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# 6667
Artecinema 2026: quando il progetto diventa racconto
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Artecinema 2026: quando il progetto diventa racconto

A Napoli il cinema documentario entra negli studi di artisti, architetti e designer per raccontare ciò che normalmente rimane fuori dall’opera finita

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Paolo Falasconi //

Artecinema 2026: quando il progetto diventa racconto

A Napoli il cinema documentario entra negli studi di artisti, architetti e designer per raccontare ciò che normalmente rimane fuori dall’opera finita

Quando guardiamo un’opera d’arte, un edificio, un oggetto o una fotografia, siamo abituati a vedere soprattutto il risultato. La forma conclusa, l’immagine definitiva, lo spazio ormai costruito. Tutto ciò che è avvenuto prima tende a scomparire.

Le prove, i dubbi, gli errori, le modifiche, le discussioni, i materiali abbandonati, le intuizioni improvvise. In altre parole, il processo.

È proprio questa parte meno visibile della creatività a diventare protagonista della 31ª edizione di Artecinema, il festival internazionale di film sull’arte contemporanea, sull’architettura e sul design che torna a Napoli dall’8 all’11 ottobre 2026. La manifestazione si apre l’8 ottobre al Teatro di San Carlo e prosegue dal 9 all’11 ottobre al Teatro Augusteo, con un programma di documentari organizzato nelle sezioni Arte e dintorni, Architettura e Design e Fotografia.

Ma il valore di un festival come Artecinema non sta soltanto nei nomi degli artisti o nella quantità dei film proposti. Sta nella possibilità di guardare il progetto prima che diventi opera.

 

L’opera finita nasconde quasi tutto

Un logo presentato su un manuale di identità sembra essere nato esattamente così.

Un edificio fotografato dopo la sua inaugurazione appare inevitabile, come se quella forma fosse stata l’unica possibile.

Un oggetto di design esposto in un museo non mostra le prove che lo hanno preceduto.

Una fotografia esposta in una galleria non racconta tutte quelle che il fotografo ha scattato prima di scegliere proprio quella.

È una caratteristica comune a molte discipline creative: il risultato tende a cancellare il percorso che lo ha prodotto.

Il documentario può fare esattamente il contrario.

Può riportare dentro l’opera il tempo necessario per costruirla.

 

Guardare il processo cambia il modo di guardare il risultato

Questa è forse la ragione per cui il documentario sull’arte può essere interessante anche per chi non è interessato soltanto all’arte.

Vedere un progettista lavorare significa scoprire che dietro una soluzione apparentemente semplice esistono spesso decine di decisioni.

Una forma viene modificata.

Un materiale viene sostituito.

Una proporzione viene corretta.

Un’immagine viene eliminata.

Un’idea che sembrava perfetta viene abbandonata.

Il progetto torna a essere una sequenza di possibilità, invece che un risultato già determinato.

Per chi studia design, questa è una prospettiva fondamentale. Uno dei rischi dell’apprendimento attraverso i social e le piattaforme visuali è infatti quello di incontrare quasi esclusivamente il risultato finale: il poster perfetto, il packaging fotografato perfettamente, il render impeccabile, il progetto presentato senza alcuna traccia del percorso.

Ma progettare non significa arrivare subito alla soluzione.

Significa attraversare possibilità diverse fino a riconoscere quella più adatta al problema.

 

L’errore come parte del progetto

Il processo creativo è raramente lineare.

Eppure quando guardiamo un progetto finito tendiamo a ricostruirlo mentalmente come se lo fosse stato: idea, sviluppo, risultato.

La realtà è quasi sempre più complicata.

Ci sono ripensamenti, intuizioni che arrivano tardi, soluzioni che sembrano funzionare e poi vengono abbandonate. Ci sono errori che diventano occasioni e occasioni che non portano da nessuna parte.

Il documentario ha la possibilità di mostrare proprio questa complessità.

Non necessariamente per celebrare l’errore, ma per restituire al progetto la sua dimensione temporale.

Un designer che osserva il lavoro di un altro progettista non dovrebbe chiedersi soltanto «come ha fatto?». Dovrebbe chiedersi anche «perché ha cambiato idea?».

La seconda domanda è spesso molto più interessante della prima.

 

Il progetto non è una formula

Nel mondo della comunicazione visiva esiste una forte tentazione di trasformare il lavoro creativo in una serie di formule.

Cinque regole per un logo efficace.

Dieci font da usare.

Le tendenze del packaging.

Il colore dell’anno.

Il layout che funziona.

Sono contenuti utili fino a un certo punto, ma rischiano di creare una convinzione pericolosa: che progettare significhi applicare correttamente una ricetta.

Guardare il processo di un artista, di un architetto o di un designer raccontato attraverso un documentario restituisce invece tutta l’incertezza del lavoro creativo.

Non esiste una formula universale.

Esistono problemi diversi, contesti diversi e persone diverse che cercano risposte.

 

Anche il tempo è uno strumento

C’è poi qualcosa che il documentario possiede e che un’immagine statica non può avere: il tempo.

Un’immagine ci permette di osservare una soluzione.

Un film può mostrarci come quella soluzione prende forma.

Possiamo vedere una mano che modifica un materiale, uno spazio che cambia, una parete che viene occupata, un modello che viene costruito, una fotografia che viene selezionata, un’idea che viene discussa.

Il tempo rende visibili le relazioni.

E questo è particolarmente interessante nel design, perché progettare significa spesso lavorare proprio sulle relazioni: tra forma e funzione, tra spazio e persona, tra immagine e testo, tra materia e uso.

Il documentario può trasformare queste relazioni in una narrazione.

 

Arte, architettura, design e fotografia

La struttura stessa di Artecinema è interessante proprio perché mette in dialogo discipline che spesso vengono raccontate separatamente.

Il programma comprende film dedicati all’arte contemporanea, all’architettura e al design e alla fotografia, creando una sorta di mappa trasversale della cultura visiva contemporanea. 

Per uno studente di grafica questo può essere particolarmente utile.

Guardare come ragiona un architetto può modificare il modo di pensare allo spazio in una pagina.

Osservare il processo di un fotografo può cambiare il modo di costruire una selezione di immagini.

Studiare il lavoro di un artista può aprire possibilità nella ricerca visiva.

Il design, infatti, non cresce soltanto guardando altro design.

Cresce anche mettendo in relazione discipline diverse.

 

Dal risultato al ragionamento

Forse la lezione più interessante che possiamo ricavare da una manifestazione come Artecinema riguarda proprio questo passaggio: dal risultato al ragionamento.

Guardare un’opera finita ci permette di giudicarne la forma.

Guardare il processo ci permette di capire le decisioni.

E per chi sta imparando a progettare, le decisioni sono spesso più importanti della forma finale.

Non perché il risultato non conti. Al contrario: conta moltissimo.

Ma comprendere come si arriva a quel risultato permette di sviluppare qualcosa che nessun tutorial può fornire completamente: la capacità di affrontare un problema nuovo senza avere già pronta la soluzione.

 

Imparare a guardare dietro l’immagine

Artecinema torna quindi a Napoli in un momento nel quale le immagini sono diventate sempre più numerose, immediate e facilmente riproducibili.

Proprio per questo può essere utile rallentare.

Entrare in una sala cinematografica e osservare per qualche decina di minuti qualcuno mentre pensa, prova, costruisce, modifica e ricomincia significa fare un’esperienza quasi controcorrente rispetto alla velocità con cui normalmente consumiamo immagini.

E forse è questa la cosa più interessante.

Un buon documentario sull’arte non ci insegna soltanto a guardare meglio un’opera. Ci insegna a guardare meglio il lavoro che c’è dietro.

Per chi progetta, è una differenza fondamentale.

Perché il risultato può essere copiato.

Una tecnica può essere imparata.

Uno stile può essere imitato.

Ma imparare a osservare come nasce una decisione progettuale significa acquisire qualcosa che può essere trasferito da un progetto all’altro.

Ed è proprio lì, prima che l’opera diventi immagine, che il progetto comincia davvero.

 

# 6427
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Paolo Falasconi //

14/06/2024 - Andrea Spinazzola: L‘uso professionale di MidJourney e Stable Diffusion nell‘AI per la Comunicazione Visiva

Un nuovo evento ilas: Andrea Spinazzola il 14 Giugno 2024, dalle 16:00 alle 18:30

Seminario gratuito ilas 2024
L‘uso professionale di MidJourney e  Stable Diffusion nell‘AI  per la Comunicazione Visiva
Venerdì, 14 Giugno 2024, dalle 16:00 alle 18:30.
Relatore: Andrea Spinazzola, Art Director ed esperto di GenAI.




Il seminario si propone di esaminare le implicazioni dell‘intelligenza artificiale nel campo della comunicazione visiva, attraverso una disamina critica delle tecnologie emergenti. Con la guida di Andrea Spinazzola, i partecipanti approfondiranno come i modelli di Intelligenza Artificiale Generativa stiano reinventando la creazione di contenuti visivi per la pubblicità e altri ambiti comunicativi.

L‘intelligenza artificiale (IA) sta rivoluzionando molti settori, e la comunicazione visiva non fa eccezione. Con l‘avvento della Generative AI (GenAI), le possibilità di creare contenuti visivi innovativi e personalizzati sono pressoché illimitate. Questo seminario esplorerà le applicazioni professionali dell‘IA nel settore della comunicazione visiva, con un focus particolare sulle tecnologie emergenti come Midjourney e Stable Diffusion.


Programma

Analisi delle Piattaforme e dei Modelli di GenAI con un Focus su Midjourney e Stable Diffusion
Overview Tecnologica
Architetture delle Piattaforme
Le piattaforme di GenAI, come Midjourney e Stable Diffusion, si basano su complesse architetture di rete neurale. Queste architetture permettono la generazione di immagini altamente realistiche attraverso l‘uso di modelli generativi. Il processo inizia con un set di dati di addestramento, che il modello utilizza per apprendere le caratteristiche delle immagini.

Tecniche di Prompting
Le tecniche di prompting sono fondamentali per guidare la generazione di immagini. Utilizzando prompt specifici, è possibile controllare l‘aspetto e lo stile delle immagini generate, permettendo una personalizzazione senza precedenti. Questo è particolarmente utile in ambiti come la pubblicità, dove la coerenza visiva e l‘aderenza ai requisiti del brand sono cruciali.

Casi di Studio
Campagne Pubblicitarie
Un esempio notevole è l‘utilizzo di GenAI in campagne pubblicitarie dove la velocità e l‘efficienza sono essenziali. Attraverso l‘automazione della generazione di immagini, le aziende possono ridurre significativamente i tempi di produzione, mantenendo alta la qualità visiva.
Progetti di Design
Progetti di design complessi beneficiano della capacità di GenAI di creare illustrazioni dettagliate e coerenti. Queste tecnologie permettono ai designer di esplorare rapidamente diverse varianti visive, ottimizzando così il processo creativo.

GenAI Compositing - Tecniche di Fotocomposizione Automatica
Metodologie Compositive
Armonizzazione di Elementi Fisici e Virtuali
Una delle applicazioni più interessanti della GenAI è la fotocomposizione automatica. Questa tecnica permette di combinare elementi fisici con ambienti virtuali generati dall‘AI, creando immagini che appaiono naturali e coerenti. La precisione nella simulazione di luci, ombre e texture è fondamentale per ottenere un risultato realistico.

Problemi e Risoluzioni
Sfide Tecniche
La fotocomposizione automatica presenta diverse sfide tecniche, come l‘allineamento delle prospettive e il bilanciamento dei colori. Tuttavia, le tecniche avanzate di GenAI offrono soluzioni efficaci, migliorando significativamente la qualità della comunicazione visiva di un prodotto o servizio.

Esempi Pratici
Un esempio pratico è l‘uso della fotocomposizione automatica per creare immagini di prodotti in ambienti virtuali, riducendo i tempi di elaborazione e migliorando l‘efficienza del processo creativo.

Sviluppo di Pattern ed Illustrazioni
Innovazioni Tecnologiche
Capacità di GenAI
Le piattaforme di GenAI hanno la capacità di replicare e creare pattern ed illustrazioni professionali. Queste capacità sono particolarmente utili per il design tessile e altri ambiti dove la creazione di pattern unici è fondamentale.

Applicazioni Pratiche
Trasferimento di Stile e Struttura
Il trasferimento di stile e struttura è una delle tecniche più avanzate di GenAI. Attraverso l‘uso di modelli e parametri specifici, è possibile controllare la generazione delle immagini in modo molto dettagliato, permettendo la creazione di illustrazioni uniche e personalizzate.


Andrea Spinazzola
Andrea Spinazzola è un professionista che da oltre 25 anni opera nel campo del graphic design e della comunicazione.


Attualmente è docente di Photoshop e Illustrator presso l‘Accademia delle Belle Arti SantaGiulia di Brescia. È inoltre un Art Director, consulente per la formazione ed esperto di GenAI.
Oltre ad essere un Adobe® Certified Expert e Adobe® Certified Instructor su Photoshop, Illustrator e InDesign, ha lavorato per oltre 12 anni come consulente e relatore per Adobe Systems Italia con il titolo di AdobeGuru. Attualmente, è impiegato come Beta Tester Adobe® su diverse soluzioni.
Da sempre appassionato di illustrazione, digital imaging, web design ed editoria, nel 2009 è stato uno dei pionieri in Italia nell‘adozione della soluzione Adobe Digital Publishing Suite, contribuendo all‘avvio di numerose pubblicazioni digitali e cartacee per rinomati gruppi editoriali e aziende come Condé Nast (Wired Italia, GQ Italia), RCS, Cairo Editore, MSC e Adobe Systems Italia.
Negli ultimi anni si è dedicato con passione alla transizione tecnologica rappresentata dall‘Intelligenza Artificiale Generativa. È docente su Midjourney, Stable Diffusion e Adobe Firefly, e collabora con importanti gruppi ed aziende in veste di Project Manager per le soluzioni di GenAI.
Docente per i principali Training Center certificati Adobe in Italia, è autore e co-autore di numerosi video-corsi sugli applicativi Adobe®. Scrive su riviste di settore nazionali ed internazionali e ha partecipato a decine di eventi live e workshop come relatore ed esperto degli applicativi Adobe®.
“Trasmettere le competenze non basta, bisogna trasmettere passione.”


FAQ
Che cos‘è la Generative AI?

La Generative AI è una branca dell‘intelligenza artificiale che si concentra sulla creazione di contenuti nuovi e originali, come immagini, video, testi e suoni, utilizzando modelli di machine learning.

Quali sono le applicazioni principali di GenAI nel design?

Le principali applicazioni includono la creazione automatica di immagini, la fotocomposizione, lo sviluppo di pattern ed illustrazioni, e la generazione di contenuti visivi personalizzati per campagne pubblicitarie.

Come influenzano le tecniche di prompting la qualità delle immagini generate?

Le tecniche di prompting permettono di guidare il modello nella generazione di immagini, controllando vari aspetti come lo stile, il contenuto e l‘aspetto generale, migliorando così la coerenza e la qualità delle immagini generate.

Quali sono i vantaggi dell‘utilizzo di GenAI nella comunicazione visiva?

I vantaggi includono una maggiore efficienza nel processo creativo, la possibilità di esplorare rapidamente diverse varianti visive, la riduzione dei tempi di produzione e la capacità di creare contenuti visivi altamente personalizzati.

Quali sfide tecniche presenta la fotocomposizione automatica?

Le sfide principali includono l‘allineamento delle prospettive, il bilanciamento dei colori e la simulazione realistica di luci e ombre. Tuttavia, le tecnologie avanzate di GenAI offrono soluzioni efficaci per superare queste sfide.

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Ilas Web Editor //

SEMINARIO GRATUITO / GAETANO GRIZZANTI ALLA ILAS

Evento gratuito in esclusiva per gli studenti Ilas

Un grande evento ILAS, un seminario gratuito con
GAETANO GRIZZANTI
IL 19 APRILE ALLE 17:30


Elementi di Brand Identity


Durante il seminario, Gaetano Grizzanti enuncerà i concetti e le strategie essenziali per sviluppare una brand identity moderna. Il seminario mira a trasmettere agli studenti le basi necessarie per orientarsi nel complesso mondo del branding, offrendo insight pratici e applicabili.

Gli studenti avranno la possibilità di imparare direttamente da un esperto di fama, attraverso una proposizione sintetica dei modelli cognitivi.


PRENOTA IL SEMINARIO



RELATORE
GAETANO GRIZZANTI

ORARIO
DALLE 17,30 alle 19,00

LOCATION

Ilas Academy - Via Alcide De Gasperi 45, Napoli

EVENTO GRATUITO CON PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA
L’evento è gratuito e a numero programmato. Verranno accettate le prime 30 prenotazioni all’evento. Per prenotare occorre compilare il form al seguente indirizzo:



PRENOTA IL SEMINARIO



Gaetano Grizzanti è l‘autore di "Brand Identikit", libro di testo degli studenti Ilas

SEMINARIO GRATUITO / GAETANO GRIZZANTI ALLA ILAS


GAETANO GRIZZANTI

Identity Designer e Brand Advisor, progettista di marchi e immagine coordinata. Vive e lavora a Milano. Dal 1988 si dedica alla didattica, insegnando in diversi istituti e università. In affiancamento svolge corsi, conferenze e seminari per convegni e aziende.

Dal 1986 avvia Univisual, studio professionale specializzato nella strategia di marca e nello sviluppo di sistemi d’identità, svolgendo consulenze e progetti per industrie, imprese di servizi e istituzioni, come Aruba, Bancomat, Comune di Milano, Gruppo Banco BPM, Grandi Navi Veloci, Imetec, Menarini, Mondadori, Pampers, Perini Navi, Rcs, Regione Liguria, Salmoiraghi & Viganò, Telethon, UniCredit.

Il design di Univisual è premiato da numerosi riconoscimenti italiani e internazionali.

Grizzanti è Perito del Tribunale di Milano in materia di Trademark e nel periodo 2009/12 è membro del Consiglio Direttivo Nazionale di Aiap (Associazione italiana design per la comunicazione visiva).

Nel 2013 costituisce l’Associazione Campo Grafico, omonima della storica rivista pubblicata dal 1933 al 1939, con lo scopo di preservarne la memoria culturale e documentale.

Nel 2011 pubblica il libro “Brand Identikit - Trasformare un marchio in una marca" (Fausto Lupetti Editore), giunto nel 2020 alla quinta edizione.




# 6473
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Ilas Web Editor //

ANNAMARIA TESTA ALLA ILAS

Evento gratuito in esclusiva per gli studenti Ilas

LE GIORNATE DELLA COMUNICAZIONE A NAPOLI

ANNAMARIA TESTA ALLA ILAS

Il seminario tenuto da Annamaria Testa presso l’Accademia ILAS si è affermato come un evento di grande rilievo, registrando un’affluenza straordinaria e suscitando ampio interesse tra gli studenti e i professionisti della comunicazione. L’incontro ha rappresentato un’opportunità unica per approfondire il ruolo e le competenze del copywriter, con una lezione di alto profilo condotta da una delle figure più influenti nel panorama della pubblicità italiana.

Annamaria Testa, rinomata copywriter e autrice, ha offerto una panoramica dettagliata e approfondita sul mestiere del copywriter, illustrando le sfide e le opportunità che caratterizzano questa professione. La sua lezione, ricca di esempi concreti e riflessioni maturate nel corso di una lunga e brillante carriera, ha catturato l’attenzione del pubblico, offrendo spunti significativi su come creare contenuti di forte impatto e rilevanza.

Un momento centrale del seminario è stato dedicato alla discussione del manuale “La trama lucente”, una delle opere più note di Testa. Per facilitare il coinvolgimento e l’approfondimento degli argomenti trattati, la ILAS ha reso disponibili alcune copie del libro per la consultazione da parte degli studenti. Questo ha permesso una preparazione preliminare e un dialogo più intenso e consapevole con l’autrice, arricchendo l’esperienza formativa.

A conclusione del seminario, i partecipanti sono stati invitati all’evento “Parole al Lavoro”, in cui Annamaria Testa ha conversato con Vincenzo Moretti, con la moderazione di Stefania Zolotti. Questo incontro ha offerto un ulteriore approfondimento sul potere delle parole e il loro ruolo cruciale nel contesto professionale, evidenziando come la scrittura possa influenzare positivamente le dinamiche organizzative e sociali.

L’intera giornata si è distinta per l’alto livello di partecipazione e l’interesse mostrato dai presenti, sottolineando l’importanza di eventi educativi di questo calibro. Il seminario ha non solo fornito preziosi insegnamenti tecnici, ma ha anche ispirato una riflessione più ampia sul futuro della comunicazione e sull’etica professionale.

In definitiva, il seminario con Annamaria Testa alla ILAS è stato un successo straordinario, consolidando l’impegno dell’Accademia nel promuovere eventi formativi di alta qualità. Questo incontro ha rappresentato un significativo momento di crescita culturale e professionale per tutti i partecipanti, contribuendo a formare una nuova generazione di comunicatori competenti e consapevoli.



ANNAMARIA TESTA ALLA ILAS

ANNAMARIA TESTA

Annamaria Testa si occupa di comunicazione e di creatività. Alla professione di consulente per le imprese affianca una intensa attività di scrittura come blogger e saggista e oltre vent‘anni di docenza universitaria.


Professione.
Inizia a lavorare nel 1974 come copywriter mentre ancora frequenta l‘Università Statale. Fonda una propria agenzia di pubblicità nel 1983. È direttore creativo e presidente della sede italiana del gruppo internazionale Bozell tra il 1990 e il 1996 e consulente tra il 1997 e il 2004. Nel 2005 fonda Progetti Nuovi. Dal 2016 torna a lavorare come consulente indipendente per le imprese.

Collabora con diverse testate e con Rai e si occupa di comunicazione politica. È giornalista pubblicista dal 1988.


Scrittura in rete e scrittura creativa.
Nel 2008 apre il sito no profit Nuovo e utile, sul quale ha pubblicato oltre 700 articoli dedicati a creatività, comunicazione e dintorni. Dal 2012 scrive per internazionale.it. Tiene seminari di scrittura creativa presso il Festival di Internazionale negli anni 2012, 2013, 2014 e, in seguito, presso aziende.


Università.
È docente a contratto presso l‘Università La Sapienza di Roma (1994-95), l‘Università degli Studi di Torino e l‘Università degli Studi di Milano (2001-02), l‘Università IULM (1998-2006), l‘Università Bocconi di Milano (2007-2016).

I suoi scritti sono citati in oltre 300 paper e articoli scientifici censiti da Academia.edu.


Attivismo socioculturale.
Nel 2003 concepisce, realizza e lancia il progetto no profit di pronto soccorso pediatrico I nostri bambini. Come proteggerli, come soccorrerli, riproposto nel 2014 e tutt‘ora in uso. È un video grazie al quale, secondo le testimonianze dei genitori, le vite di diversi bambini sono state salvate e molti più incidenti domestici sono stati evitati.

Tra il 2004 e il 2005 è coordinatrice e direttrice scientifica del sistema di iniziative sulla creatività organizzato da Regione Toscana. Nel 2015  progetta e lancia l‘iniziativa no profit #dilloinitaliano, contro la diffusione pervasiva dell‘itanglese.


Altri incarichi.
Tra il 2007 e il 2011 è membro del CdA di Illy spa. Tra il 2010 e il 2011 fa parte della Giuria dei letterati del Premio Campiello. Dal 2013 al 2016 fa parte del Consiglio Direttivo della Permanente di Milano. Dal 2015 fa parte del Gruppo Incipit dell‘Accademia della Crusca. Tra il 2017 e il 2023 fa parte del gruppo dei consulenti del Salone del Libro di Torino.


Libri pubblicati.
È autrice di un libro di racconti, Leggere e amare (Feltrinelli), e di diversi saggi su creatività e comunicazione: La parola immaginata (Il Saggiatore), Farsi capire (Rizzoli), La pubblicità (Il Mulino), Le vie del senso (Carocci), La creatività a più voci (Laterza), La trama lucente (Rizzoli), Minuti scritti (Rizzoli), Il coltellino svizzero (Garzanti), Le vie del senso (nuova edizione riveduta e ampliata – Garzanti), La trama lucente (nuova edizione riveduta e aggiornata – Garzanti).


Riconoscimenti.
Nel 2005 viene insignita del premio Eccellenza nella comunicazione, nel 2012 del premio Donna è web. Sempre nel 2012 entra nella Hall of Fame dell‘Art Directors Club Italiano, prima donna pubblicitaria negli oltre venticinque anni di vita del Club. Nel 2013 Udi e Parlamento Europeo le assegnano il premio Immagini Amiche e  Rai Storia le dedica una puntata insieme a Emanuele Pirella.



# 6395
Artecinema 2026: quando il progetto diventa racconto
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Ilas Web Editor //

Martin Benes alla Ilas: Creare video per i social, CapCut e Caption Writing

Dal 23 febbraio 2024 ogni mese un nuovo evento in DAD

Martin Benes / Dal 23 febbraio 2024 / 4 lezioni
Creare video efficaci per i social: CapCut e Captions.

Sei studente o diplomato ILAS? Ogni mese per te un modulo specialistico gratuito focalizzato su argomenti importanti per i Graphic Designer, i Social Media Manager e i Fotografi.

Come partecipare?
Da oggi, per partecipare agli eventi gratuiti riservati agli studenti e prenotare i moduli extra, occorre iscriversi alla pagina ILAS EVENTI 2024 su facebook.
Sulla pagina verranno pubblicati i link di prenotazione di tutti gli eventi e i moduli extra gratuiti in programma.



MODULO SPECIALISTICO 02
DAL 23 FEBBRAIO 2024 / ORE 17:30 - 19:00
COME SFRUTTARE CAPCUT E l‘APPLICATIVO CAPTIONS PER CREARE POST AD ALTO IMPATTO VISIVO, LOGICHE E DINAMICHE DELLA COMUNICAZIONE VISIVA

1: Come usare CapCut e Captions App per creare post ad alto impatto visivo, logiche e dinamiche della comunicazione visiva

2: Editing Avanzato con CapCut, transizioni ed effetti

3: Caption Writing per I social media, l‘uso dei sottotitoli con Captions

4: Strategie per la condivisione dei video su piattaforme social


Martin Benes
, Creative Retoucher e Adobe ACP, da settembre entra ufficialmente in Accademia ILAS come docente aggiunto nei corsi di Grafica, Fotografia, Web Design e Grafica 3D.
 
Istruttore certificato di Photoshop, lavora per clienti di tutto il mondo come freelance da oltre 19 anni. BenQ Ambassador, Behance Ambassador, X-Rite Coloratti e Adobe ACP e Creative Retoucher, è l‘ideatore dell‘evento internazionale Creative Pro Show.


Martin Benes alla Ilas: Creare video per i social, CapCut e Caption Writing
Martin Benes alla Ilas: Creare video per i social, CapCut e Caption Writing
Martin Benes alla Ilas: Creare video per i social, CapCut e Caption Writing
Martin Benes alla Ilas: Creare video per i social, CapCut e Caption Writing
@Martin Benes


Le lezioni sono facoltative e gratuite. Gli studenti possono liberamente partecipare ai singoli moduli.

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# 6069
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Paolo Falasconi //

Model Sharing #1, lo shooting fashion targato ilas

Nella splendida cornice del Made in Cloister, seguiamo una giornata di shooting degli studenti ilas

Il Made in Cloister è la location che Ilas ha scelto come primo spazio per consentire agli studenti dei corsi di fotografia pubblicitaria di esercitarsi liberamente, nella prima edizione del suo model sharing. 

PERCHÈ IL MODEL SHARING
Il model sharing è un evento fotografico in cui una modella professionista è a disposizione, in una determinata location, per tutti i fotografi che vi partecipano, senza che vi sia una programmazione specifica o un tema da seguire, ed è un'occasione unica per i fotografi per condividere idee con altri colleghi e sperimentare liberamente nuove tecniche. 

Atmosfera rilassata e piacevole, e una partecipazione entusiasta degli studenti fotografi. Un grazie alla professionalità della modella Asia Violante @asiaviolante_ e al team di ilas che ha garantito una impeccabile organizzazione.

LOCATION: MADE IN CLOISTER
MODEL: ASIA VIOLANTE
MUA: MELKA ACADEMY
PRODUCER ILAS: SIMONA MANCINI
ABITI: STYLIST - MATILDE MAZZOCCO
DOCENTE:  NICOLA D'ORTA



Di seguito alcuni scatti direttamente dal set:

Model Sharing #1, lo shooting fashion targato ilas

Model Sharing #1, lo shooting fashion targato ilas

Model Sharing #1, lo shooting fashion targato ilas

Model Sharing #1, lo shooting fashion targato ilas

Model Sharing #1, lo shooting fashion targato ilas

Model Sharing #1, lo shooting fashion targato ilas

Model Sharing #1, lo shooting fashion targato ilas

Model Sharing #1, lo shooting fashion targato ilas
Model Sharing #1, lo shooting fashion targato ilas


Model Sharing #1, lo shooting fashion targato ilas
Model Sharing #1, lo shooting fashion targato ilas
Model Sharing #1, lo shooting fashion targato ilas
Model Sharing #1, lo shooting fashion targato ilas
Model Sharing #1, lo shooting fashion targato ilas
Model Sharing #1, lo shooting fashion targato ilas
Model Sharing #1, lo shooting fashion targato ilas
Model Sharing #1, lo shooting fashion targato ilas
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Model Sharing #1, lo shooting fashion targato ilas

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