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Mostre ed eventi // Pagina 107 di 220
13.10.2012 # 2688
Gino Marotta - Relazioni pericolose

Daria La Ragione // 0 comments

Gino Marotta - Relazioni pericolose

a Roma fino al 27 gennaio 2013

La Galleria nazionale d’arte moderna presenta una mostra-percorso, un esercizio sul linguaggio che mette in relazione la collezione del museo con alcune opere, sia storiche sia recenti, di Gino Marotta.
Si tratta di un itinerario che intende perlustrare i territori di confine tra moderno e contemporaneo: la mostra si articola per aree contigue, per empatia o contrasto. Dagli Environment del 1968 ricostruiti negli spazi del Museo, alle Veneri in metacrilato e materiali vari, fino alle Ninfee e alle Luci colorate più recenti. I lavori di Marotta sono posti anche fisicamente in dialogo con le opere della Galleria.
Il sottotitolo Relazioni pericolose evidenzia questo rapporto tra passato e presente, che è anche un ritorno dell’artista nel suo luogo di formazione.


13.10.2012 # 2689
Gino Marotta - Relazioni pericolose

Daria La Ragione // 0 comments

Steve McCurry - Viaggio intorno all'Uomo

a Genova fino al 24 febbraio 2013

Il 18 ottobre apre al pubblico a Palazzo Ducale di Genova una nuova grande mostra dedicata a Steve McCurry, prodotta e organizzata dalla Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, dal Comune di Genova e da Civita. Un nuovo appuntamento, che prosegue il percorso espositivo che Civita e SudEst57 hanno iniziato nel 2009 a Milano, per poi toccare Perugia e Roma, a cui hanno partecipato complessivamente 300.000 visitatori.
Steve McCurry non è solo uno dei più grandi maestri della fotografia del nostro secolo, premiato diverse volte con il World Press Photo Awards che si può considerare come una sorta di premio Nobel della fotografia, ma è un punto di riferimento per un larghissimo pubblico, soprattutto di giovani, che nelle sue fotografie riconoscono un modo di guardare il nostro tempo e, in un certo senso, "si riconoscono".
Saranno presentate in mostra oltre 200 foto, stampate in vari formati, con una netta prevalenza delle grandi dimensioni. In un video realizzato da Epson sarà raccontato, come in un back stage, il delicato lavoro della stampa a colori su carta fotografica.
Anche la mostra genovese comprenderà una antologia di tutta la produzione di McCurry, con numerose delle sue immagini più famose, a partire dal ritratto della ragazza afgana dagli occhi verdi, di cui è presentata tutta la storia, con scatti mai visti, un documentario di National Geographic proiettato in uno spazio dedicato e il materiale raccolto in giro per il mondo dallo stesso McCurry.


13.10.2012 # 2687
Gino Marotta - Relazioni pericolose

Daria La Ragione // 0 comments

SHAY FRISCH campo100535 B/N

a Roma fino al 27 gennaio 2013

Il lavoro dell’artista israeliano consiste nella creazione di campi elettrici e nella loro interazione con lo spazio circostante. Il campo è generato dall’assemblaggio di moduli, conduttori di corrente elettrica, attraverso i quali passa l’energia che si fa “forma”. Questi componenti industriali, che si trovano comunemente in commercio, mantengono all’interno una carica elettrica la cui perenne attività è rivelata da spie luminose.
Per l’occasione, al primo piano del museo l’artista presenta al pubblico un’installazione che si snoda all’interno di quattro sale. Come scrive Achille Bonito Oliva: “Il sistema di più campi tesi fa vibrare un unico campo elettromagnetico che permea le sale della Galleria Nazionale d’Arte Moderna, che accolgono la mostra... si forma così nella prima sala una fascia nera continua, una superficie monocroma sotto cui cova l’elettricità, inizialmente senza lasciare sbocco e progressivamente con tagli, feritoie, squarci di luce in successione ravvicinata... Progressivamente l’idea di campo altera le diverse sale, cresce di misura dopo la prima e la seconda, per produrre nella terza una sorta di supernova, una esplosione di energia luminosa in un cosmo da camera con tagli orizzontali che rimandano alla lontananza dell’infinito. Nella quarta sala il campo si richiude su se stesso e avvolge lo spettatore, spostandolo nell’epicentro di un potente campo elettromagnetico...”.
“...Shay Frisch opera sulla ambivalenza di un furor creativo che gioca tra sapiente svelamento e sublimazione dell’energia, tra il rumore della luce ed il silenzio del modulo, tra compostezza e potenza... ...accende insieme spiritualità della forma e modularità della ragione, sotto i nostri occhi appare un campo silenzioso abitato, una ragione profonda”.


13.10.2012 # 2686
Gino Marotta - Relazioni pericolose

Daria La Ragione // 0 comments

Paul Klee e l'Italia

a Roma fino al 27 gennaio 2013

Quattro sono i punti che riassumono l’Italia nella visione di Klee: natura, architettura, classicità e musica, ossia le fonti della sua arte, le basi tanto dei processi creativi quanto degli sviluppi propriamente tematici della sua opera. Tuttavia, per Klee l’Italia rappresentava soprattutto la visione della classicità, e questo spiega i suoi due viaggi in Sicilia. Non potendo recarsi in Grecia, studiò attentamente la Magna Grecia alla luce del suo amore per la letteratura classica e per il mito, che si manifesterà prepotentemente nell’ultima fase creativa, dominata da un senso tragico dell’esistenza. Anche la sua passione per la musica trova delle dirette connessioni con l’Italia. Affascinato dal melodramma, già durante il primo viaggio del 1901-1902, il giovane aspirante artista annota regolarmente nel suo diario tutte le rappresentazioni teatrali e operistiche e i concerti cui ha modo di assistere, commentandone esecuzione e regia scenica.
Due prestiti eccezionali dalla Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Roma attestano il fascino dell’arte antica su Klee. Nei suoi scritti l’artista ricorda l’emozione provata nel visitare Villa Adriana e la magia esercitata su di lui dalle sculture raffiguranti le muse. In mostra sono pertanto esposti la Testa di satiro (da Tivoli, marmo bianco, II secolo d. C., Museo Nazionale Romano delle Terme di Diocleziano) e la Statua di Calliope (marmo pentelico, Collezione Boncompagni Ludovisi, Museo Nazionale Romano in Palazzo Altemps).


13.10.2012 # 2685
Gino Marotta - Relazioni pericolose

Daria La Ragione // 0 comments

L'Italia di Le Corbusier

a Roma dal 18 ottobre 2012 al 17 febbraio 2013


Seguendo un filo cronologico e tematico al tempo stesso, attraverso 320 documenti originali e 300 fotografie, l’esposizione presenta i significati e i ruoli dell’Italia nella formazione artistica e nella concezione architettonica di Le Corbusier ripercorrendo il mutare dei punti di vista e degli interessi con i quali l’artista guarda alla cultura italiana nel corso della sua vita: dai primi viaggi agli inizi del Novecento ai progetti, mai realizzati, per il Centro Calcolo Olivetti di Rho e per l’Ospedale di Venezia degli anni Sessanta.
Il progetto espositivo prende le mosse dai quattro successivi viaggi nel nostro paese che Le Corbusier compie negli anni tra il 1907 e il 1923, cercando di comprendere dapprima la fisionomia delle grandi culture artistiche – dal tardo-antico al Rinascimento – e poi lo spirito costruttivo della civiltà romana.
Sarà poi illustrata la ricerca urbanistica compiuta negli anni Trenta da Le Corbusier e i relativi tentativi di attuare le proprie idee sulla città contemporanea cercando di ottenere da Mussolini, quale autorità attiva nella fondazione di nuove città, un incarico in Italia. Alla ricerca spasmodica di un committente sono ascrivibili anche i contatti con la FIAT e con Adriano Olivetti, espressioni di una realtà industriale in crescita e di grande modernità.
Sarà dedicata particolare attenzione anche alla figura di Le Corbusier pittore, all’esperienza della rivista L’Esprit Nouveau, che egli dirige insieme al pittore purista Amedeé Ozenfant tra il 1920 e il 1925, ai rapporti con le riviste italiane e alla querelle tra purismo e metafisica. Questi temi saranno occasione per mostrare l’opera pittorica di Le Corbusier negli anni del Purismo accanto a quadri di Carlo Carrà, Giorgio Morandi e Gino Severini.

13.10.2012 # 2684
Gino Marotta - Relazioni pericolose

Daria La Ragione // 0 comments

Robert Doisneau. Paris en liberté

a Roma fino al 3 febbraio 2013

Robert Doisneau e Parigi: un binomio inscindibile tra uno dei più grandi fotografi francesi e la città che ha amato e immortalato con il suo obiettivo.
Più di 200 fotografie originali, scattate da Doisneau nella Ville Lumière tra il 1934 e il 1991 e raggruppate tematicamente ripercorrendo i soggetti a lui più cari, sono esposte in una grande rassegna antologica che sarà allestita a Palazzo delle Esposizioni dal 29 settembre 2012 al 3 febbraio 2013. L’esposizione condurrà il visitatore in una emozionante passeggiata nei giardini di Parigi, lungo la Senna, per le strade del centro e della periferia, e poi nei bistrot, negli atelier di moda e nelle gallerie d’arte della capitale francese.
Il soggetto prediletto delle sue fotografie in bianco e nero, sono infatti i parigini: le donne, gli uomini, i bambini, gli innamorati, gli animali e il loro modo di vivere questa città senza tempo.
Robert Doisneau (1912-1994), che ama paragonarsi a Atget, percorre fotograficamente le periferie di Parigi per “impossessarsi dei tesori che i suoi contemporanei trasmettono inconsciamente”.

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