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23.10.2024 # 6480
Metaverso e Web 3.0: La Nuova Frontiera della Pubblicità Immersiva

Paolo Falasconi //

Metaverso e Web 3.0: La Nuova Frontiera della Pubblicità Immersiva

Ecco il penultimo articolo di una serie di sette che esplora i trend principali dell’advertising per il 2025

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Entro il 2025, il Metaverso si prepara a rivoluzionare il mondo della pubblicità. Sebbene il concetto sia ancora in fase di sviluppo, stiamo già assistendo a un investimento massiccio da parte di aziende tecnologiche come Meta, Google e numerose start-up emergenti. Questi colossi stanno progettando mondi virtuali immersivi che offrono nuove opportunità per il marketing, grazie alla combinazione di realtà virtuale (VR), realtà aumentata (AR) e blockchain, elementi che costituiscono la base del Web 3.0.


Le previsioni indicano che il valore del mercato del Metaverso raggiungerà oltre 800 miliardi di dollari entro il 2025, con opportunità di marketing sempre più integrate all’interno degli spazi virtuali. Già oggi vediamo i primi segnali: piattaforme come Decentraland e The Sandbox offrono spazi virtuali dove i brand possono interagire con i consumatori in modi del tutto nuovi. Nike e Gucci, ad esempio, hanno creato negozi virtuali dove è possibile acquistare beni digitali sotto forma di NFT (Non-Fungible Tokens), veri e propri asset unici che possono essere collezionati o scambiati.


Questi spazi offrono la possibilità di organizzare eventi virtuali e lanciare prodotti in mondi tridimensionali dove i consumatori non solo osservano, ma partecipano attivamente. Un esempio recente è il concerto di Travis Scott nel mondo di Fortnite, che ha attirato milioni di utenti. Questo tipo di eventi anticipa un futuro in cui la pubblicità immersiva diventerà sempre più integrata e interattiva, coinvolgendo gli utenti in modo esperienziale.


Secondo recenti studi, l’86% dei marketer ritiene che le tecnologie del Metaverso e del Web 3.0 siano cruciali per le future strategie pubblicitarie, con una crescita esponenziale delle campagne basate su spazi virtuali e NFT, che permettono una personalizzazione estrema dei messaggi pubblicitari. Le aziende non si limiteranno più a promuovere prodotti, ma creeranno esperienze immersive che coinvolgeranno i consumatori in un viaggio digitale unico e altamente interattivo.


Il ruolo del Web 3.0


Il Web 3.0, basato su blockchain e decentralizzazione, rappresenta la prossima evoluzione di internet, ponendo i consumatori al centro del sistema economico digitale. Le tecnologie emergenti, come gli NFT e le criptovalute, permetteranno alle aziende di creare nuovi modelli di business, dove i consumatori potranno possedere e monetizzare direttamente i loro dati o le esperienze digitali che vivono nel Metaverso.


Per i brand, ciò significa poter costruire campagne che non solo raggiungono il target, ma che coinvolgono gli utenti in modo attivo, premiandoli per la loro partecipazione. Immagina una pubblicità dove l’utente può non solo vedere un prodotto, ma “entrare” in uno showroom virtuale, provarlo e persino acquistarlo senza uscire dal Metaverso.


Mentre il concetto di Metaverso evolve, l’adozione di queste nuove tecnologie aprirà strade senza precedenti per l’industria pubblicitaria, portando le aziende a ridefinire il modo di interagire con i consumatori. La creazione di esperienze immersive diventerà un elemento centrale nelle strategie di marketing del 2025, con i brand che sperimenteranno la fusione tra fisico e digitale in modi che oggi possiamo solo immaginare.




Metaverse and Web 3.0: The New Frontier of Immersive Advertising


By 2025, the Metaverse is expected to revolutionize the advertising landscape. While still in its development phase, companies like Meta, Google, and numerous start-ups are heavily investing in building immersive virtual worlds. These digital spaces, combined with Virtual Reality (VR), Augmented Reality (AR), and blockchain technology, form the foundation of Web 3.0.


It is projected that the Metaverse market will be valued at over $800 billion by 2025, with marketing opportunities becoming increasingly integrated within virtual environments. We are already seeing the beginnings of this shift: platforms like Decentraland and The Sandbox offer virtual spaces where brands can engage with consumers in unprecedented ways. Nike and Gucci, for instance, have created virtual stores where users can purchase digital assets in the form of NFTs (Non-Fungible Tokens), unique items that can be collected or traded.


These spaces provide the ability to host virtual events and launch products in 3D worlds where consumers not only watch but actively participate. A recent example is the Travis Scott concert in Fortnite, which attracted millions of users. This type of event foreshadows a future where immersive advertising will become more integrated and interactive, engaging users in experiential ways.


According to recent studies, 86% of marketers believe that Metaverse and Web 3.0 technologies are crucial for future advertising strategies, with exponential growth in campaigns based on virtual spaces and NFTs, which allow for extreme personalization of advertising messages. Brands will no longer just promote products but will create immersive experiences that take consumers on a unique, highly interactive digital journey.


The Role of Web 3.0


Web 3.0, based on blockchain and decentralization, represents the next evolution of the internet, placing consumers at the center of the digital economy. Emerging technologies, such as NFTs and cryptocurrencies, will allow companies to create new business models where consumers can own and monetize their data or digital experiences within the Metaverse.


For brands, this means creating campaigns that not only reach their target audience but actively engage users, rewarding them for their participation. Imagine an advertisement where the user can not only view a product but “enter” a virtual showroom, try it on, and even purchase it—all without leaving the Metaverse.


Conclusion


As the Metaverse concept evolves, the adoption of these new technologies will open unprecedented opportunities for the advertising industry, pushing companies to redefine how they interact with consumers. Immersive experiences will become a central component of marketing strategies by 2025, with brands experimenting with the fusion of physical and digital in ways we can only imagine today.

13.05.2026 # 6569
Metaverso e Web 3.0: La Nuova Frontiera della Pubblicità Immersiva

Paolo Falasconi //

L’etica della forma: la responsabilità del designer nella economia dell’attenzione.

Perché la vera sostenibilità nel 2026 non è uno slogan, ma risiede nella capacità di creare sistemi visivi duraturi e non invasivi.

Per anni il settore della comunicazione ha abusato del termine sostenibilità, riducendolo a una etichetta di facciata spesso priva di sostanza progettuale. Oggi, nel 2026, assistiamo a una maturazione necessaria: il dibattito si è finalmente spostato verso la ecologia della attenzione. In un mondo saturato da flussi informativi incessanti e da stimoli visivi spesso privi di valore, la vera responsabilità del designer risiede nella capacità di creare silenzio visivo attraverso il rigore e la sintesi formale. Progettare in modo etico significa oggi combattere la obesità visiva che consuma le energie intellettuali del pubblico.


Un design sostenibile è, prima di tutto, un design che non invecchia. La durabilità di un sistema visivo è la prova suprema della sua qualità etica. Invece di rincorrere tendenze grafiche destinate a svanire in pochi mesi, il progettista consapevole si rifugia nella solidità della geometria e nella chiarezza della tipografia. Questo ritorno al rigore modernista non è una operazione nostalgica, ma una scelta strategica mirata a ottimizzare il tempo del utente. Una identità visiva capace di restare attuale per decenni riduce la necessità di continui rebranding, minimizzando lo spreco di risorse creative e comunicative.


La cultura del saper fare gioca qui un ruolo fondamentale. Solo attraverso una conoscenza profonda della storia della comunicazione e della percezione umana si può ambire alla creazione di messaggi che non siano rumore di fondo. Il designer deve agire come un filtro critico, capace di dire di più utilizzando un numero minore di segni. Questa economia della forma richiede un coraggio intellettuale immenso: il coraggio di essere semplici in un mondo che premia la complessità artificiale. La etica della forma si manifesta nella onestà del materiale digitale scelto e nella trasparenza della interazione proposta.


Infine, la vera sfida etica del 2026 riguarda la trasparenza degli algoritmi e la gestione del dato. Il creativo non è più solo un produttore di immagini, ma un garante della verità visiva. Saper orchestrare una comunicazione che non inganni gli occhi, ma che lo educhi alla bellezza e alla funzionalità, è il compito supremo della nostra categoria. La sintesi diventa così non solo una scelta estetica, ma un atto di rispetto verso la intelligenza del fruitore, posizionando il design come una disciplina umanistica al servizio della comunità.

13.05.2026 # 6568
Metaverso e Web 3.0: La Nuova Frontiera della Pubblicità Immersiva

Paolo Falasconi //

il Branding Spaziale nel 2026.

Come le interfacce trasparenti e lo Spatial Computing stanno ridefinendo il rapporto tra utente, marchio e ambiente urbano.

Il panorama della comunicazione pubblicitaria ha subito una accelerazione senza precedenti. Se nel 2025 parlavamo ancora di realtà aumentata come di un semplice filtro digitale applicato alla lente di uno smartphone, oggi, nel maggio del 2026, quel concetto appare superato e quasi ingenuo. Siamo entrati nella era dello Spatial Branding, una disciplina dove il confine tra il dato informatico e lo spazio fisico è diventato del tutto invisibile. La sfida per il designer contemporaneo non è più quella di occupare un rettangolo luminoso, ma di abitare la realtà in modo semantico e organico.


Questa trasformazione richiede una Visual Intelligence radicalmente diversa. Progettare una presenza spaziale per un marchio significa abbandonare la logica del piano per abbracciare quella del volume e della fisica. Un esempio concreto risiede nella gestione della luce: una comunicazione digitale efficace oggi deve saper leggere le condizioni ambientali reali. Se un elemento grafico appare in una stanza, esso deve proiettare ombre coerenti con la illuminazione naturale presente e deve reagire alle superfici circostanti attraverso riflessi calcolati in tempo reale. Non si tratta più di una simulazione estetica, ma di una integrazione ontologica del brand nel mondo fisico del utente.


Materialmente, il professionista deve acquisire competenze collaterali che spaziano dalla architettura alla ottica. La capacità di comprendere come una texture reagisce alla profondità di campo o come un materiale digitale possa trasmettere una sensazione di calore o di freddezza attraverso la sola resa visiva è ciò che definisce il valore del progetto. Il brand diventa un attore nello spazio, capace di interagire con il contesto urbano non più attraverso la interruzione aggressiva di un cartellone, ma attraverso una presenza discreta e funzionale che si attiva solo quando è necessaria.


Il futuro dello Spatial Branding risiede nella capacità di non essere invasivi. La vera eleganza tecnologica consiste nella sottrazione: saper apparire nel momento giusto, rispettando la privacy e la estetica del ambiente circostante. Questo approccio eleva la pubblicità da semplice strumento di vendita a servizio informativo e curatoriale, dove il designer agisce come un regista dello sguardo che guida la esperienza umana con garbo e precisione tecnica.

05.05.2026 # 6558
Metaverso e Web 3.0: La Nuova Frontiera della Pubblicità Immersiva

Paolo Falasconi //

L’era della AI-native Advertising: quando la creatività parla agli algoritmi

Dalla progettazione assistita alla creazione per i sistemi di computer vision: come l’estetica algoritmica sta riscrivendo le regole del branding e perché l’imperfezione umana rimane la nostra risorsa più preziosa.

Il mondo della comunicazione sta attraversando un confine invisibile. Fino a poco tempo fa, parlavamo di AI-assisted advertising: l’intelligenza artificiale era un braccio destro, un generatore di bozze o un correttore di colori. Oggi, però, sta emergendo una realtà più complessa e per certi versi inquietante: la AI-native advertising. In questo nuovo paradigma, le campagne non sono più soltanto supportate dalle macchine, ma sono progettate intrinsecamente per essere comprese, catalogate e spinte dagli algoritmi, ancor prima di raggiungere l’occhio umano.

Dal supporto all’essenza progettuale
La differenza tra "assistito" e "nativo" non è solo semantica, ma strutturale. Se nel primo caso l’obiettivo finale rimaneva il gusto umano e l’intelligenza artificiale era il mezzo per raggiungerlo, nel modello AI-native l’algoritmo diventa il primo destinatario del messaggio.

Ci troviamo di fronte a una sorta di "SEO visiva" portata all’estremo. Come i copywriter scrivono testi ottimizzati per i motori di ricerca, i designer iniziano a produrre visual concepiti per superare i test della computer vision. Si scelgono contrasti, pesi visivi e simmetrie che sappiamo essere facilmente interpretabili dalle intelligenze artificiali dei social network, garantendo così una distribuzione organica maggiore.

La nascita di un’estetica algoritmica
Questo fenomeno sta dando vita a un nuovo linguaggio visivo. Le immagini AI-native tendono a possedere una precisione iper-reale, dove ogni elemento è posizionato per facilitare il pattern recognition.

Non si tratta più solo di estetica, ma di efficienza computazionale.

Composizioni leggibili dalle macchine: Layout studiati per essere scansionati in millisecondi dai sistemi di tracciamento.
Cromatismi funzionali: Palette colori ottimizzate non solo per l’emozione, ma per la massima resa sui display e per la catalogazione automatica dei cataloghi digitali.
Simbologie universali: Un ritorno a forme iconiche meno ambigue, per ridurre il margine di errore nell’interpretazione dei contenuti da parte delle AI di moderazione e distribuzione.

L’impatto sul Branding e sulla strategia di marca
Per un brand, questo cambiamento implica una revisione totale delle linee guida creative. Se l’identità di marca non è "leggibile" per una AI (pensiamo agli assistenti vocali o ai sistemi di riconoscimento delle immagini negli smartphone), il brand rischia l’oblio digitale.

Le aziende stanno iniziando a chiedersi: "Il nostro logo è riconoscibile per una self-driving car che guarda fuori dal finestrino? Il nostro packaging viene identificato correttamente da un magazzino automatizzato o da un’app di realtà aumentata?". La creatività nativa artificiale risponde a queste domande, mettendo la funzionalità algoritmica allo stesso livello della bellezza estetica.

La sfida del designer: il Protocollo dell’Anomalia Intenzionale
Se la tendenza AI-native spinge verso una perfezione statistica e una leggibilità assoluta, il compito del creativo non è sottrarsi a questo processo, ma dominarlo attraverso quella che definiamo Contro-Ottimizzazione Creativa.

La soluzione pratica per non soccombere all’omologazione algoritmica risiede in un processo in tre fasi, che permette di mantenere l’autorevolezza del progetto pur garantendo le performance richieste dai nuovi media.

1. Mapping del Baseline Algoritmico
Il primo passo consiste nell’utilizzare la stessa intelligenza artificiale per generare il "punto zero" del progetto. Chiedere alla AI di produrre la soluzione visiva più ovvia per un determinato brief serve a mappare ciò che l’algoritmo considera ottimale. Questo è il nostro perimetro di sicurezza, il livello di leggibilità che garantisce al brand di non essere ignorato dai sistemi di scansione.

2. L’identificazione del "Punctum" Umano
Una volta stabilita la base perfetta, il designer deve intervenire con un atto di sabotaggio estetico. Prendendo in prestito il concetto di Punctum di Roland Barthes, il creativo deve inserire nel visual un elemento di rottura: un’imperfezione, un contrasto cromatico "illogico" o una sporcatura tipografica che la AI, nel suo sforzo di pulizia formale, tenderebbe a eliminare. Questa anomalia è ciò che cattura l’iride umana, creando un legame emotivo che il codice non può replicare.

3. Sintesi e Validazione Digitale
Il passaggio finale è la verifica: l’anomalia inserita distrugge la leggibilità per la macchina? Se la risposta è no, abbiamo ottenuto il risultato perfetto. Il contenuto sarà distribuito efficacemente dagli algoritmi perché ne rispetta i parametri di base, ma sarà ricordato dagli esseri umani perché contiene un elemento di sorpresa irrazionale.

Verso una Regia dell’Algoritmo
In definitiva, il designer non deve più vedersi come un semplice esecutore visivo, ma come un Regista dell’Algoritmo. La soluzione pratica non è la fuga dalla tecnologia, ma la capacità di cavalcarla fino al limite del precipizio, per poi aggiungere quel tocco di umanità che trasforma un’immagine corretta in un’icona memorabile. Progettare per le macchine, sì, ma per sedurre gli umani.

24.10.2024 # 6481
Metaverso e Web 3.0: La Nuova Frontiera della Pubblicità Immersiva

Paolo Falasconi //

La Fine dei Cookie di Terze Parti e l’Advertising Basato sui Dati di Prima Parte

Questo è l’ultimo articolo della nostra serie sui principali trend dell’advertising per il 2025, in cui abbiamo esplorato come l’innovazione stia ridisegnando l’intero panorama pubblicitario.

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Con l’eliminazione progressiva dei
cookie di terze parti, il settore della pubblicità digitale sta affrontando un cambiamento epocale.  Entro il 2025, la scomparsa dei cookie di terze parti, già annunciata da browser come Google Chrome, sposterà l’attenzione verso i dati di prima parte, trasformando il modo in cui i brand interagiscono con i consumatori.


La Transizione Verso i Dati di Prima Parte


Un recente studio di Statista rivela che, entro la fine del 2023, circa il 70% dei browser non supportava più i cookie di terze parti, con una crescita attesa fino all’85% entro il 2025. Questa evoluzione richiede alle aziende di trovare nuovi metodi per raccogliere e utilizzare i dati degli utenti. Secondo una ricerca di Forrester, il 56% dei marketer ha dichiarato che il proprio focus è ora sulla raccolta di dati di prima parte, incentivando i consumatori a condividere volontariamente le loro informazioni personali attraverso programmi di fedeltà, app e altre strategie di engagement.


Opportunità e Sfide dei Dati di Prima Parte


L’uso dei dati di prima parte non solo favorirà una maggiore trasparenza, ma permetterà ai brand di creare esperienze altamente personalizzate e rilevanti per il proprio pubblico. Tuttavia, questa transizione richiederà un investimento significativo nella gestione del consenso e nella protezione della privacy. Strumenti come i Consent Management Platforms (CMP) diventeranno fondamentali per mantenere la fiducia dei consumatori, in un contesto sempre più regolamentato dalle normative sulla privacy dei dati, come il GDPR in Europa e il CCPA negli Stati Uniti.


Il Futuro della Pubblicità Basata sui Dati


Nonostante le sfide, l’investimento nei dati di prima parte rappresenta una straordinaria opportunità. I brand che riusciranno a costruire una relazione diretta e trasparente con i propri clienti attraverso una gestione etica dei dati vedranno migliorare le proprie performance. Il report Global Data & Marketing Association stima che le aziende che sfruttano correttamente i dati di prima parte registreranno un aumento del 30% nel ritorno sull’investimento pubblicitario entro il 2025.


In conclusione, la fine dei cookie di terze parti segnerà l’inizio di una nuova era per la pubblicità, dove la fiducia e la qualità dei dati saranno al centro. I brand che sapranno navigare questo cambiamento, bilanciando innovazione tecnologica e rispetto per la privacy, avranno un vantaggio competitivo significativo in un mondo sempre più orientato verso il marketing basato sui dati.


The End of Third-Party Cookies and First-Party Data Advertising


As third-party cookies are gradually phased out, the digital advertising industry is facing a major transformation. This is the final article in our series analyzing the top advertising trends for 2025, concluding our exploration of how innovation is reshaping the advertising landscape. By 2025, the elimination of third-party cookies, as already announced by browsers like Google Chrome, will shift the focus towards first-party data, revolutionizing how brands interact with consumers.


The Shift Towards First-Party Data


A recent Statista study shows that by the end of 2023, approximately 70% of browsers no longer supported third-party cookies, with this number expected to rise to 85% by 2025. This shift requires companies to find new ways of collecting and using user data. According to Forrester, 56% of marketers reported that their primary focus is now on first-party data collection, encouraging consumers to voluntarily share their personal information through loyalty programs, apps, and other engagement strategies.


Opportunities and Challenges of First-Party Data


Leveraging first-party data will not only promote greater transparency, but also allow brands to create highly personalized and relevant experiences for their audiences. However, this transition will require significant investment in consent management and data privacy protection. Tools such as Consent Management Platforms (CMPs) will become essential for maintaining consumer trust in an increasingly regulated landscape, shaped by data privacy laws like GDPR in Europe and CCPA in the U.S.


The Future of Data-Driven Advertising


Despite the challenges, investing in first-party data offers significant opportunities. Brands that successfully build direct and transparent relationships with their customers through ethical data management are likely to see improved performance. The Global Data & Marketing Association report estimates that companies effectively utilizing first-party data will see a 30% increase in advertising return on investment by 2025.


In conclusion, the end of third-party cookies marks the beginning of a new era for advertising, where trust and data quality are paramount. Brands that navigate this shift, balancing technological innovation with respect for privacy, will hold a significant competitive advantage in an increasingly data-driven world.

22.10.2024 # 6479
Metaverso e Web 3.0: La Nuova Frontiera della Pubblicità Immersiva

Paolo Falasconi //

Nuovi trend 2025: l‘advertising Etico e Sostenibile

Il quinto articolo della serie esploriamo una tendenza che resterà centrale per il prossimo futuro

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Crescita dell’Advertising Etico e Sostenibile


Questo è il quinto articolo di una serie di sette che esplora i principali trend pubblicitari del 2025. In questo articolo ci concentriamo su un trend che riflette una crescente sensibilità globale: l’advertising etico e sostenibile.


Le crescenti preoccupazioni per le questioni ambientali e sociali stanno influenzando profondamente il comportamento dei consumatori e le strategie di marketing delle aziende. I brand non possono più permettersi di ignorare il proprio impatto sul pianeta e la comunità; nel 2025, si prevede che la sostenibilità e la responsabilità sociale diventeranno aspetti centrali nelle campagne pubblicitarie.


L’importanza della Trasparenza e della Responsabilità Sociale


Secondo uno studio di Nielsen, il 73% dei consumatori globali afferma di essere disposto a pagare di più per prodotti sostenibili, e questa percentuale continua a crescere. I brand sono ora chiamati a dimostrare il proprio impegno con azioni concrete, non solo attraverso il marketing, ma anche attraverso la trasformazione interna delle proprie filiere produttive. La trasparenza diventerà un elemento chiave per conquistare la fiducia dei consumatori, che richiedono sempre più informazioni sull’origine dei prodotti, le pratiche etiche e l’impatto ambientale delle aziende.


Pubblicità e Contenuti Autentici


La pubblicità etica non riguarda solo il contenuto delle campagne, ma anche il come queste vengono realizzate. L’uso di pratiche pubblicitarie che evitano lo spreco di risorse e riducono l’impronta di carbonio sarà cruciale. Per esempio, l’adozione di tecnologie di produzione virtuale e 3D per creare spot pubblicitari può ridurre significativamente l’impatto ambientale, eliminando la necessità di set fisici o viaggi lunghi per le riprese.


Trend Emergenti: Green Marketing e Cause Sociali


La sostenibilità andrà di pari passo con il supporto alle cause sociali. Sempre più brand si allineeranno a movimenti come Black Lives Matter, il clima, o i diritti umani. Secondo un rapporto di Edelman, il 58% dei consumatori acquisterà da o boicotterà aziende in base al loro allineamento con cause sociali. Questo spinge le aziende a non essere solo promotrici di prodotti, ma anche agenti di cambiamento per il bene comune.


Esempi di Pubblicità Sostenibile


Alcuni esempi concreti di questa tendenza includono il brand di abbigliamento Patagonia, che ha fatto della sua missione di protezione ambientale un pilastro della propria identità aziendale. Inoltre, brand come IKEA e Unilever hanno fatto passi significativi per ridurre le loro emissioni di carbonio e incorporare materiali riciclati nei loro prodotti.


Il Futuro del Marketing Sostenibile


Nel 2025, le aziende che non riescono a dimostrare un autentico impegno verso la sostenibilità rischiano di perdere quote di mercato. L’economia circolare e la produzione a emissioni zero saranno concetti chiave per chiunque voglia mantenere la propria rilevanza in un mondo sempre più attento alle problematiche ambientali e sociali.





Ethical and Sustainable Advertising Growth


This is the fifth article in a series of seven exploring the major advertising trends for 2025. Today we focus on a growing global concern: ethical and sustainable advertising


The increasing focus on environmental and social issues is profoundly shaping consumer behavior and corporate marketing strategies. Brands can no longer afford to ignore their impact on the planet and communities. By 2025, sustainability and corporate responsibility are expected to be central pillars of advertising campaigns.


The Importance of Transparency and Social Responsibility


According to a Nielsen study, 73% of global consumers are willing to pay more for sustainable products, and this number continues to rise. Brands are now being called upon to prove their commitment with concrete actions, not just marketing campaigns. Transparency will be key to earning consumer trust, with growing demands for information on product origins, ethical practices, and companies’ environmental impacts.


Authentic Advertising and Content


Ethical advertising isn’t just about the content of campaigns, but also how they are produced. Using advertising practices that avoid resource waste and reduce carbon footprints will be crucial. For instance, adopting virtual production and 3D technologies to create ads can significantly reduce environmental impacts by eliminating the need for physical sets or long-distance travel for shoots.


Emerging Trends: Green Marketing and Social Causes


Sustainability will go hand-in-hand with support for social causes. Increasingly, brands will align themselves with movements such as Black Lives Matter, climate activism, or human rights. According to an Edelman report, 58% of consumers will buy from or boycott companies based on their stance on social issues. This pushes companies to become not only product promoters but also agents of change for the greater good.


Examples of Sustainable Advertising


Concrete examples of this trend include clothing brand Patagonia, which has made environmental protection a core pillar of its corporate identity. Additionally, brands like IKEA and Unilever have made significant strides in reducing their carbon emissions and incorporating recycled materials into their products.


The Future of Sustainable Marketing


By 2025, companies that fail to demonstrate a genuine commitment to sustainability risk losing market share. Concepts like circular economy and net-zero production will be key for any business seeking to stay relevant in a world increasingly focused on environmental and social issues.

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