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Mostre ed eventi // Pagina 8 di 221
26.10.2016 # 4685

Daria La Ragione // 0 comments

RAZZA UMANA mostra di Oliviero Toscani

a Vibo Valentia fino al 20 novembre 2016

Un prestigioso appuntamento vedrà come protagonista la Città di Vibo Valentia: presso gli spazi espositivi della Camera di Commercio si terrà una mostra di Oliviero Toscani, a partire dal 21 ottobre fino al 20 novembre.
Da anni il grande fotografo, che ha cambiato il mondo della comunicazioni con le sue fortissime immagini, realizza ritratti nelle piazze d’Italia e del Mondo. RAZZA UMANA è il titolo della mostra, che dopo essere stata esposta in altri prestigiosi spazi approda a Vibo Valentia con decine di ritratti realizzati in ogni angolo del pianeta.
«RAZZA UMANA è uno studio socio-politico, culturale e antropologico – spiega Toscani – fotografiamo la morfologia degli esseri umani, per vedere come siamo fatti, che faccia abbiamo, per capire le differenze. Prendiamo impronte somatiche e catturiamo i volti dell'umanità»
Toscani, oltre a inaugurare l’esposizione, sarà anche il principale speaker di un workshop davvero unico per qualità degli interventi dal titolo Il mestiere dell’arte. Tre giornate di studio che nel corso del mese di ottobre (il 7, il 14 e il 20) vedranno alternarsi importanti professionalità pronte a raccontare nei minimi dettagli il sistema dell’arte italiano. Oltre a Toscani, ci saranno Sergio Gaddi, il “volto dell’arte” di La Vita in Diretta su Rai Uno; il Direttore di Palazzo Reale di Milano Domenico Piraina; l’editrice Paola Gribaudo; il presidente di LOOP (azienda leader in Italia per technology, interaction design e art experience) Claudio Mazzanti; il produttore di eventi Gianni Filippini; il curatore del settore arte di Rolling Stone Magazine Nicolas Ballario; la direttrice di mostre Francesca Silvestri, coordinatrice dell’ufficio estero di Arthemisia Group, la più importante azienda italiana per la produzione di mostre d’arte. E sarà proprio Arthemisia Group a organizzare mostra e workshop, entrambi promossi e prodotti dalla Camera di Commercio di Vibo Valentia.


26.10.2016 # 4684

Daria La Ragione // 0 comments

HALIDA BOUGHRIET, Pandora's Box

a Milano fino al 11 dicembre 2016

Dal 20 ottobre all’11 dicembre 2016, la galleria Officine dell’Immagine di Milano ospita la prima personale italiana dell’artista franco-algerina Halida Boughriet (Lens, 1980), fra le più talentuose voci dell’emergente panorama artistico.
Curata da Silvia Cirelli, la mostra Pandora’s Box raccoglie 15 opere dell’artista mai esposte in Italia, nel tentativo di esplorare la grande versatilità di una giovane interprete che continua a sorprendere con un’estetica ricercata e incisiva, profondamente attenta alle difficili dinamiche dell’universo interiore.
 
Nota a livello internazionale per esposizioni al Centre Pompidou o all’Institut du Monde Arabe di Parigi, Halida Boughriet ama confrontarsi con tematiche legate a problemi socioculturali, identitari, comportamentali e geopolitici che interessano non solo la realtà africana – a cui è strettamente legata – ma che riguardano in generale la storia culturale attuale, segnata oggi, più che mai, da scompensi derivanti il senso di sradicamento, l’incomunicabilità fra le persone e il bisogno di “appartenere”.
Partendo dall’utilizzo del corpo come fondamentale veicolo espressivo, l’artista si distingue per una netta predilezione di specifici linguaggi che fanno della performance il proprio punto focale. Riprodotte con serie fotografiche, o semplicemente documentate su supporto video, le azioni performative presenti nelle sue opere – e di cui a volte è protagonista anche la stessa Boughriet – catturano secondo l’artista l’autentico potere delle ambiguità emozionali. In un equilibrio precario che miscela bellezza e sofferenza, evasione e costrizione, questa giovane interprete smaschera le tensioni dei comportamenti umani, rivelandone le sotterranee fragilità.
 
Nucleo centrale del percorso espositivo è la serie fotografica Pandore(2014), alla quale si ispira anche il titolo della mostra. Eleganti interni d’ispirazione fiamminga, riproposti però in chiave contemporanea, svelano inverosimili mise en scène che hanno come protagonisti un gruppo di ragazzini dei sobborghi parigini. Il netto contrasto fra l’immacolata ricercatezza dell’ambientazione e l’estraneità dei suoi ospiti viene ulteriormente accentuato dalle innaturali pose di quest’ultimi, chiaramente e forzatamente inseriti in un contesto che non appartiene loro.
La minuziosa attenzione per i dettagli scenici torna anche nella serie Corps de Masse (2013-2014), ambientata nelle incantevoli sale del Museo d’Arte e di Storia di Saint-Denis, Francia. I corpi dei personaggi degli scatti, illuminati da una poetica e intima luce naturale che ne custodisce il lirismo, si muovono lentamente per poi unirsi in armoniose pose che riprendono i soggetti dei quadri esposti nella collezione del Museo.
Temi come la memoria culturale e l’importanza della coesione fra le persone rimangono nuovamente centrali nel recente progetto Réflexion(s) del 2016, che rilegge la teoria del filosofo Leibniz per la quale si considera la realtà come una miscela di percezioni – e riflessioni, appunto – che devono fondersi insieme per un’armonia universale. In questa prospettiva, con Reflexion(s) l’artista propone l’utilizzo dello specchio per far partecipare l’osservatore alla proiezione di cui “l’altro” è protagonista: ciò che infatti vede lo spettatore non è che il riflesso di quanto viene contemplato dal soggetto della fotografia.
La mostra prosegue poi con il video Autoportrait, in cui gli occhi della stessa Boughriet diventano letteralmente lo specchio di dolorosi ricordi collettivi che lasciano scorrere quasi incessantemente immagini di guerra, di distruzione e sofferenza, senza mai riuscire a placarsi. Il corpo dell’artista dà “voce” a un tormento inconfessato anche nella toccante serie Cri silencieux (2016) dove il potere del suo grido silenzioso, nel centro della Piazza dei Martiri di Beirut, spinge la narrazione a un livello percettivo in forte tensione, capace di rendere palpabile l’emozione umana.


14.10.2016 # 4681

Daria La Ragione // 0 comments

Officina Reporter

a Napoli fino al 30 ottobre 2016

A partire da sabato 15 ottobre 2016 Villa Pignatelli Casa della fotografia ospita il progetto Officina Reporter.


Villa Pignatelli diviene avamposto di un focus che si apre sulla fotografia a 360 gradi con una fitta serie di appuntamenti: mostre, proiezioni di video, conversazioni sulla fotografia, incontri con e tra fotografi. 


Le esposizioni allestite nelle sale al primo piano del museo rispondono a diversi intenti: la prima Uno sguardo sensibile ai Sali d’argento e Fine Art vuole essere un


Omaggio a Gabriella Mercadini - Il movimento femminista

Isabella Balena - La donna nei teatri di guerra

Guido Giannini - La fotografia. Una collaborazione ideale

Fabio Donato – Grand Tour dell'arte in Campania


Segue la mostra #Lageografiaalcentro - già presentata presso il complesso di Santa Sofia a Salerno, che coinvolge dodici autori di fama internazionale. Questi hanno esplorato e indagato diverse porzioni del pianeta, le sue zone calde, le sue frontiere, i suoi drammi. Ognuno con il suo stile, ognuno con il suo alfabeto visivo, i loro scatti assumono un corpus organico all'interno della mostra che è così in grado di spaziare di continente in continente per offrirci una visione unitaria, seppur variegata, del mondo:

The DustyPath di Massimo Berruti, Sulla Terra chiamata Palestina di Francesco Cito, L'Israele ultraortodossa di Eduardo Castaldo, Delhirium di Andrea de Franciscis, Cent’anni di solitudine di Fausto Giaccone, Egitto di Alex Majoli, Iran di Pietro Masturzo, New York di Lina Pallotta, Il conflitto civile in Sierra Leone di Ugo Panella, From thre to here di Giulio Piscitelli, L’exile et le Royaume di Ivo Saglietti, Di confini non ne ho mai visto uno di Roberto Salomone. 


Uno scatto per Villa Pignatelli costituisce la terza esposizione che presenta un lavoro fotografico site-specific,

a cura di Fabio Donato, 

realizzato dagli allievi del corso di Fotografia dell'Accademia di Belle Arti di Napoli: Simona Vergara, Andreina Balbi, Giuseppe Armellino, Rosario Totano, Chiara Giandomenico, Fiora Piscopo, Nicolina Zeoli, Marta Cannavacciuolo, Tecla Bianco, Barbara Nespolino, Alessandra Cardone.


Si continua con #OfficineEducative a cura di Aporema o.n.l.u.s. L'obiettivo del percorso è quello di costituire un momento di avvicinamento dei giovani al pensiero fotografico come linguaggio estetico–critico.#Opereibride, nate dal lavoro tra operatori artistici e studenti delle diverse scuole della regione, patrimonio del territorio e motore per lo sviluppo di azioni di tutela, valorizzazione ed attrazione culturale.

Artists at work: 

Andrea Bove - ISSIS Anania De Luca – Avellino

Domenico Mennillo - Lice Virgilio - Benevento

Marco Rossetti - Istituto Mattei - Caserta

Daniela Politelli- Liceo SS Apostoli - Napoli

Guido D'Apuzzo - Liceo Artistico A. Sabatini - F. Menna –Salerno


E’ prevista, infine, una Videoproiezione dei 43 progetti individuali frutto dei 12 Laboratori Officina Reporter. Uno sguardo sulla nostra regione, sulla nostra città, sui luoghi a noi familiari, attraverso la messa a fuoco di dodici laboratori fotografici. Un confronto tra dodici fotografi affermati e quarantatrè giovani allievi che, nel corso di un anno hanno lavorato assieme a questa prima edizione di Officina Reporter


I fotografi tutor sono: Cesare Accetta, Adelaide Di Nunzio, Salvatore Esposito, Flaviana Frascogna, Raffaela Mariniello, Luciano Pedicini, Stefano Renna, Luciano Romano, Toty Ruggieri, Ugo Pons Salabelle, Salvatore Scialò, Mario Spada. 


I fotografi: Raffaele Adamo, Giorgio Bruno, Salvatore Bolognino, Emanuela Borrelli, Vincenzo Borrelli, MariannaCanciani, Beatrice Capone, Simone Cargnoni, Florian Castiglione, Giorgia Cottone, Maria Eleonora, Covino, Francesca De Caro, Alessia Della Ragione, Roberta De Maddi, Marina Di Simone, Michela, Fabbrocino, Annarita Ferrara, Gaetano Fisicaro, Alessandro Gattuso, Carmine Hanno, Valentina LaRocca, Giovanni Marotta, Claudio Menna, Laura Micciarelli, Roberta Minichini, Marianna Monteleone,Valentina Mattiacci, Maria Palmieri, Salvatore Pastore, Enzo Pinelli, Ugo Punzolo, Carlo Rainone, Ilaria Sagaria, Giuseppe Santillo, Rosa Sanzone, Stefano Santos, Andrea Sarno, Maria Raffaela Scalfati, Giovanni Scarpati, Dario Striano, Luisa Terminiello, Guglielmo Verrienti, Ilaria Zito.


Videoproiezione La terra dei fuochi di Mauro Pagnano.



14.10.2016 # 4680

Daria La Ragione // 0 comments

FEDERICO SENECA. Segno e forma nella pubblicità

a chiasso fino al 22 gennaio 2107

La mostra celebra, a quarant’anni dalla sua scomparsa, Federico Seneca (1891–1976), uno dei protagonisti della grafica pubblicitaria del Novecento, attraverso manifesti, locandine, insegne, logotipi, cartoline, calendari, scatole in latta e cartone e nove splendidi bozzetti scultorei in gesso mai esposti.

Tra i suoi lavori più conosciuti, la pubblicità dei “Baci” Perugina e l’ideazione dei “cartigli”, ovvero i bigliettini che ancor oggi accompagnano i famosi cioccolatini.

Inaugurazione: sabato 8 ottobre 2016, ore 17.30

Da domenica 9 ottobre 2016 a domenica 22 gennaio 2017, il m.a.x. museo di Chiasso (Svizzera) ospita una mostra dedicata all’opera creativa di Federico Seneca (1891–1976), uno dei maestri della grafica pubblicitaria del Novecento.
L’esposizione è parte della stagione espositiva 2016–2017 del museo svizzero, che si declina nel nome della “creatività”.


Le donne in costume da bagno, gli innamorati che si tengono per mano reggendo una scatola di cioccolatini, i cuochi panciuti, i cigni che sbirciano nelle lavatrici, il gatto selvatico con la coda che prende fuoco sono solo alcuni dei personaggi e degli animali che animano le pubblicità di Federico Seneca e che traducono un mondo dinamico, colorato e in fermento.


Al m.a.x. museo viene presentato un patrimonio visivo di grande piacevolezza con réclames che hanno caratterizzato l’immaginario visivo di un’epoca, come pure manifesti, locandine, grafiche pubblicitarie, insegne, logotipi, cartoline, calendari, scatole in latta e cartone e nove splendidi bozzetti scultorei in gesso mai esposti, che fungevano da base per lo studio figurativo dei manifesti di Seneca.

L’esposizione – curata da Marta Mazza, direttore del Museo nazionale Collezione Salce di Treviso (Polo Museale del Veneto), e Nicoletta Ossanna Cavadini, direttrice del m.a.x. museo e di Spazio Officina di Chiasso – s’inserisce nel filone promosso dal m.a.x. museo della “grafica d’impresa” dei maestri del XX secolo, e racconta per la prima volta l’intero percorso creativo di Federico Seneca, dal liberty a una visione futurista all’art déco, per giungere, dal dopoguerra in poi, alla modernità con la sintesi delle forme.



30.09.2016 # 4674

Daria La Ragione // 0 comments

Eduard Hopper

a Roma fino al 12 febbraio 2017

È stato lo stesso Edward Hopper (1882-1967) – il più popolare e noto artisti americano del XX secolo – uomo schivo e taciturno, amante degli orizzonti di mare e della luce chiara del suo grande studio, a chiarire la sua poetica: “Se potessi dirlo a parole, non ci sarebbe alcun motivo per dipingere”.


La mostra Edward Hopper che apre dal 1 ottobre 2016 al 12 febbraio 2017 al Complesso del Vittoriano – Ala Brasini, realizzata sotto l’egida dell’Istituto per la Storia del Risorgimento , in collaborazione con l’Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali , prodotta e organizzata da Arthemisia Groupin collaborazione con il Whitney Museum of American Art di New York, darà conto dell’intero arco temporale della produzione del celebre artista americano.

Dagli acquerelli parigini ai paesaggi e scorci cittadini degli anni ‘50 e ’60, l’esposizione curata da Barbara Haskell – curatrice di dipinti e sculture del Whitney Museum of American Art – in collaborazione con Luca Beatrice, attraverso più di 60 opere, tra cui celebri capolavori come South Carolina Morning (1955), Second Story Sunlight (1960), New York Interior (1921),Le Bistro or The Wine Shop (1909), Summer Interior (1909), interessantissimi studi (come lo studio per Girlie Show del 1941) celebra la mano di Hopper, superbo disegnatore: un percorso che attraversa la sua produzione e tutte le tecniche di un artista considerato oggi un grande classico della pittura del Novecento.


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