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Blog // Pagina 16 di 17
20.05.2013 # 3061

Daria La Ragione // 0 comments

Fermiamo la pubblicità sessista #adci

blog di Daria La Ragione

Non è un'iniziativa di area femminista, non viene dalla società civile, dalla rete e da quegli ambienti reali e virtuali da cui oggi sembra debbano partire tutte le iniziative degne di un minimo di attenzione. Questa nasce dove meno te lo aspetti: dall'Art Directors Club italiano, porta la firma di due giovani creativi - Lara Rodriguez e Giorgio Fresi (Tbwa) - vincitori del brief per la sezione stampa dei 'Giovani Leoni', una manifestazione per giovani creativi organizzata da Sipra.



Sul blog dell'ADCI il presidente, Massimo Guastini, racconta la storia che è a monte di questa iniziativa, il cui obiettivo è promuovere l'adesione a  una petizione rivolta al ministro per le Pari Opportunità, Josefa Idem, che mira a ottenere «che le indicazioni europee vengano recepite e tradotte in indirizzi chiari e in poche norme semplici e vincolanti», con riferimento alla Risoluzione Europea del 3 settembre 2008.


Il concept della campagna è semplice e gioca sullo stereotipo della donna che vive e lavora nel focolare domestico, stereotipo che contrasta con una realtà in cui le laureate sono in numero maggiore dei laureati, e sono quelle che ottengono i migliori risultati accademici.

«A quante figure carismatiche, possibili premier, premi nobel, imprenditrici, artisti, stiamo rinunciando, tarpando loro le ali, senza esserne consapevoli? Siamo certi che sia conveniente, per un paese a terra, accontentarsi di un solo motore quando per decollare ce ne servirebbero due?»


A me ha fatto pensare a  "la sorella di Shakespearecosì come l'immaginò Virginia Woolf in una splendida conferenza rivolta a giovani donne: come un talento soffocato dalla circostanze, come una poetessa mai venuta alla luce, la cui opera ci sarebbe stata negata da un mondo in cui le donne non avevano altri spazi oltre a quello domestico.

In un paese in cui «l’80% degli individui si forma un’opinione sulla base di quello che trasmette la televisione» questa iniziativa dell'ADCI ha due meriti: il primo, quello di sforzarsi di portare avanti un discorso importante sui diritti di cui non gode, almeno non in misura degna, il 50% della popolazione italiana, il secondo di non liquidare la questione del rapporto tra media/pubblicità/società con la solita scrollata di spalle. È significativo che proprio dall'associazione che riunisce i migliori pubblicitari italiani venga questo appello a fermare la pubblicità sessista, e dunque il riconoscimento della sua esistenza: è un'iniziativa che fa bene alla pubblicità e fa bene alla società.

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02.04.2013 # 2994

Daria La Ragione // 0 comments

Effetto Toscani

quando l'inciampo fa gioco

A settembre 2012 sul sito del corriere della sera si potevano vedere questo banner e leggere questo articolo contemporaneamente. Cosa che di certo non avrà fatto la gioia dell’inserzionista – una rivista di culto per gli amanti della culinaria – ma che ha invece suscitato l’ilarità di molti, inclusa la sottoscritta, che apprezza sempre l’ironia del caso.






Capita: si pianifica una media strategy con cura e attenzione e poi il destino ti fa uno scherzo. Sei lì che promuovi un importante torneo di ciclismo e sulla pagina di fianco spicca la lista degli ultimi arresti per doping. Stai offrendo un volo a prezzi eccezionali e cinque centimetri più sotto si parla di un quasi disastro aereo sventato all’ultimo momento.
Sono cose imprevedibili, c’è poco da recriminare.

Altre volte invece capita di lavorare a una campagna scrupolosamente, di curarla nei dettagli, di analizzarla da ogni punto di vista, o almeno così si crede. Perché spesso i nostri punti di vista sono un po’ limitati, soprattutto quando lavoriamo a qualcosa che sentiamo ‘nostro’, come può capitare con le idee.

Così, un annuncio stampa che voleva richiamare in tono ironico le serie televisive alla C.S.I. si trova al centro di una bufera.

L’annuncio incriminato vede un uomo seduto sul bordo di un letto, con uno degli strofinacci pubblicizzati, dietro di lui un corpo femminile, il claim recita «elimina tutte le tracce». Risultato: una lista di proteste infinita per aver sfruttato uno tra i temi più sentiti del momento, il femminicidio.

Il tema è serissimo e, in Italia, l’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria dice chiaramente che le pubblicità hanno l’obbligo di non offendere la sensibilità di nessuno.  Quindi non si discute sulla sensibilità di chi si è sentito colpito.
Tuttavia, a me è sembrato un grosso caso di ingenuità molto più che di malafede.
In primo luogo: si tratta di una campagna multisoggetto, in cui c’è anche una protagonista femminile, nella stessa identica situazione e questo, mi pare, assolve dalle accuse di sessismo che pure erano state rivolte alla campagna. D’altra parte anche le vittime sono sia una donna sia un uomo.


Poco importano però i ragionamenti a posteriori.

La sensazione è che non ci si sia resi conto di andare a toccare un nervo scoperto, in un paese dove le donne muoiono uccise da uomini cui sono legate a un ritmo da far pensare a un bilancio di guerra. Sarebbe bastato che qualcuno, in agenzia, avesse avuto un dubbio: ma vuoi vedere che questa campagna si può leggere anche da una prospettiva diversa dalla nostra? Vuoi vedere che rischiamo un gaffe grande come un grattacielo?

Da un punto di vista creativo, poi, ci si potrebbe anche chiedere se si tratti o meno di una bella campagna, di una campagna valida, di una di quelle che, se non ci fosse stato questo grand trambusto, qualcuno avrebbe poi ricordato. Io propenderei per il no, ma non conta, perché quello che è certo è che l’azienda, che pure si è scusata ufficialmente e ha deciso (ma ci aveva già pensato lo I.A.P.) di ritirare la campagna, ha goduto di quello si potrebbe definire l’effetto Toscani: come molti degli annunci creati dal fotografo per la famosa azienda di abbigliamento,  anche questo ha avuto un’eco e una risonanza non grazie all’idea in sé, ma grazie allo scalpore che ha suscitato.
Alle spalle mancava però la brand awarness dell’azienda di abbigliamento e solo il tempo ci dirà se qualcuno ricorderà il nome di questi strofinacci o sarà l’ennesimo “Buonaseeeeera” della pubblicità italiana.

25.03.2013 # 2989

Daria La Ragione // 0 comments

Carneade! Chi era costui?

23 marzo 2013

A cosa serve la retorica? Ad annoiare gli studenti di liceo, certo, non c’è dubbio; ma si tratta solo di un vantaggio secondario o di un danno collaterale, (a seconda dei punti di vista).

Il primo scopo dell’ars retorica è costruire un discorso che sia in grado di convincere qualcuno a fare qualcosa: votare per un candidato, prosciogliere o condannare un imputato e oggi, inevitabilmente, acquistare una bibita o un’automobile.

In altre parole: l’arte oratoria ha uno scopo preciso che è la persuasione, e strumenti per raggiungerlo, cioè le strutture di un discorso che, se organizzate in modo accurato, possono rendere convincente – così sostenevano quei mattacchioni dei sofisti – perfino un discorso falso.

Nella cassetta degli attrezzi del bravo oratore non possono mancare le figure retoriche, che sarebbero gli effetti speciali di un discorso: non fanno la sostanza, ma la presentano al top.

La pubblicità fa grande uso delle figure retoriche, ma del resto tutti quanti ne facciamo un uso inconsapevole nella vita quotidiana: quando diciamo è una catastrofe per una cosa che chiaramente non lo è usiamo un’iperbole, lo stesso vale per sei una lumaca a qualcuno che non si trascina la casa sulla schiena, in questo caso abbiamo usato una metafora, se invece abbiamo abbassato il livello delle nostre frequentazioni potrebbe capitarci di chiamare ferro una pistola, infine potremmo dire che abbiamo ormai trenta primavera e staremmo usando una sineddoche.

Questa campagna della Land Rover utilizza una metonimia, una di quelle figure che sono più facili a usarsi che a spiegarsi. Di definizioni ce ne sono tante, questa è quella di Cicerone : «chiamo metonimie quelle in cui per una cosa al posto di un vocabolo proprio se ne sostituisce un altro che abbia il medesimo significato».
O per dirla in modo più semplice: l’auto viene indicata non con la sua immagine fotografica, ma con le guide dei viaggi avventurosi, alla scoperta di mondi nuovi e inesplorati che si possono fare alla guida di una Land Rover.

Se Land Rover = Avventura

e

Guide Turistiche di Posti Lontani = Avventura,

allora per la proprietà transitiva

Land Rover = Guide Turistiche di Posti Lontani.

 

Allora: vi è venuta voglia di partire, di comprare un auto o di studiare retorica?


P.S. Carneade era un filosofo e oratore greco morto ad Atene nel 129 a.C., citato da Don Abbondio nei Promessi Sposi e non particolarmente famoso; per cui quando si dice di qualcuno che è un carneade per dire che è un perfetto sconosciuto si sta usando un’altra figura retorica, l’antonomasia!

11.03.2013 # 2950

Paolo Falasconi // 0 comments

Il manuale originale del NYCTA di Massimo Vignelli

Una edizione originale fotografata interamente e messa online a disposizione di tutti.

Niko Skourtis, Jesse Reed e Hamish Smyth sono gli autori del micro-sito dal quale è possibile sfogliare il manuale del New York City Transit Authority, progettato da Massimo Vignelli per Unimark International nel 1970.
Vale la pena dare uno sguardo al sito poichè il manuale di cui parliamo è stato ritrovato recentemente, praticamente intatto e in ottime condizioni, in un vecchio armadietto sotto una pila di tute da ginnastica. 
Gli autori lo hanno fotografato pagina per pagina e messo online in modo che tutti possano condividere questo piccolo capolavoro del graphic design, ancora attualissimo.
Ricordiamo che Massimo Vignelli è uno dei maggiori esponenti del Graphic Design internazionale, ed è stato il fondatore con Bob Noorda, James Fogelman, Wally Gutches e Larry Kleine di Unimark International, con sedi sparse in tutto il mondo e clienti di altissimo livello, come la American Airlines, la cui immagine aziendale, anch'essa progettata da Vignelli, è stata utilizzata ininterrottamente dal 1957, anno della sua edizione, fino al 2012.

10.03.2013 # 2949

Daria La Ragione // 0 comments

E vissero per sempre

felici, contenti e virtuali

Qualche anno fa fece notizia un divorzio reale scatenato da un tradimento virtuale, il luogo del delitto era Second Life e la signora tradita mal digerì la rivale telematica, al punto da decidere per una separazione a tutti gli effetti. Era un caso 'segnale', uno di quelli che ti mettono sull'avviso e ti dicono che qualcosa sta cambiando. Quello era un episodio di vita sul web che impattava su quella in carne e ossa e a questo ne seguirono molti altri.


Quello che invece accadrà a giorni è un esempio di come la vita virtuale sembra essere diventata il prolungamento di quella reale, al punto che forse comincia a trasformarsi anche l'idea di una vita eterna.


Si vede che a qualcuno proprio non andava giù l'idea della morte come grande silenzio, soprattutto se si tratta di e-silence, di assenza dal mondo 2.0 in cui molti si dilettano nell'arte di costruire un'identità virtuale, poco importa se aderisce a quella reale oppure no. Per tutti coloro che proprio non vogliono pensare a un mondo social in cui non saranno più presenti dopo la morte (quella vera), ecco spuntare un app dedicata: si chiama _liveson, verrà lanciata a giorni e si occuperà di creare un alterego virtuale che continuerà a tweettare con il vostro account anche dopo la dipartita dal mondo dei vivi.

Come sceglierà cosa dire? Imparerà, fintanto che siete in grado di insegnare, cosa vi piace, cosa vi interessa, potrete correggerlo e, tanto per andare sul sicuro, potete nominare una sorta di 'esecutore testamentario', che potrà decidere, per esempio, di chiudere l'account o di eliminare tweet che non sarebbero in linea con le vostre (ultime) volontà.

Singolare il claim: «When your heart stops beating, you'll keep tweeting» (quando il tuo cuore smette di battere, continuer a tweettare. Ma in inglese suona meno macabro).

La vita è così: quando pensi di averle viste tutte...

18.02.2013 # 2928

Paolo Falasconi // 0 comments

What's up - news dal mondo della comunicazione

Le novità nelle sezioni Concorsi, Libri e Mostre

Ilas è lieta di offrirti novità in pillole: una playlist di informazioni utili per tenersi aggiornati su cosa bolle in pentola, una selezione di concorsi, libri e mostre appena pubblicati sul sito.


Qualunque sia il tuo lavoro o la tua passione, se vuoi metterti in gioco nulla è meglio un concorso: sul sito ne trovi molti altri, dedicatio alla grafica, alla fotografia, alla scrittura e al design

EXAREA 2013

scadenza 27 maggio 2013

L’Associazione Culturale Feudo Ron Alfrè ( non profit), di Bellizzi (SA) organizza la terza edizione di EXAREA, concorso fotografico sul tema dell’archeologia industriale e delle aree dismesse.
La fase finale del concorso e l’esposizione delle opere selezionate si svolgerà nel mese di giugno 2013. [leggi]


AMITIE

scadenza 1 marzo 2013

Sviluppo globale, migrazione e diritti umani sono questioni fortemente interconnesse.
Per accrescere la consapevolezza dell'interrelazione di queste tematiche all’interno di istituzioni, ONG e tra i cittadini è stato creato il progetto AMITIE – Awareness on Migration, Development and Human Rights through local partnerships – progetto finanziato dall’Unione Europea. [leggi]


Se ti piace essere informato, conoscere nuovi punti di vista, imparare cose nuove, la sezione libri è quella che fa per te: dal marketing alla fotografia, dal design al lettering, non ci facciamo mancare nulla
, non farlo neanche tu.

LE ANIME DEL COMMERCIO

Ferdinando Fasce

La pubblicità ha una storia affascinante di manifesti, cartelloni, annunci sui giornali, spot televisivi, messaggi su internet. Una storia che ha contrassegnato gli Stati Uniti del Novecento, dall’età dei commessi viaggiatori e degli imbonitori da fiere a quella del consumo diffuso, dei mass media, delle agenzie pubblicitarie.  [leggi]

LA PERSUASIONE PUBBLICITARIA
Antonio Chirumbolo, Claudia Di Lorenzi
Attraverso quali percorsi agisce la persuasione? Quali processi psicologici sono implicati? La pubblicità subliminale è davvero efficace? È possibile convincere le persone a fare ciò che non vogliono senza che ne siano consapevoli? Quali sono i fattori che influenzano l’effetto degli stimoli subliminali? [leggi]

Siamo di quelli che hanno sempre bisogno di stimoli, che amano la bellezza e non si stancano di cercarla intorno a sé: se sei come noi, la sezione mostre è quella che fa per te, la curiamo con un'attenzione speciale e si vede.

BOB DYLAN - The New Orleans Series
a Milano fino al 10 marzo 2013
Palazzo Reale ospita la prima mostra in Italia dei dipinti di Bob Dylan, esponendo nelle stanze dell’Appartamento di Riserva la serie più recente delle creazioni dylaniane, New Orleans Series, realizzata dall’artista tra il 2008 e il 2011. La mostra, promossa e prodotta dal Comune di Milano Cultura Moda Design e da Palazzo Reale, è curata da Francesco Bonami. [leggi]

ASTRATTO & CONCRETO
a Roma fino al 9 marzo 2013
Se da un punto di vista grammaticale non è sempre facile distinguere il concreto dall’astratto, visto il diverso significato di certi vocaboli della lingua italiana (si pensi ad esempio al concetto del termine capace per un recipiente e capace per una persona), ancora più sottile è la differenza tra l’astrattismo e l’arte concreta. [leggi]



14.02.2013 # 2922

Ilas Web Editor // 0 comments

Come ti accoppio il font alla grafica

Da FontShop, un ebook gratuito per imparare a conoscere e utilizzare i font nella grafica

Non è sempre facile far digerire argomenti tecnici a chi vive di creatività. Ci provano quelli di FontShop che attraverso un ebook gratuito sono riusciti a rendere interessante cose come la crenatura, l'apice e il pedice! 

Il libro di 50 pagine, suddiviso in quattro capitoli corposi, è molto più che una guida tecnica, poichè ci porta a comprendere come scegliere il font più adatto in funzione del progetto grafico, come accoppiare grafica e font insomma, in un perfetto manuale dell'amore tipografico.

Invitiamo a leggerlo, ve ne innamorerete, e diventerà il vostro migliore compagno di lavoro. 

Via | Bloggokin

13.02.2013 # 2921

Ilas Web Editor // 0 comments

Stufi della crisi? Torna il cibo strong

La nuova campagna per Lurpak firmata Wieden + Kennedy

La crisi internazionale ha toccato, seppure in modo diverso, quasi tutto l'occidente: Europa e Stati Uniti fanno i conti con scelte politiche ed economiche che sembrano parlare ad una sola voce: il refrain è sempre "ridurre, risparmiare, semplificare".
Messe da parte le armi di conquista del marketing più aggressivo, quello cioè del prodotto invincibile che batte tutti i concorrenti e spodestato il cibo ancora più ricco, si è preferito per molto tempo dirottare le navi della comunicazione pubblicitaria verso porti tranquilli dove la natura con i suoni rilassanti rassicura e ci riporta ad una dimensione più umana e meno contraffatta: i prodotti sono semplici, niente bottiglie complicate e solo ottimo detersivo, biscotti direttamente dalla pancia del mulino, la sana tradizione delle cose buone e genuine. 

Logico quindi cogliere il nuovo vento che arriva da oltremanica, che sembra intercettare non soltanto un diverso sentire, ma più probabilmente un diverso pensare le strategie di marketing nel prossimo futuro. 

Finito il tempo del sano brodino di pollo? Chi può dirlo. Quel che è certo è che questa comunicazione per LURPAK firmata W+K Wieden+Kennedy Londra sovverte tutto quanto visto finora, e imbracciate le armi del cibo strong, senza mezzi termini guida la battaglia del popolo che libero di dichiarare i propri desideri più nascosti senza più imbarazzo, accoglie finalmente a braccia aperte i "macaroni and cheese, il cottage pie e il bread and butter pudding" vere e proprie conquiste dell'umanità godereccia. Siamo stufi delle rinunce, non abbiamo combattuto per vivere di poco, ma per goderci il meglio, al massimo. Fuoco alle fiamme (dei fornelli), dunque e via alla battaglia: si cucina e questa volta si fa sul serio, "Il buon cibo merita Lurpak".


Guarda lo spot su youTube

30.10.2012 # 2726

Daria La Ragione // 0 comments

PROSPETTIVE DI FUTURO. Merano 1945-1965

a Merano fino al 6 gennaio 2013

Merano Arte, per la cura del Professor Markus Neuwirth dell'Istituto di Storia dell'Arte dell'Università di Innsbruck e di Ursula Schnitzer di Merano Arte, con il contributo dello storico meranese Tiziano Rosani, presenta dal 29 settembre 2012 al 13 gennaio 2013 “Prospettive di futuro. Merano 1945-1965”, una mostra che ritrarrà il panorama artistico e culturale della città nel ventennio tra il 1945 e il 1965.
 
I due decenni successivi alla conclusione del secondo conflitto mondiale segnano uno dei periodi più ricchi di tensioni e contrasti della storia della città di Merano. Da una parte un sentire nuovo e d'avanguardia, dall'altra una certa malinconia per il tempo perduto, hanno condizionato fortemente molti ambiti della vita cittadina. Merano era stata città lazzaretto per reduci di entrambi i fronti, e questo suo ruolo l'aveva risparmiata dai feroci bombardamenti. Si poteva quindi ricostruire partendo da condizioni più favorevoli. Tuttavia non fu un inizio privo di ostacoli: la posizione internazionale a lungo dibattuta dell'Alto Adige, e della stessa vicina Austria fino al 1955, non ebbero influenze di poco conto e le tensioni che ne scaturirono culminarono nell'esplosione del terrorismo di cui la notte dei fuochi del 1961 fu il culmine e segnò un nuovo punto di svolta.
Il periodo in esame, in particolare la seconda metà degli anni Cinquanta e la prima degli anni Sessanta, si è contraddistinto altresì per un impressionante fervore culturale, che ha visto la realizzazione di una serie di mostre di notevole rilevanza (Picasso, Pollock, Ernst per citarne solo alcune), organizzate e sostenute con lungimiranza dall'allora direzione dell'Azienda di Soggiorno. L'attenzione dell'ente turistico alla creazione di un'immagine di Merano imperniata sulla cultura ha portato nella città termale artisti e intellettuali di fama internazionale (da Peggy Guggenheim a Ezra Pound), che hanno creato i presupposti di scambio e confronto con la realtà locale e posto le basi per una rottura con gli stilemi più accademici e tradizionali.


30.10.2012 # 2720

Daria La Ragione // 0 comments

MAXIM KANTOR. Vulcano

a Milano fino al 9 dicembre 2012

Dal 26 ottobre 2012 la Fondazione Stelline di Milano, in collaborazione con il Museo di Stato Russo di San Pietroburgo, presenta per la prima volta in Italia in maniera completa ed esaustiva l’opera di Maxim Kantor, pittore e scrittore di origine russa.
Il cuore dell’esposizione, a cura di Alexandr Borovsky e Cristina Barbano, è il portfolio Vulcanus. Atlas realizzato nel 2010, a cui fanno da cornice un nucleo di dipinti degli ultimi anni e alcuni esempi rappresentavi dell’intera attività pittorica di Kantor (1980-2012). Una piccola sezione sarà dedicata alla sua attività di scrittore.
 
L’opera di Maxim Kantor è conosciuta in Italia, dove l’artista ha esposto in tre precedenti occasioni. Nel 1988 presso Studio Marconi Milano, all’interno della mostra collettiva “Artisti Sovietici Contemporanei”; nel 1997 alla XLVII Biennale di Venezia, con la mostra “Criminal Chronicle”, a cui fu completamente dedicato il Padiglione Russo e nel 2005 alla Fondazione Querini Stampalia di Venezia.
Tuttavia le numerose mostre tenute dall’artista a partire dalla fine degli anni Ottanta in diverse città in Europa e negli Stati Uniti, oltre a quelle italiane appena citate, sono sempre state dedicate a un particolare periodo del suo lavoro o ad una singola serie grafica.
Questa mostra, che occuperà entrambe le Gallery della Fondazione Stelline, si differenzia invece dalle precedenti in quanto accosta al portfolio Vulcanus, realizzato nel 2010, un nucleo di sedici dipinti, alcuni di grandi dimensioni, rappresentativi dell’intera attività pittorica di Kantor (1980-2012). Una piccola sezione sarà dedicata alla sua attività di scrittore.
Maxim Kantor (Mosca 1957) è pittore, incisore e scrittore russo contemporaneo, figlio dell’intellettuale e filosofo Karl Kantor, scomparso nel 2008, con il quale ha sempre avuto un profondo rapporto di vicinanza, di scambio, di confronto. La sua produzione artistica si divide in tre periodi principali.


11.09.2012 # 2608

Ilas Web Editor // 0 comments

Free Resources: Stiff Staff Font


Da Fontfabric un nuovo originalissimo carattere digitale

Un nuovo font é disponibile su Fontfabric, in arrivo direttamente dalla Bulgaria per mano di un talentuoso designer. 

Appartiene alla categoria dei font decorativi, quindi da sfruttare al massimo per titoli, poster tipografici. Enjoy it!

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