Mostre ed eventi // Pagina 223 di 230
18.12.2005 # 161

Ilas Web Editor //

Milano | In Vespa - Un viaggio italiano | Fino al 18 dicembre 2005

fino al 18 dicembre 2005


La Collezione Permanente del Design Italiano della Triennale di Milano presenta la mostra In Vespa. Un viaggio italiano, che resterà aperta dal 4 ottobre al 18 dicembre 2005.



 In Vespa. Un viaggio italiano, curata da Pier Paride Vidari, si colloca nel ciclo di mostre ideato da Silvana Annicchiarico, conservatore della Collezione Permanente del Design Italiano della Triennale. Rientra, quindi, nel progetto che, iniziato con Le parole e le cose (Non sono una Signora, Animal House, Il mondo in una stanza) e proseguito con Fuori Serie (indagine sulle origini del design italiano), Acqua da Bere, Come Comete e Pulviscoli, punta a tracciare nuovi possibili percorsi di lettura nella storia del design italiano.



La Vespa, scooter disegnato da Corradino D'Ascanio e messo sul mercato dalla Piaggio nel 1946, ha avuto una rapida e duratura ascesa nell'olimpo delle icone del design italiano.



La mostra si propone di evidenziarne non solo l'eccellenza progettuale e performativa, ma anche il valore paradigmatico che questo stesso oggetto assume all'interno della storia non lineare di una disciplina complessa come quella del design e il suo legame con il momento storico e sociale.



Nella storia dello scooter della Piaggio convergono, infatti, il tema della riconversione industriale assieme alla storia della comunicazione, della pubblicità, dell'immaginario, del costume, del paesaggio, della mobilità, dell'apertura verso i mercati internazionali.



La Vespa offre all'Italia dell'immediato dopoguerra e poi dei lunghi e impegnativi anni Cinquanta uno strumento agile per dar corpo ai sogni collettivi di mobilità, sociale oltre che geografica e territoriale. Contemporaneamente intraprende, con rapidità e ampiezza straordinarie per l'epoca, un percorso di successo nel mondo che tuttora la rende uno dei più forti e conosciuti esempi della creatività, dello stile e della capacità di innovazione italiani.



Sono passati sessant'anni dalla sua prima commercializzazione ma è riuscita ad aggirare l'inevitabile obsolescenza degli oggetti d'uso e a ritagliarsi un'immagine comunque molto trendy, se non addirittura rappresentativa dello spirito del tempo.



Se nel dopoguerraincarnava la voglia di spensieratezza e di dinamismo in opposizione al pauperismo post-bellico, e negli anni Settanta si inserì nella corrente delle dinamiche giovanili, oggi, in tempi di congestione del traffico e di ingorghi urbani, la Vespaè sinonimo non solo di stile ma anche di sveltezza, di indipendenza e di autonomia.



La mostra si propone di analizzare la Vespa focalizzando l'attenzione su diversi aspetti fra cui:



- la storia e l'evoluzione del progetto industriale: partendo dal contesto, il periodo di ricostruzione post bellica delle fabbriche, degli impianti e infine dei prodotti, è rievocata la storia della Piaggio e dei personaggi che l'hanno creata;



- il rapporto con l'utenza: la Vespa era ed è destinato al grande numero e il suo valore fortemente simbolico l'ha collocata nell'immaginario collettivo anche attraverso il cinema italiano e internazionale, come testimoniato da alcuni spezzoni presentati in mostra;



- l'evoluzione della forma, delle caratteristiche estetiche, delle tecnologie, che hanno differenziato e caratterizzato i vari prodotti, e, inoltre, l'evoluzione del marchio e della comunicazione.



Modelli di scooter, particolari costruttivi, come fanali, freni, scritte, indicatori, e documenti legati alla storia dei progetti sono i materiali esposti, che contribuiranno a restituire la grande complessità di questa storia, esemplarmente italiana.


04.12.2005 # 175

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Pavia | GUSTAV KLIMT. Disegni proibiti | fino al 4 dicembre 2005

fino al 4 dicembre 2005




Dopo il successo parigino, che ha registrato ben 125.000 visitatori al Museo Maillol, arriva in Italia una nuova selezione di opere di carattere erotico del grande maestro viennese Gustav Klimt appositamente curata per l'Italia.
Dal 24 settembre al 4 dicembre, il Castello Visconteo di Pavia ospita l'esposizione GUSTAV KLIMT. Disegni proibiti che raccoglie 50 disegni di uno dei protagonisti della stagione della Secessione viennese e figura di straordinaria importanza nella storia dell'arte moderna.
L'iniziativa, prodotta da Alef in collaborazione con il Comune di Pavia, è affidata alla cura scientifica di Annette Vogel che ha selezionato i 50 disegni sul tema del nudo e dell'erotismo che svelano l'universo più intimo di Klimt, provenienti dalla collezione Sabarsky di New York.
Il percorso individuato permette alle opere di rivelare un'immagine privata dell'artista poco conosciuta al grande pubblico, che consente di esplorare in profondità la sua personalità. Come era solito ricordare lo stesso Klimt: "Chiunque voglia conoscermi – come artista, perché non c'è altro che sia meritevole d'interesse – deve guardare con attenzione le mie opere e cercare di scoprire quello che sono e quello che voglio".
Nei suoi disegni, Klimt rende un omaggio alla bellezza femminile attraverso nudi, ritratti in pose spesso estremamente erotiche. Tale rappresentazione del corpo femminile gli permetteva di esprimere e di raggiungere, con il più alto grado di verità, l'essenza delle idee.
Spesso momento preparatorio per le creazioni pittoriche e destinati a un pubblico privato di amici, estimatori e critici, i disegni sono liberati dai motivi decorativi, nei quali le figure scompaiono, come assorbite da una trama astratta. Come ha scritto il critico Werner Hofmann, "Klimt era capace di dipingere la donna nella sua distante dignità e di disegnarla nella sua totale disponibilità sessuale".
La sua produzione, che inizialmente predilige grandi spazi e una dimensione pubblica (la grande sala dell'Università di Vienna), trova nel disegno un momento di più intimo confronto. Le sue opere su carta non sono realizzate per essere mostrate in pubblico, anche se i critici suoi contemporanei le consideravano le sue creazioni migliori.


27.11.2005 # 133

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TORINO | Il cinema di fantascienza in mostra a Torino | Fino al 27 novembre 2005

COSE DA UN ALTRO MONDO. VIAGGIO NEL CINEMA DI FANTASCIENZA

COSE DA UN ALTRO MONDO. VIAGGIO NEL CINEMA DI FANTASCIENZA è una grande mostra ideata e realizzata dal Museo Nazionale del Cinema.
L'esposizione, che presenta per la prima volta una vasta collezione di pezzi unici e molto rari, è stata inaugurata alla Mole Antonelliana il 24 maggio 2005 e proseguirà fino al 27 novembre 2005.

La mostra, a cura di Nicoletta Pacini, raccoglie 300 manifesti e locandine provenienti dalle collezioni del Museo. Attraverso un percorso cronologico che va dai primi del '900 fino ai nostri giorni, l'allestimento ripercorre i principali filoni di un genere unico per fascino e suggestione. Si parte da Voyage autour d'une étoile (1906), un film che nasce sulla scia delle fantasmagoriche produzioni di Georges Méliès, padre della fantascienza cinematografica, si toccano i grandi "classici" come King Kong, Frankenstein, La guerra dei mondi, L'invasione degli ultracorpi, Blob, per poi arrivare a 2001 Odissea nello spazio, E.T., Robocop e concludere con recenti successi quali Independence Day, Matrix e The Day After Tomorrow.


A completamento dell'esposizione dei manifesti e in concomitanza con l'uscita dell'ultimo episodio della serie di Guerre Stellari, La vendetta dei Sith, nella suggestiva Aula del Tempio troverà posto la più vasta raccolta privata di giocattoli da collezione (in termine tecnico action figures) relativi alla saga di Star Wars, circa 600 pezzi selezionati dalla ricchissima raccolta di Fabrizio Modina, uno dei collezionisti più conosciuti e stimati a livello mondiale.

La mostra - realizzata con il sostegno di Regione Piemonte e Fondiaria Sai e la collaborazione di Città di Torino, Ascom, Epat e Martini - è il frutto della recente campagna di ricognizione effettuata nel 2003, che ha consentito di quantificare l'intera raccolta del Museo in 341.440 materiali pubblicitari. I materiali (manifesti, locandine, fotobuste) coprono un arco di tempo che va dalle prime forme di spettacolo cinematografico fino all'attuale produzione italiana e straniera e sono firmati dai più illustri nomi della cartellonistica cinematografica.

06.11.2005 # 134

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VENEZIA | GENIO PERPETUO | FINO AL 6/11/2005

Biennale di Venezia

La 51. Esposizione Internazionale d'Arte, organizzata dalla Fondazione la Biennale di Venezia e diretta da Marìa de Corral e da Rosa Martìnez, ha aperto al pubblico domenica 12 giugno 2005.
Per la prima volta nel corso dei suoi 110 anni di attività, la direzione è stata affidata a due Direttori, Marìa de Corral e Rosa Martìnez - storiche dell'arte, critici e curatori di nazionalità spagnola -, e la rassegna è costituita da due mostre internazionali, concepite sotto punti di vista diversi, ma complementari della medesima visione.
"Marìa de Corral e Rosa Martìnez hanno accettato la sfida della 51. Esposizione - afferma Davide Croff, Presidente della Biennale - con competenza ed entusiasmo, e hanno collaborato al nostro progetto ponendo le premesse perch questa edizione non sia solo una vasta rassegna informativa, ma un'occasione per riflettere sullo stato dell'arte". Il progetto triennale proseguirà con il simposio che Robert Storr, già nominato direttore per l'Esposizione del 2007, realizzerà a Venezia nel dicembre 2005, analizzando le ragioni, le identità e gli sviluppi delle molte Biennali che, sul modello di quella veneziana, operano in tutto il mondo come snodi cruciali del sistema dell'arte contemporanea. La Biennale di Venezia in questo modo vuole recuperare il suo antico ruolo di committente, un ruolo attivo, in grado di fornire delle indicazioni.
I due progetti espositivi - L'esperienza dell'arte e Sempre un po' più lontano, curati rispettivamente da Marìa de Corral e da Rosa Martìnez - presentano una selezione rigorosa degli artisti a partire dagli anni Settanta sino a oggi, con lo sguardo rivolto al prossimo futuro. Ogni artista è rappresentato da più opere per documentarne la vicenda creativa, mettendo in evidenza la varietà dei linguaggi artistici e delle tendenze estetiche. Le opere esposte sono per lo più nuove o realizzate in situ, e sono allestite in dialogo con gli straordinari spazi delle mostre in modo tale da offrire un duplice registro di lettura, sia di ricerca per gli addetti ai lavori, sia di impatto per i visitatori.

16.10.2005 # 176

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Napoli | Artecinema | Fino al 16 ottobre 2005

fino al 16 ottobre 2005

Giovedì 13 ottobre 2005, alle ore 20.00, verrà inaugurata presso il Teatro Augusteo di Napoli, la X edizione di Artecinema, Festival Internazionale di Film sull'Arte Contemporanea, l'evento ormai atteso come uno degli appuntamenti più interessanti di questo settore.



Il festival, curato da Laura Trisorio, si pone l'obiettivo di presentare al grande pubblico la realtà dell'arte contemporanea attraverso una scelta di documentari sui maggiori artisti degli ultimi cinquant'anni.



I filmati selezionati, provenienti da tutto il mondo, mostrano l'universo dell'arte contemporanea ed il lavoro degli artisti attraverso interviste, biografie filmate e narrazioni montate con materiali d'archivio.



Ogni giorno dalle 17.00 alle 24.00 vengono proiettati circa 10 documentari, in versione originale con traduzione simultanea in cuffia, suddivisi in tre sezioni: arte e dintorni, fotografia, architettura.



Quest'anno sono in programma, tra gli altri, documentari su artisti quali: Antoni Tàpies, Daniel Buren, Cy Twombly, Henry Moore, Olafur Eliasson, Luigi Ontani, Joseph Albers, Panamarenko, Georg Baselitz, Jane e Louise Wilson, sui fotografi: Helmut Newton, Edward Weston, Robert Frank, sull'architetto Antti Lovag e sull'architettura africana e giapponese. Verrà inoltre presentato il film di Michelangelo Antonioni Lo sguardo di Michelangelo.


Durante le tre serate si svolgeranno incontri e dibattiti con registi, artisti e produttori.


In occasione del Festival verrà pubblicato un catalogo con testi critici e schede biografiche


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