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Mostre ed eventi // Pagina 2 di 223
15.08.2017 # 4904

Daria La Ragione // 0 comments

MIMMO PALADINO

a Pietrasanta (LU) fino al 10 settembre 2017

Sabato 29 luglio 2017, a Pietrasanta (LU), in via Nazario Sauro 56, si apre la nuova sede, la seconda nel capoluogo versiliano, della Galleria Giovanni Bonelli.

A inaugurare lo spazio sarà Mimmo Paladino (Paduli, BN, 1948), con la mostra dal titoloOpere scelte che presenta 15 tecniche miste su cartone dell’artista campano.

L’esposizione, in programma fino al 10 settembre, curata da Flavio Arensi, propone una panoramica del lavoro di Paladino, nella quale si riconosce la cifra espressiva più caratteristica, densa di simbolismo e mistero. Al suo interno, infatti, si incontrano frammenti di figure geometriche, teste e mani, case, numeri, stelle, vasi attraverso un linguaggio che fonde spazio e tempo e rimanda spesso a un universo primitivo e arcano, rivisitato da uno sguardo contemporaneo.

L’alfabeto cui Mimmo Paladino ricorre, si basa sulla cultura arcaica e mediterranea che fonda le proprie radici figurative nell’arte italiana del Quattro e del Cinquecento, da Paolo Uccello, a Piero della Francesca a Leonardo da Vinci, e quelle filosofiche nel neoplatonismo rinascimentale, ma in cui i simboli che riporta sulla superficie, siano essi navi o fiori, case o stelle, richiamano a significati universali che appartengono alla storia minima di ciascun uomo.

L'opera di Paladino si manifesta in tutta la sua complessità, svelando la formazione concettuale e analitica, dato imprescindibile di un lavoro pittorico mai casuale, che spazia fra le istanze della tradizione e quelle dell’avanguardia e attinge da culture arcaiche ed extraeuropee.

Nei suoi lavori, il linguaggio dell’arte e la pratica d’artista sembrano essere qualcosa di magico o di sciamanico, il luogo di un rito o di una tragedia. Le sue opere, pur essendo figurative e simboliche, evocano significati e contenuti senza mai svelarne l’origine, ma solo esprimendone l’ombra, la maschera o la traccia archetipica.

Nei cartoni esposti a Pietrasanta s’incontrano, inoltre, rappresentazioni di pianeti, geometrie musicali, riflessioni poetiche sulla condizione dell’uomo, e una tecnica mista e collage su legno del 2013 caratteristico di un lavoro iniziato oltre vent’anni fa e che ha fra i suoi più interessanti risultati il trittico del 1999, oggi conservato al Museo di Rivoli.

24.07.2017 # 4892

Daria La Ragione // 0 comments

L'EDUCATION SEXUELLE.

a Riccione e Rimini fino al 5 agosto 2017

Il ritrovamento di una cartella contenente centinaia di disegni erotici/pornografici realizzati da diversi artisti (tra i più noti Alberto Vargas, Franz von Bayros, A. Modigliani,  Auguste Rodin, Agostino Carracci, Mirko Vucetich, e un presumibile Klimt) avviene grazie ad un erede residente nella città eterna che settimane fa si è messo in contatto con l'istituzione Italia Liberty al quale ha comunicato di aver trovato in casa rovistando negli archivi del padre una cartella contente centinaia di disegni di natura erotica/pornografica su carta. Pastelli, carboncini, matite colorate, acquerelli e chine datati da inizio Novecento agli anni dell'Art Déco assieme a qualche opera datata anni '60. Si sono individuate subito prestigiose firme di autori che hanno segnato un'epoca. Tra essi l'illustratore Alberto Vargas, famoso per le ragazze Pin-Up apparse anche nelle copertine della rivista Playboy. Il presidente di Italia Liberty, esperto d'arte Liberty, Andrea Speziali ha analizzato con cura i disegni (oltre 200 opere che meritano anni di studi) deducendo che si tratta di un importante ritrovamento per la Storia dell'Arte in quanto colui che possedeva queste opere era certamente un magnate in contatto con tanti artisti del periodo e grande viaggiatore. La maggior parte delle opere è attribuibile a Mirko Vucetich, per questo l'erede romano si è rivolto a Speziali che per anni ha studiato l'artista. Vucetich è stato un poliedrico personaggio noto per la Partita a scacchi di Marostica, vincitore di molteplici premi alle Biennali di Venezia, architetto e scultore. Sue opere anche al Brooklyn Museum. 


«Egli all'epoca era assai famoso e amico con tanti artisti ad esempio Filippo De Pisis. A casa degli eredi si trovano diverse opere di De Pisis che per acquisto o per scambio Vucetich ha raccolto. Negli scritti e documenti di Mirko V. già in passato avevo visto testimonianze scritte e fotografiche che testimoniano il contatto con personaggi quali Vargas, Modigliani e Rodin. Ma fino ad oggi non avevo trovato nell'archivio di famiglia opere di questi artisti di natura pornografica.» A. S. 


Diversi carteggi presentano nella carta un timbro speciale e quasi tutti sono datati e firmati. Le località riportate sono tra New York, USA e Parigi. I soggetti sono bordelli che si consumavano nelle case chiuse tra America e Francia. Al momento non sono stati analizzati tutti i disegni. Possibile qualche opera realizzata anche in Italia. I temi sono diversi, dal ritratto alla scena del bordello alle varie tavole come se fossero delle storie intitolate ''L'éducation sexuelle'', ''La belle faville'', ''Mytology'', ''La faville Oedipus'' o ''Sexual life''. Tutti ben conservati con qualche macchia di muffa e umidità. Prossimamente si valuterà un restauro.


LA MOSTRA - In vista di questa grande scoperta saranno esposte al pubblico per la prima volta alcune opere nella rassegna che sarà allestita dal 23 luglio al 5 agosto nel fascinoso contesto del Palazzo del Turismo di Riccione dal titolo ''L'education Sexuelle. Il Novecento nelle case chiuse tra New York e Parigi''. In contemporanea alla mostra ''Italian Liberty'' già in programma nello stesso edifico. 

24.07.2017 # 4890

Daria La Ragione // 0 comments

Perchè Kimono Oggi

a Caraglio fino al 5 novembre 2017

Da domenica 23 luglio a domenica 5 novembre 2017 il Filatoio di Caraglio ospiterà una mostra che, attraverso oltre 100 kimono originali, propone un viaggio nel mondo, nella cultura e nell’estetica del Sol Levante, ancora oggi fonte di suggestioni per arte, grafica, design e moda. 

La scelta del luogo non è casuale: nel 1868, quando il Giappone si apre al mondo con la restaurazione Meiji, i setaioli italiani sono già nel paese da diversi anni per approvvigionarsi dei bachi giapponesi, gli unici a resistere alla pebrina, malattia che impedisce al baco di produrre il prezioso filo. Furono dunque i semai, i setaioli italiani in Giappone, i primi ad instaurare un importante rapporto di fiducia e conoscenza con il paese del Sol Levante e tra i semai piemontesi, uniti nella “Società Bacologica Torinese”, alcuni erano proprio di Caraglio. 

Nel percorso di mostra – progetto di Consolata Pralormo curatela di Nancy Stetson Martin con Fabiola Palmeri – emergono la vita, le tradizioni, le feste e i paesaggi giapponesi grazie ai motivi decorativi, ai colori, alle raffinate rappresentazioni di fiori e foglie, insetti e animali, montagne e onde impetuose. Dal linguaggio del decoro, parte integrante della cultura giapponese, emerge poi quel vasto “impero dei segni” che racchiude il pensiero poetico di una cultura visiva di origini antiche e significati profondi. “…In Asia il decoro parla” afferma Nancy Martin Stetson. 

Attraverso 4 sezioni dedicate rispettivamente al succedersi delle stagioni, al paesaggio, all’acqua e all’arte, la mostra mette in luce la stimolante bellezza dei kimono e del Giappone, da sempre luogo di straordinaria potenza evocativa e da oltre un secolo punto di riferimento estetico per l’Occidente. Quella stessa estetica che conquistò e sconvolse il mondo artistico europeo di fine Ottocento, influenzando il linguaggio pittorico di Van Gogh, Monet, Degas e Klimt, continua a ispirare ancora oggi artisti, designer e molta della produzione grafica contemporanea, fino al cinema e all’arte del tatuaggio. 

“Il linguaggio del decoro va studiato – sostiene Nancy Martin Stetson – il suo luogo di esposizione privilegiato è il kimono che ci fa intravedere un mondo ordinato e forse felice, raccontato in segni. Segni convenzionali che uniscono una civiltà millenaria. È questo mondo, attraverso i suoi motivi, i suoi pattern e i suoi colori, che vogliamo raccontare”. 

I kimono esposti provengono da una preziosa collezione privata, composta da oltre 700 kimono quotidiani e destinati alle cerimonie familiari del periodo Meiji (1868-1912), del breve periodo di pace Taishō (1912/1926) e del primo ventennio del periodo Shōwa (1926/1945). 



17.07.2017 # 4893

Daria La Ragione // 0 comments

Tutti gli "ismi" di Armando Testa

a Rovereto fino al 15 ottobre 2017

Tra i più importanti pubblicitari del secolo scorso, Armando Testa (1917-1992) ha conquistato con ironia, spirito giocoso e forza comunicativa la memoria collettiva di generazioni. Personaggi e immagini delle sue creazioni sono diventati vere e proprie icone della cultura visiva italiana del secondo dopoguerra: dagli stravaganti Caballero e Carmencita del caffè Paulista alla suadente bionda della birra Peroni, dalle sintetiche geometrie rosse del vermouth Carpano alle robuste forme dell’elefante Pirelli.


In contatto diretto con le energie e le sperimentazioni delle avanguardie storiche, le invenzioni di Testa sono caratterizzate da una formidabile capacità visionaria che assume e rielabora suggestioni e stilemi dei grandi maestri del Novecento. A questo universo di riferimenti è dedicato il percorso della mostra che, ispirandosi nel titolo a una dichiarazione di Testa, ne esplora a tutto tondo l’opera. Emergono i numerosi temi formali: dita e mani, forme sferiche, animali e mondi fantastici, declinati in un multiforme campionario di tipologie e tecniche. 
Scandito da alcune tra le principali interviste storiche all’autore, il progetto espositivo esplora la modernissima costellazione di “ismi” - Futurismo, Astrattismo, Surrealismo - di cui Testa è stato un traduttore d’eccezione. In mostra bozzetti, manifesti, spot televisivi, disegni, collage, serigrafie e fotografie, ma anche dipinti e sculture.



17.07.2017 # 4891

Daria La Ragione // 0 comments

Fata Morgana | Dentro l'antropocene

al Lago del Col d’Olen, Valle d’Aosta, fino al 27 agosto 2017

Fata Morgana è un miraggio, l’apparizione di un intrico di piante acquatiche o fiori o arbusti che dal centro del lago del Col d’Olen a 2721 metri di quota ne invade parte della superficie. È l’ipotetica risposta della vita alle modifiche dell’ecosistema apportate da decenni di cambiamenti naturali e indotti dall’attività umana. È l’intervento in scala ambientale dello scultore Alberto Timossi in Valle d’Aosta, visibile dal 23 luglio al 27 agosto in alta valle del Lys, Gressoney-La-Trinité, a cura Takeawaygallery e con il patrocinio della Regione Autonoma Valle d’Aosta e del Comune di Gressoney-La-Trinité.

 

Decine di elementi verticali, di un rosso sanguigno, si elevano a altezze differenti; una germinazione artificiale che trae la propria conformazione dalla profondità dell’alveo: uno sviluppo in rapporto armonico, come si producono le forme spontaneamente. Il riflesso dell’opera sullo specchio liquido, assieme al contorno delle cime montuose, delle nuvole e del cielo, compongono una totalità inscindibile.

L’installazione trae linfa dal lago, che ne modella le pareti e permette a ogni fusto di oscillare liberamente: la nascita di una nuova specie avviene in un ambiente caratterizzato dalla fusione del ghiaccio presente all’interno di una particolare forma del paesaggio geomorfologico d’alta quota, detta rock glacier (ghiacciaio di pietra). Qui il ghiaccio, protetto da un accumulo detritico, rilascia nel piccolo bacino acqua con caratteristiche fisiche e chimiche differenti rispetto alle normali sorgenti.

 

Dopo l’operazione nelle Cave Michelangelo di Carrara (luglio 2015) e l’attenzione posta sul rapporto arte/natura/ambiente antropizzato, Fata Morgana si propone di estendere le riflessioni sugli spazi apparentemente incontaminati. La colorata reazione ai cambiamenti climatici è un invito alla presa di coscienza delle conseguenze dell’Antropocene.

Il progetto è stato possibile grazie alle informazioni scientifiche messe a disposizione dai ricercatori dell’Università di Torino, che, in collaborazione con numerosi enti di ricerca ricerca (CNR-IRSA, Università di Bologna, ARPA-Valle d’Aosta, Carleton University, Politecnico di Torino) negli ultimi anni hanno compiuto una campagna di studio sulle acque del piccolo bacino idrico, localizzato all’interno di un sito della Rete LTER Italia (www.lteritalia.i/).

L’installazione verrà ripresa da una webcam e potrà essere vista, in tempo reale e per tutta la sua durata, sulla piattaforma Rifuginrete.com e su www.albertotimossi.com.