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Mostre ed eventi // Pagina 192 di 220
27.05.2007 # 606
Padova | Giorgio De Chirico | Fino al 27 maggio 2007

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Padova | Giorgio De Chirico | Fino al 27 maggio 2007

Fino al 27 maggio 2007

Sarà presentata una selezione di capolavori di altissima forza evocativa e poetica che non potrà non lasciare il segno tra i visitatori. E anche un'occasione unica per vedere, oltre alla più ampia selezione mai offerta nel nostro paese di opere metafisiche e dei primi anni '20, molti dipinti straordinari che non compaiono in mostre pubbliche o private da prima della seconda guerra mondiale. Nato a Volo, in Grecia, nel 1888 e morto a Roma nel 1978, Giorgio de Chirico, inventore della pittura metafisica, è stato l'artista italiano che ha avuto più influenza sull'arte moderna. Egli chiamò Metafisica l'arte che rivela i misteri e gli enigmi della realtà che ci circonda. Osservare il mondo come un enorme museo di stranezze e guardare tutto come chi "vede" per la prima volta, sono le regole che governano la sua pittura e con le quali egli muove alla scoperta di ciò che sta oltre la materia visibile. De Chirico si pose infatti come obbiettivo di "dipingere ciò che non si può vedere", e ottenne il suo scopo accostando le immagini in modo da creare sensazioni insolite e profonde emozioni poetiche, capaci di indurre nello spettatore l'intuizione di quell' inafferrabile non senso che governa il mondo: non un mistero divino situato nell'alto dei cieli, ma un "mistero laico" annunciato dalle cose comuni di tutti i giorni, osservate con spirito nuovo. Padova, Palazzo Zabarella.

06.06.2007 # 639
Padova | Giorgio De Chirico | Fino al 27 maggio 2007

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Milano | Tobias Rehberger - On Otto | Fino al 6 giugno 2007

Fino al 6 giugno 2007

Per questa occasione l'artista presenterà "On Otto," un progetto appositamente realizzato per la Fondazione Prada, costituito dalla realizzazione di un film e da un'installazione architettonica.

Con "On Otto" l'artista sovverte il processo filmico realizzando un'opera che si svolge al contrario: ha inizio con la locandina del film per finire con la sceneggiatura. L'opera non costituisce un film compiuto, bensì un'installazione che si realizza nel percorso espositivo. Elemento chiave dell'opera è il coinvolgimento di star del cinema quali Kim Basinger, Willem Dafoe, Emmy Rossum, Justin Henry e Danny DeVito, ripresi nella platea di un cinema deserto. Gli attori assumono così il ruolo di spettatori, mentre i visitatori dell'installazione divengono le star del grande schermo.

Tobias Rehberger, tra i più noti artisti tedeschi contemporanei, ha cominciato a lavorare agli inizi degli anni Novanta, affermandosi a livello internazionale per la produzione di opere dalle diverse forme: sculture, oggetti industriali e manufatti artigianali. Tema principale intorno a cui ruota e si sviluppa il percorso di Rehberger è il concetto di trasformazione. Il suo campo di sperimentazione si concentra sui processi percettivi e di conoscenza, sulla temporalità e il senso di caducità, sulla discontinuità e l'ambiguità, sulla mutazione e le relazioni così come la rete di connessioni esistenti tra gli oggetti e la realtà che li/ci circonda.

"Penso che guardando la mia opera – dice l'artista - non si colga alcuna linearità, ma piuttosto delle tematiche attorno alle quali il lavoro si aggira manifestandosi in modi diversi. Come possono essere lette le cose che ci circondano? È veramente possibile 'vedere' un'opera nella sua interezza o è l'opera piuttosto ad essere composta da qualcosa di più?... gran parte del mio lavoro si fonda sulle cose che non è possibile vedere". Tobias Rehberger

27.05.2007 # 607
Padova | Giorgio De Chirico | Fino al 27 maggio 2007

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Torino | Sulla via di Alessandro | Fino al 27 maggio 2007

Fino al 27 maggio 2007

La mostra si propone di illustrare le vicende culturali, artistiche, politiche e economiche dell'Asia dopo le conquiste di Alessandro e, in particolare, l'incontro della civiltà ellenistica con quella mesopotamica, quella iranica e quella del subcontinente indiano, focalizzando l'attenzione sull'arte della Babilonia, con particolare riferimento alla città di Seleucia al Tigri, e sull'arte del Gandhara, regioni che costituiscono la nostra maggiore fonte di informazione sulla situazione tra il IV sec. a.C. e il III d.C. dei territori appartenuti al Macedone. Torino, Palazzo Madama.

25.05.2007 # 638
Padova | Giorgio De Chirico | Fino al 27 maggio 2007

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Roma | Angela Bulloch - Repeat Refrain | Fino al 25 maggio 2007

Fino al 25 maggio 2007

Creare un'opera pubblica visibile dall'esterno che potesse dialogare con un monumento-
simbolo così carico di storia come l'Ara Pacis, recentemente ricoperto dalla struttura ideata
dall'architetto Richard Meier, può non essere stata un'impresa facile.
Per il progetto Enel Contemporanea, Angela Bulloch, artista inglese nata in
Canada nel 1966, crea Repeat Refrain (Strofa Ripetuta), 2007.

Partendo dalle fondamentali realtà storiche e architettoniche dell'Ara Pacis, luogo simbolico
di Roma, l'artista pensa al modo migliore per entrare in collegamento e armonia con esso.
Angela Bulloch immagina quindi un pallone aerostatico di 5 metri di diametro e 15,70
metri di circonferenza e lo colloca sopra il tetto del museo, in prossimità dell'altare. Il
pallone diventa così simbolo elevato ad oggetto sacrificale in onore della storia che ha
visto come protagonista l'Ara. Dall'11 al 25 maggio l'opera Repeat Refrain è esposta nel
cielo romano come sacrificio offerto sull'altare. L'oggetto sacrificale non solo fluttua
nell'aria, ma prende vita attraverso un vasto repertorio di immagini e di giochi di luci e
ombre che, proiettate, abbracciano la sfera ricordando suggestive visioni di fasi lunari. Un
ciclo di video proiezioni e immagini di diapositive raccolte dall'artista presso diversi
osservatori astronomici, è stato ideato dalla Bulloch per mettere in scena ogni sera sempre
la stessa eclissi lunare, come la "strofa ripetuta" del verso di una poesia o di una canzone.

20.05.2007 # 610
Padova | Giorgio De Chirico | Fino al 27 maggio 2007

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Milano | FluorEssenza | Fino al 20 maggio 2007

Fino al 20 maggio 2007

La Galleria Stragapede | Perini presenta FluorEssenza, la personale tutta fluo di Andy, ex tastierista dei Bluvertigo Di scena sono una trentina di nuovi lavori del giovane artista milanese, nato sotto il segno della pop art.

13.05.2007 # 609
Padova | Giorgio De Chirico | Fino al 27 maggio 2007

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Torino | Ambient Tour | Fino al 13 maggio 2007

Fino al 13 maggio 2007

La Fondazione Sandretto Re Rebaudengo presenta dal 1 marzo al 13 maggio 2007 Ambient Tour, tre mostre personali di Flavio Favelli, Christian Frosi e Deborah Ligorio negli spazi espositivi di via Modane 16 a Torino. "Ogni anno dedichiamo una mostra alla scena emergente del panorama artistico italiano. Consideriamo questa parte della nostra programmazione importante per la nostra missione, volta a diffondere e sostenere l'arte italiana nell'ambito di un panorama internazionale in grande crescita" dichiara Patrizia Sandretto Re Rebaudengo. La mostra si colloca all'interno dell' ANNO AMBIENTE. Ambiente inteso non solo in senso ecologico, ma anche come spazio fisico e in cui le nostre vite quotidiane si sviluppano e si trasformano. Attorno a questa urgente tematica si svilupperanno e ruoteranno tutte le mostre e gli eventi della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo fino a marzo 2008. Per Ambient Tour, lo spazio della Fondazione verrà diviso in tre parti in modo che ciascun artista possa sviluppare un progetto autonomo e indipendente. La mostra non sarà infatti una collettiva, ma riunirà tre progetti autonomi e concepiti appositamente per gli spazi della Fondazione. Gli artisti hanno pensato l'ambiente in senso più vasto rispetto a quello prettamente ecologico, creando delle rappresentazioni dei propri luoghi immaginari e della loro visione intima dell'ambiente. I loro lavori guideranno il pubblico attraverso un viaggio ambientale ed immaginario: dall'Abisso di Flavio Favelli inteso come mare e come spazio insondabile ed ostile, alle coste italiane e ai parchi marini raccontati da Deborah Ligorio che li ha esplorati in un viaggio fisico emotivo. Fino alla duna di sabbia di Christian Frosi intesa come forma viva, instabile e come elemento del paesaggio esposto alla desertificazione.