Design Talks 2026: quando la grafica diventa cultura
Il 26 settembre il Romaeuropa Festival dedica una giornata al graphic design, all’illustrazione, alla tipografia e all’editoria indipendente.
LeggiPaolo Falasconi //
Design Talks 2026: quando la grafica diventa cultura
Il 26 settembre il Romaeuropa Festival dedica una giornata al graphic design, all’illustrazione, alla tipografia e all’editoria indipendente.
La grafica contemporanea non vive soltanto negli studi di progettazione, sulle copertine o nelle campagne pubblicitarie. Vive anche nei luoghi in cui designer, studenti, illustratori e pubblico possono incontrarsi, discutere e confrontare idee. È proprio questa dimensione collettiva a essere al centro dei Design Talks – Ultra REF, in programma il 26 settembre 2026 al Mattatoio di Roma all’interno del Romaeuropa Festival.
Curata da Stefano Cipolla e Studio Mistaker, con il coordinamento di David Aprea, la giornata nasce intorno a una domanda apparentemente semplice: che cosa significa oggi progettare un linguaggio visivo?
La risposta non passa da una sola disciplina. Il programma mette infatti insieme graphic design, illustrazione, tipografia, editoria indipendente, formazione, performance e sperimentazione.
La grafica oltre il progetto
Uno degli aspetti più interessanti dell’iniziativa è proprio il tentativo di superare l’idea della grafica come semplice strumento al servizio di un messaggio.
Un progetto grafico può certamente informare, vendere, orientare o identificare un prodotto. Ma può anche costruire una posizione culturale, raccontare un territorio, mettere in discussione un codice visivo oppure creare una comunità.
I Design Talks sembrano partire esattamente da questa consapevolezza: la comunicazione visiva non è soltanto ciò che vediamo, ma anche il modo attraverso cui una società decide di rappresentare se stessa.
È significativo, in questo senso, che accanto ai talk sia presente una vera e propria mostra mercato dedicata all’editoria indipendente. Fanzine, poster, pubblicazioni e progetti editoriali realizzati da studi, collettivi e piccoli editori riportano la grafica alla sua dimensione più concreta: quella dell’oggetto, della stampa, della carta e della relazione diretta con chi osserva.
Dalle scuole al mondo professionale
Una parte del programma particolarmente interessante per chi studia comunicazione visiva è Thesis Projects, dedicata ai progetti di tesi di studenti provenienti da IED, ISIA, NABA e RUFA.
È un passaggio importante perché mette in comunicazione due mondi che spesso vengono percepiti come separati: quello della formazione e quello professionale.
Una tesi di design non è soltanto la conclusione di un percorso accademico. Può diventare un’occasione per dimostrare un metodo, una capacità di ricerca e soprattutto una propria idea di progetto.
Per uno studente di graphic design questo aspetto è fondamentale. Il portfolio mostra ciò che si è capaci di fare; un progetto di ricerca racconta invece come si è arrivati a farlo.
La grafica come territorio condiviso
Il programma comprende inoltre incontri dedicati alla cultura visiva e momenti di confronto tra realtà differenti del panorama italiano. La stessa struttura della giornata suggerisce un’idea di graphic design lontana dalla figura del progettista isolato davanti allo schermo.
La grafica è sempre più un territorio di contaminazione. Design, illustrazione, fotografia, tipografia, motion design, editoria e tecnologia si sovrappongono continuamente.
È una trasformazione che riguarda anche il modo di lavorare. Oggi un progetto di comunicazione può nascere da una fotografia, trasformarsi in un’identità visiva, diventare una campagna social, generare un’animazione e finire dentro un’esperienza interattiva.
Il confine tra le discipline diventa quindi meno importante della capacità di costruire connessioni.
Perché parlarne in una scuola di design
Per chi sta imparando a progettare comunicazione visiva, eventi come questo hanno un valore che va oltre il programma delle singole conferenze.
La formazione di un designer non passa soltanto dai software e dalle tecniche. Passa dalla capacità di osservare ciò che accade intorno a noi, conoscere altri progettisti, comprendere linguaggi diversi e sviluppare una propria posizione.
La grafica, prima di essere un mestiere, è una forma di cultura visiva.
E forse è proprio questo il punto più interessante dei Design Talks: riportare il progetto grafico fuori dallo schermo e dentro una comunità fatta di persone, idee, oggetti, discussioni e immagini.
Perché progettare significa anche scegliere come guardare il presente. E ogni volta che scegliamo un carattere, una forma, una composizione o un’immagine, stiamo inevitabilmente raccontando qualcosa del mondo in cui viviamo.
INFO
Design Talks – Ultra REF
26 settembre 2026
Mattatoio, Roma
Ingresso gratuito fino a esaurimento posti.
Il programma comprende talk, workshop, incontri, performance e una mostra mercato dedicata all’editoria indipendente.





