Paolo Falasconi //
Le 10 Mostre di Grafica, Design e Fotografia da non perdere ad Aprile 2026
Mappe visive e nuove estetiche: la selezione di Ilas Magazine sulle mostre da non perdere ad aprile 2026.
Fino al 5 luglio 2026, le Gallerie di Italia a Napoli ospitano un progetto espositivo che interroga direttamente le radici della nostra cultura visiva. La mostra, intitolata "Vortici. Alexi Worth in dialogo con la ceramica", curata da Silvia Gaspardo Moro e Richard Neer, propone un confronto che appare inizialmente audace ma che si rivela, a uno sguardo attento, necessario: il linguaggio di Alexi Worth incontra la perfezione della ceramica attica e magnogreca della Collezione Intesa Sanpaolo.
La pittura come costruzione mentale
Alexi Worth, artista nato a New York nel 1968, porta per la prima volta in Italia una selezione di nove dipinti che sfidano la percezione tradizionale della figurazione. La sua pittura è, per sua stessa definizione, creata dalla mente e realizzata dalle mani. In un mondo iper-saturo di immagini digitali, Worth opera una sottrazione che lo avvicina alla sensibilità dei maestri antichi. Gli oggetti del quotidiano — calici, mani, foglie — vengono spogliati del superfluo e restituiti attraverso superfici essenziali e punti di vista alterati.
Questa operazione non è un semplice esercizio di stile, ma una applicazione purissima di quella Visual Intelligence che cerchiamo di promuovere in ogni numero del nostro magazine. Worth restituisce alla figura la forza contemplativa della astrazione, rendendo ogni pennellata un atto di pensiero rigoroso.
Il simposio: un ponte tra epoche
Il fulcro della esposizione risiede nel dialogo con i reperti archeologici della Collezione Caputi. Tre crateri e una hydria diventano i compagni di viaggio delle tele di Worth. La scelta del tema del simposio e dei gesti legati al bere non è casuale: Richard Neer, docente alla Università di Chicago, ha individuato in questi atti quotidiani una continuità formale che attraversa i millenni.
Osservare un cratere greco accanto a un dipinto di Worth permette di comprendere come il design dei volumi e la narrazione visiva siano rimasti legati a regole immutabili di equilibrio e proporzione. La ceramica antica, con la sua precisione geometrica, parla la stessa lingua della pittura concisa di Worth. Entrambe le espressioni celebrano la cultura del saper fare e la dignità del manufatto inteso come estensione della intelligenza umana.
La lezione per il designer contemporaneo
Per chi studia comunicazione o si occupa di progettazione visiva, questa mostra rappresenta una lezione fondamentale sulla economia della forma. Worth ci insegna che non è necessario urlare per essere ascoltati; la intensità di un segno risiede nella sua precisione e nella capacità di evocare mondi interi attraverso un dettaglio comune.
La figura di Worth, che è anche un autorevole critico d’arte per testate come Artforum e il New Yorker, incarna perfettamente il profilo del creativo intellettuale: colui che non separa mai la pratica pittorica dalla analisi teorica. Una mostra che consigliamo caldamente a chiunque voglia riscoprire il valore della semplicità complessa.
#𝐈𝐍𝐕𝐀𝐒𝐈𝐎𝐍𝐄𝐅𝐎𝐓𝐎𝐆𝐑𝐀𝐅𝐈𝐂𝐀
La passione per la fotografia invade Napoli con un photo-festival estemporaneo en plein air
𝗜𝗻𝗶𝘇𝗶𝗮𝘁𝗶𝘃𝗮 𝗶𝗻𝗱𝗶𝗽𝗲𝗻𝗱𝗲𝗻𝘁𝗲, 𝘀𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗽𝗮𝘁𝗿𝗼𝗰𝗶𝗻𝗶, 𝘂𝗻𝗼𝗳𝗳𝗶𝗰𝗶𝗮𝗹
𝗦𝗰𝗮𝗱𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗽𝗲𝗿 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗲𝗰𝗶𝗽𝗮𝗿𝗲: 𝟭𝟭 𝗺𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼
𝗘𝘃𝗲𝗻𝘁𝗼: 𝗱𝗼𝗺𝗲𝗻𝗶𝗰𝗮 𝟮𝟰 𝗺𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼
𝗟𝘂𝗼𝗴𝗼: 𝗡𝗮𝗽𝗼𝗹𝗶
A Napoli stanno preparando un’invasione. Ma niente panico: non arrivano barbari né turisti armati di trolley, bensì fotografie. Che, a ben vedere, sono molto più pericolose: non occupano spazio, occupano lo sguardo.
Si chiama #INVASIONEFOTOGRAFICA ed è una di quelle idee che nascono fuori dai palazzi e, proprio per questo, hanno più probabilità di entrarci, almeno metaforicamente. Nessun patrocinio, nessun timbro, nessuna benedizione ufficiale. Solo una data – domenica 24 maggio – e una scadenza, l’11 maggio, per aderire a quella che è insieme una chiamata alle arti e una dichiarazione d’intenti: riportare la fotografia tra la gente, dove è nata e dove continua a vivere, anche quando non ce ne accorgiamo.
Perché la fotografia è questo strano animale domestico che abita le nostre giornate senza chiedere permesso. La guardiamo di continuo, la produciamo compulsivamente, ma raramente la vediamo davvero. “Leggiamo” immagini dalla mattina alla sera, eppure spesso non sappiamo più cosa ci stanno dicendo. È un linguaggio che tutti parlano e pochi ascoltano.
E allora qualcuno ha pensato di alzare il volume.
Non con una mostra, che ha sempre un’aria un po’ intimidatoria, da silenzio in sala e mani dietro la schiena. Ma con una festa disordinata e diffusa, una specie di carnevale visivo: fotografie appese ai balconi come lenzuola stese ad asciugare, immagini portate a spasso da uomini-sandwich, cartoline fotografiche vendute come noccioline, piccole gallerie ambulanti appuntate addosso, schermi accesi nelle vetrine, tavolini di bar trasformati in espositori improvvisati.
Napoli, che di teatro a cielo aperto se ne intende, diventa per un giorno una scenografia abitata dalle immagini. Non più chiuse nelle cornici o nei feed, ma liberate nello spazio pubblico, dove incontrano occhi distratti, curiosi, innamorati. Occhi veri.
C’è qualcosa di profondamente napoletano in questa scelta. Anche nel calendario. La Giornata mondiale della fotografia cade il 19 agosto, quando le città si svuotano e le immagini restano a guardarsi tra loro. Qui invece si fa il contrario: si anticipa, si improvvisa, si sceglie una data in cui la città pulsa. Perché Napoli è creatività, è una capitale inconsapevole, di quelle che non hanno bisogno di proclamarsi tali per esserlo.

O forse sì. Forse ogni tanto serve qualcuno che glielo ricordi.
Quel qualcuno, in questo caso, è Marco Maraviglia. Fotografo da quarant’anni, tessitore di relazioni da quindici, uno che ha capito prima di molti altri che la fotografia non è solo tecnica o talento, ma comunità. Che le immagini crescono meglio quando si incontrano, si confrontano, si contaminano.
Le sue iniziative precedenti – dai mercati d’arte accessibile agli incontri online durante il lockdown, dalle visite negli archivi alle serate negli studi dei fotografi – raccontano una stessa ossessione gentile: mettere in circolo la fotografia, toglierla dai recinti, renderla condivisa.
#INVASIONEFOTOGRAFICA è il passo successivo. O forse il ritorno al punto di partenza: la strada.
La partecipazione è gratuita, aperta a professionisti, fotoamatori, curiosi. Individualmente o in gruppo, con o senza associazioni alle spalle. Non c’è una forma giusta, ma mille possibili. L’unico requisito è avere qualcosa da mostrare e il coraggio di farlo alla luce del sole.
Perché in fondo è questo che distingue una fotografia da tutte le altre immagini che produciamo ogni giorno: la volontà di essere vista.
E Napoli, almeno per un giorno, sembra pronta a guardare.
Dettagli/info: https://www.eventbrite.it/e/invasionefotografica-tickets-1984475811573
Marco Maraviglia è fotografo da 40 anni e negli ultimi quindici anni si è dedicato con passione a fare rete tra i fotografi, promuovendo la cultura dell‘immagine attraverso incontri sia online che dal vivo.
Tra le sue iniziative principali spiccano:
Photo Art Market: un mercato di fotografia d‘arte e d‘autore pensato per rendere il collezionismo accessibile a tutti.
Bar Photo Polis: incontri online con professionisti della fotografia durante il lockdown per la pandemia Covid.
“Ci vediamo in galleria”: una serie di appuntamenti tematici ospitati nella Galleria Principe di Napoli.
Photo&Drink: visite conviviali ed esclusive negli studi e nelle abitazioni dei professionisti napoletani.
Ha inoltre organizzato visite presso l‘Archivio Fotografico Carbone, l‘Archivio Fotografico della Soprintendenza al Palazzo Reale di Napoli, la stamperia d‘arte FuoriGamut di Marco Spatuzza, il Museo Napoli di Gaetano Bonelli e la galleria Spot Home di Cristina Ferraiuolo.
Consapevole della grande attenzione che altre città italiane ed estere riservano alla fotografia tramite musei, festival e grandi mostre, ha ideato #INVASIONEFOTOGRAFICA.
L‘obiettivo è dare visibilità alle numerose realtà professionali e amatoriali del territorio, sensibilizzando le istituzioni affinché la fotografia ottenga finalmente lo spazio e le opportunità che merita a livello nazionale e internazionale.
Italy / Napoli tel(+39) 0815511353
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