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Mostre ed eventi // Pagina 4 di 226
15.08.2017 # 4905

Daria La Ragione // 0 comments

MARC CHAGALL - I COLORI DELL'ANIMA

a Sorrento fino al 31 agosto 2017

Dal 15 luglio è in esposizione la mostra di dipinti di Marc Chagall dal titolo “I Colori dell’Anima”. Le opere dell’artista franco-bielorusso sono esposte nelle 10 sale di Villa Fiorentino, la splendida dimora del corso Italia sede della Fondazione Sorrento. 

A Villa Fiorentino sono esposte in tutto 120 opere, tra le quali spiccano 20 capolavori assoluti realizzati mediante varie tecniche, dall'olio su tela alle gouache su carta, passando dai disegni a matita colorata fino agli inchiostri di china su masonite. A compendio di questo importantissimo nucleo di lavori pittorici, sono affiancate tre cicli tra litografie ed acqueforti per un totale di 100 opere grafiche.

Per quanto arduo sia stilare una classifica di rilevanza, il cardine della mostra è senza dubbio rappresentato da quattro opere di grandi dimensioni che, in ordine cronologico, sono:

“La cruche aux fleurs”, olio su tela datato 1925, opera iconica della ricerca del maestro sulle tematiche floreali che lo accompagneranno per tutta la vita.

“ Russian village”, olio su tela del 1929, uno struggente omaggio alla memoria poetica ed allo stesso tempo realistica del paese natale dell'autore.

“Le Coq Violet” risalente al periodo 1966 – 1972, una tecnica mista (olio, gouache e inchiostro di china su tela) considerata tra le opere maggiormente rappresentative dell'intera produzione di Chagall nella sua piena maturità artistica.

“L’homme rouge à la casquette”, opera datata 1976 ed anch'essa una tecnica mista, ovvero olio e gouache su tela, nella quale si affacciano e mescolano temi cari al maestro come i soggetti animali, e sottili tematiche religiose.

A compendio di questa selezione di opere originali, è presente un'area multimediale, nella quale vengono mostrate ed animate alcune tra le splendide vetrate multicolori di destinazione ecclesiastica realizzate da Marc Chagall. 



15.08.2017 # 4904

Daria La Ragione // 0 comments

MIMMO PALADINO

a Pietrasanta (LU) fino al 10 settembre 2017

Sabato 29 luglio 2017, a Pietrasanta (LU), in via Nazario Sauro 56, si apre la nuova sede, la seconda nel capoluogo versiliano, della Galleria Giovanni Bonelli.

A inaugurare lo spazio sarà Mimmo Paladino (Paduli, BN, 1948), con la mostra dal titoloOpere scelte che presenta 15 tecniche miste su cartone dell’artista campano.

L’esposizione, in programma fino al 10 settembre, curata da Flavio Arensi, propone una panoramica del lavoro di Paladino, nella quale si riconosce la cifra espressiva più caratteristica, densa di simbolismo e mistero. Al suo interno, infatti, si incontrano frammenti di figure geometriche, teste e mani, case, numeri, stelle, vasi attraverso un linguaggio che fonde spazio e tempo e rimanda spesso a un universo primitivo e arcano, rivisitato da uno sguardo contemporaneo.

L’alfabeto cui Mimmo Paladino ricorre, si basa sulla cultura arcaica e mediterranea che fonda le proprie radici figurative nell’arte italiana del Quattro e del Cinquecento, da Paolo Uccello, a Piero della Francesca a Leonardo da Vinci, e quelle filosofiche nel neoplatonismo rinascimentale, ma in cui i simboli che riporta sulla superficie, siano essi navi o fiori, case o stelle, richiamano a significati universali che appartengono alla storia minima di ciascun uomo.

L'opera di Paladino si manifesta in tutta la sua complessità, svelando la formazione concettuale e analitica, dato imprescindibile di un lavoro pittorico mai casuale, che spazia fra le istanze della tradizione e quelle dell’avanguardia e attinge da culture arcaiche ed extraeuropee.

Nei suoi lavori, il linguaggio dell’arte e la pratica d’artista sembrano essere qualcosa di magico o di sciamanico, il luogo di un rito o di una tragedia. Le sue opere, pur essendo figurative e simboliche, evocano significati e contenuti senza mai svelarne l’origine, ma solo esprimendone l’ombra, la maschera o la traccia archetipica.

Nei cartoni esposti a Pietrasanta s’incontrano, inoltre, rappresentazioni di pianeti, geometrie musicali, riflessioni poetiche sulla condizione dell’uomo, e una tecnica mista e collage su legno del 2013 caratteristico di un lavoro iniziato oltre vent’anni fa e che ha fra i suoi più interessanti risultati il trittico del 1999, oggi conservato al Museo di Rivoli.

24.07.2017 # 4892

Daria La Ragione // 0 comments

L'EDUCATION SEXUELLE.

a Riccione e Rimini fino al 5 agosto 2017

Il ritrovamento di una cartella contenente centinaia di disegni erotici/pornografici realizzati da diversi artisti (tra i più noti Alberto Vargas, Franz von Bayros, A. Modigliani,  Auguste Rodin, Agostino Carracci, Mirko Vucetich, e un presumibile Klimt) avviene grazie ad un erede residente nella città eterna che settimane fa si è messo in contatto con l'istituzione Italia Liberty al quale ha comunicato di aver trovato in casa rovistando negli archivi del padre una cartella contente centinaia di disegni di natura erotica/pornografica su carta. Pastelli, carboncini, matite colorate, acquerelli e chine datati da inizio Novecento agli anni dell'Art Déco assieme a qualche opera datata anni '60. Si sono individuate subito prestigiose firme di autori che hanno segnato un'epoca. Tra essi l'illustratore Alberto Vargas, famoso per le ragazze Pin-Up apparse anche nelle copertine della rivista Playboy. Il presidente di Italia Liberty, esperto d'arte Liberty, Andrea Speziali ha analizzato con cura i disegni (oltre 200 opere che meritano anni di studi) deducendo che si tratta di un importante ritrovamento per la Storia dell'Arte in quanto colui che possedeva queste opere era certamente un magnate in contatto con tanti artisti del periodo e grande viaggiatore. La maggior parte delle opere è attribuibile a Mirko Vucetich, per questo l'erede romano si è rivolto a Speziali che per anni ha studiato l'artista. Vucetich è stato un poliedrico personaggio noto per la Partita a scacchi di Marostica, vincitore di molteplici premi alle Biennali di Venezia, architetto e scultore. Sue opere anche al Brooklyn Museum. 


«Egli all'epoca era assai famoso e amico con tanti artisti ad esempio Filippo De Pisis. A casa degli eredi si trovano diverse opere di De Pisis che per acquisto o per scambio Vucetich ha raccolto. Negli scritti e documenti di Mirko V. già in passato avevo visto testimonianze scritte e fotografiche che testimoniano il contatto con personaggi quali Vargas, Modigliani e Rodin. Ma fino ad oggi non avevo trovato nell'archivio di famiglia opere di questi artisti di natura pornografica.» A. S. 


Diversi carteggi presentano nella carta un timbro speciale e quasi tutti sono datati e firmati. Le località riportate sono tra New York, USA e Parigi. I soggetti sono bordelli che si consumavano nelle case chiuse tra America e Francia. Al momento non sono stati analizzati tutti i disegni. Possibile qualche opera realizzata anche in Italia. I temi sono diversi, dal ritratto alla scena del bordello alle varie tavole come se fossero delle storie intitolate ''L'éducation sexuelle'', ''La belle faville'', ''Mytology'', ''La faville Oedipus'' o ''Sexual life''. Tutti ben conservati con qualche macchia di muffa e umidità. Prossimamente si valuterà un restauro.


LA MOSTRA - In vista di questa grande scoperta saranno esposte al pubblico per la prima volta alcune opere nella rassegna che sarà allestita dal 23 luglio al 5 agosto nel fascinoso contesto del Palazzo del Turismo di Riccione dal titolo ''L'education Sexuelle. Il Novecento nelle case chiuse tra New York e Parigi''. In contemporanea alla mostra ''Italian Liberty'' già in programma nello stesso edifico. 

24.07.2017 # 4890

Daria La Ragione // 0 comments

Perchè Kimono Oggi

a Caraglio fino al 5 novembre 2017

Da domenica 23 luglio a domenica 5 novembre 2017 il Filatoio di Caraglio ospiterà una mostra che, attraverso oltre 100 kimono originali, propone un viaggio nel mondo, nella cultura e nell’estetica del Sol Levante, ancora oggi fonte di suggestioni per arte, grafica, design e moda. 

La scelta del luogo non è casuale: nel 1868, quando il Giappone si apre al mondo con la restaurazione Meiji, i setaioli italiani sono già nel paese da diversi anni per approvvigionarsi dei bachi giapponesi, gli unici a resistere alla pebrina, malattia che impedisce al baco di produrre il prezioso filo. Furono dunque i semai, i setaioli italiani in Giappone, i primi ad instaurare un importante rapporto di fiducia e conoscenza con il paese del Sol Levante e tra i semai piemontesi, uniti nella “Società Bacologica Torinese”, alcuni erano proprio di Caraglio. 

Nel percorso di mostra – progetto di Consolata Pralormo curatela di Nancy Stetson Martin con Fabiola Palmeri – emergono la vita, le tradizioni, le feste e i paesaggi giapponesi grazie ai motivi decorativi, ai colori, alle raffinate rappresentazioni di fiori e foglie, insetti e animali, montagne e onde impetuose. Dal linguaggio del decoro, parte integrante della cultura giapponese, emerge poi quel vasto “impero dei segni” che racchiude il pensiero poetico di una cultura visiva di origini antiche e significati profondi. “…In Asia il decoro parla” afferma Nancy Martin Stetson. 

Attraverso 4 sezioni dedicate rispettivamente al succedersi delle stagioni, al paesaggio, all’acqua e all’arte, la mostra mette in luce la stimolante bellezza dei kimono e del Giappone, da sempre luogo di straordinaria potenza evocativa e da oltre un secolo punto di riferimento estetico per l’Occidente. Quella stessa estetica che conquistò e sconvolse il mondo artistico europeo di fine Ottocento, influenzando il linguaggio pittorico di Van Gogh, Monet, Degas e Klimt, continua a ispirare ancora oggi artisti, designer e molta della produzione grafica contemporanea, fino al cinema e all’arte del tatuaggio. 

“Il linguaggio del decoro va studiato – sostiene Nancy Martin Stetson – il suo luogo di esposizione privilegiato è il kimono che ci fa intravedere un mondo ordinato e forse felice, raccontato in segni. Segni convenzionali che uniscono una civiltà millenaria. È questo mondo, attraverso i suoi motivi, i suoi pattern e i suoi colori, che vogliamo raccontare”. 

I kimono esposti provengono da una preziosa collezione privata, composta da oltre 700 kimono quotidiani e destinati alle cerimonie familiari del periodo Meiji (1868-1912), del breve periodo di pace Taishō (1912/1926) e del primo ventennio del periodo Shōwa (1926/1945). 



17.07.2017 # 4893

Daria La Ragione // 0 comments

Tutti gli "ismi" di Armando Testa

a Rovereto fino al 15 ottobre 2017

Tra i più importanti pubblicitari del secolo scorso, Armando Testa (1917-1992) ha conquistato con ironia, spirito giocoso e forza comunicativa la memoria collettiva di generazioni. Personaggi e immagini delle sue creazioni sono diventati vere e proprie icone della cultura visiva italiana del secondo dopoguerra: dagli stravaganti Caballero e Carmencita del caffè Paulista alla suadente bionda della birra Peroni, dalle sintetiche geometrie rosse del vermouth Carpano alle robuste forme dell’elefante Pirelli.


In contatto diretto con le energie e le sperimentazioni delle avanguardie storiche, le invenzioni di Testa sono caratterizzate da una formidabile capacità visionaria che assume e rielabora suggestioni e stilemi dei grandi maestri del Novecento. A questo universo di riferimenti è dedicato il percorso della mostra che, ispirandosi nel titolo a una dichiarazione di Testa, ne esplora a tutto tondo l’opera. Emergono i numerosi temi formali: dita e mani, forme sferiche, animali e mondi fantastici, declinati in un multiforme campionario di tipologie e tecniche. 
Scandito da alcune tra le principali interviste storiche all’autore, il progetto espositivo esplora la modernissima costellazione di “ismi” - Futurismo, Astrattismo, Surrealismo - di cui Testa è stato un traduttore d’eccezione. In mostra bozzetti, manifesti, spot televisivi, disegni, collage, serigrafie e fotografie, ma anche dipinti e sculture.



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