alexa

Ilas sui social network

Iscriviti alla newsletter Ilas

logo-ilas
logo-ilas logo-ilas

MENU

cercaCERCA

ILAS è una scuola di specializzazione che opera esclusivamente
nell'ambito della comunicazione visiva.

 
icona

La scuola

100% comunicazione visiva

icona

La scuola
Storia, struttura e organizzazione

icona

I docenti
I curricula di tutti i docenti

icona

Certificazioni
Il valore di un corso Ilas

icona

Attività
Corsi, seminari e contest

icona

Social, blog e magazine
Scopri ilas 2.0

 
icona

I Corsi

Elenco dei corsi Ilas divisi per tipologia

Corsi Adobe MensiliPHOTOSHOP | ILLUSTRATOR | INDESIGN

Corsi Annuali CompletiGRAFICA | FOTO | WEB | PUBBLICITÀ | SOCIAL

Corsi Brevi TematiciFOTO STARTUP | COPY | MONTAGGIO

Elenco corsi brevi tematiciPer ogni corso è indicata la quota mensile iva (22%) compresa

 

Corsi di Grafica 3DMAYA | RHINO | STAMPA 3D

Elenco corsi grafica 3DPer ogni corso è indicata la quota mensile iva (22%) compresa

Corsi Annuali CoordinatiPERCORSI MULTIDISCIPLINARI

Corsi Avanzati GRAFICA | FOTOGRAFIA | PHP | MOBILE APP

 

Cerchi un talento della comunicazione visiva?
 

Inserisci AnnuncioArea riservata alle aziende

Scegli CandidatoArea riservata alle aziende

Vai al PortfolioArea riservata alle aziende

Guarda i lavori realizzati dai nostri studenti
Oltre 9000 progetti realizzati nei corsi Ilas

ILAS - Istituto superiore di comunicazione visiva

icona

Recapiti telefonici

Italy / Napoli

tel(+39) 081 5511353
tel(+39) 081 4201345
fax(+39) 081 0070569

icona

Indirizzo

Italy / 80133 Napoli

Via Alcide De Gasperi, 45
Scala A

numero-verde

  • Adobe-Authorized-Training-Centre
  • Autodesk-Authorised-Training-Centre
  • Pearson-Vue-Authorized-Training-Centre
Blog // Pagina 3 di 15
20.12.2016 # 4732

// 0 comments

First Bank: Passwords

Blog! di Daria La Ragione

In questo tourbillon di campagna natalizie, quella che mi ha convinta di più non ha fiocchi di neve, cappelli rossi e biscotti allo zenzero, non ci sono renne, pacchetti e buoni sentimenti.

C’è un’idea semplice, realizzata con altrettanta semplicità, che va dritta la punto e ha tutto: ti fa sorridere, ti coinvolge perché ti identifichi subito, c’è una reason why, un consumer benefit e una promessa bella chiara. 

Certo, si poteva fare di meglio, forse rendendo il tutto meno freddo, ma a ben guardare, questa freddezza, questo bianco asettico in cui sono calati i personaggi di questo commercial, serve a gestire il passaggio dall’iniziale semplicità – che ha una doppia funzione: perché iniziamo a capire “il gioco” prima che si complichi e perché simula il meccanismo reale che passa dalla tranquillità a un’ansia crescente – alla complessità che aumenta rapidamente, e che rappresenta perfettamente il vortice di stress in cui cadiamo quando cerchiamo di risalire a un’informazione che il nostro cervello ha nascosto da qualche parte.

Il finale arriva e risolve: ti fa desiderare quel prodotto perché è la soluzione a un problema che hai sperimentato, che tutti abbiamo sperimentato ed è una soluzione credibile.


Puoi guardarlo qui: First Bank: Passwords.



Advertising Agency: TDA_Boulder, USA

Art Director: Haley Garyet

Copywriter: Tim Kelly

Creative Director: Jeremy Seibold

Director: Perlorian Brothers


29.11.2016 # 4715

Daria La Ragione // 0 comments

Wes Anderson e il nuovo spot di H&M

Blog! di Daria La Ragione

Prendi un premio Oscar, prendi un regista visionario (pluricandidato ma mai vincitore di Oscar), aggiungi un po’ di neve, un cappello rosso con pelliccia bianca e una scenografia tutta in tonalità pastello, agita bene ed ecco servito il commercial natalizio di H&M.


Quest’anno l’azienda svedese ha deciso di affidare gli auguri a un genio del cinema, conosciuto per i personaggi surreali e incantati, Wes Anderson, regista di Grand Budapest Hotel, in cui tra l’altro aveva diretto anche lo stesso Adrian Brody, protagonista del commercial.

Come Togheter racconta la mattina di Natale in un treno costretto a una deviazione dal mal tempo. Lontani da casa e dalle rispettive famiglie, i passeggeri si ritrovano a festeggiare lo stesso, tra sconosciuti, grazie al capo treno e alla sua perseveranza nel creare il perfetto clima natalizio.

Non è una novità che grandi brand si affidino a registi di primo piano per i loro spot: lo aveva fatto Barilla con Wim Wenders una quindicina di anni fa, e con il premio Oscar Gabriele Salvatores lo scorso anno, Kenzo si era affidata al genio di Spike Jonze e sempre di più i budget e le grandi produzioni sembrano allontanarsi dal cinema e spostarsi verso tv e nuovi media.

Tenero, trasognato, un po’ surreale, Come Togheter è un piccolo gioiellino che H&M regala ai suoi clienti.

 

21.11.2016 # 4712

Daria La Ragione // 0 comments

Il Natale sta arrivando!

Blog! di Daria La Ragione

Probabilmente nelle vostre case il Natale arriverà a dicembre, magari non il 24 a mezzanotte, un paio di settimane prima forse, se siete tradizionalisti e vi piace decorare l’albero nel giorno deputato (che sarebbe l’8).

Se però vi occupate di pubblicità, marketing e affini, il Natale per voi è arrivato già da qualche settimana. Lo hanno portato i clienti, quelli bravi, che sanno che bisogna muoversi per tempo e darvi la possibilità di riflettere sulle cose e farle bene (gli altri se ne ricorderanno dal 5 al 20, ‘tacci loro).

Per questo le campagne sul Natale sono già on air, tanto che possiamo già partire con la prima gallery di cose fatte bene, molto bene, benino.

La prima è per l’aeroporto inglese di Heathrow, che sceglie la via dei buoni sentimenti e della tenerezza: due vecchi orsacchiotti volano dai nipotini per festeggiare insieme: il vero regalo è proprio questo.


Creative Agency: Havas, London, UK

Creative Director: Ben Mooge

Creatives: Daniel Bolton, Barnaby Packham

 



La seconda focalizza l’attenzione su quella parte del Natale che tutti criticano: la dimensione consumistica. Ma a ben vedere le emozioni ci sono anche qui: sono quelle intense e senza filtro di quando eravamo bambini e scoprivamo sotto l’albero proprio quello che avevamo tanto desiderato. 

Best! Present! Ever! 3


Agency: The Viral Factory

 

 

 

 


Ancora sentimenti, quelli di amicizia, nel commercial Ikea: Natale è “stare in compagnia” e vale per tutti, alberi compresi. Ecco perché un gruppo di tre bimbi decide di rapirne uno per riportarlo nel bosco a festeggiare con la famiglia. L’idea non è nuovissima, ma l’atmosfera è davvero perfetta.



Advertising Agency: DDB, Brussels, Belgium

Creative Directors: Peter Ampe, Odin Saillé

 

11.11.2016 # 4705

Daria La Ragione // 0 comments

Corona - The wall

Blog! di Daria La Ragione

L’altra notte gli Stati Uniti hanno eletto il nuovo presidente. Un presidente che ha avuto la capacità di “parlare alla pancia del paese” come si usa molto dire da qualche anno, che è un giro di parole per dire che ha stimolato emozioni profonde, quasi sempre le peggiori: le paure, l’odio, la rabbia.

Attraverso un linguaggio violento, scegliendo un nemico a cui puntare, con slogan facili da propaganda del ventesimo secolo, Trump ha dato la scalato alla presidenza, facilitato non poco dall’avversario che scontava non pochi peccati originali (donna, esponente di un establishment molto odiato, membro di una famiglia di cui si ricordano più le ombre che non le luci).

Tra i suoi cavalli battaglia il famoso muro di separazione con il Messico, per tenere lontani (dagli occhi? dal cuore? dal mercato del lavoro?) i cittadini messicani ed essere certi (ma davvero basta un muro?) che non arriveranno più in USA.

Due giorni fa Corona, la famosa birra messicana, ha deciso di rispondere alla provocazione con una controprovocazione, ma non rivolta al neoeletto presidente, bensì - di nuovo - ai cittadini messicani.

Un gran bel commercial, sugli stereotipi, sul vittimismo, sulla necessità di reagire e di costruire il proprio futuro non “in risposta al comportamento altrui”, ma in modo proattivo: scegliamo chi vogliamo essere rimuovendo il muro più pericoloso, quello che abbiamo in testa, il limite che poniamo a noi stessi.

Defrontierizzatevi parte proprio da quel muro evocato tante volte da Trump, per invitare a prendere la vita per le corna sin miedo - senza paura, a non lasciarsi influenzare dallo stereotipo con cui si viene rappresentati online ma ad andare dritti verso i propri obiettivi.

Un’operazione di marketing intelligente e opportuna per Corona, che si racconta non soltanto come messicana, attirandosi di default tutte le simpatie di chi ha provato orrore per le proposte del neoeletto, ma come chi è orgogliosa di esserlo, con fierezza e grinta.

Advertising Agency: Leo Burnett, Mexico
Director: Rodrigo Saavedra
Art Direction: Julian Romera


  

Corona -  The Wall (English Subtitles) from Leo Burnett México on Vimeo.

11.11.2016 # 4704

Daria La Ragione // 0 comments

Vagina Varsity - l’università della vagina

Blog! di Daria La Ragione

In sedici lezioni, Vagina varsity promette di approfondire tutto quello che c’è da sapere sulla vagina: una promessa importante per questo commercial sui generis, che non ha scelto di certo l’understatement per promuovere un corso via email approfondito su una parte del corpo femminile la cui conoscenza è in genere meno che scarsa. Le due coloratissime signore protagoniste del corso e del commercial promettono di affrontare settimana dopo settimana temi importanti a partire, ça va sans dire, da “meet you vulva” per chiudere con quella davvero promette “all vaginas are amazing”. Il commercial per il mercato sud africano parte evocando la “V word” che terrorizza il mondo - e non è Voldemort - continua con le donne spaventate da “ciò che sta in basso” - e non è l’Australia - ma al di là del tono scanzonato e divertente affronta temi importanti che riguardano l’igiene, quando consultare un medico, cos’è l’imene. Argomenti che si pensa siano destinati alle giovanissime, ma che sono quasi sconosciuti anche a molte donne adulte.

Vagina Varsity è un’iniziativa di Libresse - in Italia conosciuta come Nuvenia - intelligente e molto interessante per una brand image ben definita, che per una volta non punta sulle emozioni ma su un universo scanzonato e ironico.

Advertising Agency: BBDO, South Africa





02.11.2016 # 4695

Daria La Ragione // 0 comments

Halloween - la gallery

Blog! di Daria La Ragione

Come ogni anno Halloween è passato tingendo di arancione, nero e viola praticamente ogni cosa.
Nata in Irlanda come capodanno celtico, All Hallows’ Eve - la vigilia di ogni santi - è diventata un grande evento commerciale che partendo dagli Stati Uniti ha finito per contagiare tutto l’emisfero occidentale. La pubblicità, va da sé, non perde l’occasione di celebrare a modo suo questo evento.
Ecco una piccola gallery di commercial che sfruttano la ghiotta occasione per una comunicazione ironica e divertente,

State Farm
La compagnia di assicurazioni americana gioca sul cliché dell’horror riproducendo le classiche situazioni in cui nei film i personaggi vengono aggrediti: il bosco di notte, la strada solitaria con la macchina bloccata. Qualche secondo di suspence che cresce e poi il finale, ovviamente tutt’altro che spaventoso.
 

 


Advertising Agency: DDB, New York, USA
Art Director: Dylan Ostrow
Copywriter: Turan Tuluy

Burger King
Un po’ come Coca Cola e Pepsi, anche Burger King e McDonald hanno una lunga storia di rivalità, prese in giro, botta e risposta. La battaglia di Halloween quest’anno è stata vinta senza dubbio dal primo, che per spaventare i suoi clienti si è travestito dal concorrente. Ha travestito perfino i propri panini, chiamandoli come quelli dei McDonald, mostrando un senso dell’ironia davvero notevole, ma non altrettanta originalità visto che già Coca Cola e Pepsi avevano giocato sullo stesso tema.
 


Advertising Agency: David, Miami, USA
Art Director: Ricardo Casal
Copywriter: Juan Pena



giffgaff
Chiude la gallery la compagnia telefonica inglese, famosa per inviare sim gratuitamente a chi pensa di trasferirsi in Inghilterra. Il commercial è una lunga serie di eventi spaventosi: la tribuna politica, un elenco infinito di email della mamma a cui rispondere, notifiche su notifiche dai social network e poi il peggiore di tutti gli incubi: un contratto telefonico della durata minima di due anni.
 


Director: Ninian Doff

26.10.2016 # 4688

Daria La Ragione // 0 comments

Una notte nella stanza di Van Gogh.

Blog! di Daria La Ragione

Non di soli commercial vive la pubblicità.
Anzi, i film pubblicitari sono una minima parte, quello che fa più rumore, non c’è dubbio, ma non per questo la migliore.
Una campagna davvero creativa l’ha messa in piedi l’agenzia Leo Burnett per l’Art Institute di Chicago, in occasione di una mostra su Van Gogh.
Si potrebbe pensare che non ci fosse bisogno, visto il calibro dell’artista, di grandi sforzi di comunicazione. Si potrebbe, certo, ma sarebbe un errore.
Andiamo con ordine.
L’idea è una di quelle così ovvie, semplici ed efficaci che uno si domanda perché nessuno ci abbia pensato prima. È quello che succede spesso davanti a un’idea davvero creativa.
Cosa ci avvicina davvero a un artista più dei suoi quadri? Forse viverci dentro.
E allora è stata ricreata con precisione ossessiva la celebre stanza di Van Gogh ed è stata resa disponibile su AirBnb: nemmeno a dirlo, sold out in 5 minuti.
Un’idea del genere costa poco - l’affitto di una stanza per un mese circa, l’acquisto di mobili vecchiotti, la pittura e poco altro - ma ottieni risultati impressionanti.
Se ne è parlato nei telegiornali di oltre cento paesi. I clienti che hanno trascorso una notte nella stanza non hanno potuto trattenersi dal postare foto sui social, particolarmente su Instagram, con gli hashtag #vangoghbedroom e #artinstitutchi. I siti di notizie e altro che hanno parlato dell’iniziativa sono stati moltissimi ed ecco i risultati:
- aumento del 250% della vendita dei biglietti;
- 200.000 visitatori;
- la mostra più vista di sempre al museo di Chicago.

Advertising Agency: Leo Burnett, Chicago, USA
Associate Creative Director / Art: John Regan
Associate Creative Director / Copywriter: Tor Lemhag
 


24.10.2016 # 4682

Daria La Ragione // 0 comments

Steve Cutts featuring Moby

Blog! di Daria La Ragione

L’ultimo video di Moby è appena uscito e ha già sbancato: condiviso sul profilo Facebook dell’artista ha raggiungo le 10.014.626 visualizzazioni in meno di due giorni. Sono ovviamente destinate ad aumentare parecchio, perché questi numeri riguardano esclusivamente Facebook e bisogna aggiungere un altro milione per il canale YouTube ufficiale.

 

 

Non è la canzone che sta raccogliendo tutto questo successo, ma il video disegnato e animato dall’illustratore inglese Steve Cutts: un racconto pessimista, disperato di una società schiava della tecnologia, iperconnessa ma incapace di comunicare, così attenta a mostrare agli altri ciò che accade che dimentica di guardare.

Steve Cutts non è nuovo a queste tematiche, anzi, al di là dei tanti lavori su commissione, i suoi progetti personali sono invece tutti in linea con quest’ultimo. Il più celebre di questi, Man, è un racconto angosciante di come l’uomo stia devastando il pianeta abusandone, uccidendo, devastando.



Ma ci sono anche tasselli davvero insospettabili in questo mosaico e uno dei più gustosi è questo:

Cutts ha disegnato una delle famosissime Couch Gag (le gag del divano) nella 27esima stagione dei Simpson, una versione Miami Vice di Homer tutta da gustare, ma soprattutto un Ned Flanders come non l’avete mai visto.


14.10.2016 # 4677

Ilas Web Editor // 0 comments

Watermopylaegrad

Blog! di Daria La Ragione

Diciamolo subito, la cosa migliore di questo commercial è il titolo: Watermopylaegrad, che è un mash-up di nomi di battaglie epiche che più non si può. 

Come dire che questa è più tosta di Waterloo, più delle Termopili (quella in cui Leonida e il suo sparuto gruppo di spartani hanno fatto vedere i sorci verdi a Serse), più di Stalingrado.

E che tutti questi eserciti insieme non sono ancora abbastanza per abbattere il nuovo pick-up Mitsubishi.

  

Watermopylaegrad - Mitsubishi from Agência Africa on Vimeo.


Una spacconata mica piccola.

Un’altra cosa veramente pregevole di questo commercial sono i costumi: dai Vichinghi a MadMax, dalla seconda guerra mondiale a una specie di tribù Maya, costumi, trucco e parrucco fanno la loro bella figura.

E anche la location funziona.

La musica sostiene bene il ritmo, è coinvolgente, molto giusta. Ed è anche ben girato: senza badare a spese per effetti speciali, camera car, riprese.

Sembra un film. Ma uno di quei film in cui costumi, musica, effetti speciali servono a sostenere una struttura che altrimenti non si reggerebbe da sola, perché qui l’idea è deboluccia. 

Si salva in corner con la scena finale: il pick up contro tutti gli eserciti di questa Watermopylaegrad schierati, si sposta in avanti e tutti indietreggiano spaventati.

Una spacconata, vero, ma ben fatta!


Advertising Agency: Africa, Brazil

Creative Directors: Alexandre Popoviski, Paulo Junger

Director: Vellas

Art Director: Marcelo Reginato

30.09.2016 # 4669

Daria La Ragione // 0 comments

Dove - Real beauty (for men)

Blog! di Daria La Ragione

Non sbagliano un colpo quelli Dove!

Sono anni che ci raccontano la bellezza autentica, che ci spiegano quanto sia irreale il concetto che stiamo costruendo di perfezione, anni eppure ancora non ci annoiano.

Il nuovo spot arriva perfino a proporre una metrica per valutare la bellezza: la frequenza cardiaca.

La storia è ben costruita, perché all’inizio ci lascia quasi delusi: uomini in poltrona, davanti a loro uno schermo su cui vengono proiettate foto di donne molto avvenenti, a loro viene chiesto di descrivere in cosa consista la bellezza che hanno davanti; lo sguardo, l’inaccessibilità, le labbra, l’idea di innocenza, la sfrontatezza. Insomma un bouquet di ovvietà che ci propinano ogni giorno le riviste, i social network, la televisione etc.

Quando la donna in questione piace molto, allora la frequenza cardiaca aumenta leggermente.

Poi sullo schermo le sconosciute lasciano il posto a una donna cara, amata: una figlia, una moglie, una nonna, una sorella.

E la musica cambia: allora la bellezza diventa una questione di intimità, di vicinanza, di condivisione, di percorsi comuni.

E la frequenza cardiaca sale e tanto, perché la vera bellezza tocca il cuore.

 



Cosa mi è piaciuto di questo commercial Dove è fin troppo ovvio. Poi però c’è anche qualcosa che mi ha lasciato un po’ di amaro in bocca: erano solo uomini, soltanto uomini chiamati a parlare (a giudicare?) della bellezza femminile.

Insomma lo stereotipo che si vuole combattere forse non è quello giusto: prima ancora della bellezza falsificata, bisognerebbe iniziare a discutere della necessità che sia uno sguardo maschile a decidere se una donna è bella o non lo è. la risposta potrebbe perfino essere un SÌ, non ne ho idea, ma credo che sia proprio arrivato il momento di cominciare a porre la questione.


Advertising Agency: Black Ship, Lisbon, Portugal

Creative Director / Copywriter: Henrique Neves

Art Director: Daniel Neves, Luis Stone

16.09.2016 # 4667

Daria La Ragione // 0 comments

KnowNo: se non posso dire no, allora non posso dire sì

Blog! di Daria La Ragione

KnowNo è un progetto nato per ribadire un concetto che purtroppo ha ancora bisogno di chiarezza: no vuol dire no, ma se una persona non è in condizioni di pronunciare il suo diniego non significa che abbia acconsentito.

Per il momento è poco più di un fail, ed è un peccato.

Dall’8 settembre, giorno in cui è partita la campagna, a oggi, il numero di like sulla pagina Facebook è tristemente basso, ancora peggio l’engagement su Instagram: l’invito a stampare il cartello con il claim della campagna e a condividerlo è stato seguito da pochissimi. L’hashtag funziona un po’ meglio su Twitter, ma non c’è da emozionarsi.

Come mai?


Proviamo a fare delle ipotesi.

Il commercial è abbastanza coinvolgente: è un montaggio di alcune performance in cui giovani donne (e un uomo) dormono per strada su letto, divani, coperte, circondate (ma non necessariamente) da bottiglie vuote, ai loro piedi un cartello che dice: se non posso dire no, allora non posso dire sì.

il messaggio è che quando una persona è ubriaca fradicia, sconvolta, quando non è pienamente padrona di sé, non è nemmeno in grado di partecipare volontariamente a un atto sessuale.

Ed è un messaggio importante almeno per un motivo: non c’è moralismo; quella concezione becera e medievale per cui il fatto di ubriacarsi, (insieme a un potenziale partner sessuale per di più, vergogna!), significa mettersi nelle condizioni di subire la volontà altrui, perché non si è abbastanza responsabili, caste, previdenti. Ecco, questa campagna non si ferma nemmeno a controbattere, perché in effetti dire “non è vero che te la sei andata a cercare” è già un modo di dare credito a questa obiezione assurda. 

Quindi, elementi a favore: è ben fatto, è un ottimo messaggio.

Però….


Per quanto sia ben girato, il commercial è poco coinvolgente: il tema sembra riguardare persone lontane e il target non si direbbe molto ben definito. Sono le donne? Ma loro lo sanno già che se sono incosciente allora non possono essere consenzienti. Sono gli uomini? E in che modo questo messaggi potrebbe convincerli a non abusare di una donna semisvenuta?

È l’opinione pubblica? In questo caso si poteva forse tentare una strada che coinvolgesse in modo più personale sul tema, facendo capire che a chiunque può capitare di trovarsi in difficoltà.

La gestione dei social è abbastanza triste: non c’è engagement, probabilmente non ci sono investimenti, tutto è lasciato alla buona volontà di qualcuno.

Risultato: 306 like sulla pagina e molta tristezza.


Advertising Agency: MarcUSA, Chicago, USA

Creative Directors: Snake Roth, Stephanie Franke

Art Director: Carly Neville

Copywriter: Tommy Crossen

Director: Robert Stockwell