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Contest // Pagina 2 di 7
30.11.2014 # 3952
Un Brand per Napoli #4 - le strategie creative

Daria La Ragione // 0 comments

Un Brand per Napoli #4 - le strategie creative

Alessandro Esposito racconta il proprio percorso creativo

Non è stato affatto semplice decretare il vincitore del contest Un Brand per Napoli: i lavori dei nostri studenti erano davvero belli di alto livello qualitativo, e sceglierne uno tra tutti è stato difficile. Certo, una di quelle difficoltà che ci auguriamo sempre di incontrare e che per fortuna incontriamo spesso.
Quello che ci interessava davvero era stimolarli a riflettere, studiare, ragionare prima che progettassero. Per questo motivo abbiamo, dopo avere fatto una selezione di lavori che, pur non essendo i vincitori, ci sembravano troppo belli per non essere almeno segnalati, abbiamo chiesto agli studenti che ne sono gli autori di raccontarci quale sia stato il percorso che li ha portati a creare quel brand o quel sito.


Questo è il lavoro di Alessandro Esposito e queste le riflessioni che ha condiviso con noi.

«Nella fase di progettazione mi sono soffermato su un concetto principale che racchiudesse tutto quello che questa città può fornire, collegare il cenno storico con l'evoluzione che sta subendo, è stato molto difficile da scegliere dato che questa città offre molte possibilità, ma infine la mia ricerca si è basata sulla multi cultura europea presente in questa città.
Durante le bozze a matita, come mia abitudine durante la progettazione di un lavoro, ho riscontrato molti dubbi e molte critiche dato che, dopo svariati tentativi, non riuscivo ad avere un’idea su come ricreare in modo semplice l'idea di multi cultura, non avendo abbastanza esperienza in un lavoro così grande ed importantissimo, ma ugualmente mi sono lanciato per provare questa nuova esperienza che sicuramente mi servirà anche in futuro.
Infine, ho ricreato un testo molto sintetico, ogni lettera è caratterizzata da un prolungamento che varia di direzione e colore in ogni lettera, proprio come gli abitanti, che pur avendo culture, lingue, colore della pelle e religione diversi caratterizzano e arricchiscono il bagaglio artistico e culturale di questa città.»

Complimenti Alessandro!
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30.11.2014 # 3955
Un Brand per Napoli #4 - le strategie creative

Daria La Ragione // 0 comments

Un Brand per Napoli #1 - le strategie creative

Carolina Prezioso racconta il suo percorso creativo

Congratulazioni a Carolina Prezioso, vincitrice del concorso Un Brand per Napoli, un contest promosso da ilas come esercitazione didattica per stimolare gli studenti a confrontarsi con il tema attualissimo del city branding.
Abbiamo chiesto alla vincitrice di raccontarci quale percorso creativo avesse seguito, quali difficoltà aveva tenuto presenti e come aveva deciso di superarle.

«Come riassumere in un unico segno tutti i valori, le sensazioni, i temi necessari per evocare la realtà che si sta rappresentando?
Oppure come scegliere, tra tanti, quell'unico segno che raccolga tutti gli aspetti che si vogliono evidenziare?
Questo il problema che si presenta ogni volta che si comincia un nuovo lavoro. Ed è tanto più complesso quanto più è multiforme e sfaccettata la realtà da rappresentare. Come nel caso dello sviluppo del logo di una città. Soprattutto se questa città è Napoli. 

Napoli è una città dalle mille facce, descritta e decantata da tanti autori diversi, contributi che risalgono a migliaia di anni fa e che continuano ad essere numerosi al giorno d'oggi. Come racchiudere Napoli in un segno? Anzi, è possibile che un solo segno la rappresenti completamente? Colga il suo essere così molteplice e diversa, piena di colori, odori, suoni, persone differenti?
Partendo da questa riflessione, e dopo aver fatto qualche ricerca sui loghi di altre grandi città, europee, multietniche, interconnesse, come Napoli, ho deciso di sviluppare il mio lavoro concentrandomi su un'elaborazione tipografica del nome della città stessa, che reca in sé già tanti significati. 

Napoli, Nea Polis, città nuova. Una città nuova però già ai tempi dei coloni greci, che così la chiamarono. E quindi perché non partire da li, dalle origini, trovare qualcosa che potesse raccontare Napoli dalla sua fondazione ad oggi.
Partire dalle origini, partire dalle fondamenta. E quindi scegliere la forma assai peculiare delle gallerie scavate nel tufo, prima dai greci e poi dai romani, e quindi dai Borbone, come possiamo vedere nel caso dell’antro della Sibilla Cumana, o del tunnel nel borbonico, per citarne alcuni.
Un elemento che riesce già ad aprirci uno spiraglio sulla complessità della città, fatta di tutti gli intrecci tra i popoli che l'hanno abitata e che hanno generato combinazioni inedite di stili letterari, cibi, architetture, musica.


Partendo dunque dal "trapezio" ricavabile dalla vista frontale delle gallerie, ho cominciato a lavorare su una composizione tipografica di Napoli all'interno di quella figura, fino a quando non si è reso necessario creare le lettere da zero, alterandole, intrecciandole, combinandole in modo che i caratteri che avevo utilizzato fino a quel momento non permettevano.
Ed è così che il logo "Napoli" è composto da lettere che si intersecano, che si stratificano e si sostengono l'un altra, che si fondono.


Così come è Napoli, una realtà che affonda le sue radici in un passato remoto, che continua ad evolversi e mutare, mantenendo però un forte legame con le sue origini e tradizioni, capace di accogliere e inglobare culture diverse, giungendo ad una sintesi nuova. In quest'ottica ho scelto anche di non vincolare la scelta dei colori, ma permetterne combinazioni diverse, che rispecchino la molteplicità della città.
Il lavoro dunque ha caratteristiche di flessibilità e adattabilità e riesce a rappresentare il carattere sempre nuovo ed in evoluzione di una città millenaria come Napoli.»

Ecco la nostra più grande soddisfazione: avere offerto a Carolina e ai suoi colleghi l’occasione per riflettere e studiare prima di progettare, per cimentarsi un un lavoro di ampio respiro che, soprattutto nella sua metodologia, non ha nulla da invidiare a un progetto professionale.

Complimenti Carolina!

Guarda il suo portofolio nella gallery Ilas 

30.11.2014 # 3954
Un Brand per Napoli #4 - le strategie creative

Daria La Ragione // 0 comments

Un Brand per Napoli #2 - le strategie creative

Alessandra Capuano racconta il suo percorso creativo

Non è stato affatto semplice decretare il vincitore del contest Un Brand per Napoli: i lavori dei nostri studenti erano davvero belli di alto livello qualitativo, e sceglierne uno tra tutti è stato difficile. Certo, una di quelle difficoltà che ci auguriamo sempre di incontrare e che per fortuna incontriamo spesso.

Quello che ci interessava davvero era stimolarli a riflettere, studiare, ragionare prima che progettassero. Per questo motivo abbiamo, dopo avere fatto una selezione di lavori che, pur non essendo i vincitori, ci sembravano troppo belli per non essere almeno segnalati, abbiamo chiesto agli studenti che ne sono gli autori di raccontarci quale sia stato il percorso che li ha portati a creare quel brand o quel sito.


Questo è il lavoro di Alessandra Capuano e queste le riflessioni che ha condiviso con noi.

«Un brand per Napoli.
Questa la sfida propostaci da Ilas, lo scorso Aprile.
Si trattava di rilanciare l’immagine di Napoli, di considerarla una città internazionale, moderna, al pari di altre grandi città europee. Una doppia sfida per me, ché, da ex studentessa di Beni Culturali, mi dava la possibilità di “parlare”, ai turisti ma anche ai napoletani stessi, della Napoli che più mi piaceva; un luogo che non è certamente solo fisico, ma anche fatto di sensazioni, odori, luci, atmosfere che si mescolano, di contaminazioni e di vicinanze estreme, insomma una Napoli moderna, di superficie ma con solide basi nel sottosuolo.
La maggiore difficoltà era quella di riuscire a trasportare, trasferire su di una homepage tutta la pienezza di Napoli: come riuscire a contenere una città di per sé “incontenibile”, come richiamare l’atmosfera di una città affollata e caotica, ricca di input, quale è Napoli?

“Feel the vibe”, questa è l’espressione internazionale intorno a cui si è sviluppata la mia idea di sito per Napoli, un’espressione che ho voluto lasciare in lingua madre, ma che non stona affatto con l’identità di una città da sempre aperta alle contaminazioni più straordinarie, sia nella musica che nella cultura in generale.
Una homepage “scoppiettante” di contenuti.
Questa la mia idea per Napoli; un tentativo, il mio, di descriverne la pienezza, un modo di accennarne l’atmosfera e di invogliare a visitarla.
All’interno di un contenitore neutro (bianco), blocchi affollati, colorati e dal ritmo incalzante, si susseguono al centro, richiamandosi a vicenda, quasi a voler abbracciare piccole slide show centrali, che senza sosta, mostrano piccoli angoli di paradiso insieme ai mille set di Napoli, perché Napoli è anche questo, una città naturalmente cinematografica.
Infine il visitatore, quasi accompagnato per mano dal ritmo incalzante dei contenuti, che si annunciano a vicenda, viene immerso in un tour a 360° delle diverse piazze storiche della città.
Ed è nelle piazze, più che altrove, che si rivela la magia di Napoli, dove il nuovo semplicemente si aggiunge al vecchio,senza troppi problemi, arricchendosi di diversità e modernità.
Anche nella scelta del font, ho voluto insistere sull’internazionalità di Napoli, trovo il Museo Sans, pulito, leggibile e moderno.
Nel complesso è stata un’esperienza positiva, certo impegnativa, ma anche divertente e gratificante, una rincorsa contro il tempo che sembrava non essere mai abbastanza... alla fine è andata bene.
Un ringraziamento speciale va al Prof. di Web Nicola Cozzolino per i suoi preziosi consigli e per aver sempre creduto in me, nonostante la mia strampalata autostima.»

Li abbiamo messi alla prova, spinti a crederci e messi un po’ crisi e i risultati sono stati migliori di quelli attesi.
Complimenti Alessandra!

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30.11.2014 # 3953
Un Brand per Napoli #4 - le strategie creative

Daria La Ragione // 0 comments

Un Brand per Napoli #3 - le strategie creative

Danilo Di Leva racconta il proprio percorso creativo

Non è stato affatto semplice decretare il vincitore del contest Un Brand per Napoli: i lavori dei nostri studenti erano davvero belli di alto livello qualitativo, e sceglierne uno tra tutti è stato difficile. Certo, una di quelle difficoltà che ci auguriamo sempre di incontrare e che per fortuna incontriamo spesso.
Quello che ci interessava davvero era stimolarli a riflettere, studiare, ragionare prima che progettassero. Per questo motivo abbiamo, dopo avere fatto una selezione di lavori che, pur non essendo i vincitori, ci sembravano troppo belli per non essere almeno segnalati, abbiamo chiesto agli studenti che ne sono gli autori di raccontarci quale sia stato il percorso che li ha portati a creare quel brand o quel sito.


Questo è il lavoro di Danilo di Leva e queste le riflessioni che ha condiviso con noi.

«Napoli, una città tanto bella quanto ricca. Storia, tradizioni, arte sono alcuni degli elementi che la caratterizzano e decorano.
Come quindi racchiudere in una parola e rappresentare in un pittogramma un qualcosa di così vasto e complesso che potesse essere, a sua volta, percepito da tutti?
Lavorando proprio su quelli che sono i “pilastri” della sua unicità. Quindi analizzandola dettaglio per dettaglio.
Ma partiamo dall’inizio. Ho scelto di utilizzare il nome di Napoli in versione inglese (Naples) proprio per attribuire al brand un respiro più internazionale.
Ad un primo sguardo però è possibile notare che nel nome la “E” è spezzata, cioè manca di un’asta. Questo per identificare uno dei luoghi più antichi, importanti e visitati della città: Spaccanapoli.
Per quanto riguarda la forma dove è contenuto il nome ho preso ispirazione dal palazzo dello spagnolo, una costruzione che prende sembianza dal barocco napoletano.

All’interno di tale forma è possibile intravedere la coda di una sirena che si immerge nel mare. Questo per fare riferimento non solo alla mitologia dove tale creatura viene posta come simbolo di bellezza, ma anche al famosissimo Golfo di Napoli, uno dei luoghi più affascinanti e citati al mondo per le ricchezze naturali di cui dispone.

La scelta del bianco e nero è dovuta ad un preciso motivo. Sappiamo infatti che questi sono i colori di “partenza” di ogni programma. Napoli è stata molto spesso definita una vera e propria capitale proprio per i tanti avvenimenti e le riforme a cui ha dato vita. Quindi proprio da dove sono state lanciate una serie di evoluzioni che hanno poi ispirato centinaia di città.
Una famosa citazione recita “Vedi Napoli e poi muori”. Io aggiungo, non basta vederla ma bisogna viverla attimo per attimo perché è davvero tanto quello che ti può dare ma anche quello che poi, una volta andato via, ti può lasciare sia nel bene che nel male.»

Complimenti Danilo
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30.11.2014 # 3951
Un Brand per Napoli #4 - le strategie creative

Daria La Ragione // 0 comments

Un Brand per Napoli #5 - le strategie creative

Fabio Principe racconta il proprio percorso creativo

Non è stato affatto semplice decretare il vincitore del contest Un Brand per Napoli: i lavori dei nostri studenti erano davvero belli di alto livello qualitativo, e sceglierne uno tra tutti è stato difficile. Certo, una di quelle difficoltà che ci auguriamo sempre di incontrare e che per fortuna incontriamo spesso.
Quello che ci interessava davvero era stimolarli a riflettere, studiare, ragionare prima che progettassero. Per questo motivo abbiamo, dopo avere fatto una selezione di lavori che, pur non essendo i vincitori, ci sembravano troppo belli per non essere almeno segnalati, abbiamo chiesto agli studenti che ne sono gli autori di raccontarci quale sia stato il percorso che li ha portati a creare quel brand o quel sito.

Questo è il lavoro di Fabio Principe e queste le riflessioni che ha condiviso con noi.


«ANALISI CONCETTUALE
Architettura-Lingua-Cucina-Artigianato e Musica.
Una storia ed una cultura invidiata dai più lontani e lussuosi paesi del mondo.
Noi cittadini molto spesso però tendiamo a soffermarci sulle negatività che emergono dalla quotidiana routine, trasandata e faticosa, di questa città, non riuscendo mai a guardarci intorno.
Guardarsi intorno significa alzare lo sguardo, spostare l'attenzione su ciò che ci circonda: scorci di panorama - facciate e campanili di chiese - palazzi del ‘700 - stemmi di famiglie nobili e borghesi in cima ai portoni - bassorilievi - opus antichi su pareti - pavimentazioni - il cielo che al tramonto fra le pozzanghere e i palazzi assume 1000 colori irriproducibili...
Guardarsi intorno è riscoprire quel che per i bambini vuol dire esclamare: "oh che meraviglia".
Curiosità, Scoperta e Stupore...
Un messaggio chiaro, un invito a meravigliarsi rivolto a quel napoletano quasi allo scuro di cotanta bellezza. Come un invito a guardare Napoli con lo sguardo rivolto in alto e con gli occhi di un bambino.

IN RISPOSTA AL BRIEF
In che modo si può comunicare l’essenza della città più vitale d’Italia, la sua unicità, la sua storia millenaria, la sua cultura e la sua bellezza?
Comunicare l’essenza di Napoli presume una scelta importante, quella di dare maggior spessore ad una risorsa piuttosto che un’altra, oppure viaggiare su una linea imparziale.
Qui nella mia proposta ho intrapreso una linea tipografica con una concessione illustrativa, cercando di parlare agli stranieri e ai napoletani, far emergere un messaggio imparziale: che le meraviglie del patrimonio storico e artistico della città sono il prodotto dell’intuizione di secoli e secoli di talenti nel campo delle arti, della scienza e della filosofia, frutto di una civiltà propria di questo luogo, vale a dire made in Naples.
Nel corso degli anni in tanti hanno cercato di portare alla luce determinate risorse di questa città per attirare l’interesse del napoletano/turista. Arrivando molto rapidamente al punto, la mia non vuole essere una scelta, ma piuttosto un consiglio, un invito ad “alzare lo sguardo”, proprio come fa un turista.
In questo modo non faremo altro che elevare il nostro tasso di condivisibilità, arrivando ben presto alla consapevolezza “della potenza della propria identità.

ANALISI ELEMENTI MARCHIO
1. Figura umana con lo sguardo rivolto verso l’alto. Espressamente anonima, in quanto tale potrebbe essere una donna, un uomo e persino un bambino.
Sguardo - Scoperta - Stupore - Curiosità - Riflessione - Valutazione - Orgoglio - Potenza - Condivisibilità.
2. Numeri della Smorfia Napoletana, simbolo di tradizione, inseriti in verticale e sovrapposti per determinare due poli. Dunque “guardando verso il basso” si legge 27, “guardando verso l’alto” si legge 72.
27 'O càntero (vaso da notte): metaforicamente inteso come “lo sporco” di napoli, la malavita ed il degrado.
72 'A meraviglia (la meraviglia)
3. Scelta tipografica basata sulla storia ormai secolare del carattere disegnato da Linn Boyd Benton (1894/1900) Century.
Determinate caratteristiche come la storicità, l’eleganza la staticità e le sue grazie, inequivocabilmente si sposano con la città e sua storia millenaria.»

Il nostro obiettivo, stimolarli alla riflessione, allo studio e all’approfondimento è stato pienamente raggiunto e di questo siamo più che soddisfatti.
Congratulazioni Fabio!

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07.11.2014 # 3911
Un Brand per Napoli #4 - le strategie creative

Daria La Ragione // 0 comments

La Foresta di Ghiaccio: ecco il vincitore del contest

Congratulazioni ad Andrea Tangredi

Molte e molto belle sono le proposte che abbiamo ricevuto per questo contest lanciato in collaborazione con la casa di produzione cinematografica Fandango.
Il tempo a disposizione era limitato - un paio di settimane - e il tema molto stimolante - la copertina dell'ultimo film di Claudio Noce, tra i cui protagonisti ricordiamo Emir Kusturica, Ksenia Rapporpot, Adriano Giannini e Domenico Diele. Abbiamo voluto che i nostri studenti si mettessero alla prova simulando i tempi brevi di un'agenzia, dal momento che ormai sono a fine corso e ci aspettiamo da loro sempre di più.
Le nostre aspettative non sono state deluse e siamo molto contenti di proclamare i vincitori di questo contest:
- al primo posto il bellissimo lavoro di Andrea Tangredi
- al secondo posto un altro gran bel lavoro, questa volta di Gianluca Petraccaro
- terzo classificato il bel lavoro di Claudia Di dio.

Complimenti a tutti gli altri che hanno partecipato mettendosi in gioco, ma un po di più a questi tre studenti che sono stati davvero bravissimi.
congratulazioni Andrea, Gianluca e Claudia.

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