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Blog // Pagina 1 di 40
22.02.2021 # 5633

Adelma Rago // 0 comments

Alla scoperta di “Le Château du Tarot”, il nuovo cortometraggio di Matteo Garrone per la Maison Dior

Dopo “Le Mythe Dior”, il regista ci guida attraverso un percorso ammantato di bellezza, esoterismo e mistero…

Un antico castello, un mazzo di tarocchi e una giovane donna alla scoperta della propria identità: questi sono gli elementi di partenza del nuovo corto di Matteo Garrone per la Maison Dior, Le Château du Tarot.



Maria Grazia Chiuri - attualmente capo della Maison - ha scelto i tarocchi come tema centrale dell’intera collezione: un omaggio al suo fondatore e alla sua grande passione per la cartomanzia. Christian Dior, infatti, al di là di un personale percorso esoterico, trasse da essa - come pure dai numeri e dai simboli - ispirazioni e idee, per realizzare le proprie creazioni.



Per raccontare questa collezione, tanto misteriosa quanto suggestiva, la Maison Dior si è nuovamente rivolta a Matteo Garrone. Un matrimonio felicissimo quello tra il regista italiano e la casa di moda francese. Con Le Mythe Dior, realizzato per la collezione autunno/inverno, Garrone, aveva dato prova di essere pienamente a suo agio con il fantastico e le sue ambientazioni fiabesche, contribuendo a rendere al meglio l’affascinante connubio tra mitologia classica e storia della Maison.

Non a caso ne Il racconto dei racconti, adattamento cinematografico della raccolta Lo cunto de li cunti di Gianbattista Basile - come anche nel suo Pinocchio - Garrone aveva mostrato uno spiccato senso estetico nella composizione delle sue inquadrature, alcune di esse quasi paragonabili ad opere pittoriche, dotate altresì di un’intensa plasticità. Questa particolare cifra stilistica, ha reso Garrone il regista perfetto per Le Château du Tarot.



La storia narra di una giovane donna che, desiderosa di conoscere sé stessa, arriva in un antico castello e si affida alla saggezza di un’anziana cartomante.

Parte così il viaggio - o, per meglio dire, il percorso - della ragazza alla scoperta della propria identità: tra misteriosi corridoi e stanze magnificamente decorate, la fanciulla dovrà sciogliere gli enigmi di alcuni degli arcani maggiori che incontrerà e, solo alla fine, potrà ricongiungersi con sé stessa.



Garrone torna sul “luogo del delitto”, il Castello di Sammezzano, dove girò una parte degli interni del suo Tale of Tales. Superbo esempio di orientalismo, a pochi passi da Firenze, il castello contribuisce ad ammantare la narrazione di fascino e a dare, a chi osserva, l’impressione di trovarsi in un contesto sospeso tra il mistero e l´incanto. 

Ma, bellezza della location a parte, è con la loro visione degli arcani maggiori che, tanto Garrone quanto la Chiuri, rivelano il proprio talento nel cinema, come nella moda.

Per questa collezione, Maria Grazia Chiuri, ha tratto ispirazione da un mazzo antico e prestigioso, quello Pierpont-Morgan Bergamo, uno dei tre mazzi Visconti-Sforza. Conservato nella biblioteca Pierpont-Morgan di New York, è il più recente dei tre mazzi viscontei - datato intorno al 1450 - e il più completo: dei 22 arcani maggiori, chiamati anche trionfi, solo due sono andati perduti. Quelli conservati, presentano uno sfondo oro e parecchi dettagli sull’abbigliamento dell’epoca. Proprio da questi si è lasciata ispirare la Chiuri, ma non solo.



I tarocchi viscontei, rappresentano un’opera d’arte unica: osservando i trionfi, è possibile notare come tutte le figure maschili abbiano sempre delle controparti femminili. Non a caso, la prima carta rivelata dalla cartomante, La Papessa, è emblematica in tal senso: una delle rare raffigurazioni a proporre una versione femminile del Papa.



L’equilibrio tra femminilità e mascolinità, è un tema che ricorre spesso in questo cortometraggio, eppure, al suo interno, l’assenza di attori/modelli di genere maschile è totale: anche trionfi come L’Appeso o Il Matto, sono interpretati da donne. Questa particolarità non è legata esclusivamente al tipo di collezione ma anche al suo significato, al valore simbolico del progetto: un omaggio alla donna e ai tanti volti della sua femminilità. E, in effetti, attraverso il suo percorso, la giovane donna imparerà ad abbracciare e ad accogliere ogni aspetto di sé stessa, compreso il suo lato mascolino.




L’ultima caratteristica da sottolineare è la profonda coerenza nella rappresentazione del senso dei trionfi, un senso che sia la Chiuri, con la sua collezione, che Garrone, con la sua regia e messa in scena, hanno restituito fedelmente. Un concept portato avanti fino in fondo da questi due artisti che, con Le Château du Tarot, confermano la loro straordinaria intesa professionale, regalando allo spettatore minuti di pura meraviglia.


14.02.2021 # 5626

Adelma Rago // 0 comments

Con “Nian”, Apple celebra il Capodanno cinese: un invito all’apertura e alla condivisione

TBWA firma uno storytelling che parla di come la curiosità possa salvarci dal pregiudizio

Il 12 febbraio 2021 si è celebrato il Capodanno cinese. Una ricorrenza che, quest’anno in particolare, sembra aver offuscato il ben più noto giorno di San Valentino. In un momento in cui le distanze sociali devono necessariamente essere mantenute, quelle culturali sembrano annullarsi e un crescente spirito di curiosità, ci porta a desiderare di conoscere e condividere ancor di più le tradizioni di culture lontane, differenti dalla nostra.



Il nuovo film Apple - che per la sua durata di 12 minuti possiamo definire un cortometraggio - narra la storia di una bambina che da sempre sente parlare del Nian come un mostro leggendario e cattivissimo, che si ciba di bambini e si nasconde nella fitta vegetazione della foresta. Un giorno crede di scorgerlo e, da quel momento in poi, si metterà sulle sue tracce. Naturalmente lo incontrerà, scoprendo che, a dispetto di quanto le è sempre stato detto, il Nian non è una creatura tanto temibile ma, anzi, è un giocherellone. Crescendo, lei e il Nian diventeranno amici e, nonostante un iniziale timore della creatura nei confronti degli esseri umani, alla fine il Nian diventerà parte della vita della giovane donna, annullando paure e reciproci pregiudizi.



Il corto è stato girato interamente con un iPhone 12 Pro Max da Lulu Wang, regista e sceneggiatrice nata in Cina e cresciuta a Miami: scelta per nulla casuale, coerente con il messaggio che TBWA - l’agenzia selezionata da Apple per creare la campagna - ha voluto lanciare al vasto pubblico cinese. 

Non è la prima volta che Apple ci tiene a sottolineare che le immagini di un suo spot sono state realizzate con un iPhone: altre campagne in passato avevano già mostrato questa finalità, solitamente esplicitata da un chiaro avviso in sovrimpressione. Stavolta però, mettere in evidenza le capacità tecniche della fotocamera del suo iPhone 12 Pro Max, sembra essere un pretesto per raccontare qualcosa di diverso da parte di Apple. Grazie al potere della narrazione, l’intento dimostrativo non appare, di fatto, il fine ultimo della campagna e, nel corso della visione, siamo presi da altro.



L’insight, infatti, ci parla della forza della curiosità e di come, andare a scoprire con i nostri occhi le cose che ci vengono raccontate da altri, sia il modo migliore per conoscerle davvero. Un chiaro invito a porsi domande, e a liberarsi dai vincoli della paura e del pregiudizio, attraverso l’autonomia delle proprie scelte.



In Cina attualmente, l’iPhone 12 - non il Pro Max ma la versione più economica - è secondo solo ad OPPO nella classifica delle vendite, ed ha di fatto superato altri colossi asiatici come Xiaomi e Huawei. Possiamo dunque immaginare che Apple stia cavalcando questo trend favorevole e che, con questa campagna, abbia voluto non solo incoraggiare o attirare altri potenziali clienti ma anche celebrare, attraverso un racconto delicato e pieno di tenerezza, le tradizioni di un Paese che ha accolto uno dei suoi prodotti con tanto entusiasmo.



Il cortometraggio è pieno di simboli significativi: dalla bambina che segue il Nian letteralmente, affondando i piedi nelle sue grandi orme, al bel controluce dell’ingresso nella caverna, nella quale la bimba incontrerà la creatura; dal suggestivo riferimento al teatro delle ombre, che i genitori della piccola protagonista si ritrovano ad inscenare, per rappresentare il Nian come un mostro feroce, al cibo, utilizzato non solo come forma di comunicazione primordiale e rivelatrice ma anche come espressione di condivisione, apertura e accoglienza. 

Potremmo citare tanti altri esempi e, visto che il film si presta a varie interpretazioni, si potrebbero trovare numerose chiavi di lettura per queste immagini.



Tuttavia ciò che resta è il messaggio o - come detto in precedenza - l’invito di Apple, un invito ad essere curiosi verso il mondo che ci circonda, per sfatare falsi miti e riuscire a guardare ogni cosa con occhi nuovi, da altre prospettive.


06.02.2021 # 5612

Adelma Rago // 0 comments

“Bud Light Legends” e “Last Year’s Lemons”: le due abili mosse di Bud Light per il Super Bowl

Evento sportivo e vetrina globale per tanti brand: ecco come Bud Light ha deciso di lasciare il segno in questa 55° edizione

Il Super Bowl è senza dubbio un appuntamento immancabile per moltissimi brand statunitensi. Non solo un evento sportivo, dunque, ma - essendo seguito da milioni di spettatori - una vetrina globale, all’interno della quale i vari marchi fanno a gara per emergere, con campagne davvero creative e, spesso, memorabili.



AB InBev, colosso del beverage, con le sue birre Budweiser e la leggera Bud Light, ha da tempo creato un ottimo rapporto di fidelizzazione con i propri consumatori, rendendo questi suoi due prodotti, indispensabili durante ogni tipo di appuntamento sportivo e, in particolare, durante il Super Bowl.

Non c’è da meravigliarsi, quindi, se Bud Light ha deciso di investire nella propria creatività, lasciando il segno in questa 55° edizione del Super Bowl, sia con la campagna Last Year’s Lemons, sia con l’operazione Bud Light Legends. Vediamole nel dettaglio, partendo proprio da quest’ultima.


All’interno del suo sito - al quale si ha accesso solo inserendo la propria data di nascita - Bud Light ha creato la sezione Legends, nella quale si ha la possibilità di rivedere molti dei suoi spot storici, campagne dall’immancabile tono ironico, in pieno stile Bud Light.



Questi piccoli film, si possono trovare anche sul canale YouTube del marchio. Ma non è tutto. Alcuni dei protagonisti di questi spot sono così amati dal pubblico americano, che Bud Light ha pensato di realizzare un trailer nel quale li riunisce tutti, raffigurandoli in chiave superoistica.



Da qui il nome Bud Light Legends. Nonostante alcuni di questi attori siano leggermente invecchiati - avendo girato queste campagne anche più di dieci anni fa - il risultato è più esilarante che nostalgico, e mette in luce in tutto e per tutto non solo l’ironia ma anche lo straordinario ottimismo alla base della filosofia aziendale del brand.



La campagna Last Year´s Lemons, nasce dal lancio sul mercato delle nuove Bud Light Seltzer Lemonades, una linea di limonate con vari sapori fruttati. Negli Stati Uniti esiste il detto “When life gives you lemons, make lemonade.”, un modo di dire che incoraggia ad essere ottimisti - ancora una volta - di fronte alle difficoltà della vita.



Il 2020 ci ha regalato molte fregature e svariati momenti difficili, “limoni”, appunto. Su questo spiacevole dato di fatto, Wieden+Kennedy - l’agenzia ideatrice della campagna - ha basato il suo geniale insight: il 2020 ci ha dato tanti “limoni"? Ok, non c’è momento migliore per Bud Light di lanciare una nuova linea di limonate. Non fa una piega. Intuizione semplice e immediata che, con un’ironia spiazzante, mette in scena una metafora tragicomica della pandemia, rappresentando gli ultimi - terribili - dodici mesi, in modo surreale e delirante.

 



Anche in una situazione catastrofica come quella che ci ha riservato il 2020, Bud Light ha saputo tirare fuori il coniglio dal cilindro, e lo ha fatto nel momento più opportuno, restando fedele a sé stesso, ribadendo i propri valori aziendali e, non ultimo, garantendosi la piena visibilità, durante un evento dall’incredibile risonanza mediatica come il Super Bowl.


29.01.2021 # 5609

Adelma Rago // 0 comments

Con “Moving forward”, FedEx ci ricorda il suo ruolo chiave nella campagna vaccini

Ecco come il brand si è legato ad un tema di importanza globale.

FedEx ha sempre investito molto nel marketing, finanziando annunci di successo. Visual puliti, immediati, impossibili da non cogliere o da fraintendere. In buona sostanza, geniali.



L’immagine che FedEx ha dato di sé fino ad oggi, attraverso i propri annunci, è quella di un marchio affidabile, che ha fatto della rapidità e dell’efficenza i suoi due valori portanti.



A seconda delle diverse strategie, ha messo in luce tutti i suoi maggiori pregi: alcune campagne hanno fatto leva sulla capacità di FedEx di accorciare le distanze, in altri casi, il visual, ha giocato maggiormente su concetti come l’attenzione del servizio all’integrità dei prodotti da consegnare, o ha teso a rimarcare la velocità delle proprie spedizioni.



Altre volte ancora, FedEx, ha ricordato ai clienti che i suoi corrieri sono in grado di arrivare proprio ovunque e, a proposito di luoghi impervi, il brand, in alcune occasioni, si è anche spinto nell’insidioso territorio della pubblicità comparativa, riuscendo a venirne fuori con grande eleganza ed ironia.



In questo momento di crisi sanitaria, FedEx ha colto l’occasione di legare la propria immagine ad una questione di rilevanza globale: consegnare milioni di dosi di vaccino in tutto il mondo. E far si che tutti lo sappiano. Per diffondere la notizia, BBDO ha ideato uno spot che cattura alcuni momenti tipici della nostra vita ante-Covid e li fa scorrere all’indietro, proprio come accade in Tenet, l’ultima fatica di Christopher Nolan. Scene comuni, di vita normale, mandate semplicemente in rewind: bambini che corrono all’indietro uscendo da scuola, un compleanno in cui le candeline si accendono, una maratona che torna verso la partenza, le lancette di un orologio che scandiscono il tempo in senso antiorario, un matrimonio dove il riso torna nelle mani di chi lo ha lanciato, una palla che esce dalla rete durante un gol, in uno stadio affollato.


Un titolo bianco su sfondo nero inverte questo flusso “Stiamo facendo la nostra parte nel consegnare i vaccini per il Covid-19.” e il normale corso del tempo è ristabilito, mentre osserviamo le immagini del viaggio di quello che scopriamo essere un lotto di vaccini, recapitato a destinazione grazie a vari mezzi FedEx. Un altro titolo, ci ricorda che “Così la vita può andare avanti.” e, in chiusura, il gruppo di scolari che avevamo visto all’inizio della campagna, corre per uscire da scuola, normalmente, come è sempre stato. La line finale “Where now meets next.”, ci ricorda che FedEx è sempre un passo avanti, anche in questa circostanza.


Possiamo essere più o meno d’accordo, rispetto alla direzione che hanno preso le nostre vite da quasi un anno a questa parte. Alcuni sostengono di essere andati avanti comunque, ogni giorno, nonostante tutto. Altri potrebbero sostenere che, in questi mesi, sia stata una condizione di stasi, di stand-by, a caratterizzare il proprio quotidiano. FedEx ha voluto mostrare la propria personale visione in merito, comunicandola al mondo non solo per veicolare il suo messaggio ma anche per legare il suo brand ad un evento di portata storica. Come dargli torto?


19.01.2021 # 5607

Adelma Rago // 0 comments

21iLAB estende le proprie competenze grazie all’acquisizione di Senspin the Sensory Design company

In un mondo sovraesposto agli stimoli, l’experience è la chiave di volta...

Milano, Gennaio 2021 - In un mondo sovraesposto agli stimoli, l’experience è la chiave di volta. 21iLAB approccia il rinnovato scenario della comunicazione focalizzandosi su questo fondamentale ingrediente con l’acquisizione di Senspin GmbH, l’agenzia made in the Alps specializzata in Sensory Design.


Grande valore aggiunto all’innovazione già presente nel portfolio di servizi di 21iLAB: ad un mondo caratterizzato da eccedenza di informazioni, lifestyle frenetico e stress emozionale, Senspin risponde con attenzione consapevole, mindfulness e benessere esperienziale, mettendo le basi di come, in futuro, le persone sperimenteranno luoghi e prodotti.


21iLAB sta crescendo velocemente ed il team, dislocato tra Vaduz, Zurigo, Milano - e da ora anche Bolzano - progetta e implementa soluzioni di comunicazione tailor-made, mettendo sempre al centro il cliente e rispondendo alle esigenze in costante evoluzione di uno scenario in rapida trasformazione: l’approccio garantito è sempre open-minded e dalla prospettiva internazionale.


Le vicende degli ultimi mesi hanno trasformato completamente il modo in cui si comunica in tutti i settori. Specialmente nelle situazioni in cui i touchpoint con il consumatore si sono drasticamente ridotti, è ora più importante che mai focalizzarsi sull’esperienza, così da poter raggiungere il cosiddetto “wow effect” e produrre indimenticabili soluzioni di comunicazione.


Simone Radaelli, CEO di 21iLAB, crede fortemente in questa strategia: “I nostri clienti hanno bisogno di un partner affidabile e proiettato sul futuro per 

l’ideazione di soluzioni di comunicazione innovative. L’ingrediente experience è dunque un must sia nel digital che nella comunicazione, soprattutto in questo momento fortemente competitivo”.


Federica Belloni, co-founder di Senspin GmbH, è entusiasta di iniziare questa nuova avventura con 21iLAB: “Porteremo i nostri concept innovativi e il nostro know-how scientifico e culturale all’interno di una struttura organizzata, in cui le nostre idee di business diventeranno eccellenti progetti volti a rispondere a questa crescente domanda dei clienti di unicità ed originalità”.



 

21iLAB, pluripremiato e multiculturale Digital Solutions Partner, ha sede a Vaduz ed è presente con uffici a Zurigo, Milano e Bolzano.

Oltre 19 gli anni di esperienza, 8 le lingue parlate da un team di più di 30 esperti.

Con curiosità e passione al timone, che mantengono il focus su tecnologie innovative e marketing insights, 21iLAB progetta ed implementa soluzioni digitali studiate su misura mettendo al centro il cliente e rispondendo alla domanda di un mercato in rapida evoluzione.

21iLAB è parte di Fritz Kaiser Group, con sede nel Principato del Liechtenstein e presente con uffici in Svizzera, Germania, Italia, e Polonia.

Senspin GmbH, fondata a Bolzano (South Tyrol) nel 2018 da Federica Belloni e Lodovico Minelli, mette a frutto il lavoro di ricerca di oltre un decennio in relazione a come i sensi, le percezioni e le emozioni impattino sul design innovativo, sul branding e sulle operazioni di marketing. Senspin è in continua connessione con un network globale di esperti professionisti

collocati nella regione alpina in Europa e nella Silicon Valley.

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