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Mostre ed eventi // Pagina 28 di 220
20.04.2015 # 4120

Daria La Ragione // 0 comments

DAVID BOWIE “HEROES”: fotografie di Masayoshi Sukita

a Bologna fino al 10 maggio

ONO arte contemporanea presenta DAVID BOWIE “HEROES”: fotografie di Masayoshi Sukita, la prima mostra italiana dedicata al maestro della fotografia giapponese che ha immortalato e ispirato David Bowie per oltre 40 anni.
L’archivio di Sukita su Bowie è probabilmente uno dei più importanti di quelli che riguardano l’artista londinese. Sebbene il suo lavoro sia universalmente noto attraverso gli scatti iconici che illustrarono la copertina dell’album “HEROES”in pochi sanno che la relazione tra Bowie e Sukita si è negli anni trasformata in una relazione di amicizia che ha dato vita a un vero e proprio sodalizio tra i due artisti, nonché a scatti intimi e di disarmante bellezza per la loro quotidianità che sono presentati, alcuni per la prima volta, da ONO arte. La relazione tra Bowie e Sukita nasce nel 1972 quando il fotografo arriva a Londra per immortalare Marc Bolan e i T-Rex, e sebbene ignaro su chi fosse David Bowie, decide di
andare a un suo concerto perché irresistibilmente attratto dal cartellone di
The Man Who Sold the World che lo promuoveva.
Una volta entrato Sukita ricorda: “Seeing David Bowie on stage opened up my eyes to his creative genius. I watched Bowie perform with Lou Reed and it was so powerful, Bowie was different to the other rock and rollers, he had something special that I knew I had to photograph”.
Sukita riesce finalmente ad incontrare Bowie di persona grazie all’aiuto dell’amica e stylist Yasuko Takahashi, pioniera di questo mestiere in terra nipponica nonché mente dietro alle prime sfilate di londinesi di Kansai Yamamoto, lo stilista che disegnò i costumi di scena diBowie durante il periodo di Ziggy Stardust, come saranno visibili nella foto in mostra. La Takahashi propose un portfolio con i lavori di Sukita all’allora manager di Bowie che gli accorda uno shooting.
È così che comincia una relazione professionale e umana tra i due che dura sino ad oggi.


20.04.2015 # 4119

Daria La Ragione // 0 comments

ELLIOTT ERWITT. RETROSPECTIVE

a Lucca fino al 30 agosto 2015

Che cosa significa raccontare la storia di un grande fotografo attraverso 136 scatti legati a oltre 60 anni di carriera? Ripercorrerne la vita, intercettare le sue passioni, percepire la sua filosofia esistenziale e comprenderne la grandezza attraverso la professionalità e l'originalità dei suoi scatti.
Pur avendo avuto come mentori Robert Capa, Edward Steichen e Roy Stryker, la fotografia di Erwitt ha assunto uno stile proprio, al tempo stesso intimista, ironico, sorprendente, certe volte impertinente e dolcemente irriverente, ma sempre tecnicamente impeccabile. Anche  gli scatti più evocativi, però, sono legati all'occasionalità del momento, al qui e ora di un luogo e di un tempo, al sorriso spontaneo di fronte a una scena atipica o a un ossimoro visivo.
Tutti i suoi lavori sono stati filtrati dall'emisfero destro del cervello, tutte le sue immagini sono frutto di un'elaborazione cerebrale istantanea che, attraverso un generoso utilizzo di più scatti, bloccano un momento che colpisce la sua attenzione creativa. Tra tutti i negativi ce n'è sempre uno che corrisponde a un compiuto equilibrio tra struttura compositiva e visione. “Tutte le immagini dovrebbero essere – afferma Erwitt rispondendo a una domanda di Angela Madesani –, se non perfette, per lo meno bilanciate, graficamente e geograficamente corrette. La composizione è assolutamente fondamentale e basilare per qualsiasi fotografia”.  
Non deve sorprendere la sua dimestichezza con il mondo del cinema: a New York frequenta corsi di cinematografia alla New School for Social Research e, successivamente, si trasferisce a Hollywood dove starà sul set di molti film. Erwitt dichiarerà più volte di amare il cinema neorealista italiano, che considera tuttora il migliore, e di aver imparato molto dalle pellicole di Rossellini e Visconti, o quantomeno di aver cercato illuminazione dal bianco e nero e dal “realismo senza artificio”.
“Un professionista per mestiere e un dilettante per vocazione” che ama la sottile ironia: il senso dell'umorismo è qualcosa di innato in un fotografo. È possibile affinare la tecnica, educare il senso estetico e compositivo, ma di certo non si può migliorare l'acutezza percettiva, la sagacia di spirito, la fantasia e l'estro intellettivo che determina la creazione di scatti unici. Erwitt, oltre ad avere una fervida immaginazione, possiede una grande capacità di osservare le persone, gli animali, le cose e la vita attraverso ironia e disincanto, perspicacia e intelligenza, spirito ludico e raffinatezza mentale. Potremmo parlare di ironia esistenziale che corrisponde al desiderio di prendere le distanze dal consueto e dal convenzionale per concepire un confine tra se stesso e tutte le cose che lo circondano.


20.04.2015 # 4118

Daria La Ragione // 0 comments

Milo Manara: Le Stanze del Desiderio

a Napoli fino al 30 maggio 2015

L’esposizione è inserita nel programma principale di Napoli COMICON, il Salone Internazionale del Fumetto, che avrà luogo dal 30 aprile al 3 maggio alla Mostra d’Oltremare. Milo Manara è stato nominato Magister del Festival per il 2015, una sorta di Presidente culturale a cui verrà dedicata appunto la mostra principale, che ha realizzato il manifesto del Salone e collabora a altre sezioni del programma culturale.
L’esposizione sarà riepilogativa dell’opera dell’autore de Il Gioco, che compie 70 anni nel 2015. Dalle primissime storie, di carattere storico e biografico, alle prime incursioni nel fumetto popolare e d’autore, fino alle grandi creazioni che gli hanno donato la fama di più importante autore di fumetti italiano al mondo. La saga di Giuseppe Bergman, le storie di Miele e di Claudia, le tante collaborazioni con grandi firme del mondo artistico italiano, da Fellini a Piovani, da Cerami a Celentano, tutte le storie a fumetti saranno in mostra al PAN in un percorso sì cronologico, ma che sarà anche scandito in sezioni tematiche dell’opera dell’autore e di quella componente erotica per cui è così conosciuto anche fra i non cultori della materia.
Ci si incamminerà, quindi, in questo percorso di meravigliose figure femminili, tra illustrazioni, tele, tavole originali, dalla nuova serie dello Zodiaco fino alle stupefacenti copertine in grande formato della collana creata per RCS. Tutto ciò per un totale di quasi 120 tavole in mostra, oltre a tanti altri materiali storici, con la consueta cura espositiva delle mostre di COMICON, tra scenografie e risorse audiovisive. La mostra si avvale di una bellissima illustrazione inedita di Manara, in mostra e come manifesto, messa a disposizione da un collezionista partenopeo.

20.04.2015 # 4117

Daria La Ragione // 0 comments

Plastic Days

a Torino fino al 21 giugno 2015

Un ricco percorso multidisciplinare tra arte, design e costume per raccontare l’affascinante storia di un materiale che ha profondamente segnato e condizionato il nostro tempo e le nostre abitudini.
Gli oggetti e le opere in mostra costituiranno una sorta di atlante del contemporaneo.
La mostra è organizzata per macro-aree tematiche che attraversano la storia delle plastiche: dalle pre-sintetiche, realizzate nell’Ottocento e caratterizzate da un sapore quasi alchemico, a quelle più contemporanee segnate dall’aspirazione di svincolarsi dalla dipendenza dal petrolio, passando per le plastiche del Made in Italy, il Moplen, i giocattoli, le icone del design internazionale e gli oggetti della quotidianità domestica un tempo posseduti dalla maggior parte delle famiglie.




20.04.2015 # 4116

Daria La Ragione // 0 comments

Jacques Henri Lartigue

a Torino fino al 21 giugno 2015

Con una selezione di 186 opere Il MEF ha il piacere di presentare, in collaborazione con la Donation Jacques Henri Lartigue, una mostra antologica di uno dei più significativi fotografi del Novecento.
La mostra, realizzata a partire da 130 album originali di Lartigue, ripercorre il destino unico di questo fotografo il cui talento ora indiscusso venne riconosciuto tardivamente, all’età di 69 anni.
La mostra è composta da 136 fotografie in grande formato e da 50 pagine d’album dell’epoca (1912 - 1922) che permettono di vedere le immagini nel contesto originale.
Una selezione di opere emblematiche che ripercorrono tutta la storia del Novecento e le origini della fotografia contemporanea.


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