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Mostre ed eventi // Pagina 47 di 113
09.04.2013 # 3020
RESTITUZIONI 2013

Daria La Ragione // 0 comments

RESTITUZIONI 2013

a Napoli fino al 9 luglio 2013

Dal 23 marzo al 9 luglio 2013, Napoli è protagonista della mostra “Restituzioni 2013. Tesori d’arte restaurati”.
Ospitata al Museo di Capodimonte e alle Gallerie di Palazzo Zevallos Stigliano, l’esposizione presenta 45 nuclei di opere d’arte - per un totale di oltre 250 singoli manufatti - restaurati nello scorso biennio da Intesa Sanpaolo nell’ambito di Restituzioni, il programma che la Banca dedica da oltre vent’anni alla salvaguardia e alla valorizzazione del patrimonio artistico italiano.
Posta sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, la mostra, curata e promossa da Intesa Sanpaolo, è organizzata in partnership con la Soprintendenza per il Polo museale della città di Napoli, e si avvale del patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Comune di Napoli, e della collaborazione dell’Associazione Amici di Capodimonte. La curatela scientifica è di Carlo Bertelli e Giorgio Bonsanti.
Le opere esposte coprono un arco cronologico dall’VIII secolo a.C. al primo Ottocento e provengono da siti archeologici, musei e chiese dei territori di Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Marche, Abruzzo, Puglia, Calabria, dai poli museali delle città di Venezia, Firenze e Napoli stessa, e dai Musei Vaticani.
Nel cuore della città, i visitatori hanno inoltre la possibilità di conoscere ulteriori tesori custoditi in prestigiose sedi cittadine, anch’esse coinvolte nel corso degli anni nel programma Restituzioni: la chiesa dei santi Apostoli, il Museo Diocesano, la Cappella del Tesoro di San Gennaro e il Museo del Tesoro di San Gennaro.

14.05.2013 # 3052
RESTITUZIONI 2013

Daria La Ragione // 0 comments

Greater Torino

Torino - Fondazione Sandretto Re Rebaudengo

L'8 maggio inaugura la quarta mostra del ciclo Greater Torino,dedicato agli artisti delle giovani generazioni che hanno in Torino il proprio spazio di formazione o di lavoro. La città è intesa come territorio allargato, luogo di nascita o di elezione ma soprattutto piattaforma per la costruzione di un percorso di ricerca alimentato da opportunità di crescita, di mobilità e di relazioni con l’esterno. Una città aperta dunque, capace di accogliere quelle dinamiche di “andata e ritorno” essenziali nella definizione delle carriere artistiche.

Come nelle tre edizioni precedenti, anche quest'anno la scelta della doppia personale risponde a una strategia curatoriale che intende approfondire e valorizzare un percorso in atto attraverso una selezione di opere significative e nuove produzioni, in un insieme capace di restituire gli interessi tematici, le modalità progettuali, le pratiche e gli strumenti degli autori.

Gli artisti invitati alla quarta edizione di Greater Torino sonoAlis/Filliol e Alessandro Sciaraffa.
Alis/Filliol è il duo artistico fondato nel 2007 da Davide Gennarino e Andrea Respino. Entrambi nati a Torino - il primo nel 1979, il secondo nel 1976 - si sono formati all’Accademia Albertina di Belle Arti.
Alessandro Sciaraffa è nato a Torino nel 1976. Laureato in Architettura, la sua formazione è incentrata sulla sperimentazione sonora e musicale.

14.05.2013 # 3051
RESTITUZIONI 2013

Daria La Ragione // 0 comments

The 338 Hour Cineclub

Torino - Fondazione Sandretto Re Rebaudengo

La Fondazione Sandretto Re Rebaudengo presenta The 338 Hour Cineclub, mostra conclusiva della settima edizione del progetto Residenze per Giovani Curatori, a cura di Rosalie Doubal (Uk, 1984), Alec Steadman (Uk, 1983), Emeline Vincent(Francia, 1983). La mostra sarà allestita nella sede di Torino della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo e aprirà al pubblico l'8 maggio 2013, per concludersi il 15 settembre.

La mostra presenta opere di artisti italiani che si confrontano confilm e video in una varietà di forme. The 338 Hour Cineclubrispetta l’impegno individuale di ciascun artista selezionato, ponendo l’accento sul film come medium condiviso. Questo approccio è dovuto alla qualità delle ricerche e al confronto collettivo con il medium del film evidenziato nelle opere degli artisti invitati, i cui lavori affrontano questioni diverse, dal linguaggio del cinema puro alla politica.

Tutti i lavori saranno esposti a rotazione nello schermo unico del cinema costruito in un padiglione temporaneo realizzato per l’occasione in una sala della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo. La struttura garantisce le condizioni per una visione cinematografica ottimale. The 338 Hour Cineclub considera l'intero arco temporale della mostra con un programma giornaliero che si svilupperà nelle 338 ore in cui il progetto sarà aperto al pubblico. Richiamandosi ai ritmi differenti della mostra tradizionale, questo format incoraggia il pubblico a tornare durante l'intera durata dell’esposizione, permettendo di vedere una selezione completa dell'opera di ogni artista.

Gli artisti in mostra:
Meris Angioletti (Bergamo, 1977), Salvatore Arancio (Catania, 1974), Gianluca e Massimiliano De Serio (Torino, 1978), Patrizio Di Massimo (Jesi, 1983), Francesco Fonassi (Brescia, 1986), Anna Franceschini (Pavia, 1979), Alessandro Gagliardo (Paternò, 1983), Riccardo Giacconi (San Severino Marche, 1985), Adelita Husni-Bey (Milano, 1985), Maria Domenica Rapicavoli (Catania, 1976), Valerio Rocco Orlando (Milano, 1978), Marinella Senatore (Cava dei Tirreni, 1977), Giulio Squillacciotti (Roma, 1982) e Diego Tonus (Pordenone, 1984).

14.05.2013 # 3050
RESTITUZIONI 2013

Daria La Ragione // 0 comments

Riikka Kuoppala - La casa di biscotti

Torino - Fondazione Sandretto Re Rebaudengo

La Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, in collaborazione con L’ENSBA – Lyon -École Nationale Superieure des Beaux Artes- presenta la prima personale in Italia di Riikka Kuoppala, partecipante al Postgraduate programme promosso dall’ENSBA – Lyon.

Artista e film maker nata in Finlandia nel 1980, Riikka Kuoppala ha studiato ad Helsinki e Pittsburgh (USA), attualmente vive e lavora a Lione ed Helsinki.


La casa di biscotti è il titolo della mostra che, unendo due videoinstallazioni della giovane artista finlandese, cerca di ricreare le suggestioni della sua ricerca negli ultimi anni.

Under a burning city (2010) è un'opera sulla memoria della guerra e sul modo in cui questa viene tramandata alle nuove generazioni. I protagonisti, una nonna e la sua nipotina, osservando i segni della guerra in città ne ripercorrono i ricordi cercando un linguaggio comune per condividere e rivivere queste esperienze passate. Il film è ambientato ad Helsinki, città che fu bersagliodi una serie di bombardamenti 70 anni fa. Convivere con il ricordo è uno dei temi del film così come la difficoltà di discutere le memorie con qualcuno che non le ha vissute. I protagonisti del film vivono le loro memorie come storie che li aiutano a sopravvivere ai momenti di crisi di identità, la casa di biscotti che costruiscono insieme è proprio l'esperienza individuale che è differente dalla verità ufficiale, la verità silenziosa che si scontra con la nuova generazione.


Il video Couch, TV and VCR (2012) invece dipinge la crisi d'identità di un adolescente immaginario, l'agitazione del suo intero sistema di valori e la sua reazione. L'installazione lega insieme diversi strati della sua memoria: è una storia su come una famiglia possa essere anche un ambiente stressante, ostile, non non familiare. Così come la casa di marzapane di Hansel e Gretel anche la casa di biscotti in cui Riikka Kuoppala ci invita ad entrare è invitante e inquietante allo stesso tempo: dolce e irresistibile da un lato, oscura e spaventosa dall’altro. Le due anime del ricordo, le due facce dell’emozione legata alla memoria.


14.05.2013 # 3049
RESTITUZIONI 2013

Daria La Ragione // 0 comments

Carta che ti passa

a Roma alla Casina di Raffaello

Dai quaderni ai libri, dai giornali agli album per colorare, da scatole e buste fino ad arrivare ai complementi di arredo, la carta è ancora uno dei materiali più familiari per grandi e piccoli. E proprio alla regina dei giochi più semplici e dal sapore un po’ antico sarà dedicata la nuova attività che la Casina di Raffaello - la ludoteca di Villa Borghese che l’Assessorato alla Famiglia, all’Educazione e ai Giovani di Roma Capitale in collaborazione con Zètema Progetto Cultura ha destinato ai bambini dai 3 ai 10 anni – propone al pubblico di scuole e famiglie da giovedì 18 aprile a domenica 30 giugno.

Anche nell’epoca del digitale, la carta è un materiale di uso comune di cui però molti aspetti restano oscuri. Attraverso un approccio ludico-didattico, il percorso proposto dalla Casina di Raffaello aiuterà a conoscere la storia e la tecnica alla base della sua realizzazione e mostrerà la ricca varietà delle diverse tipologie di carta esistenti. Si potranno poi scoprire le sue tante possibilità di impiego osservando una serie di manufatti realizzati con le tecniche più disparate come intaglio, quilling, origami, collage e kirigami.

Durante il laboratorio che accompagna la visita grandi e piccoli potranno cimentarsi nelle diverse tecniche ed imparare come si realizza la carta riciclata partendo dagli “scarti” prodotti.

09.05.2013 # 2956
RESTITUZIONI 2013

Daria La Ragione // 0 comments

Lo sguardo di Michelangelo. Antonioni e le arti

a Ferrara fino al 9 giugno 2013

La straordinaria carriera di Antonioni è narrata a partire dal prezioso patrimonio del Comune di Ferrara: film, libri, dischi, fotografie, oggetti personali, soggetti e sceneggiature originali, documenti rari e lettere dei maggiori artisti e intellettuali dell’epoca, permettono di ripercorrere la vita e l’opera del regista e restituiscono un vivido spaccato del tempo in cui lavorò. Queste testimonianze sono accostate alle opere d’arte dei maestri del Novecento che lo hanno ispirato, da Pollock a Rothko, da De Chirico a Morandi. Il percorso espositivo, articolato in nove sezioni, alterna un racconto cronologico ad alcuni approfondimenti tematici che evidenziano le polarità della sua poetica: le nebbie della nativa pianura padana e la luce abbagliante dei deserti in cui sono ambientati i capolavori della maturità; il periodo “del bianco e nero” e quello “del colore”; la bellezza notturna di Lucia Bosè e la solarità di Monica Vitti; l’indolenza della mascolinità latina protagonista dei primi lungometraggi e la vitalità della gioventù anglosassone degli anni Sessanta e Settanta; la straniante modernità delle grandi metropoli e dei centri industriali e il fascino silenzioso dei rilievi delle Montagne incantate. La rassegna ripercorre così l’intera parabola creativa di Antonioni, attraverso un suggestivo dialogo tra film e pittura, letteratura e fotografia.


27.04.2013 # 3039
RESTITUZIONI 2013

Daria La Ragione // 0 comments

GEISHE E SAMURAI. Esotismo e fotografia nel Giappone dell'Ottocento

a Genova - Palazzo ducale

L’esposizione presenterà 112 stampe fotografiche originali realizzate dai grandi interpreti giapponesi ed europei di quest’arte, agli albori della storia della fotografia, fra il 1860 e i primissimi anni del Novecento, in grado di esplorare l’idea dell’uomo e della donna, sia nell’immaginario occidentale dell'Ottocento, che nelle reali condizioni socio-culturali del tempo.

Dal 18 aprile al 25 agosto 2013, Palazzo Ducale di Genova ospita una mostra che presenta 112 stampe fotografiche originali realizzate dai grandi interpreti giapponesi ed europei di quest’arte, agli albori della storia della fotografia, fra il 1860 e i primissimi anni del Novecento. L’esposizione si inserisce tra le iniziative promosse in occasione della quarta edizione di La Storia in Piazza ( dal 18 al 21 aprile), il più importante festival di storia in Italia, dedicato quest’anno al tema “Identità sessuali”.

La rassegna ruota attorno all’idea dell’uomo e della donna giapponesi, così come si sono formate nell’immaginario europeo dell'Ottocento, ritratto nelle fotografie della Scuola di Yokohama, sia nelle reali condizioni socio-culturali del tempo, attraverso i capolavori di uno dei più importanti capitoli della storia della fotografia - nata in Europa ma subito sperimentata in Giappone - proprio nel periodo in cui, abbandonando un isolamento che durava da trecento anni, il Paese del Sol levante si apriva all’America e all’Europa, influenzando, con le immagini e le espressioni della sua creatività, il gusto dell'intero Occidente.

27.04.2013 # 3038
RESTITUZIONI 2013

Daria La Ragione // 0 comments

PADIGLIONE NATURA di Bros

Milano, via Pinturicchio 4

Bros e Milano, un connubio d’arte che si arricchisce di un nuovo capitolo.

Martedì 23 aprile, infatti, verrà inaugurato il nuovo progetto dell’artista che prevede un ampio intervento pittorico sulle facciate di un fabbricato in via Pinturicchio 4, nato come sede di alloggi per gli operai di un cantiere.

Ispirandosi alle strutture che ospiteranno, in occasione di Expo 2015, le mostre dei Paesi aderenti, Bros realizza un vero e proprio padiglione ribattezzato Padiglione Natura.

Utilizzando colori contrastanti e smalti brillanti, l’artista ricostruisce la silhouette di un paesaggio, secondo una tecnica che rimanda alle riflessioni sulle diverse teorie del colore proposte, tra il XVIII e il XIX secolo, dai filosofi Goethe e Schopenhauer e, successivamente, dai pittori impressionisti.

Secondo le parole dello stesso Bros: “Padiglione Natura è uno spazio espositivo che indaga sull’importanza del paesaggio all’interno dei contesti urbani nel territorio italiano, in particolare nella città di Milano, sede della prossima Esposizione Internazionale”.

Il Padiglione crea una sorta di dialogo con i numerosi cantieri presenti in città con l’intento di offrire uno spazio di riflessione sulla reale esigenza di luoghi ancora non costruiti e destinati al pubblico.

Il progetto Padiglione Natura nasce anche per evidenziare il cambiamento irreversibile della fisionomia di Milano, simbolo nazionale di sviluppo urbano metropolitano, che oggi sta modificando il proprio scenario, valorizzando un’idea di città-vetrina a scapito di una dimensione più umana.

BROS. PADIGLIONE NATURA


27.04.2013 # 3037
RESTITUZIONI 2013

Daria La Ragione // 0 comments

MARIO RACITI. Opere 1962-2012

Milano - Museo Diocesano

Dal 16 aprile al 9 giugno 2013, al Museo Diocesano di Milano si tiene il nuovo appuntamento di MuDi Contemporanea, con la prima antologica a Milano di Mario Raciti.

La mostra, curata da Paolo Biscottini, presenta 60 opere che ripercorrono 50 anni di attività dell’artista milanese e si concentra su due nuclei di dipinti e carte - il primo del 1962, l’altro del 2012 - in grado di indicare le affinità e le differenze all’interno di un percorso creativo lungo mezzo secolo, durante il quale Raciti ha declinato varie tematiche, pur mantenendo uno sviluppo razionale delle stesse.

Il percorso espositivo si apre con gli esordi figurativi degli anni ’60, durante i quali Raciti s’immerge in un mondo incantato, di favola, in cui i segni si vanno organizzando in immagini plastiche e allungate, spesso verso l'alto o dentro l'orizzonte e le opere sono caratterizzate da titoli che parlano di antenne, di sonde, di giostre, di teleferiche, di tunnel.
Accanto al nucleo di Eden - presentato per la prima volta - questi lavori si contraddistinguono per la loro carica ironica e per la loro affinità con il disegno infantile, con le sue rappresentazioni del mondo, e che rendono, con forza straordinaria, l'atteggiamento proprio di quella irripetibile età della vita, quando gli occhi sono sgranati, aperti a ogni incontro e a ogni emozione.

Nel decennio successivo, Raciti approda a quelle che lui stesso chiama “Presenze-Assenze”, quindi, negli anni '80, alle “Mitologie” infine ai “Misteri” degli anni '90. Intorno a questi, dal 2000 elabora “Mani mine e misteri” - il ciclo dei “Why” (‘Perché’) che rievocano l'interrogazione del Cristo sulla croce e quello dei “Fiori del profondo” che ricorda il mito di Proserpina nell'Ade che comunica con la madre Demetra, facendo nascere sulla terra i fiori a primavera.
Del 2012 appartiene il secondo nucleo di grandi tele, anch'esse inedite, nelle quali i fiori si sono trasformati in dardi.

27.04.2013 # 3036
RESTITUZIONI 2013

Daria La Ragione // 0 comments

Doppio gioco - Andrea Zucchi

Milano - Fondazione Stelline

L’esposizione presenta 50 opere recenti dell’artista milanese, divise in due diversi e autonomi cicli, in grado di creare uno spiazzante “doppio gioco” di contrasti e assonanze tra appropriazione d’immagini fotografiche dell’Ottocento, piccole composizioni e sculture astratte.

Dal 14 aprile al 12 maggio 2013 la Fondazione Stelline di Milano (corso Magenta 61) ospita la mostra “Andrea Zucchi. Doppio gioco - Appropriazioni & Astrazioni”: cinquanta opere recenti del pittore milanese, tra figurazione di lontana ascendenza metafisica e astrazione.

L’iniziativa si inserisce nella sezione Stelline Spazio Aperto, format di ospitalità a eventi ideati da soggetti esterni, realizzati in collaborazione con la Fondazione Stelline.
La rassegna, a cura di Sergio Risaliti, presenta il nuovo progetto espositivo di Andrea Zucchi, in cui l’artista affronta il tema della ri-creazione in due diversi e autonomi cicli di opere che, affiancati simultaneamente, danno luogo a un “doppio gioco” di contrasti e assonanze.

Mai come oggi le pratiche di rielaborazione di materiali preesistenti sono al centro del dibattito delle arti contemporanee, dal cinema alla musica, dalla letteratura alle arti visive. Già nel passato, le opere d’arte si sono nutrite di scambi, metamorfosi e contagi, ma l’uso del computer, aprendo testi e immagini a un’indefinita virtualità, ha portato inevitabilmente a moltiplicare questi procedimenti. La facilità e comodità del “copia e incolla” è talmente diffusa a tutti i livelli da divenire una cifra caratteristica e rivelatrice di questi decenni.
In una serie di lavori, di medie e grandi dimensioni, Zucchi si appropria d’immagini fotografiche dell’Ottocento, traducendole in pittura e virando l’originale bianco e nero in un cromatismo esasperato ed eccentrico. Attraverso una sorta di plagio psichedelico, personaggi storici, figure allegoriche, nudi accademici, scene di genere, paesaggi romantici e nature morte, insomma tutto il repertorio di un’epoca a noi così stranamente familiare e lontana allo stesso tempo, riemerge nei dipinti di Zucchi acquistando un aspetto vivace, ironico che le rende insolitamente Pop. Una “ricreazione ottocentesca” che nella sua dichiarata artificialità si allontana da ogni possibile citazionismo.

In un altro nucleo di opere invece, tutte di piccolo formato, i cartoni da imballaggio degli oggetti elettronici vengono riutilizzati come supporti tridimensionali per composizioni astratte, che si riallacciano, da una parte, alle morbide geometrie biomorfe sviluppate nella prima metà del novecento da Kandinskij, Klee e Arp, e dall’altra alle ricerche sulla superficie oggettuale degli anni sessanta. Sfruttando i pieni e i vuoti di queste strane e variegate sagome, che spesso richiamano elementi architettonici, Zucchi elabora una sorta di sgargiante decorazione tribale che trasfigura in pura forma plastica i fragili gusci di protezione delle nostre merci.
A queste due opposte linee di ricerca si aggiunge infine, come trait d’union, una serie di sculture di panneggi che sembrano fuoriuscite dai dipinti per trasformarsi, una volta abbandonati al suolo, in forme quasi astratte.
L’esposizione è accompagnata da un catalogo Skira editore con testi di Sergio Risaliti, Luca Scarlini e un’intervista di Silvia Fabbri.

27.04.2013 # 3035
RESTITUZIONI 2013

Daria La Ragione // 0 comments

Sissa Micheli - Fade in the Past! Cut!

Merano Arte

Dal 12 aprile al 2 giugno 2013, Merano Arte ospita la personale di Sissa Micheli (Brunico, 1975), dal titolo "FADE IN THE PAST! CUT!", curata da Sabine Gamper.

La mostra propone un ciclo di nuovi lavori, alcuni dei quali realizzati appositamente per l’occasione, che vedono l’artista confrontarsi con le possibilità espressive e narrative fornite dal mezzo fotografico. Partendo dalla riflessione sui media e servendosi di svariati espedienti formali, Sissa Micheli riflette sugli aspetti che accomunano le immagini fotografiche e quelle cinematografiche.

Il nucleo del percorso espositivo meranese è rappresentato da due fotografie in bianco e nero di grande formato in cui compare un soggiorno, lo scenario di un set immaginario. In "SCENARIO FOR A POSSIBLE FILMING LOCATION" una scritta in strass richiama subito alla mente il fascino decadente di Hollywood. Lo spettatore è immerso in una storia fittizia che gli prospetta un mondo di ricordi e immagini direttamente riconducibili al mondo del cinema o della televisione.

Di altrettanta importanza è la serie di 17 scatti intitolata "YESTERDAY'S TOMORROWS" (2012/2013), realizzati in una villa abbandonata di Brunico risalente agli anni Trenta.

Sissa Micheli ha intrecciato la storia della città e la memoria degli abitanti con la propria libera immaginazione; in questo senso, la vicenda della residenza è stata il vero e proprio punto di partenza per la realizzazione di questi lavori. Nelle foto, l’artista rimuove persone e oggetti dalla loro posizione abituale, li porta a galla, li appende, li fa volare, per poi fissarli nell’istante fotografico.

Attraverso il duplice ruolo di soggetto creativo e oggetto passivo, Sissa Micheli si fa interprete ed emblema del concetto stesso di femminilità. La sua opera rimanda spesso alla poetica di molte artiste che a partire dagli anni Sessanta e Settanta hanno eletto il corpo a soggetto principale della propria ricerca e s’iscrive allo stesso tempo nella tradizione della fotografia "tableau", ovvero quel modo di fare fotografia che si potrebbe definire come narrazione illustrata attraverso la messa in scena di varie situazioni. Ogni fotogramma, nella propria singola composizione, illuminazione o disposizione delle persone immortalate, porta alla costituzione di un’immagine che corrisponde a una specifica situazione emotiva.

Le opere di Sissa Micheli esercitano un fascino di tipo ambivalente; da una parte, esprimono la bellezza di un momento cristallizzato, dall’altra, in quanto effimere e perturbanti, esplorano paure e fantasie di carattere collettivo. Attraverso un lavoro che si colloca a metà tra fotografia, video e installazione, l'artista mette a punto un linguaggio specifico, basato sulla messa in discussione delle immagini e della loro capacità di generare cultura e codici culturali.


09.04.2013 # 3019
RESTITUZIONI 2013

Daria La Ragione // 0 comments

Evaders

sottotitoloa Napoli fino al 23 giugno 2013

L'artista israeliano Ori Gersht presenta al pubblico l’opera “Evaders”, realizzata per la prima volta nel 2009.
 
Si tratta di una video installazione che racconta la sfortunata fuga del filosofo ebreo tedesco Walter Benjamin dalla Francia occupata dai nazisti lungo la Lister Route nel 1940: tentando di passare clandestinamente il confine tra Francia e Spagna il filosofo fu arrestato a Port Boue e poi trovato morto nella sua stanza. La Lister Route - oltre ad avere alle spalle una lunga storia legata ai contrabbandi - è diventata un drammatico simbolo della Seconda Guerra Mondiale come luogo di transizione e viaggio verso la libertà: Ori Gersht vi ambienta la sua video installazione rendendo la strada un “non luogo” che può essere percepito come “senza tempo”. L’artista infatti grazie all’uso della fotografia in stop-motion e del film al rallentatore nelle sue opere cattura l’attimo, lo ferma nel tempo e nello spazio per renderlo percettibile in modo chiaro: rende visibile la fragilità e la caducità dell’esistenza umana.
Ori Gersht ha dichiarato di essersi ispirato per “Evaders” all’Angelus Novus di Paul Klee, opera che Walter Benjamin scelse come simbolo della sua filosofia della storia. Il filosofo scriveva infatti: "C'è un quadro di Klee che s'intitola Angelus Novus. Vi si trova un angelo che sembra in atto di allontanarsi da qualcosa su cui fissa lo sguardo. Ha gli occhi spalancati, la bocca aperta, le ali distese. L'angelo della storia deve avere questo aspetto. Ha il viso rivolto al passato. Dove ci appare una catena di eventi, egli vede una sola catastrofe, che accumula senza tregua rovine su rovine e le rovescia ai suoi piedi. Egli vorrebbe ben trattenersi, destare i morti e ricomporre l'infranto. Ma una tempesta spira dal paradiso, che si è impigliata nelle sue ali, ed è cosi forte che egli non può più chiuderle. Questa tempesta lo spinge irresistibilmente nel futuro, a cui volge le spalle, mentre il cumulo delle rovine sale davanti a lui al cielo. Ciò che chiamiamo il progresso, è questa tempesta". (W. Benjamin)

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