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Mostre ed eventi // Pagina 15 di 218
09.12.2015 # 4411

Daria La Ragione // 0 comments

THROUGH THE BARRICADES.

a Milano fino al 10 gennaio 2016

30 anni di Biennale dei Giovani Artisti dell’Europa e del Mediterraneo.

L’Associazione internazionale BJCEM celebra i primi trent’anni della Biennale dei giovani artisti dell’Europa e del Mediterraneo, con una mostra in programma dal 3 dicembre 2015 al 10 gennaio 2016 alla Fabbrica del Vapore di Milano.

L’esposizione, curata da Andrea Bruciati, organizzata da BJCEM in collaborazione e con il sostegno del Comune di Milano e con il supporto del Programma Creative Europe dell’Unione Europea presenta oltre venti opere dei maggiori talenti emersi dalla partecipazione alle prime 16 edizioni della Biennale, nell’ambito delle arti visive, dal collettivo Irwin a Grazia Toderi, da Miltos Manetas a Vanessa Beecroft, da Tobias Putrih a Damir Ocko ad altri.

Il titolo della rassegna, Through the Barricades, riprende quello di un famoso brano degli Spandau Ballet, uno dei gruppi di culto degli anni ’80. E proprio in quel decennio ebbe inizio l’avventura di BJCEM, con Tendencias, una rassegna organizzata nel 1984 a Barcellona.

“Quel decennio - ricorda Andrea Bruciati - caratterizzato da incoscienza, slancio anarchico e ottimismo trovava nell’apertura delle frontiere attraverso la creatività uno dei suoi punti strutturali e originali di forza. Uno sguardo orizzontale rivolto a tutti i media concorrevano per la prima volta a formare una piattaforma trasversale, dove utopisticamente si affermava la volontà di ripartire dalla costruzione di una nuova società attraverso le sue dinamiche positive e pulsionali che animavano quelle generazioni per l’abbattimento di ogni qualsivoglia barriera”.

Con Through the Barricades si vuole evidenziare lo spirito, improntato alla ricerca e alla sperimentazione, supportato dalla Biennale negli ultimi 30 anni, attraverso alcuni dei più luminosi talenti, emersi delle partecipazioni per le arti visive di queste 16 edizioni.



08.12.2015 # 4409

Daria La Ragione // 0 comments

ROBERT PAN. Mahdī

a Milano fino al 6 febbraio 2016

Nuovi lavori inediti, tra opere di grande formato ed altre più intime, presentano alla Galleria Giovanni Bonelli di Milano l’attività più recente di Robert Pan (Bolzano, 1969). In mostra l’evoluzione di una ricerca che da sempre si muove nell’orbita dell’astrattismo, con possenti campiture pittoriche ottenute dalla sovrapposizione di resine e polimeri sintetici, frutto di un duplice procedimento di addizione e poi sottrazione della materia, che risulta letteralmente scavata e poi uniformata.

Il titolo dell’esposizione conferma la ricca profondità del lavoro di Pan: con Mahdī si fa infatti esplicito riferimento all’escatologia islamica, là dove propone una rielaborazione della figura messianica già riconosciuta dall'ebraismo. Proprio alla figura del Mahdī, letteralmente il “ben guidato da Dio”, la tradizione coranica affida il compito di radunare le forze del Bene in vista dello scontro fatale con quelle del Male. Per estensione, quindi, mahdī diventa nell’opera di Pan termine positivo per antonomasia, spirito di reazione nei confronti della negatività, azione di rottura che prelude ad un cambiamento in favore del Bene.

Una riflessione che si pone in continuità con le operazioni realizzate dall’artista negli ultimi vent’anni, e che lo hanno visto attingere senza soluzione di continuità a diversi referenti concettuali mutuati dalle filosofie sia orientali e medio-orientali che occidentali, sempre cercando elementi di affinità e congruenza.

Tali concetti sono stati spesso assunti come parole chiave per riassumere lo spirito di ogni mostra: passando da akasha, in cui gli Indù riconoscono l’essenza fondamentale di ogni elemento materiale a līlā, che ancora nella cultura induista allude all’incontrollata spontaneità dell’atto creativo; da dharma, legge naturale dalla forte carica mistico-religiosa, fino a zenit, punto focale per definizione; arrivando a Quasar, nuclei di galassie più luminosi dell'universo.



08.12.2015 # 4408

Daria La Ragione // 0 comments

Raffaello. Il Sole delle Arti

a Torino fino al 24 gennaio 2016

Il fulcro della mostra è costituito da un nucleo di celebri capolavori di Raffaello, che evocano il racconto della sua prodigiosa carriera artistica, le persone che ha conosciuto, le diverse città dove ha vissuto. A documentare gli anni della sua formazione è una scelta di opere dei maestri che hanno avuto un ruolo fondamentale, vale a dire il padre Giovanni Santi, il Perugino, il Pinturicchio e Luca Signorelli.

La mostra intende accostarsi alla geniale personalità di Raffaello anche da un punto di vista inconsueto e imprevedibile, vale a dire illustrando il suo impegno creativo verso le cosiddette “arti applicate”, che tradussero nelle rispettive tecniche suoi cartoni e disegni nonché incisioni tratte dalla sua opera, e che nel corso del Cinque e Seicento costituirono il veicolo privilegiato per la diffusione e la conoscenza in Italia e nel resto d’Europa delle invenzioni figurative dell’Urbinate: arazzi, maioliche, monete, cristalli di rocca, placchette, smalti, vetri, armature, intagli.

Per le richieste di prestito delle opere sono coinvolte le più importanti istituzioni museali italiane e straniere come i Musei Vaticani, il Residenzschloss di Dresda, il Kunsthistorisches Museum di Vienna, il Victoria and Albert Museum di Londra, la Pinacoteca Tosio Martinengo di Brescia, gli Uffizi, la Galleria Palatina di Palazzo Pitti, il Museo Nazionale del Bargello e il Palazzo Corsini di Firenze, il Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza, la Galleria Nazionale delle Marche di Urbino, i Musei Civici di Pesaro e il Museo di Capodimonte di Napoli.


23.11.2015 # 4395

Daria La Ragione // 0 comments

Hayez

a Milano fino al 21 febbraio

In collaborazione con l’Accademia di Belle Arti e la Pinacoteca di Brera, di Milano, e le Gallerie dell’Accademia di Venezia, la mostra, curata da Fernando Mazzocca e con il coordinamento generale di Gianfranco Brunelli, raccoglie circa 120 opere dell’artista.
Il percorso espositivo segue una successione cronologica, che rievoca insieme la vita e il percorso creativo del grande pittore: dagli anni della formazione tra Venezia e Roma, ancora nell’ambito del Neoclassicismo, sino all’affermazione, a Milano, come protagonista del movimento Romantico e del Risorgimento accanto a Verdi e Manzoni, con i quali ha contribuito all’unità culturale dell’Italia.
La sequenza di opere, tra cui capolavori più noti accanto ad altri presentati al pubblico per la prima volta – inedito l’accostamento delle tre versioni del Bacio, rivela la grandezza di Hayez nel padroneggiare generi diversi come la pittura storica e il ritratto, la mitologia, la pittura sacra e un ambito allora di gran moda come l’orientalismo, sino a giungere alle composizioni dove trionfa il nudo femminile, declinato in una potente sensualità che lo rende unico nel panorama del Romanticismo italiano e europeo.

23.11.2015 # 4394

Daria La Ragione // 0 comments

THE CINEMA SHOW. Fotografie dalla collezione della Galleria civica di Modena

a Lecce fino al 17 gennaio 2016

l percorso espositivo abbraccia un secolo di cinema, dalle foto di Anton Giulio Bragaglia prese sul set del suo "Thaïs" nel 1917, fino ai protagonisti italiani e internazionali dei film degli ultimi anni: da Woody Allen a Robert De Niro, da Carlo Verdone a Paolo Sorrentino.
Foto di scena, scatti che testimoniano la vita pubblica e carpiscono momenti privati d’interpreti e direttori, ritratti in posa delle dive e dei divi, sono gli ambiti tematici affrontati dalla rassegna, che vede tra i protagonisti Roberto Benigni, Ingrid Bergman, Tony Curtis, Gérard Depardieu, Marlene Dietrich, Federico Fellini, John Houston, Klaus Kinski, Marcello Mastroianni, Marilyn Monroe, Nanni Moretti, Pier Paolo Pasolini, Totò, Luchino Visconti. Tra i fotografi: Philippe Antonello, Enrico Appetito, Franco Bellomo, Anton Giulio Bragaglia, Jean-François Bauret, Giovanni Cozzi, Chico De Luigi, Franco Fontana, David Gamble, Marcello Geppetti, Pino Guidolotti, Horst P. Horst, Emilio Lari, Erich Lessing, Gina Lollobrigida, Umberto Montiroli, Luciana Mulas, Ugo Mulas, Claude Nori, Gabriele Pagnini, Federico Patellani, John Phillips, Roger Pic, Pierluigi Praturlon, Paul Ronald, Gianfranco Salis, Enrica Scalfari, Tazio Secchiaroli, Pino Settanni, Angelo Turetta, Mario Tursi, Leigh Wiener.

organizzazione e produzione
Galleria Civica di Modena
Fondazione Cassa di Risparmio di Modena
Must, Museo Storico Città di Lecce

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