e ogni volto, che i nostri occhi incroceranno, è una proiezione del nostro volto: siamo tutti uguali e tutti assieme in un unico grande afflato di vita.
Il viaggio termina con una immagine notturna rivolta al cielo che rappresenta un inno alla gioia, una apertura verso l’immenso e le sue infinite possibilità, con l’augurio che tutti noi, spettatori di tanta bellezza, possiamo ogni giorno diventare attori di un cambiamento del cammino di chi ha “soltanto” bisogno di essere accolto in un abbraccio di vita.


La galleria ha la forma di un albero: lo spettatore entra dal tronco e, percorrendo la chioma, passa in rassegna tutte le fotografie esposte fino ad arrivare al cuore pulsante rappresentato da un box di legno all’interno del quale sono esposti tutti i volti incontrati lungo il viaggio.
Nella Galleria, inoltre, troverete un video introduttivo di Stefano e il testo critico di accompagnamento alla mostra.
All’esterno della Galleria, invece, troverete il catalogo, il trailer del suo film e le informazioni sui progetti ai quali potrete aderire per aiutare le popolazioni visitate e accolte dallo sguardo di Stefano.


Per informazioni: 
flowefoto@gmail.com 
https://www.facebook.com/editingperfotografi



La mostra, interamente virtuale, è ospitata sulla piattaforma Artsteps.com e sarà visibile, gratuitamente, da mercoledì 22 dicembre alle ore 20.00, a questo link:

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