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29.01.2021 # 5609

Adelma Rago //

Con “Moving forward”, FedEx ci ricorda il suo ruolo chiave nella campagna vaccini

Ecco come il brand si è legato ad un tema di importanza globale.

FedEx ha sempre investito molto nel marketing, finanziando annunci di successo. Visual puliti, immediati, impossibili da non cogliere o da fraintendere. In buona sostanza, geniali.



L’immagine che FedEx ha dato di sé fino ad oggi, attraverso i propri annunci, è quella di un marchio affidabile, che ha fatto della rapidità e dell’efficenza i suoi due valori portanti.



A seconda delle diverse strategie, ha messo in luce tutti i suoi maggiori pregi: alcune campagne hanno fatto leva sulla capacità di FedEx di accorciare le distanze, in altri casi, il visual, ha giocato maggiormente su concetti come l’attenzione del servizio all’integrità dei prodotti da consegnare, o ha teso a rimarcare la velocità delle proprie spedizioni.



Altre volte ancora, FedEx, ha ricordato ai clienti che i suoi corrieri sono in grado di arrivare proprio ovunque e, a proposito di luoghi impervi, il brand, in alcune occasioni, si è anche spinto nell’insidioso territorio della pubblicità comparativa, riuscendo a venirne fuori con grande eleganza ed ironia.



In questo momento di crisi sanitaria, FedEx ha colto l’occasione di legare la propria immagine ad una questione di rilevanza globale: consegnare milioni di dosi di vaccino in tutto il mondo. E far si che tutti lo sappiano. Per diffondere la notizia, BBDO ha ideato uno spot che cattura alcuni momenti tipici della nostra vita ante-Covid e li fa scorrere all’indietro, proprio come accade in Tenet, l’ultima fatica di Christopher Nolan. Scene comuni, di vita normale, mandate semplicemente in rewind: bambini che corrono all’indietro uscendo da scuola, un compleanno in cui le candeline si accendono, una maratona che torna verso la partenza, le lancette di un orologio che scandiscono il tempo in senso antiorario, un matrimonio dove il riso torna nelle mani di chi lo ha lanciato, una palla che esce dalla rete durante un gol, in uno stadio affollato.


Un titolo bianco su sfondo nero inverte questo flusso “Stiamo facendo la nostra parte nel consegnare i vaccini per il Covid-19.” e il normale corso del tempo è ristabilito, mentre osserviamo le immagini del viaggio di quello che scopriamo essere un lotto di vaccini, recapitato a destinazione grazie a vari mezzi FedEx. Un altro titolo, ci ricorda che “Così la vita può andare avanti.” e, in chiusura, il gruppo di scolari che avevamo visto all’inizio della campagna, corre per uscire da scuola, normalmente, come è sempre stato. La line finale “Where now meets next.”, ci ricorda che FedEx è sempre un passo avanti, anche in questa circostanza.


Possiamo essere più o meno d’accordo, rispetto alla direzione che hanno preso le nostre vite da quasi un anno a questa parte. Alcuni sostengono di essere andati avanti comunque, ogni giorno, nonostante tutto. Altri potrebbero sostenere che, in questi mesi, sia stata una condizione di stasi, di stand-by, a caratterizzare il proprio quotidiano. FedEx ha voluto mostrare la propria personale visione in merito, comunicandola al mondo non solo per veicolare il suo messaggio ma anche per legare il suo brand ad un evento di portata storica. Come dargli torto?


25.01.2021 # 5608

Adelma Rago //

Heinz: 150 anni di storia, di campagne innovative, coinvolgenti e memorabili

Scopriamo insieme l’ultima iniziativa dell’inconfondibile brand…

Le campagne Heinz, da sempre, rappresentano un modello di creatività di altissimo livello. Spesso sono prese ad esempio per i loro geniali insights semplici ed efficaci, in grado di esaltare non solo la qualità del prodotto ma anche l’unicità del brand. 


Qualche anno fa Heinz, con una mossa imprevedibile e a dir poco astuta, ha deciso di cogliere al volo - nel vero senso della parola - la citazione che la celebre serie tv Mad Men ha fatto in suo onore. In una scena della sesta stagione, infatti, Don Draper propone ai dirigenti della storica azienda, tre soggetti per la sua campagna: in ognuno di essi il prodotto è assente e si possono ammirare solo tre tipi diversi di cibi invitanti, accompagnati dal titolo “Pass the Heinz.”. Volendo intendere che quando si parla di ketchup, si parla di Heinz. 

Nella serie, la campagna viene rifiutata ma ci ha pensato la Heinz - quella vera - a dare il giusto risalto alla campagna di Don. Con un potente crossover tra serie tv e realtà, il brand ha deciso di non sciupare questa fantastica idea e, nel 2017, l’ha realizzata esattamente come Don Draper l’aveva immaginata, compiendo un’operazione di successo che ha coinvolto stampa, affissioni e social.


Grazie ad un altro guizzo creativo, Heinz ha deciso di giocare con la propria etichetta. 

Nonostante sia un bene di largo consumo, con questa campagna, l’azienda ha voluto trattare il proprio prodotto di punta come un condimento pregiato, il quale, per non essere sprecato, va versato sul cibo in modo particolare. Ruotando l’etichetta sulle bottiglie di ketchup, l’ha resa leggibile solo inclinando di 45 gradi il famoso contenitore. Un modo intelligente di sorprendere i propri - fedelissimi - consumatori.



E veniamo all’ultima delle tante idee vincenti di Heinz, che ha deciso di coinvolgere nuovamente sia i propri clienti che la sua famosa etichetta. Come il rosso del suo ketchup, o il suo storico font, anche quest’ultima è entrata nell’immaginario collettivo e, su questo, il brand ha saputo investire sapientemente. Di recente, Kraft Heinz Canada - grazie all’agenzia Rethink - ha dato vita ad un esperimento sociale dal titolo DrawKetchup, nel quale si chiedeva ai partecipanti di disegnare del semplice ketchup, senza specificarne la marca: la maggior parte delle persone, ha realizzato una bottiglia di Heinz.



Daniel Gotlib, direttore associato BBI della divisione canadese di Kraft Heinz Company, ha dichiarato in merito: “Abbiamo appreso che quando le persone pensano al ketchup, pensano e visualizzano Heinz: tutto, dal nostro rosso intenso e il nome distintivo, all’etichetta chiave di volta e, naturalmente la nostra iconica bottiglia di vetro.”


L’esperimento è stato condotto in cinque continenti ed ha dato vita ad un video promozionale e ad una divertente opportunità per i clienti canadesi. Fino al 31 gennaio, infatti, sul sito drawketchup.ca sarà possibile inviare la propria idea di ketchup e, in seguito, i migliori 250 vinceranno una scatola ed una bottiglia personalizzata con il proprio disegno come etichetta.


Non possiamo fare altro che ammirare un brand che, in 150 anni di percorso, ha saputo portare avanti i propri valori aziendali senza mai stravolgerli, un marchio che è stato in grado di mantenersi coerente, adattando il proprio linguaggio alle tante innovazioni e alle innumerevoli possibilità offerte dall’advertising e dalla comunicazione.


19.01.2021 # 5607

Adelma Rago //

21iLAB estende le proprie competenze grazie all’acquisizione di Senspin the Sensory Design company

In un mondo sovraesposto agli stimoli, l’experience è la chiave di volta...

Milano, Gennaio 2021 - In un mondo sovraesposto agli stimoli, l’experience è la chiave di volta. 21iLAB approccia il rinnovato scenario della comunicazione focalizzandosi su questo fondamentale ingrediente con l’acquisizione di Senspin GmbH, l’agenzia made in the Alps specializzata in Sensory Design.


Grande valore aggiunto all’innovazione già presente nel portfolio di servizi di 21iLAB: ad un mondo caratterizzato da eccedenza di informazioni, lifestyle frenetico e stress emozionale, Senspin risponde con attenzione consapevole, mindfulness e benessere esperienziale, mettendo le basi di come, in futuro, le persone sperimenteranno luoghi e prodotti.


21iLAB sta crescendo velocemente ed il team, dislocato tra Vaduz, Zurigo, Milano - e da ora anche Bolzano - progetta e implementa soluzioni di comunicazione tailor-made, mettendo sempre al centro il cliente e rispondendo alle esigenze in costante evoluzione di uno scenario in rapida trasformazione: l’approccio garantito è sempre open-minded e dalla prospettiva internazionale.


Le vicende degli ultimi mesi hanno trasformato completamente il modo in cui si comunica in tutti i settori. Specialmente nelle situazioni in cui i touchpoint con il consumatore si sono drasticamente ridotti, è ora più importante che mai focalizzarsi sull’esperienza, così da poter raggiungere il cosiddetto “wow effect” e produrre indimenticabili soluzioni di comunicazione.


Simone Radaelli, CEO di 21iLAB, crede fortemente in questa strategia: “I nostri clienti hanno bisogno di un partner affidabile e proiettato sul futuro per 

l’ideazione di soluzioni di comunicazione innovative. L’ingrediente experience è dunque un must sia nel digital che nella comunicazione, soprattutto in questo momento fortemente competitivo”.


Federica Belloni, co-founder di Senspin GmbH, è entusiasta di iniziare questa nuova avventura con 21iLAB: “Porteremo i nostri concept innovativi e il nostro know-how scientifico e culturale all’interno di una struttura organizzata, in cui le nostre idee di business diventeranno eccellenti progetti volti a rispondere a questa crescente domanda dei clienti di unicità ed originalità”.



 

21iLAB, pluripremiato e multiculturale Digital Solutions Partner, ha sede a Vaduz ed è presente con uffici a Zurigo, Milano e Bolzano.

Oltre 19 gli anni di esperienza, 8 le lingue parlate da un team di più di 30 esperti.

Con curiosità e passione al timone, che mantengono il focus su tecnologie innovative e marketing insights, 21iLAB progetta ed implementa soluzioni digitali studiate su misura mettendo al centro il cliente e rispondendo alla domanda di un mercato in rapida evoluzione.

21iLAB è parte di Fritz Kaiser Group, con sede nel Principato del Liechtenstein e presente con uffici in Svizzera, Germania, Italia, e Polonia.

Senspin GmbH, fondata a Bolzano (South Tyrol) nel 2018 da Federica Belloni e Lodovico Minelli, mette a frutto il lavoro di ricerca di oltre un decennio in relazione a come i sensi, le percezioni e le emozioni impattino sul design innovativo, sul branding e sulle operazioni di marketing. Senspin è in continua connessione con un network globale di esperti professionisti

collocati nella regione alpina in Europa e nella Silicon Valley.

14.12.2020 # 5601

Adelma Rago //

Il Natale Amazon: da “Everybody Needs Somebody to Love” a “The show must go on” la musica è davvero cambiata

Che succede se proviamo a guardare a distanza di un anno la campagna natalizia di un grande brand?

Spesso, solo da un confronto diretto può venir fuori un’evidenza: quello fra lo storytelling del Natale Amazon 2019 e 2020 ne è la prova.

Come eravamo un anno fa? Che Natale ci preparavamo a vivere? Sicuramente eravamo tutti alle prese con acquisti e regali. E tra i protagonisti della campagna di Natale Amazon 2019 c’erano loro, i prodotti.

Naturalmente chiusi nelle iconiche box sorridenti - e intonate - in viaggio verso i propri destinatari. Così, clienti e dipendenti del colosso dell’e-commerce, di età, genere e provenienza differenti, nel Natale Amazon 2019, erano tutti uniti da una festosa atmosfera di attesa e dalla canzone Everybody Needs Somebody to Love, brano registrato nel 1964 da Solomon Burke e presente nella celebre colonna sonora di The Blues Brothers (1980).

Un commercial di Natale, dunque, come tutti quelli realizzati da ogni grande brand lo scorso anno.
Ecco il video del Natale Amazon 2019:


All’inizio della crisi, tutti noi ci chiedevamo se quest’ultima sarebbe passata senza lasciare solchi evidenti a livello globale o se invece avrebbe modificato nel profondo la nostra sensibilità e le nostre abitudini. Personalmente, qualche mese fa, avrei scommesso sulla prima opzione.

Come ognuno di noi ha avuto modo di notare, il mondo dell’advertising è cambiato, adattandosi alle nuove esigenze del target. Ma occorre guardare indietro per scoprire davvero quanto sia profondo tale cambiamento. Osservandole adesso, le scene rappresentate nel Natale Amazon 2019 appaiono lontane anni luce, appartenenti quasi ad un’altra epoca: abbracci, strette di mano, baci, viaggi e scene di aggregazione gioiosa sembrano non fare più parte del nostro modo di vivere, perché, di fatto, è così. Per di più, non proviamo solo un senso di nostalgia nel vedere queste scene ma anche un senso di straniamento e timore, segni inequivocabili di un importante mutamento nella nostra concezione di socialità.

Con il Natale Amazon 2020, si cambia registro. A partire dal mood dettato dalla cover di “The show must go on” dei Queen e realizzata da Peter Mauder, un brano che si adatta perfettamente ad uno storytelling drammatico e intenso. Seguiamo una giovane ballerina di danza classica prepararsi ad interpretare il ruolo di protagonista in una rappresentazione teatrale. Vediamo la sua dedizione e la sua determinazione stroncate dal lockdown e la sua delusione guarita dal sostegno dei suoi cari che l’aiutano a realizzare in modo romantico - e alternativo - l’esibizione. In questo commercial, il protagonista assoluto è il target, le sue aspirazioni e i prodotti Amazon diventano un mezzo per realizzarle.





“Lo spettacolo deve andare avanti” è questo il messaggio che il Natale Amazon 2020 vuole comunicare, un messaggio che, ad oggi, potrà sembrare amaro ma che, a ben vedere, è anche carico di speranza e ci invita a proiettare noi stessi in avanti, verso i nostri sogni. Nonostante tutto.

30.11.2020 # 5599

Adelma Rago //

Chanel N°5 e i suoi “Film”: quando l’arte della cinematografia incontra la pubblicità

Saranno le sue muse, o i suoi registi, sarà che è Chanel N°5, e l’uscita di uno dei suoi “Film” è sempre un evento.

Chanel N°5 lancia “Le Film” 2020 con Marion Cotillard, l’ultimo di una lunga serie di commercial suggestivi e memorabili.

Atmosfere oniriche, romanticismo, femminilità e, naturalmente, un oggetto iconico, ammantato di magia: sono queste le caratteristiche principali dei Film di Chanel N°5.
La capacità di portare il target lontano, di sospenderlo nel tempo e nello spazio, è un tratto comune a molte campagne delle fragranze più note. Dunque, cosa rende tali i Film di Chanel N°5?

“La sceneggiatura, la sceneggiatura, la sceneggiatura.” diceva Alfred Hitchcock, quando gli chiedevano cosa servisse per fare un gran film, e i commercial di Chanel N°5, hanno sempre avuto questo quid in più. Le protagoniste non sono solo dive che camminano suadenti in contesti patinati. Le muse di Chanel, compiono dei veri e propri viaggivivono e, soprattutto, amano.


Come amava Nicole Kidman in Moulin Rouge!, così Baz Luhrmann - regista della pellicola del 2001 - la ritrae ne Le Film del 2004. Con il suo inconfondibile sguardo, enfatico, quasi lirico, Luhrmann segue la diva in fuga dalla propria realtà, fatta di luci della ribalta, flash e popolarità. Sulle note di Claire de Lune di Debussy, la donna incontra un giovane uomo - interpretato da Rodrigo Santoro - che ignora la sua fama e si innamora di lei. Per un breve momento, vivono insieme lontani da tutto e da tutti, poi lei sceglierà di tornare alla propria vita dorata, lasciandogli in dono “Il suo bacio, il suo sorriso, il suo profumo.”. Un amore indimenticabile, che ricorderanno per sempre.

Saper cedere alla spensieratezza, alla passione, all’incoscienza, e poi tornare saldamente al comando della propria esistenza: per far questo, non bisogna essere per forza una diva. Basta essere una donna che sa scegliere, indipendente, una donna Chanel N°5.


Sempre nel 2001, Il favoloso mondo di Amélie di Jean-Pierre Jeunet rende noti a tutti il talento e il fascino di Audrey Tautou. Per il Film del 2009, ancora una volta, la strategia di Chanel è quella di riunire il regista alla sua protagonista. Nasce così Train de Nuit, un viaggio in treno da Parigi ad Istanbul, durante il quale la Tatou incrocia fugacemente lo sguardo di un ragazzo avvenente e misterioso, interpretato dal modello Travis Davenport.
Nel corso della sua visita ad Istanbul, la donna vaga per le meraviglie della città, perdendosi sulle note languide di I´m A Fool To Want You di Billie Holiday. Scattando una fotografia da un battello turistico, ritrae casualmente il ragazzo del treno che la osserva in lontananza. I due si incontreranno solo al termine del viaggio, in piedi su un mosaico, raffigurante il famosissimo logo Chanel, grazie all’inconfondibile scia di N°5 lasciata dalla protagonista.
Jeunet cita sé stesso nel frame in cui una porta separa i due futuri amanti, e sono tanti i dettagli che ricordano il suo stile: dai primissimi piani angolati, alla fotografia calda, da una sorta di kammerspiel - più voyeuristico, che asettico - alle prospettive profonde e marcate. L’immagine del profumo è presente ma inserita perfettamente nel contesto della narrazione: lei sta percorrendo il suo viaggio, nonostante ripensi spesso a quell’incontro, mentre lui la fiuta, letteralmente.

Nuovamente una donna indipendente che, seppur affascinata, si lascia inseguire e, solo alla fine, afferrare.


E arriviamo a Le Film del 2020, con protagonisti Marion Cotillard e l’ex étoile de L’ Opéra di Parigi Jérémie Bélingard. A girare la campagna è Johan Renck, regista di quel piccolo gioiello di serie televisiva che è Chernobyl.

Renck illumina una Parigi, buia, deserta, glaciale, con una luna maestosa, calda e scintillante. Seguiamo Marion Cotillard - capelli raccolti in una coda bassa, avvolta da un solenne mantello - mentre si dirige sul lato di un ponte. Notiamo che indossa dei pantaloni neri ed una blusa bianca, il cui morbido fiocco le conferisce un’aria da rivoluzionaria d’antan, vagamente gotica.

Attratta dalla luce della luna, resta ad osservarla, per poi chiudere gli occhi: in un battito di ciglia, siamo sulla luna insieme a lei e al suo partner.
I due danzano su un suolo non freddo ma dorato, luccicante, vivo e le loro movenze sono poetichegiocosepiene di gioia, tutt´altro che maliziose.
La mimica - sulle note di Team scritta da Lorde e Joel Little - è eloquente: i protagonisti si attirano a vicenda ma, appena si sfiorano, sembrano spinti lontano l’uno dall’altra da una forza invisibile.
Inseguendosi l´un l´altra, scivolano a rotta di collo in un enorme cratere e, infine, lei lo conduce su una vetta dalla quale si ammira la Terrasfocata e lontana. Su questa vetta, la gravità lunare sembra prevalere e i due si sollevano dal suolo. Fluttuando abbracciati, lei sfiora le labbra di lui con due dita e subito dopo le porta al lato del collo, nel gesto tipico di chi indossa Chanel N°5.
Il film si chiude con i due protagonisti in piedi - nello stesso punto dove avevamo lasciato la Cotillard - ad ammirare insieme la luna per poi sorridersi a vicenda, pieni di complicità.

Tralasciando il chiaro omaggio a Le Voyage dans la lune di Méliès, il film - come i precedenti - continua a farci viaggiare ma stavolta, per sognare, abbiamo bisogno di allontanarci molto dal nostro contesto abituale, e raggiungere addirittura il suolo lunare.
Appare chiaro, inoltre, che Chanel stia rielaborando la sua concezione di amore e di coppia. L’ultimo frame che ritrae i protagonisti, è particolarmente significativo in tal senso: la nuova visione è quella di un amore paritario, un’unione che nasce proprio da una condizione di uguaglianza. Senza togliere nulla alla donna Chanel N°5 - sempre carismatica e fulcro dell’azione - la maison stavolta sceglie di affiancarle un compagno non solo incantato e adorante ma complementare.

L’evoluzione dei valori di Chanel, emerge chiaramente da questi piccoli capolavori della cinematografia: tre storytelling molto diversi ma intensi e coinvolgenti, legati al sogno, al viaggio e alla libertà di amare e di essere.

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