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Mostre ed eventi // Pagina 195 di 223
27.05.2007 # 606
Padova | Giorgio De Chirico | Fino al 27 maggio 2007

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Padova | Giorgio De Chirico | Fino al 27 maggio 2007

Fino al 27 maggio 2007

Sarà presentata una selezione di capolavori di altissima forza evocativa e poetica che non potrà non lasciare il segno tra i visitatori. E anche un'occasione unica per vedere, oltre alla più ampia selezione mai offerta nel nostro paese di opere metafisiche e dei primi anni '20, molti dipinti straordinari che non compaiono in mostre pubbliche o private da prima della seconda guerra mondiale. Nato a Volo, in Grecia, nel 1888 e morto a Roma nel 1978, Giorgio de Chirico, inventore della pittura metafisica, è stato l'artista italiano che ha avuto più influenza sull'arte moderna. Egli chiamò Metafisica l'arte che rivela i misteri e gli enigmi della realtà che ci circonda. Osservare il mondo come un enorme museo di stranezze e guardare tutto come chi "vede" per la prima volta, sono le regole che governano la sua pittura e con le quali egli muove alla scoperta di ciò che sta oltre la materia visibile. De Chirico si pose infatti come obbiettivo di "dipingere ciò che non si può vedere", e ottenne il suo scopo accostando le immagini in modo da creare sensazioni insolite e profonde emozioni poetiche, capaci di indurre nello spettatore l'intuizione di quell' inafferrabile non senso che governa il mondo: non un mistero divino situato nell'alto dei cieli, ma un "mistero laico" annunciato dalle cose comuni di tutti i giorni, osservate con spirito nuovo. Padova, Palazzo Zabarella.

25.05.2007 # 638
Padova | Giorgio De Chirico | Fino al 27 maggio 2007

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Roma | Angela Bulloch - Repeat Refrain | Fino al 25 maggio 2007

Fino al 25 maggio 2007

Creare un'opera pubblica visibile dall'esterno che potesse dialogare con un monumento-
simbolo così carico di storia come l'Ara Pacis, recentemente ricoperto dalla struttura ideata
dall'architetto Richard Meier, può non essere stata un'impresa facile.
Per il progetto Enel Contemporanea, Angela Bulloch, artista inglese nata in
Canada nel 1966, crea Repeat Refrain (Strofa Ripetuta), 2007.

Partendo dalle fondamentali realtà storiche e architettoniche dell'Ara Pacis, luogo simbolico
di Roma, l'artista pensa al modo migliore per entrare in collegamento e armonia con esso.
Angela Bulloch immagina quindi un pallone aerostatico di 5 metri di diametro e 15,70
metri di circonferenza e lo colloca sopra il tetto del museo, in prossimità dell'altare. Il
pallone diventa così simbolo elevato ad oggetto sacrificale in onore della storia che ha
visto come protagonista l'Ara. Dall'11 al 25 maggio l'opera Repeat Refrain è esposta nel
cielo romano come sacrificio offerto sull'altare. L'oggetto sacrificale non solo fluttua
nell'aria, ma prende vita attraverso un vasto repertorio di immagini e di giochi di luci e
ombre che, proiettate, abbracciano la sfera ricordando suggestive visioni di fasi lunari. Un
ciclo di video proiezioni e immagini di diapositive raccolte dall'artista presso diversi
osservatori astronomici, è stato ideato dalla Bulloch per mettere in scena ogni sera sempre
la stessa eclissi lunare, come la "strofa ripetuta" del verso di una poesia o di una canzone.

20.05.2007 # 610
Padova | Giorgio De Chirico | Fino al 27 maggio 2007

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Milano | FluorEssenza | Fino al 20 maggio 2007

Fino al 20 maggio 2007

La Galleria Stragapede | Perini presenta FluorEssenza, la personale tutta fluo di Andy, ex tastierista dei Bluvertigo Di scena sono una trentina di nuovi lavori del giovane artista milanese, nato sotto il segno della pop art.

13.05.2007 # 609
Padova | Giorgio De Chirico | Fino al 27 maggio 2007

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Torino | Ambient Tour | Fino al 13 maggio 2007

Fino al 13 maggio 2007

La Fondazione Sandretto Re Rebaudengo presenta dal 1 marzo al 13 maggio 2007 Ambient Tour, tre mostre personali di Flavio Favelli, Christian Frosi e Deborah Ligorio negli spazi espositivi di via Modane 16 a Torino. "Ogni anno dedichiamo una mostra alla scena emergente del panorama artistico italiano. Consideriamo questa parte della nostra programmazione importante per la nostra missione, volta a diffondere e sostenere l'arte italiana nell'ambito di un panorama internazionale in grande crescita" dichiara Patrizia Sandretto Re Rebaudengo. La mostra si colloca all'interno dell' ANNO AMBIENTE. Ambiente inteso non solo in senso ecologico, ma anche come spazio fisico e in cui le nostre vite quotidiane si sviluppano e si trasformano. Attorno a questa urgente tematica si svilupperanno e ruoteranno tutte le mostre e gli eventi della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo fino a marzo 2008. Per Ambient Tour, lo spazio della Fondazione verrà diviso in tre parti in modo che ciascun artista possa sviluppare un progetto autonomo e indipendente. La mostra non sarà infatti una collettiva, ma riunirà tre progetti autonomi e concepiti appositamente per gli spazi della Fondazione. Gli artisti hanno pensato l'ambiente in senso più vasto rispetto a quello prettamente ecologico, creando delle rappresentazioni dei propri luoghi immaginari e della loro visione intima dell'ambiente. I loro lavori guideranno il pubblico attraverso un viaggio ambientale ed immaginario: dall'Abisso di Flavio Favelli inteso come mare e come spazio insondabile ed ostile, alle coste italiane e ai parchi marini raccontati da Deborah Ligorio che li ha esplorati in un viaggio fisico emotivo. Fino alla duna di sabbia di Christian Frosi intesa come forma viva, instabile e come elemento del paesaggio esposto alla desertificazione.

13.05.2007 # 564
Padova | Giorgio De Chirico | Fino al 27 maggio 2007

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Milano | Franco Vaccari | Fino al 13 maggio 2007

Fino al 13 maggio 2007

Presso lo Spazio Oberdan di Milano si terrà la mostra "Franco Vaccari, Col Tempo: esposizioni in tempo reale, fotografie, film, video, video-installazioni, 1965-2007", a cura di Vittorio Fagone e Nicoletta Leonardi. A partire dalla metà degli Anni Sessanta, Franco Vaccari ha incentrato la sua ricerca su tre tematiche fondamentali: la dissoluzione dell'oggetto estetico modernista; l'utilizzo degli strumenti mass mediatici quali la fotografia, il film, il video; l'accento sulle specifiche condizioni contestuali -ovvero spaziali, temporali e corporee- dell'esperienza, con particolare riferimento allo spazio pubblico e alla città. La ricerca di Vaccari risulta tangente a diverse aree, ma quella che ne esprime meglio il senso potrebbe essere definita realismo concettuale. Il tema della traccia e il fotografico sono due costanti che attraversano tutto il suo lavoro. ?

01.05.2007 # 566
Padova | Giorgio De Chirico | Fino al 27 maggio 2007

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Napoli | Marisa Merz | Fino al 1 maggio 2007

Fino al 1 maggio 2007

Intimo e visionario, il lavoro di Marisa Merz sin dagli anni sessanta introduce nel linguaggio della scultura contemporanea tecniche tradizionalmente considerate artigianali o appartenenti all'ambito femminile, ad esempio il lavoro a maglia, sovvertendone la destinazione e attribuendo alle procedure e ai materiali di volta in volta adottati piena dignità. Le sue opere sono scandite dalla presenza di diverse temporalità: quella obbiettiva, legata al flusso degli eventi, e quella del ricordo. La memoria è volontaria quando include tasselli dell'esistenza privata dell'artista [molto spesso compare nei titoli il nome della figlia] e involontaria quando presenta degli archetipi legati al mondo femminile. Il gesto del tessere è un atto da sempre associato alla pazienza della donna, chiusa nello spazio privato della sua casa. L'artista sente di dover cambiare questa visione, di operare un'apertura: gli oggetti, le sensazioni, l'atmosfera legata alla familiarità della sua abitazione possono confluire nell'arte, divenendo patrimonio collettivo. Cogliere questo movimento continuo dalla dimensione personale a quella pubblica secondo un'oscillazione di forme ed opere che trovano di volta in volta una loro specifica e sempre diversa dimensione espositiva costituisce una delle chiavi di lettura principali del lavoro della Merz e risulta fondamentale per comprendere alcune sue scelte, come il rifiuto di realizzare mostre personali che risale all'inizio degli anni '80. Per molto tempo infatti l'artista ha accettato di partecipare soltanto ad occasioni espositive a dialogo con altri artisti, sempre con grande difficoltà e costante riluttanza, per non sottoporre il proprio lavoro ad una installazione individuale, che potesse rappresentare con "una definizione e un'affermazione conclusiva". Tuttavia non le sono mancati ampi riconoscimenti e non v'è dubbio che la sua figura d'artista sia assolutamente acquisita a livello internazionale. Tra le tappe fondamentali del suo percorso la partecipazione a Documenta 9 nel 1992, una importante mostra personale al Centro Pompidou nel 1994 e, invitata alla Biennale di Venezia del 2001, il Premio Speciale dalla Giuria. La mostra napoletana alla cui installazione parteciperà direttamente l'artista è stata concepita come una tappa ulteriore di questo processo di infinita definizione di un'opera ormai quarantennale che qui viene ripercorsa e indagata attraverso un corpus di opere particolarmente denso e significativo.