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Seminari // Pagina di 5
31.05.2013 # 3089
I Seminari e i Workshop Ilas sulla Comunicazione

Paolo Falasconi // 0 comments

I Seminari e i Workshop Ilas sulla Comunicazione

14 anni di incontri con le più prestigiose firme della comunicazione pubblicitaria

Ilas ha sempre attribuito un valore strategico alla diffusione delle idee e delle conoscenze tecniche e tecnologiche, come strumento indispensabile per migliorare la qualità dell´apprendimento dei propri studenti e come occasione per dare loro la possibilità di confrontarsi direttamente con protagonisti attivi del mondo della pubblicità e della comunicazione, del design e della fotografia internazionali.

Ogni anno ilas promuove un ciclo di incontri sotto forma di seminari, workshop, happening e videoconferenze distribuiti lungo tutto l´arco del percorso di studi, con l´obiettivo di motivare lo studente ad approfondire la conoscenza reale del proprio settore lavorativo, mettendolo in contatto diretto con direttori creativi, art director, fotografi, designer di fama nazionale e internazionale.

Abbiamo ospitato negli ultimi 14 anni grandi maestri della comunicazione pubblicitaria e del design del calibro di Bob Noorda, Milton Glaser, Armando Milani, Stefan Segmaister solo per citarne alcuni, offrendo occasioni più uniche che rare di ascoltare dal vivo, e in alcuni casi anche lavorare a stretto contatto con professionisti solitamente irraggiungibili a causa degli impegni professionali e spesso anche della distanza.







I SEMINARI ILAS

I seminari ilas sono sempre totalmente gratuiti e aperti al grande pubblico: possono parteciparvi anche studenti di altre scuole, professionisti già affermati, appassionati della materia e addetti ai lavori. L´obiettivo è condividere l´alto valore di questi eventi con la platea più vasta possibile, consapevoli che queste occasioni rappresentano importanti momenti di confronto fra professionisti in cui è possibile far circolare nuove idee, e magari avviare collaborazioni. 
In collaborazione con importanti istituzioni culturali quali l´Istituto Universitario Suor Orsola Benincasa, l´Università Federico II di Napoli, l´Assessorato alla Cultura del Comune di Napoli, il PAN Palazzo delle Arti di Napoli, abbiamo incontrato: Fulvio Fiori, Francesca Schiavoni, Maurizio D´Adda, Alessandra Iovinella, Alex Brunori, Susanna Bellandi, Luigi Rubinelli, Maurizio Rompani, Tonino Risuleo, Bruno Ballardini, Annamaria Testa, Marcello M. Minale, Carlo Massarini, Andrea Pezzi, Silvano Guidone, Gavino Sanna, Lele Panzeri, Agostino Toscana - Saatchi & Saatchi, Manuela Fidenzi, Stefano Caputo, A. Argenti / A. Olivieri, Pasquale Barbella, Ugo Pons Salabelle, Mario Ciuffini, Bob Noorda, Aldo Biasi, Lorenzo Marini, Luciano Sepe, Giampietro Vigorelli, Lele Panzeri, Lorenzo Marini, Stefano Scozzese, Marco Benadì, Andrea De Micheli, Mariella Governo, Rosario Oliva, Marco Cremona, Aldo Cernuto, Jesper Bentzen, Alex Badalic, Till Neuburg, Pappi Corsicato, Marco Benadì, Bernard Cova, Cesare Casiraghi, Armando Milani, Milton Glaser, Jacques Séguéla, Stefan Sagmeister, Pasquale Diaferia, Marianna Santoni, Martin Benes.


I WORKSHOP ILAS

I Workshop ilas rappresentano oggi la migliore opportunità per uno studente di comunicazione di confrontarsi direttamente con i più grandi professionisti del settore, mettendosi in gioco sul terreno concreto di un vero e proprio progetto creativo.  
I workshop sono studiati per essere totalmente operativi e permettono ai partecipanti di sperimentare tutte le fasi di realizzazione di una creatività per raggiungere a fine lavoro l´obiettivo fissato nel programma redatto in stretta collaborazione con il docente di turno. Non una semplice esercitazione ma l´occasione di dimostrare il proprio talento e vivere in prima persona l´esperienza della full-immersion come in una agenzia di comunicazione, sotto l´attenta guida di direttori creativi, designer, fotografi.
Hanno tenuto workshop per ilas Alessandra Iovinella, Alex Brunori, Tonino Risuleo, Bruno Ballardini, Annamaria Testa, Pasquale Barbella, Ugo Pons Salabelle,  Lorenzo Marini, Stefano Scozzese, Marco Benadì,  Mariella Governo, Rosario Oliva, Marco Cremona, Jesper Bentzen, Till Neuburg, Marco Benadì, Bernard Cova, Cesare Casiraghi, Armando Milani, Pasquale Diaferia, Marianna Santoni, Martin Benes.

28.02.2020 # 5461
I Seminari e i Workshop Ilas sulla Comunicazione

Paolo Falasconi // 0 comments

Antonio Biasiucci. Un Seminario sulla fotografia a Napoli

Il maestro napoletano della fotografia contemporanea ospite alla ilas per un incontro con gli studenti dell´Accademia

Il 7 marzo prossimo un nuovo imperdibile appuntamento con i maestri della fotografia contemporanea. 


A Napoli Antonio Biasiucci ospite alla ilas, Accademia di Comunicazione Italiana, per un seminario gratuito. 

Antonio Biasiucci è tra i fotografi contemporanei quello che possiede uno dei linguaggi maggiormente innovativi, maturato in anni di ricerca personale lontano paradossalmente dal mondo della fotografia e dall´esperienza dei grandi maestri che lo hanno preceduto, e forse proprio per questo capace di esprimere una personalità del tutto inedita e originale.


Una ricerca senza fine

In una dimensione in perenne contrasto, Biasiucci esplora la realtà nella sua interezza, senza tralasciare nulla ma anzi indagando a fondo ogni aspetto dell´immagine: torna a fotografare sempre lo stesso soggetto, quasi ossessivamente finché il dato di partenza perde significato e diventa qualcos´altro. E si può passare “dal nudo al paesaggio o dal paesaggio al nudo” in una sorta di fotografia totale, per cui la ricerca può dirsi conclusa solamente quando, il mistero dell´oggetto, risulta svelato. Ecco perché alcune ricerche Biasiucci non le riterrà mai concluse, come quelle sui Vulcani, le cui verità saranno sempre insondabili perché equiparate a quelle della vita.

Dedito alla fotografia antropologica (vedi il ciclo di fotografie dal titolo Ex-voto), rigorosamente in bianco e nero, e alla componente del mondo rurale e contadino, dimostra che questi aspetti risultano essere solo una faccia della sua arte.



Le forme, nelle foto di Biasiucci sembrano emergere da un nulla, evocato dal colore nero di sfondi difficilmente misurabili. Riguardo il nero lui stesso ha dichiarato: “ho utilizzato il nero come una tavolozza di colori da cui partire, una sorta di nero primigenio” ma il nero deve essere presente per esaltare la luce… Sfrutta le potenzialità dei materiali di rifrangere la luce. “La ricerca assidua della luce- afferma - rimane un mio presupposto fondamentale”.   

Molte sue opere fanno parte della collezione permanente di musei e istituzioni, in Italia e all’estero, tra cui: Istituto nazionale per la grafica, Roma; MAXXI, Roma; PAN Palazzo delle Arti, Napoli; MADRE-Museo d’Arte Contemporanea Donna Regina, Napoli; Metropolitana di Napoli; Galleria Civica di Modena; Museo di fotografia contemporanea Villa Ghirlanda, Cinisello Balsamo (Milano); Fondazione Sandretto Re Rebaudengo per l’Arte Contemporanea, Guarene (Cuneo); Fondazione Banco di Napoli; Collezione Banca Unicredit, Bologna; Bibliothèque nationale de France, Parigi; Maison Européenne de la Photographie, Parigi; Château d’Eau, Tolosa; Musée de l’Elysée, Losanna; Centre de la Photographie, Ginevra; Fondazione Banca del Gottardo, Lugano; Centre Méditerranéen de la Photographie, Bastia; Galerie Freihausgasse, Villach (Austria); Departamento de investigación y documentación de la Cultura Audiovisual, Puebla (Messico); Mart, Rovereto.


Antonio Biasiucci
 
Antonio Biasiucci nasce a Dragoni (Caserta) nel 1961. Nel 1980 si trasferisce a Napoli, dove comincia un lavoro sugli spazi delle periferie urbane e contemporaneamente una ricerca sulla memoria personale, fotografando riti, ambienti e persone del paese nativo. Nel 1984 inizia una collaborazione con l’Osservatorio vesuviano, svolgendo un ampio lavoro sui vulcani attivi in Italia. Nel 1987 conosce Antonio Neiwiller, attore e regista di teatro: con lui nasce un rapporto di collaborazione che durerà fino al 1993, anno della sua scomparsa. Fin dagli inizi la sua ricerca si radica nei temi della cultura del Sud e si trasforma, in anni recenti, in un viaggio dentro gli elementi primari dell’esistenza. Ha ottenuto importanti riconoscimenti, tra cui, nel 1992, ad Arles, il premio “European Kodak Panorama”; nel 2005 il “Kraszna/Krausz Photography Book Awards”, per la pubblicazione del volume Res. Lo stato delle cose (2004) e, nello stesso anno, il “Premio Bastianelli”. Numerosissime le mostre personali e le partecipazioni a mostre collettive, a festival e rassegne nazionali e internazionali. Ha collaborato inoltre a diversi progetti editoriali, tra i quali, in particolare, si ricordano quelli per la casa editrice L’Ancora del Mediterraneo, di Napoli (dal 2000 al 2004) e ha partecipato a importanti iniziative culturali di carattere sociale.

28.02.2020 # 5460
I Seminari e i Workshop Ilas sulla Comunicazione

Ilas Web Editor // 0 comments

Una mattina da Oliviero Toscani al Modernissimo

Un evento in esclusiva organizzato dalla Ilas


Le domande pseudo-provocatorie di Oliviero Toscani

"Quanto tempo su 24 ore dedicate all’immaginazione?"  è una delle domande fatte da Oliviero Toscani al pubblico in sala.
A 77 anni Oliviero Toscani di immaginazione e grinta ne ha ancora tanta, tantissima.
Teoremi, enunciati, massime… c’è tanta roba nella mente di chi ha spaziato in vari ambiti della fotografia lasciando ogni volta un’impronta indelebile, a cavallo tra fotografia e arte.


Creatività, genio, immaginazione… i primi 50 anni di carriera di Oliviero Toscani

Le sue sono tracce che sono ormai iconografie della memoria collettiva. Chi è nato all’ombra dell’ombelico di Raffaella Carrà ricorda probabilmente in maniera più incisiva quel paio di shorts di jeans che invitavano ad essere seguiti (campagna Jesus/chi mi ama mi segua – 1973).
E non è stato lui uno dei primi, se non il primo, a usare argomenti sociali nella pubblicità sensibilizzando sull’eguaglianza delle persone a prescindere dal colore, religione, sesso…?
Sarà stata l’amichevole conoscenza di Andy Warhol lo stimolo per inventare la pubblicità POP ribaltando il senso di ogni dialettica del marketing?


In barba a certe distorsioni mediatiche dei tempi televisivi che lo fanno percepire come personaggio non troppo facile, dal vivo ti rendi conto che Oliviero Toscani è uno di quei fotografi in grado di trasferire le proprie conoscenze e senza risparmiare una certa generosità.

Dedicare oltre due ore del proprio tempo per elargire considerazioni, raccontare esperienze personali e professionali, emettere sentenze e pillole di saggezza, di più di 50 anni di magnifici fallimenti, e tra l’altro espresse in maniera chiara, diretta, senza inutili pseudo-filosofie, è un’esperienza che fa bene alla salute professionale di un fotografo o a chiunque operi nel campo della comunicazione.


Oliviero Toscani guru o coach?

Essere liberi è la condizione essenziale per poter lavorare bene.

Per essere liberi non si deve correre dietro il consenso, ma dietro al senso.

Bisogna essere eccellenti in ciò che si fa. Paradossalmente, per essere liberi bisogna incatenarsi a una propria idea per riuscire a capire quali possano essere i propri limiti.

Perché solo capendo quali sono i propri limiti ci si può liberare dal complesso di non essere bravi.

Queste non sono che alcune delle considerazioni di Oliviero Toscani che, durante l’incontro, assumeva nell’immaginario della platea sembianze di un guru, di un coach di una squadra di rugby o, forse per qualcuno, sembrava il sergente Hartman di Full Metal Jacket. Il Drill Instructor che appellò “palla di lardo” uno dei marine del film, per intenderci.


Dagli appunti presi durante l’incontro…

Il fotografare raggruppa un insieme di competenze indispensabili quando si deve comunicare qualcosa. Oliviero Toscani ricorda al pubblico che tutti possono guidare ma pochi entrano nell’Olimpo della Formula 1. Ci ricorda che tutti sanno leggere e scrivere ma pochi possono essere scrittori o poeti. L’accessibilità al mezzo non corrisponde sempre a una buona “alfabetizzazione” dello stesso.

Sembrano banali metafore, quelle di cui sopra, ma non tanto per un pubblico composto in gran parte da millennials.

La fotografia è un film in uno scatto

La fotografia può avere un certo parallelismo con un film. Per fare una buona fotografia per una campagna pubblicitaria occorrerebbe essere allo stesso tempo, sceneggiatore, scenografo, regista, direttore della fotografia, cameraman.

La fotografia è un film in un fotogramma

Immaginare. Solo nel momento in cui spegniamo il computer abbandonando quei “campi di concentramento” del XXI secolo che sono i social, possiamo iniziare a immaginare. Immaginare ci porta oltre le normali dimensioni umane configurandoci situazioni incredibili.


La creatività al servizio del marketing?

Oliviero Toscani è sempre stato Art Director di se stesso. Non ha mai accettato di lavorare con le agenzie pubblicitarie.

…Non si può dirigere la creatività. Il Padreterno non aveva l’Art Director…

Lui è il One man show, lui decide come impostare una campagna pubblicitaria, o come realizzare un’installazione con le sue immagini. Se non si ha carta bianca, si pone limite all’immaginazione perché non si è liberi.

Sembra che le sue campagne siano di successo proprio perché sempre in controtendenza con quelli che potrebbero essere i briefing e le strategie di marketing.

Si può fare una foto fantastica a un pezzo di merda e si può fare una foto di merda fotografando la donna più bella del mondo


Più di 50 anni di magnifici fallimenti

Oliviero Toscani il guru, il coach, il drill instructor. Personalità carismatica. Un’aura che sembra averlo congelato in una non-età. È un evergreen che continua a stupire a 77 anni.

Sì, sì, non sta simpatico a qualcuno ma non è un problema suo.

Ci proietta le pagine del suo libro (Più di 50 anni di magnifici fallimenti) e ti rendi conto che professionalmente può anche permettersi di essere un po’ scorbutico con chi gli fa girare i marroni con considerazioni inadeguate.

Non ha conservato molti degli originali dei suoi scatti e forse per quel suo voler sentirsi libero, distaccandosi anche dagli oggetti come diacolor scattate in tanti anni. Non ha uno studio. Il suo studio è sempre on the road. Anche nel senso più stretto del termine. Come per i ritratti di Razza Umana eseguiti per strada nelle varie città d’Italia.

Quel libro proiettato nella sala del Modernissimo, consiste per lo più in scansioni delle pagine di giornali dove sono stati pubblicati i suoi lavori in 50 anni.

Una foto esiste solo se è pubblicata

E ti accorgi che in quelle immagini vi sono citazioni ante litteram di Helmut Newton e che fare fotografie alla H. C. Bresson lo diverte perché è rilassante scattarle durante una passeggiata la domenica pomeriggio.

Che la sua fotografia di moda degli anni ’60 piaceva tanto, che a distanza di anni un’altra azienda gli chiede di replicarle. Che ha sempre avuto a fuoco le trasformazioni sociali stando sempre sul pezzo, sparandoci sui 6×3 l’iconografia dei nuovi fenomeni sociali che non avevamo ancora fatto in tempo a metabolizzare. E che, anche se impercettibilmente, trapelano i suoi studi di storia dell’arte che suggerisce a ogni giovane fotografo per la propria formazione.

 

È tutta questione di immaginazione. <>.

“L’immaginazione al potere” come direbbe Herbert Marcuse.





27.02.2020 # 5434
I Seminari e i Workshop Ilas sulla Comunicazione

Daria La Ragione // 0 comments

Napoli, 27 giugno 2019 – David Carson è stato qui

David Carson, pop star del graphic design internazionale, era a Napoli per incontrare gli studenti ilas, prenderli per mano e accompagnarli nel suo mondo di collage, peripezie grafiche e innovazione

David Carson è stato qui.

Non so se potete immaginare che emozione sia stata.


Fate conto che siete fotografi e un giorno possiate incontrare dal vivo (sì, è morto, ma è una pura ipotesi) Cartier Bresson, che viene nella vostra città a parlare di fotografia, ispirazioni, idee.

Fate conto che siete seduti buoni buoni in un cinema, davanti a uno schermo, mentre il vostro mito è lì che scorre centinaia di slide, commenta, fa battute e vi spiega con il sorriso cos’è per lui lavorare, quanto profondamente il suo lavoro sia una parte di sé, un modo di esprimersi, da dove gli arrivano le ispirazioni e, insomma, vi porti per mano attraverso il suo immaginario.

Ecco, chi scrive si è sentita così: dopo anni trascorsi a parlare di David Carson nei corsi di Storia della Grafica, a raccontare agli studenti che pazzesca rivoluzione sia stato il suo arrivo in quel mondo, che ventata di aria fresca abbia soffiato dalla California ecco che finalmente lui era lì, davanti a me, mi accompagnava nel suo mondo, attraverso il suo sguardo curiosissimo, ricordandomi quanto sia fondamentale riuscire sempre a stupirsi di ciò che ci circonda, quanto sia irrinunciabile la capacità di lasciarsi meravigliare dalle piccole cose.

Ed è stato fantastico!




Per me e per gli studenti che hanno affollato la sala del cinema Modernissimo – due ore in silenzio religioso interrotto solo dalle risate – è stata una mattinata da ricordare.

Ecco alcune delle cose che porterò con me:


Il tuo momento arriverà, se stai facendo quello che ami.

Un messaggio carico di fiducia, la stessa fiducia che mi sono portata addosso uscita di là e che mi ha riportata a quando avevo l’età di questi ragazzi che erano con me ad ascoltarlo. Perché infondo questa è stata la prima magia: mi sono sentita più giovane.


Un’altra metafora che arriva dal surf, come la prima. Perché è chiaro che, se la tua onda sta per arrivare, tu devi sbracciarti a remare sul tuo surf per essere sicuro di beccarla quando sarà da te. Ed è questo che emerge guardando tutti i suoi lavori: impegno costante. Magari anche David Carson ha dei momenti in cui gli basta portare a casa la giornata, può darsi, ma non si direbbe proprio. Si direbbe invece che faccia tutto in modo appassionato, cercando di dare il meglio, sforzandosi di non mettere mai un titolo dove è ovvio che debba andare, mai il font che dovrebbe usare (per dire: per la locandina del film Helvetica ha usato un Franklin Gothic!!!). Insomma, sembra che non si stanchi mai di remare.

Perché il lavoro occupa la gran parte delle nostre giornate ed è importante continuare a divertirsi.

Quest’uomo che ho davanti e che ha cambiato la storia della grafica, alla veneranda età di 65 anni (portati bene quasi quanto Sting), continua a surfare e ad andare sullo skateboard, perché – ci dice – non bisogna mai smettere di fare quello che amiamo e ci fa stare bene.

Mi porto via consigli importanti sul design? Sì. Immagino di sì.

Soprattutto vengono con me riflessioni e ispirazione e fiducia nel futuro, e la felice conferma che quest’uomo che tanto avevo ammirato dalle pagine di Beach Culture e Ray Gun sia all’altezza delle mie aspettative.

27.02.2020 # 5410
I Seminari e i Workshop Ilas sulla Comunicazione

Marco Maraviglia // 0 comments

Gianni Fiorito. La sintesi necessaria. Appunti su un seminario ILAS presso Made in Cloister

La fotografia di scena raccontata dal fotografo dei film di Paolo Sorrentino, Gomorra, Capri…

Molta attenzione durante il seminario gratuito di Gianni Fiorito organizzato dalla ILAS ed ospitato presso Made in Cloister sabato 14 dicembre.

Abbiamo assistito a un Gianni Fiorito nelle vesti di generoso elargitore di esperienze che non possono non essere tesoro per i più scaltri.

Ecco di seguito qualche appunto…

La scelta etica

Gianni Fiorito inizia a lavorare come foto-reporter nel 1980 per una scelta etica, innanzitutto.

Furono le problematiche di Napoli che lo attirarono: il fenomeno camorristico e l’illegalità diffusa, la realtà sociale e urbanistica delle periferie, la dismissione della città contemporanea e la trasformazione del paesaggio urbano.

La fotografia era per Gianni Fiorito, la sua penna. Il suo strumento per raccontare in maniera sempre sintetica, a volte anche solo con uno scatto, ciò che vedeva.

La fotografia ossessiva

Il capo di un’agenzia fotografica per la quale lavorava, non gli insegnò a fotografare ma gli diede un solo suggerimento per fargli comprendere come mettere a fuoco su un argomento: la fotografia su un giornale deve essere ossessiva per il lettore. Deve indurre il lettore a leggere l’articolo e farlo ritornare ossessivamente sull’immagine per ritrovare tutti gli indizi che via via legge tra le righe.

Durante il seminario ILAS di Gianni Fiorito da Made in Cloister

I fermenti culturali dell’estate di Valenzi

Negli anni ’80 Napoli viveva un periodo di rigenerazione culturale. Grazie al Sindaco Valenzi furono aperti spazi pubblici, ormai mummificati, ad eventi artistici. Era l’onda alta di Napoli che Gianni Fiorito cavalcò entrandoci dentro con la sua “penna” e comprendendone il fenomeno che stava vivendo la città.

“Estate a Napoli” era la punta di diamante di quel periodo culturale che riportò la gente a uscire la sera vivendo la città. Castel S. Elmo, il Maschio Angioino divennero serbatoi con offerte culturali popolari ma non folkloristiche. Anzi, anche internazionali. Epico fu il concerto di Pino Daniele in Piazza Plebiscito che fu sgombrata per l’occasione da tutte le auto. Un fermento culturale che diede inizio al fiorire del cosiddetto Neapolitan Power, nuova energia musicale partenopea, e al fiorire di attività teatrali con la nascita del gruppo Falso Movimento di Mario Martone.

E Gianni Fiorito c’era. Scriveva i suoi racconti fotografici di quei momenti realizzando le sue prime foto di scena per gli eventi teatrali.

La fotografia di scena, nuova passione di Gianni Fiorito

Gianni Fiorito inizia ad appassionarsi alla fotografia di scena ma continua a svolgere la sua intensa attività di foto-reporter. Sente un desiderio di cambiamento professionale. Nel 1999 studia da autodidatta gli aspetti della fotografia di scena e decide di incontrare il regista Tonino De Bernardi che deve girare a Napoli Appassionate.

Non avendo foto di scena di cinema, Gianni Fiorito mostrò al regista un portfolio di donne carnali partenopee e fu ingaggiato.

Il film al Festival del Cinema di Venezia non ebbe un gran riscontro ma i giornali che parlavano dell’evento, aprivano l’articolo con le sue foto.

Gianni non era ancora un fotografo di scena ma aveva fatto centro.

Gianni Fiorito seminario ILAS
A sinistra: foto dal set di "Il Divo"; a destra "The new Pope". Foto di Gianni Fiorito

Il fotografo di scena Gianni Fiorito

Gianni Fiorito rivela alcuni segreti del suo modus operandi.

La fotografia di scena serve in realtà a promuovere il film, lo sceneggiato, la fiction, a raccontare la storia che il regista mette in scena.

È con Tazio Secchiaroli e Pierluigi Praturlon che la fotografia di scena per il cinema inizia a mostrare back-stage e immagini fuori-scena del set dei film degli anni’50-’60 ma Gianni Fiorito, oltre a ciò, sviluppa una III dialettica: la contestualizzazione del territorio mostrando le caratteristiche urbane in cui si svolge la scena.

Ma non finisce qui. Chiede alla produzione di ogni film la sceneggiatura e l’elenco della troupe. Perché Gianni Fiorito, forte della sua esperienza di foto-giornalista, vuole essere “dentro la notizia”. Studiarsela e appassionarsene. È importante conoscere le connessioni tra attori, storia, territorio, ambienti. Occorre che capisca i personaggi affinché sappia quali siano i momenti clou del film da non perdere assolutamente.

La fortuna è anche quella di non trovarsi di fronte a registi kubrickiani che negherebbero di rilasciare la sceneggiatura nelle sue mani. Ma sono meccanismi di fiducia che scattano quando ci si rende conto di avere a che fare con un professionista che sa mantenere il segreto di un film.

Gianni Fiorito seminario ILAS
Gianni Fiorito durante un momento del seminario ILAS presso Made in Cloister

“Il fotografo di scena è un uomo solo”

Mentre regista, tecnici, attori, scenografi, fonici, truccatori, direttore della fotografia, operatori di macchina… interagiscono tra loro per ore al fine di preparare una scena anche di un solo minuto, il fotografo di scena è come un angelo invisibile che deve avere la capacità di stare sul set ma restandone allo stesso tempo fuori.

Più sei solo in un contesto e più sei concentrato e pronto a catturare ciò che avviene intorno a te

Il fotografo di scena è un po’ come una body-guard del set: non gli deve sfuggire nulla. Deve osservare ogni movimento della troupe e delle macchine da presa per catturare col terzo occhio anche ciò che non riguarda strettamente il film. Entrare in empatia col personaggio per essere consapevole se sta riprendendo l’attore o l’interprete. Gianni Fiorito si spinge oltre. Ascolta gli umori sul set e riesce così a prevedere quando è il momento di spingersi oltre il campo d’azione restandone comunque fuori. Si arrampica rischiosamente per ottenere un punto di vista che non fa nemmeno parte dello story-board. Si infila tra le gambe di una comparsa per nascondersi a quattro macchine da presa. Al suo “fermi tutti” alla fine di un ciak già ha in mente l’immagine che deve scattare apportando qualche modifica alla scena.

Gianni Fiorito seminario ILAS
Film "Capri"; regia di Enrico Oldini. Nella foto Sergio Assisi. Foto di Gianni Fiorito 

Le foto di successo di Gianni Fiorito: la sintesi necessaria

Più volte le foto di Gianni Fiorito sono servite a illustrare articoli sui festival del cinema.

Un suo scatto di backstage gli valse un premio all’unico concorso nazionale di fotografia di scena (Cliciak).

Il sito della Film Commission Campania ha utilizzato a lungo una sua foto per l’header.

Non si tratta di fortuna. “Semplicemente” di passione, esperienza, studio costante del proprio lavoro.

Quando di una determinata foto è stesso l’autore che l’ha scattata a sapere che è giusta, significa che il senso di auto-critica maturato in anni di esperienza è altrettanto giusto.

 

Nel film c’è movimento, musica, voce fuori campo, dialoghi, suoni e rumori. La foto di scena deve rappresentare tutto ciò in uno scatto. Studiato, pensato, immaginato per avere una sintesi. La sintesi necessaria.

Gianni Fiorito seminario ILAS
set del film "Fuoco su di me" di Lamberto Lambertini. Nella foto Murizio Donadoni. Foto di Gianni Fiorito

Gianni Fiorito

Dal 1980 svolge l’attività di fotogiornalista con particolare attenzione alla complessa realtà napoletana, documentando, tra l’altro, il fenomeno camorristico e l’illegalità diffusa, la realtà sociale e urbanistica delle periferie, la dismissione della città contemporanea e la trasformazione del paesaggio urbano. Negli anni Ottanta del secolo scorso collabora come fotografo con diverse realtà artistiche, tra gli altri, con il gruppo teatrale “Falso Movimento” di Mario Martone e l’associazione di artisti “Idra Duarte”. Dal 1993 contribuisce più volte a indagini e studi promossi dalla Facoltà di Architettura dell’Università di Napoli “Federico II”. Dal 1999 si dedica sempre di più all’attività di fotografo di scena cinematografico, portando avanti una personale ricerca sull’uso del territorio italiano nel cinema. In questo campo si segnalano le collaborazioni con Paolo Sorrentino, Luca Miniero, John Turturro, Antonio Capuano, Ivan Cotroneo, Ferzan Ozpetek, Daniele Luchetti e Terrence Malick.
Ha pubblicato diversi volumi, tra cui, Oltre il manicomio. Il Leonardo Bianchi di Napoli (Sensibili alle foglie, Roma 1995), Bagnoli, cronaca di una trasformazione (Federico Motta Editore, Milano 2002), Comparsi. Ritratti da un set in Albania (Libreria Dante & Descartes, Napoli 2003), Come eravamo. Napoli, dal terremoto alla città spettacolo(Silvana Editoriale, Milano 2004), Scenari. Dieci anni di cinema in Campania (Libreria Dante& Descartes, Napoli 2006), Il divo, un film di Paolo Sorrentino (Libreria Dante& Descartes, Napoli 2009); Terra buona. Ponticelli, il paesaggio e la memoria (44 edizioni, Napoli 2012); La grande bellezza. Diario del film, (Feltrinelli, Milano, 2013); Don Diana, il set, la storia, il territorio (Libreria Dante& Descartes, Napoli 2014); Youth, of Paolo Sorrentino (BuonBooks Editions, Seul South Korea, 2016); The Young Pope (Arte’m, Napoli, 2017).

26.02.2020 # 5424
I Seminari e i Workshop Ilas sulla Comunicazione

Paolo Falasconi // 0 comments

Pasquale Diaferia a Napoli ospite di ilas, per un seminario sulla comunicazione

Ospite di Ilas per il ciclo di seminari gratuiti sulla comunicazione, insieme a Patrizia Pfenninger discuterà della professione di creativo che mescola Arte e Marketing, Retorica e Algoritmi, Stilografiche e Codice di Programmazione

In direzione ostinata e contraria
Una giornata con due creativi contemporanei diversi in tutto: età, cultura, formazione, sensibilità, sesso, stile, storia, preferenze, cibo, musica.

Eppure Patrizia Pfenninger e Pasquale Diaferia hanno una forte base comune: la convinzione che i creativi siano l’unico motore di una professione che mescola Arte e Marketing, Retorica e Algoritmi, Soldi e Ideali, FakeNews e Vita Vera, Commercio e Politica, Stilografiche e Codice di Programmazione.

Ed in cui l’Intelligenza Artificiale non sostituirà mai la capacità dei grandi narratori di tenere la gente incollata ad una storia.  Al massimo, i Robot, saranno dei buoni colleghi, molto veloci e servizievoli.

© Pasquale Diaferia

L’evento
Data:
12 ottobre 2019

Orario:
10:00 – 18:00

Docenti:
Pasquale Diaferia e Patrizia Pfenninger

Location:
Pan – Palazzo delle Arti di Napoli, via dei Mille 60 Napoli




Il programma
Intro:
a Piazza Tien An Men il carrarmato,
senza il ribelle,
sarebbe rimasto solo un carrarmato.

Mattino:
Cosa serve a un creativo:
più Artisti o più Ingegneri?
più Carta o più Schermo?
più Parole o più Immagini?
più Colori o più Algoritmi?
più Studio o più Relazioni?

Pomeriggio:
Cosa serve a una Marca:
più Emozioni o più Dati?
più Sogni o più Certezze?
più Talento o più Programmazione?
Più etica o più Pratica?
Conclusioni
Alla fine, sono più utili
le Risposte o le Domande?




falasconi@ilas.com

Il primo ricordo di un regalo di compleanno è la scatola di colori a tempera ricevuta da mia zia. Chiaramente destinato ad una carriera che contemplasse il disegno e la grafica, dopo gli studi artistici e una specializzazione in Art Direction e Grafica Pubblicitaria sono entrato in ILAS in cui ho ricoperto diversi incarichi fino a diventare Art Director Senior. Appassionato di arte, cucina, fotografia e curioso viaggiatore ho già visitato letteralmente mezzo mondo e, sull’altra metà, ho le idee piuttosto chiare sul programma.

27.07.2017 # 5301
I Seminari e i Workshop Ilas sulla Comunicazione

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Una mattina da Oliviero Toscani al Modernissimo

Un evento in esclusiva organizzato dalla Ilas


Le domande pseudo-provocatorie di Oliviero Toscani

"Quanto tempo su 24 ore dedicate all’immaginazione?"  è una delle domande fatte da Oliviero Toscani al pubblico in sala.
A 77 anni Oliviero Toscani di immaginazione e grinta ne ha ancora tanta, tantissima.
Teoremi, enunciati, massime… c’è tanta roba nella mente di chi ha spaziato in vari ambiti della fotografia lasciando ogni volta un’impronta indelebile, a cavallo tra fotografia e arte.


Creatività, genio, immaginazione… i primi 50 anni di carriera di Oliviero Toscani

Le sue sono tracce che sono ormai iconografie della memoria collettiva. Chi è nato all’ombra dell’ombelico di Raffaella Carrà ricorda probabilmente in maniera più incisiva quel paio di shorts di jeans che invitavano ad essere seguiti (campagna Jesus/chi mi ama mi segua – 1973).
E non è stato lui uno dei primi, se non il primo, a usare argomenti sociali nella pubblicità sensibilizzando sull’eguaglianza delle persone a prescindere dal colore, religione, sesso…?
Sarà stata l’amichevole conoscenza di Andy Warhol lo stimolo per inventare la pubblicità POP ribaltando il senso di ogni dialettica del marketing?


In barba a certe distorsioni mediatiche dei tempi televisivi che lo fanno percepire come personaggio non troppo facile, dal vivo ti rendi conto che Oliviero Toscani è uno di quei fotografi in grado di trasferire le proprie conoscenze e senza risparmiare una certa generosità.

Dedicare oltre due ore del proprio tempo per elargire considerazioni, raccontare esperienze personali e professionali, emettere sentenze e pillole di saggezza, di più di 50 anni di magnifici fallimenti, e tra l’altro espresse in maniera chiara, diretta, senza inutili pseudo-filosofie, è un’esperienza che fa bene alla salute professionale di un fotografo o a chiunque operi nel campo della comunicazione.


Oliviero Toscani guru o coach?

Essere liberi è la condizione essenziale per poter lavorare bene.

Per essere liberi non si deve correre dietro il consenso, ma dietro al senso.

Bisogna essere eccellenti in ciò che si fa. Paradossalmente, per essere liberi bisogna incatenarsi a una propria idea per riuscire a capire quali possano essere i propri limiti.

Perché solo capendo quali sono i propri limiti ci si può liberare dal complesso di non essere bravi.

Queste non sono che alcune delle considerazioni di Oliviero Toscani che, durante l’incontro, assumeva nell’immaginario della platea sembianze di un guru, di un coach di una squadra di rugby o, forse per qualcuno, sembrava il sergente Hartman di Full Metal Jacket. Il Drill Instructor che appellò “palla di lardo” uno dei marine del film, per intenderci.


Dagli appunti presi durante l’incontro…

Il fotografare raggruppa un insieme di competenze indispensabili quando si deve comunicare qualcosa. Oliviero Toscani ricorda al pubblico che tutti possono guidare ma pochi entrano nell’Olimpo della Formula 1. Ci ricorda che tutti sanno leggere e scrivere ma pochi possono essere scrittori o poeti. L’accessibilità al mezzo non corrisponde sempre a una buona “alfabetizzazione” dello stesso.

Sembrano banali metafore, quelle di cui sopra, ma non tanto per un pubblico composto in gran parte da millennials.

La fotografia è un film in uno scatto

La fotografia può avere un certo parallelismo con un film. Per fare una buona fotografia per una campagna pubblicitaria occorrerebbe essere allo stesso tempo, sceneggiatore, scenografo, regista, direttore della fotografia, cameraman.

La fotografia è un film in un fotogramma

Immaginare. Solo nel momento in cui spegniamo il computer abbandonando quei “campi di concentramento” del XXI secolo che sono i social, possiamo iniziare a immaginare. Immaginare ci porta oltre le normali dimensioni umane configurandoci situazioni incredibili.


La creatività al servizio del marketing?

Oliviero Toscani è sempre stato Art Director di se stesso. Non ha mai accettato di lavorare con le agenzie pubblicitarie.

…Non si può dirigere la creatività. Il Padreterno non aveva l’Art Director…

Lui è il One man show, lui decide come impostare una campagna pubblicitaria, o come realizzare un’installazione con le sue immagini. Se non si ha carta bianca, si pone limite all’immaginazione perché non si è liberi.

Sembra che le sue campagne siano di successo proprio perché sempre in controtendenza con quelli che potrebbero essere i briefing e le strategie di marketing.

Si può fare una foto fantastica a un pezzo di merda e si può fare una foto di merda fotografando la donna più bella del mondo


Più di 50 anni di magnifici fallimenti

Oliviero Toscani il guru, il coach, il drill instructor. Personalità carismatica. Un’aura che sembra averlo congelato in una non-età. È un evergreen che continua a stupire a 77 anni.

Sì, sì, non sta simpatico a qualcuno ma non è un problema suo.

Ci proietta le pagine del suo libro (Più di 50 anni di magnifici fallimenti) e ti rendi conto che professionalmente può anche permettersi di essere un po’ scorbutico con chi gli fa girare i marroni con considerazioni inadeguate.

Non ha conservato molti degli originali dei suoi scatti e forse per quel suo voler sentirsi libero, distaccandosi anche dagli oggetti come diacolor scattate in tanti anni. Non ha uno studio. Il suo studio è sempre on the road. Anche nel senso più stretto del termine. Come per i ritratti di Razza Umana eseguiti per strada nelle varie città d’Italia.

Quel libro proiettato nella sala del Modernissimo, consiste per lo più in scansioni delle pagine di giornali dove sono stati pubblicati i suoi lavori in 50 anni.

Una foto esiste solo se è pubblicata

E ti accorgi che in quelle immagini vi sono citazioni ante litteram di Helmut Newton e che fare fotografie alla H. C. Bresson lo diverte perché è rilassante scattarle durante una passeggiata la domenica pomeriggio.

Che la sua fotografia di moda degli anni ’60 piaceva tanto, che a distanza di anni un’altra azienda gli chiede di replicarle. Che ha sempre avuto a fuoco le trasformazioni sociali stando sempre sul pezzo, sparandoci sui 6×3 l’iconografia dei nuovi fenomeni sociali che non avevamo ancora fatto in tempo a metabolizzare. E che, anche se impercettibilmente, trapelano i suoi studi di storia dell’arte che suggerisce a ogni giovane fotografo per la propria formazione.

 

È tutta questione di immaginazione. <>.

“L’immaginazione al potere” come direbbe Herbert Marcuse.





26.11.2012 # 2767
I Seminari e i Workshop Ilas sulla Comunicazione

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15 | 12 | 2012
Stefano Reali: teoria e tecniche di regia televisiva

Un seminario di 4 ore

Il nuovo importante evento promosso dal dipartimento video della Ilas: un seminario gratuito aperto al pubblico sulla scrittura e la regia per la televisione e per il cinema tenuto da uno dei più famosi registi italiani: Stefano Reali, autore e regista di numerose fiction RAI e Mediaset fra cui Caruso trasmessa nell'autunno 2012 e Ultimo con Raoul Bova. 
Reali ha iniziato come aiuto regista di Sergio Leone in C'era una volta in America e ha ottenuto una nomination agli Oscar con il cortometraggio EXIT nel 1987.



Stefano Reali con Lando Buzzanca, Andrea Osvart e Beppe Fiorello

Scheda sintetica
Data:
sabato 15 dicembre
Orario:
dalle ore 9,30 alle 13,00
Location evento:
Multicinema Modernissimo / Via Cisterna dell'Olio, Napoli (Metro Piazza Dante)
Quota di partecipazione: ingresso gratuito su prenotazione da effettuare tramite il seguente link





Stefano Reali con Raul Bova in una foto di scena

Un breve curriculum professionale
Stefano Reali nasce a Frosinone il 3 novembre 1957.  Si diploma al conservatorio Licinio Refice e studia composizione con il M° Domenico Guaccero.
Studia al Centro Sperimentale di Cinematografia, dove si diploma in Regia e Sceneggiatura nel 1980.
Nel 1982 è assistente alla regia in "C'era Una Volta In America" di Sergio Leone.
Nel 1985 è sceneggiatore e regista (insieme a P.Quartullo) di "EXIT", cortometraggio prodotto da RAIUNO che ottiene una NOMINATION ALL'OSCAR 1997, nella categoria "Best Live Short Film". 
Nel 1988 è sceneggiatore e regista del film "Laggiù nella giungla", terna al David di Donatello come Miglior Regista Esordiente.
Nel 1993 scrive e dirige il film TV "Una storia italiana", interpretato da Giuliano Gemma, Sabrina Ferilli, e Raoul Bova, ispirato alle imprese dei fratelli Abbagnale. Il film ha vinto il premio speciale della giuria al 33° Festival di Montecarlo. 
Reali ha messo in scena, come regista, anche opere liriche (tra cui delle prime esecuzioni assolute, come “DESCRIZIONE DELL’ISOLA FERDINANDEA”, di Francesco Pennisi, ma anche  "CAVALLERIA RUSTICANA", di Mascagni, e "IL TABARRO", di Puccini nel 1988), ed è autore e regista di teatro.  La sua commedia "OPERAZIONE" rappresentata per cinque anni di seguito in Italia, è stata messa in scena dal famoso commediografo inglese Alan Ayckbourne nel suo prestigioso Stephen Joseph Theater, in Inghilterra.  Adattando la sua stessa commedia, nel 1997 Reali scrive e dirige "IN BARCA A VELA CONTROMANO", un lungometraggio interpretato da Valerio Mastandrea, Antonio Catania, e Maurizio Mattioli, prodotto da Maurizio Totti per la Colorado film e distribuito da Medusa.
Nel 1998 Reali dirige il tv movie epico-religioso "IL QUARTO RE", scritto con Enzo De Caro e Enrico Medioli, interpretato da Raoul Bova, Maria Grazia Cucinotta, Billy Dee Williams, e prodotto dalla Titanus, in collaborazione con Beta Taurus, e Mediaset. 
Nel novembre 1998 scrive e dirige il film TV  "ULTIMO"  interpretato da Raoul Bova, Ricky Menphis, Giorgio Tirabassi, Mariano Rigillo, Emilio Bonucci, Pino Caruso.  Musiche  di Andrea ed Ennio Morricone, record di ascolto televisivo.
Nel 2002, scrive e dirige per il cinema “IL TRAMITE”, con Maurizio Mattioli, vincendo il primo premio assoluto e il premio del pubblico nei festival internazionali di Sorrento e del Salento. Il film è tuttora inedito in Italia.
Oltre ad averli scritti e diretti, Reali ha composto personalmente anche le colonne sonore dei seguenti film televisivi: “LE ALI DELLA VITA” prima e seconda parte,  (2002) con Sabrina Ferilli e Virna Lisi, record di ascolti televisivo, “I COLORI DELLA  VITA” (2003) con Alessandra Martinez, Nancy Brilli, Gabriel Garko, Giovanna Ralli, Jean Sorel), “L’UOMO SBAGLIATO”, (2005) con Beppe Fiorello, altro record di ascolti televisivo, “ERAVAMO SOLO MILLE”, (2006) con Daniele Pecci, Cristiane Filangieri, e David Coco, “LA TERZA VERITÀ” (2007) con Enzo Decaro e Bianca Guaccero, “AL DI LA DEL LAGO”, (2008)  con Kaspar Capparoni,  e “LO SCANDALO DELLA BANCA ROMANA” (2010) con Beppe Fiorello e Lando Buzzanca, in onda su RAIUNO.   Quest’ultimo ha vinto il prestigioso Fipa D’Or come Migliore Sceneggiatura e il Fipa d’Argent come Miglior Film al Festival Internazionale dell’Audiovisivo di Biarritz. Nel 2011 Reali scrive e dirige “COME UN DELFINO”, miniserie in due puntate messa in onda su Canale 5, con il 27% di share, in prima serata. Nel 2012 Reali scrive e dirige il filmTV in due puntate: “CARUSO, LA VOCE DELL’AMORE”, biopic sul celebre tenore napoletano. Il film è andato in onda il 23 e il 24 settembre su Raiuno, vincendo nettamente il record d'ascolti in entrambe le serate televisive.


Le esperienze nel settore della formazione
Nel campo della didattica e della formazione, dal 1999 al 2011, Reali  è stato docente di “Struttura della Sceneggiatura” nel corso di Scrittura Creativa RAI-SCRIPT.
Nel 1993 è docente di “recitazione per la macchina da presa” nel Laboratorio di Arti Sceniche di Roma, diretto da Gigi Proietti.
Dal 2005 al 2010 è stato docente di regia e sceneggiatura al Centro Sperimentale di Cinematografia di Milano
Nel 2009 è stato docente di “Recitazione e Regia” alla Nuova Università di Cinema e Televisione
Nel 2009 è stato docente di “Teoria e Tecnica della Regia Cinematografica” alla facoltà di Scienze della Comunicazione, dell’Università “La Sapienza” di Roma.





02.10.2012 # 2833
I Seminari e i Workshop Ilas sulla Comunicazione

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19 | 10 | 2012
Stefan Sagmeister,
in videoconferenza da New York.

Un evento gratuito in esclusiva per ilas.

Il 19 ottobre parlerà di Graphic Design con gli studenti ilas. In videoconferenza dal suo studio di New York, un evento straordinario con una delle figure più autorevoli e interessanti fra i graphic designer contemporanei. Con base a New York, Stefan Sagmeister è autore di importanti progetti per i Rolling Stones, Aerosmith, Lou Reed, Time Warner, Museo Guggenheim, famoso soprattutto per i suoi manifesti per l'AIGA e più in generale per l'atteggiamento irriverente e umoristico che emerge dai suoi lavori.

Sarà presente un interprete per la traduzione consecutiva e per consentire agli studenti di porre domande al graphic designer austriaco.
Austriaco di nascita, Stefan si appassiona da subito al graphic design frequentando il College di Dorbin dove realizza il suo primo lavoro, una immagine fotografica per pubblicizzare una rivista, nella quale usa i corpi dei suoi colleghi studenti per formare una grande A che poi fotografa dal tetto della scuola. L'uso del corpo umano come elemento compositivo, o addirittura come tela per formare l'immagine è una caratteristica che compare spesso nel proprio lavoro e che diverrà nel tempo il manifesto del suo intero lavoro. Nel 1987 ottiene un master al Pratt Institute di New York, e nel '91 si trasferisce ad Hong Kong per lavorare alla Leo Burnett. Ritorna poi due anni dopo in America a New York per poi restarci, e consolidare il proprio stile nel quale la ricerca per gli aspetti fisici del colore (celebre la copertina del CD di H.P. Zinker "Mountains of Madness" in plastica colorata, in cui la particolare realizzazione permette di nascondere parte dell'immagine, che una volta estratta dalla custodia appare totalmente diversa) si fonde con una lettura ironica e provocatoria della realtà. 

Tra i lavori più significativi, vera e propria icona della grafica del decennio quello del manifesto AIGA del 1999 per il ciclo di conferenze a Detroit che lo ritrae nudo con le scritte incise direttamente sulla sua pelle.


Del nostro lavoro e del modo migliore per gestirlo, Stefan Sagmeister dice: “The conventional wisdom in our business is that you have to grow and keep moving to survive. We never grew, always stayed tiny, and it serves us very well over the years, allowing us to pick and choose projects, and keeping our financial independence from our clients. We actually have a rather good track record, because we do select projects carefully. Most of our ideas don’t eat dust but glimpse the light of day because we find it much more helpful to spend some serious time and effort before we start working on a project, rather than suffer through it afterwards.”



Clicca sull'immagine in basso, e vai al sito web di Sagmeister

21.09.2012 # 2640
I Seminari e i Workshop Ilas sulla Comunicazione

Daria La Ragione // 0 comments

29 | 06 | 2012
Incontro con Jacques Séguéla







Il 29 giugno un grande evento Ilas

29 giugno 2012: uno di quei giorni fortunati in cui la Storia della Pubblicità bussa alla porta e ha il volto e il sorriso sornione di Jacques Séguéla.
La porta in questione è quella della Ilas, che alle star è abituata, ne ha ospitate tante da Milton Glaser a Bob Noorda, in conference call da NY o dal vivo,  e che questa volta ha superato se stessa organizzando questo incontro.
E la porta è anche quella dell'Istituto Universitario Suor Orsola Benincasa, che ospita l'evento nella sua Aula Magna, piena questa volta non soltanto dei suoi studenti, ma anche dei tanti che non hanno voluto perdere questo incontro. E come si fa a non rimanere colpiti dalla gentilezza e dal fascino di questo signore che ha creato dal nulla una delle più importanti agenzie multinazionali, ha scritto libri tradotti in tutto il mondo e studiati da aspiranti pubblicitari, e ha al suo attivo un numero impressionante di campagne elettorali presidenziali vincenti, non soltanto in Francia, dove il suo contributo all'elezione di Francois Mitterrand è storia nota, ma anche in Polonia, Austria, Ungheria, Gabon, Togo, Israele.


Commercial vincitore del Leone d'oro al Festival di Cannes 2010


Dalla Star Strategy al suo ultimo "Presidente da vendere", dagli inizi senza clienti e con un ufficio in duplex alla Euro RSCG, Séguéla si racconta, risponde alle domande dalla platea, spiega la sua prospettiva sui rapporti tra pubblicità e politica, mostra filmati di campagne (sue e non solo) e dialoga con tutti raccontando cosa rende una pubblicità vincente, degna di essere ricordata.
Campagna per la rielezione di Francois Mitterrand

Ciò che colpisce maggiormente è la passione con cui racconta, lo sguardo di chi ama questo lavoro, si diverte a farlo e non ha paura di lanciarsi nelle nuove sfide che i cambiamenti tecnologici da un lato, e la crisi internazionale dall'altro, stanno già ponendo a chiunque si occupi di comunicazione.
La mattinata vola via in un attimo, eppure sono passate ore, la Storia ci saluta e per Ilas è stato davvero un piacere e un grande orgoglio aver portato a Napoli Jacques Séguéla, un altro tassello di questo preziosissimo mosaico che da anni sta componendo.

20.09.2012 # 2626
I Seminari e i Workshop Ilas sulla Comunicazione

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10 | 11 | 2012
Martin Benes:
il Fotorealismo
con Adobe Illustrator

Alla ilas il 10 Novembre un Workshop tecnico: 8 ore full-immersion su iMac

I migliori talenti del design si incontrano alla ilas. Il 10 novembre prossimo è la volta di Martin Benes, alla ilas con un workshop di 8 ore sull'illustrazione fotorealistica con Adobe Illustrator.
8 ore di full immersion al computer per conoscere le tecniche più avanzate del disegno vettoriale.

Dati tecnici
Data: 10 novembre
Durata: 8 ore
Orario: dalle ore 9 alle 13 / pausa pranzo/ dalle 14,30 alle 18,30
Location: Aula 2 / Centro Studi Ilas / Napoli
Tipologia: operativo / full immersion in aula informatica
Disponibilità attrezzature: 1 computer iMac per ogni partecipante
Software: Adobe Illustrator
Attestato: partecipazione
Costo: euro 121,00 iva compresa



UN CREATIVO IPERREALISTA
Martin Benes è Art Director, Digital Artist e Retoucher con una lunghissima esperienza nel campo dell'illustrazione digitale iperrealistica con i migliori software di grafica digitale come Adobe Illustrator e Photoshop. È Bēhance Official Ambassador in Italia. Le sue collaborazioni professionali lo hanno portato a lavorare in giro per il mondo con grandi marchi internazionali, ma la passione per l'insegnamento prevale spesso sugli altri impegni, tanto da aver aperto un interessantissimo blog molto visitato pieno di trucchi e tecniche per ottenere il massimo dalla grafica digitale.

IL WORKSHOP
Obiettivo del workshop è permettere ai partecipanti di acquisire le conoscenze e le abilità tecniche per realizzare ogni tipo di illustrazione fotorealistica. Partendo da un brief comune a tutti i 15 partecipanti, si lavorerà per completare l'illustrazione toccando argomenti come il tracciamento fotorealistico, le tecniche di deformazione avanzate, le sfumature trasparenti, l'uso dello strumento penna e le interazioni tra illustrator e photoshop.

20.06.2012 # 2567
I Seminari e i Workshop Ilas sulla Comunicazione

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29 | 06 | 2012
ilas ospita a Napoli
Jacques Séguéla

Il 29 Giugno un Seminario Gratuito al Suor Orsola Benincasa con il grande pubblicitario.

"Passando al nuovo secolo, scivoliamo da una società di massa a una società di persone, mentre la nostra comunicazione di massa vira alla comunicazione personale. Meglio: ogni cittadino è ormai in sé un medium, basta dargliene i mezzi."

Venerdì 29 giugno a Napoli, un nuovo attesissimo evento firmato ILAS - Istituto Superiore di Comunicazione - in esclusiva per l'Italia: un seminario gratuito sulla comunicazione con Jacques Séguéla. Tutto è pronto per accogliere uno dei più grandi pubblicitari nella storia della comunicazione, fondatore di Euro RSCG, una delle più importanti agenzie del mondo e autore di testi entrati ormai a far parte della letteratura di settore tra cui, solo per citarne alcuni, «Hollywood lava piú bianco» e «Presidente da vendere».



Nell'Aula Magna dell'Università degli Studi Suor Orsola Benincasa
, che ospiterà l'evento, Séguéla riprende il filo del discorso cominciato proprio nel volume "Presidente da vendere", in cui con D.P. Dégo, artista e intellettuale di grande impegno culturale e civile, traccia una straordinaria analisi della comunicazione in una inedita visione del futuro prossimo. Punto forte, dopo la proiezione del video "Le pouvoir dans la peau", sarà la forma conversatoria che coinvolgerà il pubblico e gli studenti presenti nella concezione comunicazionale di Jacques Séguéla. Dopo i saluti del Magnifico Rettore dell'Università degli Studi Suor Orsola Benincasa, il professore Lucio D'Alessandro e gli interventi introduttivi di Maddalena della Volpe, docente di Comunicazione Strategica all'UNISOB e Fulvio Iannucci e Bruno Ballardini, docenti di Comunicazione Ilas, si entrerà nel vivo dell'evento che si prefigura ricco di momenti particolarmente interessanti. Sarà presente anche Fausto Lupetti, illuminato editore di comunicazione che ha contribuito alla realizzazione dell'evento.




Bob Noorda, Milton Glaser, Gavino Sanna, Annamaria Testa e a breve Jacques Séguéla sono tra i nomi in assoluto più prestigiosi e rappresentativi del panorama mondiale dell'advertising. Noi di ILAS siamo davvero orgogliosi di essere riusciti a ospitarli a Napoli, insieme a decine di altri professionisti della comunicazione, in esclusiva per i nostri studenti e a beneficio di tutta la comunità di esperti del settore che, gratuitamente, hanno potuto incontrarli nel corso di questi anni. Non a caso Ilas si è aggiudicata anche quest'anno il Golden School Trophy, il premio per la migliore scuola di comunicazione in Italia nell'ambito del XI Spot School Award - Premio Internazionale del Mediterraneo: un riconoscimento e un incoraggiamento agli sforzi della nostra scuola per offrire sempre il massimo ai propri studenti.


La copertina del famoso libro di Jacques Séguéla "Non dite a mia madre che faccio il pubblicitario... Lei mi crede pianista in un bordello".



Appuntamento venerdì 29 giugno alle ore 9.00 presso l'Aula Magna dell'Università degli studi Suor Orsola Benincasa - C.so Vittorio Emanuele, 292 - Napoli per l'evento dell'anno promosso da ILAS: Jacques Séguéla a Napoli.
La prenotazione on line è già attiva, segui il link per riservare gratuitamente un posto.


Segui l'evento su Facebook >>


Si ringraziano per la collaborazione:

unisob


lupetti


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