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Mostre ed eventi // Pagina 191 di 220
17.06.2007 # 643
Milano | Io e gli altri | Fino al 17 Giugno 2007

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Milano | Io e gli altri | Fino al 17 Giugno 2007

Fino al 17 Giugno 2007

Giovedì 19 Aprile apre al pubblico Io e gli altri, una mostra curata da Alessandra Mauro, dedicata a Elliott Erwitt, uno dei più celebrati e apprezzati fotografi contemporanei, membro storico di Magnum Photos. Si tratta di una galleria di 80 ritratti e autoritratti originali realizzati nel corso della sua lunga carriera: gente comune accanto alle grandi star della politica, dell'arte, del cinema; perché Elliott è in grado di ritrarre con la stessa sensibilità sia la vedova in gramaglie di un presidente americano assassinato che di registrare altrove un surreale ritratto di un cane colto nell'attimo di un salto. "Non mi interessano i paesaggi ma la gente. Voglio che la gente reagisca alle mie foto emotivamente e non cerebralmente. Non mi importa se dopo le mie foto vengono analizzate ma voglio che prima ci sia un contatto emotivo". Nella galleria di ritratti selezionati appositamente per Forma, inediti e classici della fotografia. Dalla famosa foto di Kruscev e Nixon che discutono a Mosca nel 1959; a quella di Marilyn Monroe sul set del film 'Gli Spostati'; da Fidel Castro all'apice della fama mondiale, con un'aria da ragazzino, a Grace Kelly radiosa e poi Marlene Dietrich, Marlon Brando e molti altri. "Molte di queste fotografie sono state scattate durante viaggi di lavoro, mentre aspettavo che venissero preparate le foto pubblicitarie o alla fine della giornata lavorativa. In altre parole, le ho fatte perché non mi piace stare senza far niente". Tra i tanti personaggi ritratti, anche lo stesso Elliott non poteva mancare e gli autoritratti che Erwitt si è scattato nel corso della sua lunga carriera puntellano la serie di immagini con un andamento ironico e a volte malinconico. Il volto dell'autore, a volte ritratto con amici, a volte da solo, a volte mascherato, a volte "camuffato", è la vera chiave di volta della mostra – il rapporto mai del tutto chiarito, mai del tutto tranquillo tra chi fotografa e chi è fotografato. Tra l'io e gli altri.

17.06.2007 # 644
Milano | Io e gli altri | Fino al 17 Giugno 2007

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Milano | Faccia a faccia | Fino al 17 giugno 2007

Fino al 17 Giugno 2007

In un'epoca dove veniamo bombardati da immagini patinate di florida bellezza, dove il mito dell'eterna giovinezza è a portata di mano grazie a barili di creme e colpi di scalpello, non dovrebbe sorprendere che la nuova generazione di fotografi tenti di ritrarre il volto in modi del tutto inediti. In questa mostra i curatori William A. Ewing e Nathalie Herschdorfer, annunciano la morte del ritratto convenzionale. Gli artisti presentano i loro nuovi e provocanti ritratti attraverso una vasta gamma di tecniche, comprese quelle dell'elaborazione digitale, del fotoritocco, del fotomontaggio, della ricampionatura delle immagini, utilizzando i trucchi più svariati per schermare e camuffare. Sostituendo la chiarezza con l'ambiguità, la frazione di secondo con l'eterno istante, il realismo con l'iperrealismo, questi fotografi fanno vacillare i concetti di salda identità, di volto inteso come "specchio dell'anima", di fede nell'assoluta "fedeltà" della fotografia, dell'essenza della bellezza. Per dirla con Ewing, questa ritrattistica nuova ed esaltante, che si incentra su quello che è svelato piuttosto che su quel che è nascosto, è curiosamente più vicina alla ritrattistica del XIX secolo che non a quella del XX. Che si tratti della raccolta di fotografie atipiche dei leader mondiali di Jirí David,dei disarmanti ritratti dei soldati americani di Suzanne Opton o del bellissimo "volto del 2000" di Chris Dorley-Brown, un'immagine composita formata da 2000 volti, tutte queste facce, 100 fotografie originali in tutto, reclamano la nostra attenzione. Esplorando nuove e audaci strategie di rappresentazione, gli artisti presenti in questa mostra propongono al resto del mondo dei visi a volte seducenti, a volte toccanti, altre ancora spaventosi, ma sicuramente mai scontati. In mostra, oltre alle 100 immagini, ci saranno anche due video installazioni. William A. Ewing è direttore di uno dei musei di fotografia più importanti del mondo: il Musée de l'Elysée, a Losanna, in Svizzera. Autore di oltre una dozzina di libri che trattano dei diversi aspetti della fotografia e curatore di un numero cospicuo di esposizioni internazionali sul tema del corpo e del volto. Nathalie Herschdorfer curatrice associata del Musée de l'Elysée di Losanna, è una storica dell'arte specializzata in storia della fotografia. Ha, inoltre, collaborato alla cura di numerose importanti mostre internazionali di fotografia.

17.06.2007 # 642
Milano | Io e gli altri | Fino al 17 Giugno 2007

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Roma | Julian Schnabel | Fino al 17 giugno 2007

Fino al 17 giugno 2007

Roma - Palazzo Venezia

"Uso qualunque strumento mi consenta di tradurre i miei impulsi in un'evidenza fisica": Questa l'affermazione di Schnabel che si pone come ideale Leitmotiv della mostra. Un evento espositivo che si prefigge di raccontare la personalità di un artista metamorfico e imprevedibile, di comunicare la forza espressiva perfino spiazzante, fluviale, epica di questa complessa figura del contemporaneo che dagli Eighties ha saputo oltrepassare il debutto del millennio con una coerenza espressiva, una potenza e una verità straordinarie e più che mai integre e vitali.

17.06.2007 # 601
Milano | Io e gli altri | Fino al 17 Giugno 2007

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Milano | Cowparade 2007 | Fino al 17 giugno 2007

Fino al 17 giugno 2007

Cowparade è una mostra open air ironica, divertente e dissacrante. Il suo punto di forza è la "ripetibilità". E' una mostra che gira il mondo, ma i progetti sono tutti diversi, ogni città ha il suo background culturale e creativo. Cowparade è un laboratorio di ricerca artistica a 360 gradi, un movimento internazionale che sperimenta forme e linguaggi innovativi, diffondendo l'arte con immediatezza nel cuore di ogni città. Cowparade è la grande mostra a tema di arte contemporanea che dal 1998, da un'idea del famoso scultore svizzero Pascal Knapp, invade tutti gli anni le vie delle metropoli del mondo portando la creatività degli artisti in mezzo alla gente. Fino ad oggi Cowparade è stata in scena in 40 città (New York, Chicago, Sidney, Londra, Parigi, San Paolo, Tokyo, ecc.) coinvolgendo centinaia di creativi, attirando in media per ciascuna edizione oltre un milione di visitatori. Dal 14 aprile 100 "mucche d'artista" in vetroresina, grandezza naturale, trasformate "ad arte" da artisti, stilisti, designer, architetti, fotografi affermati, invaderanno le strade, le piazze, i giardini di Milano. Le mucche verranno esposte, tra le altre location, in Galleria Vittorio Emanuele, Corso Vittorio Emanuele, Via Dante, Piazza della Scala, Corso Como, al Pac, alla Triennale, in Zona Tortona, in Bovisa, nelle metropolitane di Loreto, Duomo, Cadorna e negli aeroporti di Linate e Malpensa. Cowparade ha una doppia finalità: far conoscere gli artisti di oggi con un evento di portata internazionale e raccogliere fondi attraverso l'asta battuta da Sotheby's a favore della Fondazione Onlus Champions for Children, fondata dal noto calciatore Clarence Seedorf per aiutare, sostenere ed educare i bambini che vivono in condizioni critiche o in paesi colpiti da guerre e calamità. Dalla prima Cowparade ad oggi la manifestazione è riuscita a devolvere in beneficenza più di 20 milioni di euro.

10.06.2007 # 570
Milano | Io e gli altri | Fino al 17 Giugno 2007

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Milano | TIMER | Fino al 10 giugno 2007

Fino al 10 giugno 2007

La Triennale di Milano organizza e produce il progetto d'arte contemporanea TIMER. La mostra nella nuova Triennale Bovisa si preannuncia come una delle più importanti realizzate in Italia negli ultimi anni e si propone di affermare il ruolo di Milano come uno dei potenziali riferimenti europei dell'arte dei nostri giorni. Nel corso di tre edizioni i due curatori, Gianni Mercurio e Demetrio Paparoni, presenteranno oltre duecentocinquanta artisti scelti tra i più rappresentativi sulla scena internazionale attuale. Tutte le opere in mostra sono realizzate dopo l'11 settembre 2001, data che ha segnato una svolta epocale e la vera entrata nel nuovo millennio. Una larga rappresentanza di artisti provenienti da tutto il mondo e in gran parte già noti a livello internazionale con lavori di grande dimensione saranno dunque i protagonisti di questa grande rassegna concepita in tre diverse edizioni concatenate tra di loro. La prima edizione di TIMER ha come tema "Intimità/Intimacy" e affronta il rapporto che l'artista ha con se stesso nell'era della rivoluzione telematica.

10.06.2007 # 544
Milano | Io e gli altri | Fino al 17 Giugno 2007

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Torino | I macchiaioli - Sentimento del vero | Fino al 10 giugno 2007

Fino al 10 giugno 2007

La mostra, curata da Francesca Dini, propone un itinerario di oltre cento opere, articolato in otto sezioni, volto a studiare l'originale e rigoroso rapporto dei Macchiaioli con "i principi del vero". La prima sezione (Origine e affermazione della "macchia") esemplifica con noti capolavori di Signorini (Pascoli a Castiglioncello, Ritorno dalla capitale e Giovani pescatori), De Tivoli (Una pastura), Vito D'ancona, Giovanni Fattori, Raffaello Sernesi, l'invenzione della "macchia", strumento ed emblema del movimento dei realisti toscani. La seconda sezione (Castiglioncello e Piagentina, realtà e lirica del paesaggio) introduce al momento più poetico della storia dei Macchiaioli come movimento unitario. Nel corso degli anni sessanta infatti tali artisti alternarono la loro presenza tra la villa del critico e mecenate Diego Martelli a Castiglioncello e la campagna fiorentina di Piagentina: le splendide predelle di Borrani, Sernesi, Abbati (di quest'ultimo in particolare si segnala l'inedito Paese di Vada nella Maremma toscana), straordinari capolavori di Fattori (Riposo in Maremma, Criniere al vento, Pasture in Maremma, Diego Martelli a Castiglioncello), Signorini (I renaioli sull'Arno), Lega (La visita in villa), attestano un nuovo modo di rapportarsi con il paesaggio. La terza sezione (L'epica del quotidiano) ruota attorno al ritrovato capolavoro di Telemaco Signorini L'alzaia, oggi proprietà di una collezione inglese, e raggruppa splendidi dipinti (di Fattori - Le macchiaiole e Raccolta del fieno in Maremma, di Borrani - Cucitrici di camicie rosse, di Abbati - L'orazione, di Lega - Educazione al lavoro) esemplificativi di quella sublimazione del tema lavoro e della realtà della vita quotidiana italiana del tempo, che è dimensione primaria di questi pittori. La quarta sezione (Presagi di Naturalismo nella pittura dei Macchiaioli) si raccoglie attorno al magnifico Ave Maria di Fattori, non più visto da oltre cinquant'anni, attestando l'insinuarsi nella poetica dei Nostri di inevitabili influenze internazionali, che contemperano da un lato la pittura dei campi di Jules Breton (Cristiano Banti, Confidenze), e dall'altro il caldo olandesismo degli interni di Alfred Stevens e di James Tissot (Signorini -Non potendo aspettare, Borrani - Una visita al mio studio, D'Ancona - Signora in conversazione). La quinta sezione (La declinazione "gentile" del vero) documenta l'impegno di artisti macchiaioli della seconda generazione ad una trascrizione "oggettiva" del vero che, depotenziando i valori di sintesi e di tensione etica della precedente produzione macchiaiola approda dopo il 1870 ad un fare più piacevolmente narrativo. Sono esposte le opere di Gioli (Il Monte di Pietà e Boscaiole di San Rossore), Cannicci (Il girotondo e Primi raggi), Ferroni. A partire dagli anni Ottanta i capiscuola macchiaioli, pur rimanendo fedeli ai temi precipui del Realismo, tendono a sviluppare percorsi individuali, Fattori esprimendo con rigore nel verismo integrale dei grandi quadri maremmani, il sentimento di appartenenza alla civiltà della sua terra (Sesta sezione: La "verità" di Fattori) Signorini privilegiando il "carattere" nella tipizzazione dei volti di Riomaggiore (Settima sezione: Il "carattere" di Signorini); Lega accentuando la spiritualità delle sue donne del Gabbro (Ottava sezione: Il "Sentimento" di Lega). E' attraverso questi tre grandi maestri che l'eredità dei Macchiaioli si consegna al Novecento.