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Mostre ed eventi // Pagina 191 di 223
29.07.2007 # 637
Torino | Mario Merz: disegni | Fino al 29 luglio 2007

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Torino | Mario Merz: disegni | Fino al 29 luglio 2007

Fino al 29 luglio 2007

"Il disegno è una fessura per passare attraverso il kitsch di segni, di teorie, di idee,…il disegno è una cosa sentimentale." (Mario Merz)


Dal 28 aprile al 29 luglio 2007 la Fondazione Merz presenta la grande retrospettiva Mario Merz: Disegni, realizzata in collaborazione con il Kunstmuseum Winterthur (Svizzera) e curata da Dieter Schwarz e Beatrice Merz.

La mostra, ospitata fino al 9 aprile 2007 nelle sale del Kunstmuseum Winterthur, verrà completamente riallestita negli spazi della Fondazione Merz per accogliere circa 200 disegni, eseguiti dall'artista nell'arco di cinquanta anni, dal 1951 al 2003.

Il disegno è il punto di partenza dell'opera di Mario Merz. Come lui stesso racconta: " Io sono il ragazzo che andava nei campi sperando di poter portare a casa un disegno senza dover imitare il paesaggio dell'Ottocento. Il ragazzo che disegnava le sensazioni della natura."
Rifiutando tutto ciò che è definitivo e interpretando il proprio lavoro come una bozza, Merz vede nel disegno il mezzo più adatto, oltre che il più intimo.

16.09.2007 # 674
Torino | Mario Merz: disegni | Fino al 29 luglio 2007

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Umbria | ATTRAVERSAMENTI - festival diffuso della Grafica | 13-16 settembre 2007

13-16 settembre 2007

Si svolgerà tra Trevi - Narni - Città di Castello - Foligno - Montefalco - Spoleto

ATTRAVERSAMENTI il festival della grafica. Una grande occasione di incontro della comunità grafica italiana che si può trovare in luoghi belli e al centro geografico del paese: l'Umbria.

La struttura è quella di un insieme di mostre diffuse sul territorio tra alcuni dei comuni più belli d'Italia accompagnate da incontri e attività a più voci in diversi luoghi tra il 13 e il 16 settembre.
"Per questa prima edizione abbiamo voluto aprirci ai contributi più disparati dando una nuova occasione di visibilità ad importanti mostre che erano state viste da poche centinaia di persone e realizzate dall' AIAP, dall'ADI, dall'ADCI e da gruppi spontanei più o meno organizzati.
Inoltre abbiamo creato un contenuto unico: abbiamo recensito con la mostra collettiva STORIE DI GRAFICA oltre 100 studi da tutta italia che a dispetto dalla distanza delle luci della ribalta portano avanti il progetto di qualità.
Quindi speriamo che chiunque venga ad ATTRAVERSAMENTI possa nel godersi un fine settimana tra bellezze storiche artistiche e gastronomiche aggiornarsi visivamente visitando le 15 mostre che compongono il programma e incontrando fisicamente tanti altri che fanno o studiano la grafica e che troppo spesso non si confrontano o aggiornano causa l'assenza di momenti pubblici e collettivi."

16.09.2007 # 669
Torino | Mario Merz: disegni | Fino al 29 luglio 2007

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Milano | Che  Guevara: rivoluzionario e icona | Fino al 16 settembre 2007

Fino al 16 settembre 2007

La fotografia che Alberto Korda scattò a Che Guevara sembra essere l'immagine più riprodotta nella storia della fotografia. Quel ritratto è rimasto nel tempo il simbolo della rivoluzione e della ribellione giovanile, nonostante sia stato riprodotto innumerevoli volte su poster, magliette e oggetti kitsch.
La mostra Che  Guevara: rivoluzionario e icona. The Legacy of Korda's Portrait, che si terrà presso la Triennale Bovisa esaminerà la straordinaria potenza di quell'immagine e la storia della sua diffusione. Dalla copertina dell'album American Life di Madonna all'American Five Dollar Bill di Pedro Meyer, in cui il viso di Abraham Lincoln è sostituito da quello del Che, il Guevara di Korda mostra una natura sia populista che controculturale. Oggi quell'immagine è oggetto di caricature e parodie e contemporaneamente è utilizzata come grido di protesta politica da parte di movimenti disparati che si battono per la cancellazione del debito, per l'anti-americanismo, per l'identità latino-americana, per i diritti degli omosessuali e delle popolazioni indigene. In mostra vi saranno opere di vari artisti tra cui Vik Muniz (Stati Uniti/Brasile), Pedro Meyer (Messico), Martin Parr (Inghilterra), Marcos Lopez (Argentina), Annie Leibovitz (Stati Uniti), i magnifici poster originali concessi in prestito dal Center for the Study of Political Graphics di Los Angeles e oggetti vari tra cui banner e cimeli del Che.
Queste immagini aiuteranno a tracciare l'evoluzione della foto di Korda dalla sua creazione agli utilizzi che se ne fa al giorno d'oggi. La fotografia di Ernesto "Che" Guevara, Guerrillero Heroico, fu scattata nel 1960 da Alberto Dìaz Guttièrez (1928-2001), conosciuto come Alberto Korda, un ex fotografo di moda che era diventato il fotografo personale di Fidel Castro. Korda scattò due foto di Guevara mentre questo saliva sul podio durante il funerale di circa 140 cubani uccisi da un'esplosione. Il fotografo disse di essere stato ispirato dall'intensità dell'espressione del Che il quale a suo parere era encabronado y dolente (corrucciato e triste). Nello scatto originale il Che si trovava tra un uomo e delle foglie di palma, ma durante il processo di stampa Korda decise di isolare il Che e così nacque il primo piano di quel viso estremamente espressivo che presto divenne un'icona.

02.09.2007 # 664
Torino | Mario Merz: disegni | Fino al 29 luglio 2007

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Bolzano | IRONIA DOMESTICA | Fino al 2 settembre 2007

Fino al 2 settembre 2007

Sbircia nelle case di venti importanti collezionisti italiani l'ultima mostra nella sede storica di Museion, prima del trasferimento, in primavera 2008, nella nuova sede di Via Dante.
Il percorso espositivo nelle sale di Museion è un viaggio spiazzante in un'ipotetica casa di un collezionista, che, grazie alla lente deformante dell'ironia, provoca una riflessione sulle possibilità di dialogo tra collezionismo privato e museale. ?Nella scelta delle opere una particolare attenzione è dedicata agli elementi d'arredo: oggetti che, in senso traslato, "arredano" la casa del collezionista, ma diversamente da un pezzo di design, ed al di là della loro apparenza, sono assolutamente privi di funzionalità. ?Lavori ad un primo sguardo associabili agli oggetti della nostra quotidianità - frigoriferi, ferri da stiro, tavoli, sedie, lavandini, presine – ma che grazie alla dimensione ironica rivelano un altro ordine e nuove possibilità di lettura.
Sradicato dalla casa del collezionista ed inserito nelle sale di Museion, l'oggetto ironico mette in discussione la neutralità degli spazi del museo. Le nostre certezze vacillano: siamo invitati ad abbandonare criteri di valutazione astratti e a mettere in gioco la nostra vita quotidiana.
Artisti in mostra: ?Mario Airò, John Armleder, Charles Avery, Luciano Bartolini, Massimo Bartolini, John Bock, Lorenza Boisi, Tom Burr, Massimiliano Buvoli, Maurizio Cattelan, Nemanja Cvijanovi?, Wim Delvoye, Simon Denny, Jimmie Durham, Spencer Finch, Urs Fischer, Stefania Galegati, Tue Greenfort, Valerie Hegarty, Diango Hernández, Gareth Jones, Thorsten Kirchhoff, Gabriel Kuri, Jim Lambie, Eva Marisaldi, Allan McCollum, Pino Pascali, Perino e Vele, Paola Pivi, Vincenzo Rusciano, Tom Sachs, Natascha Sadr Haghighian, Michael Sailstorfer, Hans Schabus, Gregor Schneider, Lorenzo Scotto di Luzio, Nedko Solakov, Throbbing Gristle, Jan Van Oost, Costa Vece, vedovamazzei, Johannes Wohnseifer.

29.07.2007 # 648
Torino | Mario Merz: disegni | Fino al 29 luglio 2007

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Bergamo | Pitture e disegni - Vanessa Beecroft | Fino al 29 luglio 2007

Fino al 29 luglio 2007

La GAMeC – Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo presenta una personale dedicata a Vanessa Beecroft.
Per la prima volta a livello internazionale viene esposto il lavoro pittorico dell'artista, fondamentale sin dagli esordi della sua carriera, ma spesso poco conosciuto al grande pubblico. Il progetto espositivo, a cura di Giacinto Di Pietrantonio, si sviluppa in quattro sale al secondo piano del museo e comprende circa 350 disegni, una trentina di ritratti a olio di medio formato e oltre 20 tele di grande formato, di cui due degli inizi degli anni Novanta e quattordici appositamente realizzate per la mostra in GAMeC. La personale si propone di offrire ai visitatori una prospettiva esauriente ed articolata su un particolare aspetto della produzione di Vanessa Beecroft, un'occasione unica per sottolineare la radice pittorica e figurativa di tutta la sua pratica artistica.
Tutto il suo lavoro, infatti, nasce dal disegno e dalla pittura, mezzi alla base delle sue ben note performance e fotografie. Nei suoi celeberrimi tableaux vivant i corpi delle modelle sono trattati secondo un alfabeto cromatico e compositivo con un chiaro rimando al linguaggio della pittura; allo stesso modo abiti e capigliature trovano ispirazione a volte nelle atmosfere metafisiche di Giorgio de Chirico ed altre nella pittura antica, dal rinascimento italiano - fino a Botticelli e Piero della Francesca - e fiammingo passando per i preraffaelliti.
A sua volta, la pittura di Vanessa Beecroft trova la sua ragione formale nel disegno moderno di tipo "espressionista", nei corpi segnati dal desiderio e dalla nevrosi di Egon Schiele o nella sintesi del tratto matissiano che l'artista ripropone secondo un suo vocabolario.
La personale indaga uno degli aspetti meno noti del lavoro di Vanessa Beecroft, un aspetto intimo e privato, eppure fondativo di tutta la sua opera.

29.07.2007 # 647
Torino | Mario Merz: disegni | Fino al 29 luglio 2007

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Bergamo | Men with music - Johannes Kahrs | Fino al 29 luglio 2007

Fino al 29 luglio 2007

La GAMeC – Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo presenta Men with music, una mostra personale dedicata a Johannes Kahrs, una delle figure di spicco della pittura tedesca e internazionale a partire dagli anni novanta.
La mostra alla GAMeC – allestita nelle cinque sale al primo piano della galleria – è la prima personale dell'artista presso un'istituzione museale italiana. Il progetto, a cura di Alessandro Rabottini, comprende una selezione di circa trenta dipinti e propone l'accostamento di opere inedite accanto a lavori già presenti in collezioni pubbliche e private europee, e raccolti all'interno di un itinerario site-specific ideato dall'artista per gli spazi del museo. La mostra ruota intorno alla raffigurazione dell'identità e del corpo maschile, messi a confronto con i temi della sessualità, della violenza, del desiderio e della perdita.
Quelle di Kahrs sono immagini cariche di mistero e di sensualità, che testimoniano l'interesse dell'artista per la fragilità dell'esistenza umana, per i suoi lati più oscuri e le pieghe più intime.

La pittura di Kahrs si contraddistingue per l'intensa forza emotiva e per la densità percettiva e psicologica che trasmette. Punto di partenza di ogni lavoro – siano essi dipinti o pastelli di piccole e grandi dimensioni –sono fotografie, immagini cinematografiche e televisive o, come accade per i lavori più recenti, foto scattate dall'artista stesso. Oggetto costante di tutta la sua pratica è, infatti, la rielaborazione della memoria collettiva in un'iconografia intima e personale, in cui molteplici riferimenti alla storia della pittura si fondono con la cultura visiva contemporanea fatta di immagini digitali, internet, fotografia giornalistica, pornografia e cinema horror.
L'artista preleva frammenti di immagini provenienti dal mondo dei media e dalle sue esperienze personali e le cala in un'atmosfera nella quale è difficile distinguere i contorni tra finzione, ricordo, sogno e proiezione fantastica. Il suo è un universo ambiguo, dai contorni sfumati e misteriosi, in cui le dimensioni molteplici del desiderio e della percezione si caricano di una tensione sospesa nel tempo e nello spazio. È difficile descrivere cosa accada nelle sue scene o addirittura identificarne l'oggetto: quello che resta è un'atmosfera, una sensazione, un dubbio e una profonda fascinazione.
Attraverso il suo lavoro – in cui troviamo echi profondi di maestri come Paul Cézanne, Gerhard Richter o Bruce Nauman – Johannes Kahrs investiga alcune delle questioni principali della nostra epoca: la relazione tra tempo, memoria e immagini, il labile confine tra la visione del dolore altrui e il consumo morboso di sofferenza mediatica, le trasformazioni dell'intimità e la legittimità di un pensiero politico radicalmente individuale.

La mostra è realizzata con il sostegno di: IFA – Institut für Auslandsbeziehungen ed in collaborazione con Goethe-Institut Mailand