alexa

Ilas sui social network

facebook twitter youtube pinterest instagram flickr linkedin
logo-ilas
logo-ilas logo-ilas

MENU

cercaCERCA

Prenota il tuo corso o un colloquio informativo
La prenotazione non è vincolante e consente di riservare un posto nei corsi a numero chiuso

ILAS è una scuola di specializzazione che opera esclusivamente
nell'ambito della comunicazione visiva.

icona

La scuola

100% comunicazione visiva

icona

La scuola
Storia, struttura e organizzazione

icona

I docenti
I curricula di tutti i docenti

icona

Certificazioni
Il valore di un corso Ilas

icona

Attività
Corsi, seminari e contest

icona

Social, blog e magazine
Scopri ilas 2.0

 
icona

I corsi annuali

Elenco dei corsi Ilas divisi per tipologia

Corsi Regionali AutorizzatiGRAFICA | WEB DESIGN | FOTOGRAFIA

logo-adobe

Elenco corsi autorizzati Regione CampaniaQualifica professionale EQF4 / Frequenza obbligatoria > 80%

Corsi Annuali CompletiGRAFICA | FOTO | WEB | PUBBLICITÀ | SOCIAL

Corsi Brevi TematiciFOTO BASE | COPY | MONTAGGIO | RIPRESA VIDEO

Elenco corsi brevi tematiciPer ogni corso è indicata la quota mensile iva (22%) compresa

 

Corsi di Grafica 3DMAYA | ZBRUSH | RHINO | STAMPA 3D

Elenco corsi grafica 3DPer ogni corso è indicata la quota mensile iva (22%) compresa

Corsi Annuali CoordinatiPERCORSI MULTIDISCIPLINARI

Corsi Avanzati e Online GRAFICA | FOTOGRAFIA | PHP | MOBILE APP | PUBBLICITÀ ONLINE

icona

I corsi mensili

Cerchi un talento della comunicazione visiva?
 

Inserisci AnnuncioArea riservata alle aziende

Scegli CandidatoArea riservata alle aziende

Vai al PortfolioArea riservata alle aziende

Guarda i lavori realizzati dai nostri studenti
Oltre 9000 progetti realizzati nei corsi Ilas

ILAS - Istituto superiore di comunicazione visiva

icona

Recapiti telefonici

Italy / Napoli

tel(+39) 081 5511353
tel(+39) 081 4201345
fax(+39) 081 0070569

icona

Indirizzo

Italy / 80133 Napoli

Via Alcide De Gasperi, 45
Scala A

numero-verde

Prenota il tuo corso o un colloquio informativo

Mostre ed eventi // Pagina 227 di 228
01.01.1970 # 3782
VEGETATION AS A POLITICAL AGENT

Daria La Ragione // 0 comments

VEGETATION AS A POLITICAL AGENT

a Torino fino al 2 novembre

Lʼesposizione intende indagare le implicazioni storiche e sociali del mondo vegetale alla luce della sempre più frequente rivendicazione del “verde” quale agente di cambiamento dei processi economici in atto e lʼattuale crisi. Attribuire a una pianta un tempo storico significa analizzare lʼelemento vegetale non solo nella sua componente biologica, ma anche in relazione agli aspetti sociali e politici che lo vedono già al centro delle prime forme di globalizzazione economica. Nel XVII e XVIII secolo, attraverso le piantagioni coloniali e i mercati via mare, si definivano infatti i primi sistemi di controllo delle specie e prendevano forma condizioni di espropriazione e sfruttamento territoriale nella lotta per il monopolio delle spezie. Allʼinterno di questa storia la mostra intende evidenziare quelle tappe in cui lʼelemento vegetale ha rappresentato un segno di emancipazione sociale.

Articolata sul doppio registro di storia e attualità, Vegetation as a political agent mette insieme, e sullo stesso piano, interventi artistici e architettonici di tredici artisti internazionali, documenti di figure pionieristiche delle prime rivoluzioni ecologiche e apparati scientifici provenienti dal mondo botanico. Insieme alle opere e alle installazioni, la mostra comprende una vasta serie di illustrazioni e campioni vegetali, materiali dʼarchivio e manifesti prodotti in unʼampia varietà di contesti culturali differenti. La geopolitica che ne fa da sfondo va dallʼOceano Indiano (Isole Mauritius e Réunion) alla Guinea-Bissau, dal Sudafrica al territorio messicano. 

Al Parco Arte Vivente di Torino

01.01.1970 # 3491
VEGETATION AS A POLITICAL AGENT

Daria La Ragione // 0 comments

L'INFORMALE IN ITALIA

a Modena fino al 13 aprile 2014

La Galleria civica di Modena inaugura sabato 22 febbraio alle 17.30 "L’Informale in Italia. Opere su carta dalla collezione della Galleria civica di Modena”, una mostra realizzata interamente con materiale proveniente dalle proprie raccolte e dalla collezione di Don Casimiro Bettelli, ceduta in comodato alla Galleria dalla curia modenese.

Curata dal direttore del museo Marco Pierini, promossa e organizzata dalla Galleria civica di Modena e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, la mostra propone al pubblico più di cento disegni e incisioni dei massimi esponenti dell’Informale italiano in un arco cronologico compreso fra la metà degli anni Quaranta e la fine degli anni Sessanta.

La libertà d’espressione, il rifiuto delle norme – tanto quelle dettate dalla tradizione, quanto quelle ormai ridotte a formalismo stabilite dalle avanguardie storiche – e la forte componente esistenziale, condussero gli artisti di questa corrente a sperimentare tecniche, materiali e modalità espressive molto diverse tra loro. I risultati di questa incessante sperimentazione sono perfettamente leggibili anche nelle opere su carta, esiti spesso perfettamente compiuti e autonomi, piuttosto che abbozzi e appunti di carattere progettuale.
I principali orientamenti linguistici dell’Informale italiano sono ben rappresentati all’interno della collezione della Galleria civica, i cui fogli testimoniano il prevalere, di volta in volta, del segno, del gesto, della materia, dell’articolazione spaziale.

Allestito nelle sale superiori di Palazzo Santa Margherita, il percorso espositivo presenta una sala dedicata alla grafica di Alberto Burri, sempre innovativo e sorprendente per i materiali e le tecniche utilizzate, e una a Lucio Fontana, dove oltre a sette disegni di periodi e soggetti diversi, si possono ammirare numerose incisioni, comprese le splendide tavole realizzate per "Six contes de La Fontaine", un libro di favole pubblicato nel 1964 e per “Apocalissi e sedici traduzioni” di Giuseppe Ungaretti, stampato nel 1965 in 150 esemplari.
La raccolta del disegno della Galleria civica di Modena possiede anche numerose testimonianze degli esordi, di stampo chiaramente informale, di artisti che nella fase matura del loro cammino seguirono strade diverse come Vasco Bendini, Concetto Pozzati e Claudio Verna. Fogli poco noti che, al pari dei lavori di artisti talvolta ingiustamente relegati ai margini della storiografia come Annibale Biglione o Mario Nanni, rappresentano forse uno dei maggiori motivi d’interesse di questo allestimento.
L’esposizione dedicata all’Informale in Italia è, infine, anche un modo per rileggere la storia della Galleria civica e quella del formarsi della sua collezione, dal momento che nel corso degli ultimi trent’anni sono state allestite dal museo modenese personali dedicate ad Accardi, Afro, Bendini, Fontana, Novelli, Peverelli, Pozzati, Scanavino, Scialoja e Turcato.

01.01.1970 # 3048
VEGETATION AS A POLITICAL AGENT

Daria La Ragione // 0 comments

GENESI di Sebastião Salgado

a Roma - Ara Pacis

Le foreste tropicali dell’Amazzonia, del Congo, dell’Indonesia e della Nuova Guinea; i ghiacci dell’Antartide e le terre artiche, la taiga dell’Alaska i deserti dell’America e dell’Africa, le montagne dell’America, del Cile e della Siberia. Genesi di Sebastião Salgado è un viaggio fotografico nei cinque continenti per documentare, con immagini in bianco e nero di grande impatto, le bellezze incontaminate del nostro pianeta.

La mostra, a cura di Lélia Wanick Salgado, sarà aperta al pubblico dal 15 maggio al 15 settembre al Museo dell’Ara Pacis di Roma e si svolgerà in contemporanea con altre grandi capitali: Londra, Rio De Janeiro e Toronto.

Oltre 200 fotografie attraverso le quali il più grande fotografo documentario dei nostri tempi ci racconta quelle zone del nostro pianeta ancora incontaminate dove gli elementi – la terra, la flora, gli animali e l’uomo – vivono in un’armonia miracolosa, come in una perfetta sinfonia della natura. Un progetto, a cui Salgado ha lavorato per 8 anni, che vuole essere un grido di allarme e un monito affinché si preservi questo mondo ancora incontaminato e affinchè sviluppo non sia sinonimo di distruzione.



01.01.1970 # 3040
VEGETATION AS A POLITICAL AGENT

Daria La Ragione // 0 comments

GEISHE E SAMURAIi Esotismo e fotografia nel Giappone dell'Ottocento

a Genova - Palazzo ducale

L’esposizione presenterà 112 stampe fotografiche originali realizzate dai grandi interpreti giapponesi ed europei di quest’arte, agli albori della storia della fotografia, fra il 1860 e i primissimi anni del Novecento, in grado di esplorare l’idea dell’uomo e della donna, sia nell’immaginario occidentale dell'Ottocento, che nelle reali condizioni socio-culturali del tempo.

Dal 18 aprile al 25 agosto 2013, Palazzo Ducale di Genova ospita una mostra che presenta 112 stampe fotografiche originali realizzate dai grandi interpreti giapponesi ed europei di quest’arte, agli albori della storia della fotografia, fra il 1860 e i primissimi anni del Novecento. L’esposizione si inserisce tra le iniziative promosse in occasione della quarta edizione di La Storia in Piazza ( dal 18 al 21 aprile), il più importante festival di storia in Italia, dedicato quest’anno al tema “Identità sessuali”.

La rassegna ruota attorno all’idea dell’uomo e della donna giapponesi, così come si sono formate nell’immaginario europeo dell'Ottocento, ritratto nelle fotografie della Scuola di Yokohama, sia nelle reali condizioni socio-culturali del tempo, attraverso i capolavori di uno dei più importanti capitoli della storia della fotografia - nata in Europa ma subito sperimentata in Giappone - proprio nel periodo in cui, abbandonando un isolamento che durava da trecento anni, il Paese del Sol levante si apriva all’America e all’Europa, influenzando, con le immagini e le espressioni della sua creatività, il gusto dell'intero Occidente.

01.01.1970 # 5450
VEGETATION AS A POLITICAL AGENT

Marco Maraviglia // 0 comments

Florian Castiglione, Ischia forme e fisionomie rurali in mostra al PAN

Architetture mediterranee e rupestri misconosciute alle pendici del Monte Epomeo. Un’escursione nei luoghi più segreti di Forio sulle tracce di tecniche di costruzione tramandate dai turchi

Chi è Florian Castiglione

Classe 1986. Architetto. Florian Castiglione ha insegnato Storia della Fotografia presso il Dipartimento di Architettura della Federico II di Napoli. Attualmente è funzionario architetto della Soprintendenza Archeologica e Belle Arti della Regione Umbria. È autore di numerosi contributi in volumi e riviste di architettura.

Un’attrazione carnale

La lontananza dagli affetti può far scattare meccanismi che possono rinforzare i legami. È una prova del nove: se veramente ami qualcuno o qualcosa da cui ti distacchi, l’esserne lontano per forza di cose, non fa che accrescere il desiderio di accorciare quella distanza. Passione. È quel propulsore della vita che contribuisce a mettere in moto la grande bellezza perché entusiasmo, adrenalina, curiosità, sono tra gli ingredienti che ti stimolano a fare progetti, costruire idee, sogni…

Ed è un po’ così per Florian Castiglione che ogni volta che torna nell’Isola Verde, avverte che l’attrazione verso il suo territorio, lì dove è nato, è ogni volta più forte.

Come in una forte e vera storia d’amore, Florian vuole approfondire la conoscenza di ogni centimetro di “pelle”, aprire ogni cassetto chiuso dell’anima della sua amata: Ischia.

Ischia, forme e fisionomie rurali

Ischia è nota in tutto il mondo per le tipiche attività turistiche: il mare, lo struscio della sera tra i baretti, le terme, i locali, la festa di Sant’Anna… Tutte attività che si svolgono prevalentemente lungo le coste mentre alle pendici dell’Epomeo c’è un mondo incontaminato, silenzioso, antico, che custodisce parte di quella che è la vera essenza mediterranea dell’isola e che talvolta è spalmata nella “nebbia del tempo”, quella che fa dimenticare, quella che man mano fa sparire alcune tracce dell’uomo.

Il paesaggio non c’è fino a quando la coscienza non lo trasforma in parola, immagine, racconto e rappresentazione; in altro modo, l’esperienza di vita nel tempo e nello spazio. L’IDENTITA’ di un luogo viene definita come caratterizzata da saperi, memorie, affetti; così a un paesaggio esterno se ne affianca uno interno, misterioso e nascosto, a volte sconosciuto.


Casa di pietra alla Falanga - Forio © Florian Castiglione

Dalla Cappadocia al Tirreno

Architetture in pietra. Case scavate nella roccia, nel tufo. Abitazioni che tracciano l’architettura del luogo tra il medioevo e il ‘600. Architettura mediterranea e rupestre.

Florian Castiglione percorre le zone non conosciute dal turismo di massa, ma nemmeno da tanti isolani che ci vivono, ritraendo forme e volumi di case dalla tipica architettura mediterranea e rupestri, in armonia con la grafica di luci e ombre che le rivestono dandole maggiore corpo.

Abitazioni rupestri le cui tecniche di realizzo sembra che siano state tramandate dai turchi, che attraversarono gli appennini dalla Puglia alla Campania lasciando tracce in Basilicata (Matera) e che per praticità ripresero le stesse tipologie delle abitazioni della Cappadocia. Scavi nella roccia e nel tufo, abitazioni realizzate a Km0, senza trasporto di mattoni, ma sfruttando direttamente il materiale presente sul territorio. Un’architettura non invasiva, che sfrutta materia e forme del territorio, uno stile ripreso anche dagli architetti più creativi degli ultimi 100 anni.

…importante esempio di architettura fondata sull’integrazione simbiotica con il territorio e il paesaggio. Le case di pietra furono scavate, mediante una lunga opera di trasformazione di massi franati dal monte Epomeo, dalle comunità contadine in cerca di nuovi insediamenti e terreni per le coltivazioni.


Eremo di San Nicola - Monte Epomeo © Florian Castiglione

I ritratti di Florian Castiglione

Tra le 40 foto allineate lungo le pareti del foyer del PAN, compaiono dei ritratti. Sono contadini, pescatori, vecchi del posto. Custodi di tradizioni e di memorie. Personaggi dell’isola che Florian Castiglione ha incontrato durante le sue escursioni fotografiche e che gli hanno raccontato luoghi “segreti”, aneddoti, leggende e storie tramandate, talvolta accompagnandolo lungo i sentieri fino all’ultimo casa abbandonata.

Sono lì. Osservano in obiettivo. Il volto al centro del fotogramma. Una non-espressione che sintetizza tutto il vissuto rurale che va invece letto nei solchi del viso. Ragnatele che sono come testi in codice decifrabili solo da connessioni immateriali.

Non esiste architettura se non c’è l’uomo e loro sono come una piccola rappresentanza vivente del territorio. Figli del passato. Figli del Mediterraneo. Figli di Ischia.

La mostra

Florian Castiglione ha scattato a mano libera tutte le foto con una Rolleiflex binoculare e quindi su pellicola 6×6. Si tratta di una selezione di 40 scatti realizzati nell’arco di un anno, successivamente scansionati e con postproduzione tipica da camera oscura: correzioni sulle luci e ombre, contrasti…

Stampate in fine art e montate su MDF.

La sequenza delle immagini esposte consiste in tre sezioni combinate tra loro: architettura mediterranea, architettura rupestre e volti degli abitanti.

ISCHIA | FORME E FISIONOMIE RURALI

Mostra fotografica di Florian Castiglione

PAN Palazzo delle Arti Napoli – Sala foyer, Via dei Mille, 60

Dal 4 al 16 ottobre 2019

Tutti i giorni dalle 9.30 alle 19.30
Martedì chiuso

Ingresso gratuito

promossa dall’Associazione SediMenti di Giorgio Coppola e Maria Alessandra Masucci, e realizzata in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli


Casa colonica - Forio © Florian Castiglione

01.01.1970 # 5449
VEGETATION AS A POLITICAL AGENT

Marco Maraviglia // 0 comments

Massimo Vicinanza a Mosca con “Lucania”: oltre 60 foto della Basilicata

La Basilicata è esportata in Russia con immagini che raccontano tutte le sfaccettature paesaggistiche, architettoniche e altro ancora, di una delle regioni meno battute dall’industria turistica

Chi è Massimo Vicinanza

Ex Capitano di lungo corso. Giornalista, Presidente e co-fondatore dell’Associazione Photo Polis. Massimo Vicinanza è docente di fotografia digitale all’Accademia di Belle Arti di Napoli, capo redattore della rivista Acqua Marina, redattore di FullPress e FullTravel, corrispondente di riviste internazionali come free-lance.

Massimo Vicinanza è un fotografo “outsider”, di quelli che non ricercano popolarità sul territorio con presenzialismo o attraverso i social network: semplicemente lavora, andando dritto al committente realizzando con loro anche libri fotografici che illustrano spaccati che riguardano il rapporto tra ambiente e uomo.

Il libro Kastellos, architettura rom in Romania (2010) è un eccezionale ed esclusivo documento che Massimo Vicinanza realizzò con non poche difficoltà logistiche e le cui immagini sono state esposte in più occasioni tra cui al Palazzo Reale di Napoli, all’Istituto Italiano di Cultura a Madrid e al Complesso monumentale Carcere Borbonico di Avellino.

Altro suo libro è Con l’acqua e con il vento, viaggio nell’Italia delle energie rinnovabili (2006), un’affascinante “reportage lento” sebbene realizzato in pochi giorni, relativo alla presenza di centrali ad energia non fossile presenti in tutta Italia.

Uomo e ambiente, l’etica dei reportage di Massimo Vicinanza

Uomo, architettura, ambiente, urbanistica… Massimo Vicinanza, avendo navigato per mari entrando in contatto con molte città del mondo, è rimasto sensibile a ciò che può determinare emotivamente sull’uomo la conformazione e l’assetto di un territorio.

Dalla parlantina spedita e senza prender fiato, in occasione delle presentazioni delle sue mostre non risparmia di raccontare episodi, aneddoti e risoluzioni di problemi tecnici incontrati durante i suoi reportage.

Si tratta di racconti fotografici “puliti”, senza particolari effetti di postproduzione che vogliano inseguire stili artefatti di una certa fotografia contemporanea. Quelle di Massimo Vicinanza sono immagini che mostrano, che documentano, scevre da rumori visivi e da domande che potrebbe farsi l’osservatore.

Fotografia sull’onda del less is more. Ciò che rappresenta è ciò che vedi. Senza sovrastrutture pseudo-artistiche e questo perché il fotografo ha fatto la sua lunga gavetta con l’editoria di viaggio e turismo internazionale che gradisce questo stile visivo.


Castelmezzano © Massimo Vicinanza

La Lucania di Massimo Vicinanza

Massimo Vicinanza ha un’attrazione particolare per la Lucania (il modo con cui è preferito chiamare la Basilicata dai suoi abitanti).

Da molti anni la Lucania esercita su di me un fascino particolare, o meglio una irresistibile attrazione fisica. I suoi paesini sono avvolti in un silenzio ovattato, le stelle illuminano la notte grazie al bassissimo inquinamento luminoso...


Come esiste il cosiddetto “mal d’Africa”, il fotografo ha una sorta di “mal di Lucania” perché attratto dalla sua diversità di colori, dalla grande varietà dei paesaggi e innanzitutto, dall’atmosfera accogliente che riescono a trasmettere gli abitanti. Una dimensione dai sapori emotivi e gastronomici, antichi, genuini che si tramandano da generazioni, senza contaminazioni metropolitane.

“Lucania” di Massimo Vicinanza è un’esplorazione fotografica di luoghi noti e misconosciuti della Basilicata. Da Nord a Sud, da Ovest a Est in cui si incontrano pastori con bestiame al pascolo e paesini abbandonati; resti archeologici romani e interni di abitazioni rurali con pentolame provato da anni di pranzi in famiglia; tracce di tradizioni religiose, architetture bizantine, nobiliari e popolari in tufo, pietra, cotto… tanta roba.


Nell’immaginario collettivo questa piccola regione meridionale a forte vocazione agricola evoca povertà, sottosviluppo ed emigrazione e richiama alla memoria storie di brigantaggio, vecchie superstizioni e suggestivi rituali pagani.


Sarconi © Massimo Vicinanza

“Lucania” come meta turistica proposta attraverso le foto di Massimo Vicinanza

Location preferita da molti registi del cinema (inter)nazionale ma ignorata dal business turistico che concentra l’attenzione principalmente su Matera (Capitale Europea della Cultura 2019), la Lucania di Massimo Vicinanza mostra e dimostra attraverso le sue immagini quanto questa regione, in tutta la sua estensione, sia ricca di attrazioni paesaggistiche, urbane e gastronomiche per quel turismo lento adatto a viaggiatori goethiani. Una regione in cui il silenzio e stimoli visivi naturali, non possono non piacere a chi svolge lavori creativi o a chi cerca di ritrovare una dimensione umana.

“Lucania” di Massimo Vicinanza è una intelligente operazione di esportazione di una parte del territorio italiano.

All’estero se dici Italia, ti dicono le classiche icone di Napoli (pizza, “maccaroni”, “muzzarella”, tarantella…) o Capri, il Colosseo, Leonardo e Caravaggio, ma la Basilicata sarà stata vista a stento in “La Passione di Cristo” di Mel Gibson.

Una mostra fotografica se non ha un obiettivo, è una semplice esposizione di immagini rese inutili dall’assenza dello scopo stesso della mostra.

E Massimo Vicinanza forse avrà contribuito in parte anche lui ad incrementare un po’ di turismo russo in una delle più belle regioni del nostro Paese: la “Lucania”.


Montescaglioso © Massimo Vicinanza

Lucania, di Massimo Vicinanza

Galleria delle Arti di Zurab Tsereteli – Galleria delle Arti Russa, Prechistenka 19, Mosca, Russia

Dal 23 ottobre al 10 novembre

Orari di visita: mercoledì, giovedì, venerdì, sabato, domenica – dalle 12.00 alle 20.00, biglietteria – fino alle 19.00, martedì – dalle 12.00 alle 22.00, biglietteria – fino alle 21.00

Prezzo del biglietto:

Adulti: 300 rubli (ca. 4,00 euro)

 

Catalogo:

inclusivo di prefazioni dell’Ambasciatore Pasquale Terracciano, del Presidente dell’Accademia Russa delle Arti Zurab Tsereteli e dello stesso autore.

 

Grazie all’Ambasciata d’Italia a Mosca in collaborazione con l’Accademia Russa di Arte, con il sostegno dell’Agenzia Nazionale per il Turismo in Italia ENIT e dell’Istituto Italiano di Cultura a Mosca


Inside Ilas
Inside Ilas Magazine

Privacy e cookies policy