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15.05.2022 # 6057
Heartstopper, la favola (divenuta realtà) dell'illustratrice Alice Oseman

Paolo Falasconi //

Heartstopper, la favola (divenuta realtà) dell'illustratrice Alice Oseman

Un progetto nato nel 2016 nel quale l'autrice ha fermamente creduto, sostenuta da una base di fan che ha contribuito a costruirne il successo

Netflix ci ha abituato a serie inedite che raggiungono in pochissimo tempo l'olimpo delle produzioni di grandissimo successo, dunque non dovrebbe stupire troppo che la prima stagione di Heartstopper, la nuova serie tv britannica pubblicata in streaming sul canale abbia totalizzato nelle prime tre settimane ben 53 milioni e mezzo di ore visualizzate.

Dalla sua uscita internazionale lo scorso 22 aprile ha fatto registrare un incredibile successo di pubblico (nel momento in cui scrivo sono passati appena 23 giorni) e, cosa più importante, un praticamente unanime apprezzamento della critica per il modo in cui ha saputo raccontare con grande delicatezza ma allo stesso tempo estrema precisione e realismo quel mondo di sensazioni, emozioni, pensieri che tutti gli adolescenti LGBTQ+ vivono e hanno vissuto, indipendentemente dall'epoca in cui lo sono stati.

Si perché oltre che appassionare gli spettatori adolescenti, ha travolto letteralmente tutti coloro che adolescenti non lo sono da un pezzo ormai e che hanno ritrovato nelle vicende di Nick e Charlie, i due protagonisti, interpretati rispettivamente dai bravissimi Kit Connor e Joe Locke, la rivincita per una vita che avrebbero voluto e dovuto vivere alla luce del sole e che invece, per motivi legati ai tempi niente affatto pronti ad affrontare il tema della omosessualità, non si sono mai sognati di rendere pubblico. Come dire: Cavolo, ecco cosa ho passato, i miei tormenti e le difficoltà, i segreti e adesso tutti finalmente possono vederlo, e possono comprendere quanto sia stato difficile tenere tutti i pezzi insieme e andare avanti.

Il motivo per cui ce ne occupiamo però riguarda il fatto che questa serie, e il suo straordinario successo, nasce in realtà dalla matita di Alice Oseman, classe 1994, scrittrice ma soprattutto illustratrice con base nel Kent in Inghilterra, che ha realizzato un  Graphic Novel, Heartstopper –attualmente distribuito in 4 volumi in Italia da Mondadori– da cui è stata tratta la serie.

Il concept grafico è pensato come uno storyboard, (chissà se nei suoi sogni Alice avrebbe mai potuto immaginare che sarebbe andata così!) con inquadrature dal taglio cinematografico, il ritmo è sempre alto grazie al sapiente gioco dei ballon che seguono l'enfasi del racconto con giochi di grandezze, spessori, ed un segno grafico freschissimo, che conserva (per fortuna) tutta la leggerezza di una solo apparente improvvisazione.

L'aspetto però più entusiasmante è che il suo ruolo non si è fermato alla stesura del racconto, ma è stato determinante sul set per tutto il tempo delle riprese per mantenere intatta l'autenticità della narrazione tanto che, tra i giochi preferiti dai già numerosi fan, c'è la sovrapposizione delle scene disegnate con quelle riprese, segno che Alice ha centrato davvero il segno e questo non può che dipendere dalla totale concentrazione e dedizione alla storia come lei stessa confessa nelle note del volume 1.

Per noi, che sappiamo di essere di parte nel voler celebrare la creatività come una possibile strada per il successo, resta il fatto che questa rappresenta una bella storia (professionale) nella storia, che merita di essere raccontata. Insomma, tutti aspiriamo a fare della nostra passione il nostro lavoro, ed è bello condividerla.

Alice Oseman ha un sito, aliceoseman.com ed è su instagram, ovviamente.


Il trailer ufficiale della serie:


21.03.2022 # 5952
Heartstopper, la favola (divenuta realtà) dell'illustratrice Alice Oseman

Paolo Falasconi //

Elogio di un talento infinito: quello dell'illustratrice ucraina Polina Ugarova

Il segreto? Concentrarsi sulle piccole cose belle della vita

In un piccolo villaggio tra le foreste dell'Ucraina vive Polina, una abilissima illustratrice piena di talento che a proposito di sé scrive: "vivo una vita lenta, facendo permacultura e traendo molta ispirazione per il mio lavoro. Natura, fiabe, bambini e piccole cose belle della vita questi sono i temi su cui mi sto concentrando."

In queste poche note troviamo già tutto il suo mondo, o per meglio dire, il mondo, perlomeno per come dovrebbe essere. 
C'è saggezza, sapienza, profonda conoscenza della natura e dei suoi equilibri, dei ritmi, uno sforzo che punta all'obiettivo dell'autosufficienza e all'autonomia, che non è sempre e soltanto economica, ma anche e soprattutto psico-fisica. Quel benessere che ricerchiamo costantemente nella vita e per raggiungere il quale, ci muoviamo poi fatalmente sempre nella direzione opposta.

Rapportato al suo lavoro, le piccole cose belle della vita di cui parla Polina assumono in effetti un significato immensamente più grande di quanto si possa immaginare e anzi, direi proprio che rappresentano la chiave, il passe-partout che in realtà può spiegare ogni cosa, dall'infinitamente grande al più microscopico, dal più complesso al più semplice.

Il mondo che ci presenta Polina Ugarova è un bozzolo accogliente, incredibilmente magico, dove ogni elemento concorre a costruire una narrazione limpida, immediatamente fruibile ma mai semplice o peggio, povera di carattere.
Al contrario la sua coerenza stilistica è impeccabile, ogni singola illustrazione rincorre la successiva e così via in un continuo rimando di piccoli e grandi dettagli che conferiscono ai suoi lavori la rassicurante consapevolezza di essere scivolati (dolcemente e pienamente) nella sua dimensione. 
C'è in questo risultato una consapevolezza e determinazione che è tipica degli artisti nell'accezione più pura del termine. La coerenza di cui parlavamo sopra in effetti rappresenta il metro con il quale possiamo misurare la genuinità del segno, quanto l'artista è dentro il suo stesso racconto. 

Non è difficile lasciarsi suggestionare da un segno grafico che ci è passato sotto gli occhi, che ci è piaciuto e per questo motivo lo abbiamo archiviato nella mente tra le cose da provare a rifare, personalizzandolo, per inserirlo nel flusso di lavoro che stiamo realizzando. 
Io queste divergenze le chiamo sbavature. Sono come un momento nel racconto illustrativo in cui la penna esce per così dire fuori dal rigo, la magia si interrompe e la tela appare bucata qua e là, lasciando intravedere le tracce della nostra incertezza, qualcosa che non appartiene alla nostra mano. Succede a tutti, il più delle volte inconsapevolmente. A meno di non essere totalmente genuini, concentrati e  ispirati come Polina Ugarova. 

Di seguito il link per accedere al lavoro completo di Polina Ugarova.

20.09.2021 # 5789
Heartstopper, la favola (divenuta realtà) dell'illustratrice Alice Oseman

Paolo Falasconi //

Realismo e stilizzazione nella rappresentazione naturalistica: l'utopia realizzata

La designer serba Jelena Vasiljević centra l'obiettivo di una coesistenza impossibile

È sempre bello constatare come nel graphic design e nell'illustrazione la padronanza di una tecnica, insieme all'acquisizione di un metodo può condurre a risultati estremamente interessanti e degni di nota.

Voglio parlare del lavoro di Jelena Vasiljević, designer serba che nel suo Onithomania esplora il rapporto tra illustrazione strettamente utilitaristica e un approccio più artisticamente stilizzato nel tentativo di comprendere fino a che punto è possibile spingere la creatività senza allontanarsi da una rappresentazione il più possibile realistica.

Per riuscire nel suo intento si è lasciata ispirare dall'artista e ornitologo serbo Javor Rašajski (autore di "Birds of Serbia"), il quale nel corso dei suoi molti anni di esperienza, ha concluso che la fotografia non supererà mai l'illustrazione come modo migliore per evidenziare i dettagli morfologici chiave della specie. 

Con questo pensiero in mente Jelena ha realizzato le 111 specie di uccelli più comuni nel proprio territorio con l'obiettivo visivo principale di purificare le forme degli uccelli da ogni dettaglio secondario e concentrarsi sulle specifiche precise di ogni singola specie.

Il risultato è semplicemente stupefacente, gli uccelli sono stati presentati separatamente, all'interno dello stesso formato quadrato per accentuare l'approccio artistico e il design all'interno di ogni forma di uccello (stampe e catalogo). Sono poi anche presentati su un poster, in proporzioni realistiche e raggruppati genealogicamente, che è lo standard per l'illustrazione scientifica. Un lavoro eccellente, completo, che non rinuncia alla sua mission scientifica e informativa ma neppure cede di fronte alla sfida di preservare l'originalità di un buon progetto di graphic design. Eccellente.

Di seguito il link per accedere al lavoro completo su Behance.


20.03.2020 # 5489
Heartstopper, la favola (divenuta realtà) dell'illustratrice Alice Oseman

Paolo Falasconi //

John Devolle. La complessità del racconto scritto in forma semplice

celebriamo il talento di John Devolle, che riesce magistralmente a tradurre un gran numero di informazioni senza rinunciare ad elaborati incroci di forme geometriche e originali composizioni, capaci di piegare il racconto grafico ad una linea logica assol

Abbiamo cominciato questo 2020 con un articolo sui trend della grafica e tra questi, abbiamo individuato la tendenza che vede ogni elemento della grafica tradotto attraverso l´uso di forme geometriche.

Oggi celebriamo il talento di John Devolle, designer in forze all´agenzia Folio, che è un maestro nel tradurre enormi volumi di informazioni in immagini dettagliate ma chiare, concise e facili da assorbire. Il suo stile distintivo e le combinazioni di colori originali rendono il suo lavoro immediatamente riconoscibile.

John è specializzato nella produzione di infografiche, diagrammi e grafica vettoriale di ogni tipo, sia per uso aziendale che pubblicitario, nonché pubblicazioni educative.



Nature Spotting - BBC / © John Devolle /Folio

In questo momento di crisi offrire informazioni schematiche in maniera chiara e immediata diventa un imperativo che può (e deve!) coniugarsi con un certo livello di stile e cura per il dettaglio. I lavori di John riescono magistralmente a tradurre un gran numero di informazioni senza rinunciare ad elaborati incroci di forme geometriche e originali composizioni che piegano il racconto grafico ad una linea logica assolutamente comprensibile. Semplicemente straordinario.

Tra i suoi clienti Vanity Fair / GQ / ESSO / Greater Anglia Rail / The British Library / Institute Of Physics / Waitrose Weekend Magazine / Cyclist Magazine / Lonely Planet / Wired UK / Which? Magazine / Property Week / Real Simple Magazine / Time Out London / Dockwalk Magazine.


Guarda la gallery dei suoi lavori su Folio

19.02.2019 # 5416
Heartstopper, la favola (divenuta realtà) dell'illustratrice Alice Oseman

Paolo Falasconi //

L’incredibile talento di Carolyn Jenkins, illustratrice del XXI secolo senza Photoshop

Si può restare al centro della scena nel settore dell´illustrazione senza usare nessun software di fotoritocco o di illustrazione, con la certezza che occorrerà non meno di un mese per completare l´opera? A quanto pare si

Può sembrare strano che in un’epoca in cui i software grafici sono capaci di riprodurre tecniche artistiche con una fedeltà quasi totale allo strumento reale, ci siano persone che si cimentano con pennelli, tele e colori in pastiglie o tubetti per realizzare opere che nascono per scopi commerciali, come illustrazioni per commercial advertising, cataloghi o altro.

Si potrebbe immaginare che il mercato della comunicazione, in costante marcia accelerata verso l’obiettivo del “miglior risultato nel minor tempo” abbia già catalogato questo genere di collaborazione come “estinta“, cioè insostenibile economicamente, incompatibile con le esigenze di instant marketing di un prodotto che spesso ha una durata programmata di una manciata di giorni, forse un mese.

Non è così. Ho conosciuto il lavoro di Carolyn Jenkins per caso, e mi sono imbattuto nelle sue illustrazioni con la convinzione che avesse acquisito una tecnica al computer sofisticatissima e accurata salvo poi, approfondendo il suo lavoro e la sua storia, scoprire che i suoi lavori sono acquerelli botanici che spesso includono dettagli sconvolgenti e nascono –rullo di tamburi– da un pennello, acqua, colore.

© Carolyn Jenkins

Carolyn dipinge con accuratezza scientifica e incredibile pazienza. Essendo specializzata in botanicals il suo lavoro è popolare con clienti come Estée Lauder, Diageo e Crabtree & Evelyn, dipingendo ingredienti per tutto, dalla crema idratante al gin.

Considerato che per dipingere una tavola di 25 x 25 cm occorre mediamente un mese di lavoro viene da chiedersi cosa spinge un’azienda a rivolgersi ad una professionista come lei. Ebbene, talvolta nel rappresentare qualcosa specie quando si tratta di un soggetto botanico l’esigenza è che tutto quel che è importante sia messo in evidenza.
Paradossalmente, nessuna fotografia può fare questo, né un abile lavoro di manipolazione in photoshop.

Il risultato finale è sempre il frutto di un mix di elementi, alcuni fedeli alla realtà, altri ingranditi, evidenziati, posizionati in maniera tale da restituire l’immagine compiuta del soggetto come lo si vuole raccontare e non come appare nella realtà e, per ottenere questo, è necessaria una competenza che va oltre il fatto artistico per abbracciare per esempio conoscenze di botanica e una grandissima capacità di osservazione per cogliere tutte le sfumature che la natura sa offrire.

Il lavoro che l’ha impegnata di più, ça va sans dire, è una collaborazione per una mostra del RHS (Royal Horticultural Society) un compendio di tutta la tecnica e le conoscenze botaniche applicate con il massimo rigore, che le è valsa una medaglia d’oro dalla stessa Società.


Sul web e sui social
Carolyn Jenkins ha un suo sito, www.carolynjenkins.co.uk dove è possibile esplorare tutto il suo lavoro. Ha anche un profilo su instagram @jenkinscarolyn che è molto seguito.

 

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