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Mostre ed eventi // Pagina 72 di 218
26.09.2013 # 3282

Daria La Ragione // 0 comments

JOSEF ALBERS: SUBLIME OPTICS

a Milano fino al 6 gennaio 2014

Fino al 6 gennaio 2014 la Fondazione Stelline, in collaborazione con la Josef & Anni Albers Foundation, ospita la prima esposizione monografica a Milano delle opere di Josef Albers, grande artista modernista ed esponente del Bauhaus.

Il percorso espositivo presenta settantasei opere - rari disegni giovanili, vetri colorati, dai vetri sabbiati e una selezione di dipinti astratti - realizzate dall'inizio della sua carriera artistica, quando insegnava in Vestfalia fino agli ultimi giorni della sua vita: dal primissimo disegno conosciuto fino all'ultimo Omaggio al Quadrato. Albers, di formazione cattolica, religione che non ha mai abbandonato per tutta la sua vita, ha incorporato il linguaggio figurativo della tradizione cristiana in molti dei suoi lavori, interpretando la trasformazione del colore e del tratto come eventi spirituali se non addirittura di natura mistica.
Gli esperimenti di Albers con la linea, la forma e il colore, sono esercizi spirituali per i nostri occhi. Il suo"obiettivo" nell'arte è stata la" rivelazione ed evocazione della visione”, aiutandoci a vedere meglio il sublime che ci circonda.
Nel 1971 Josef Albers fu il primo artista vivente a cui il Metropolitan Museum of Art di New York dedicò una retrospettiva. 

L’esposizione segna, inoltre, il primo “ritorno a Milano” delle opere dell’artista dopo quasi 80 anni di assenza, da quando - nel 1934 - Wassily Kandinsky organizzò una mostra di stampe di Albers nel capoluogo lombardo a un anno dalla chiusura della Bauhaus (di cui Albers fu studente e docente dal 1920 al 1933).


In contemporanea alla mostra alla Fondazione Stelline, dal 2 ottobre al 1 dicembre 2013, la Josef and Anni Albers Foundation, in collaborazione con l'Accademia di Brera, porta a Milano i metodi di insegnamento di Josef Albers e le opere dei suoi allievi con una esposizione dal titolo:  "IMPARARE A VEDERE. JOSEF ALBERS PROFESSORE, DAL BAUHAUS A YALE".
In questa rassegna complementare si rivela l’impatto dirompente del suo rivoluzionario modo di insegnare.

Josef Albers ha sempre affermato la necessità di rendere accessibile l'arte al maggior numero di persone, compresi coloro che non possono liberamente godere di questo privilegio. Per questo, in accordo con la Josef and Anni Albers Foundation, è nata la preziosa collaborazione con la II Casa di Reclusione Milano – Bollate e la cooperativa E.S.T.I.A., per avvicinare le persone detenute all'arte tramite attività culturali e artistiche, aperte anche al pubblico.

25.09.2013 # 3272

Daria La Ragione // 0 comments

ARTES MECHANICAE

a Roma fino al 27 ottobre 2013

Al via dal 31 agosto e prorogate per tutti i sabato mattina sino al 20 ottobre 2013 le visite guidate alla mostra in programma presso la Casa dei Teatri "Artes Mechanicae. Ricercando tra le radici del teatro italiano".

Tutti i sabato dalle 10.30 alle 12.30 i curatori della mostra accompagneranno e guideranno il pubblico nella visita gratuita della mostra dedicata alle "macchine sceniche" del maestro Luciano Minestrella, in cui il teatro si raffigura in installazioni - dal Rinascimento ai congegni contemporanei - che il visitatore attraversa seguendo un percorso conoscitivo.

Nuove macchine teatrali straordinarie in scala, create attraverso il lavoro del dettaglio e della limatura. Un artigianato che diventa arte della falegnameria, del cesello sul legno di piccoli oggetti che riproducono gli antichi marchingegni e altri nuovi che si avventurano verso un piano fantastico pieno di echi.

23.09.2013 # 3269

Daria La Ragione // 0 comments

Omaggio a Marcello Avenali 1912 - 1981

Fino al 3 novembre 2013

Si tratta di Ritratto di Anna (1933), olio su tavola e immagine di assorta contemplazione interiore che rimanda alla cultura artistica del Novecento; Villa Borghese (1938), veduta romana di intensa tensione lirica ed espressiva che denota la successiva adesione dell’artista alla Scuola Romana; Angelina (1953), olio su tela che introduce un rinnovamento profondo del suo linguaggio espressivo, essendo già presente, pur nella forza del colore, quel delicato momento di transizione dalla figurazione all’astrazione che interessa il percorso artistico di Avenali, e in genere la pittura italiana, alla metà del secolo XX.
I tre lavori oggetto della recente donazione vengono esposti accanto a quelli già esistenti nella collezione storica del museo, risultato di precedenti acquisizioni presso le occasioni espositive romane e ad alcuni altri attentamente selezionati dal ricco Archivio di famiglia, come il Ritratto di Renata, la moglie dell’artista in un’intensa immagine degli anni Quaranta, Sinfonia notturna, arazzo degli anni Settanta rappresentativo del periodo astratto, Struttura, scultura in ferro esemplificativa della ricerca tridimensionale che integra l’attività.
Un totale di diciassette preziose opere che costituiscono una testimonianza significativa dell’intera produzione di Marcello Avenali, consentendo di leggere con assoluta coerenza il percorso dell’artista tra gli anni Trenta e gli anni Cinquanta del Novecento.
Nato il 16 novembre 1912 in un contesto familiare dove il padre scultore, il nonno materno pittore, il nonno paterno architetto lo avvicinano al mondo dell’arte, Marcello Avenali è stato inesauribile sperimentatore di vie espressive e di soluzioni tecniche, artista presente nelle principali occasioni espositive nazionali e con interessanti esperienze a livello internazionale, insegnante appassionato al suo mestiere così da farne ragione di vita nell’insegnamento presso l’Accademia di Belle Arti di
Roma dove, al pari degli allievi, mise a disposizione la grande esperienza maturata.
Un apparato documentario, messo a disposizione dall’Archivio Marcello Avenali e dalla Fondazione La Quadriennale di Roma, completa l’esposizione fornendo - con fotografie, lettere, ricordi, disegni e bozzetti, e altro ancora - il quadro di un artista e di un’epoca.

23.09.2013 # 3268

Daria La Ragione // 0 comments

IL VOLTO DEL '900 DA MATISSE A BACON. CAPOLAVORI DAL CENTRE POMPIDOU

a Milano fino 19 gennaio 2013

La storia della rappresentazione della figura umana dall'Antico Impero egiziano ad oggi è al tempo stesso lunga e complessa e la selezione di opere provenienti dal Centre Pompidou di Parigi, esposte nel piano nobile di Palazzo Reale, racconta, attraverso una serie strepitosa di icone della pittura e scultura del XX secolo, un periodo fondamentale per l'evoluzione del concetto stesso di ritratto e autoritratto, messo in discussione e trasformato dai più celebri maestri dell'epoca, in seguito ai grandi cambiamenti della società e alle tragedie della storia umana.
La mostra, promossa dal Comune di Milano – Cultura, prodotta da Palazzo Reale con MondoMostre e Skira editore in collaborazione con il Centre Pompidou di Parigi e curata appunto da uno dei suoi conservatori, Jean-Michel Bouhours, presenta oltre ottanta straordinari ritratti e autoritratti, capolavori assoluti di artisti celebri come Matisse, Bonnard, Modigliani, Magritte - il cui celeberrimo Lo stupro con il volto-nudo femminile è l'immagine della rassegna - Music, Suzanne Valadon, Maurice de Vlaminck, Severini, Bacon, Delaunay, Brancusi, Julio Gonzalez, Derain, Ernst, Mirò, Leger, Adami, De Chirico, Picasso, Giacometti, Dubuffet, Fautrier, Baselitz, Marquet, Tamara de Lempicka. Accanto a loro, nomi meno noti al grande pubblico - Kupka, Raoul Dufy, André Masson, Max Beckmann, Henry Le Fauconnier, Emile Othon Friesz, Jacques Villon, Joseph Csaky, Henry Laurens, Juan Gris, Martial Raysse, Henry Manguin, Boris Grigorieff, Auguste Macke, Marie Laurencin, Cassandre, Erro, autori anch'essi di opere magistrali, spesso mai esposte in Italia, di eccezionale qualità pittorica e artistica, che entrano a pieno titolo nella rappresentazione di quella evoluzione del genere ritratto avvenuta nel corso del Novecento.


23.09.2013 # 3266

Daria La Ragione // 0 comments

DA DONATELLO A LIPPI

a Prato fino al 13 gennaio 2014

Una grande mostra fa rivivere uno dei momenti magici dell'intera storia dell'arte italiana, quello vissuto nel Quattrocento dalla città di Prato quando qui operarono molti tra i maggiori artisti italiani dell'epoca.
Per "Da Donatello a Lippi. Officina Pratese", curata da Andrea De Marchi e da Cristina Gnoni Mavarelli, tornano in città capolavori creati in quegli anni e oggi dispersi in musei di mezzo mondo. La mostra è promossa dal Comune di Prato, con il sostegno della Fondazione Cassa di risparmio di Prato.
Intorno alla fabbrica della prepositura di Santo Stefano (poi cattedrale) presero forma imprese memorabili, da annoverare fra gli episodi più singolari ed affascinanti del primo Rinascimento. Per il pulpito destinato a mostrare la reliquia della Sacra Cintola, per gli affreschi della cappella dell'Assunta e della cappella maggiore, per altri arredi vennero chiamati artisti della grandezza di Donatello, Michelozzo, Maso di Bartolomeo, Paolo Uccello e Filippo Lippi. A loro va aggiunto il figlio di fra Filippo, Filippino, che da Prato prese le mosse e a Prato tornò a lavorare da anziano.
La mostra vuole offrire, attraverso una scelta di opere tutte di grande qualità, alcuni squarci di luce su queste personalità, per aiutare a capire meglio quanto a Prato di loro è rimasto. Al tempo stesso si prefigge alcune operazioni esemplari di ricostruzione di opere che erano a Prato e che sono state smembrate, riunendo predelle e pale ora divise fra i musei pratesi e le collezioni straniere.

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