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Mostre ed eventi // Pagina 198 di 220
20.01.2007 # 489
Firenze | Pino Pascali. Lavori per la pubblicità | Fino al 20 gennaio 2007

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Firenze | Pino Pascali. Lavori per la pubblicità | Fino al 20 gennaio 2007

Fino al 20 gennaio 2007

Frittelli Arte Contemporanea è lieta di presentare al pubblico una vasta rassegna di lavori per la pubblicità di Pino Pascali, eseguiti tra il 1958 e il 1967, durante la lunga e proficua collaborazione con Sandro Lodolo, il cui studio (Lodolofilm) produsse decine di sigle TV, caroselli e pubblicità.

La mostra documenta ed indaga il lavoro di Pino Pascali nel mondo della pubblicità, evidenziando come le tematiche caratterizzanti la sua scultura siano in realtà già presenti e comincino ad esprimersi in questi disegni sin dalla fine degli anni cinquanta.
Per l'occasione sono state raccolte oltre 100 opere, in gran parte inedite, tutte documentate nel catalogo che accompagna l'esposizione. Apre il volume una presentazione di Maurizio Calvesi, a cui segue una sistematizzazione del lavoro dell'artista per la pubblicità a cura di Claudia Lodolo, figlia di Sandro, da anni attenta e stimata ricercatrice della produzione su commissione di Pino Pascali.

Il catalogo della mostra, che comprende un ricchissimo repertorio di immagini, approfondisce le numerose opere realizzate da Pascali in rapporto ai diversi progetti televisivi e pubblicitari e si propone come un ulteriore strumento di conoscenza della vicenda artistica e umana di Pascali, attraverso testimonianze e interviste ai personaggi che lo hanno conosciuto da vicino.

Per avvicinare la complessità di Pascali abbiamo scelto di documentare attraverso un video le riflessioni e i racconti di coloro che lo hanno studiato o conosciuto. In mostra sarà visionabile il montaggio delle interviste a Maurizio Calvesi, Augusta Monferrini, Tommaso Trini, Paola Pitagora, Renato Mambor, Marco Giusti e Sandro Lodolo.

20.01.2007 # 715
Firenze | Pino Pascali. Lavori per la pubblicità | Fino al 20 gennaio 2007

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Milano | Vivenne Westwood | Fino al 20 gennaio 2008

Fino al 20 gennaio 2008

Nell'aprile del 2004 il Victoria & Albert Museum di Londra inaugura la Retrospettiva dedicata alla carriera di Vivienne Westwood , una delle stiliste più influenti degli ultimi 30 anni. La mostra è il più grande omaggio che il museo abbia mai dedicato a un designer ed espone outfit selezionati direttamente dalla collezione privata del V&A e dall'archivio personale della stilista inglese.
La tappa italiana rappresenta il culmine di un tour della durata di quattro anni che ha toccato alcune tra le principali città di Europa, America, Asia e Australia.
Questa mostra internazionale arriva a Milano, in una sede prestigiosa come quella di Palazzo Reale (che per la prima volta ospita le opere di un fashion designer), per raccontare il forte legame di Vivienne Westwood con l'Italia: da sempre la stilista valorizza infatti il made in Italy producendo le proprie collezioni nel nostro paese.
Vivienne Westwood (nata nel 1941) è un'icona e allo stesso tempo un'iconoclasta. Negli anni '70 ha rivoluzionato il mondo della moda creando il movimento punk e diventando, allo stesso tempo, una delle stiliste più influenti dei nostri tempi. La moda diviene per lei un "bambino che ho cresciuto e che non ho più abbandonato". Conosciuta principalmente per la sua inclinazione ad andare contro le convenzioni e il sistema, la designer ha allo stesso tempo un grande rispetto per il passato a cui si
ispira continuamente per le sue creazioni; dettagli del costume storico, come ad esempio corsetti e crinoline rivisitati in chiave attuale e innovativa, tornano alla ribalta nelle sue collezioni e divengono oggetti di culto. Altra caratteristica fondamentale del lavoro di Vivienne Westwood è l'uso di tessuti tipicamente british quali il tartan e il tweed al fine di creare deliziose parodie dello stile delle classi altolocate e della monarchia inglesi.
Incurante di quanto provocatore e oltraggioso il risultato possa essere, il suo approccio è sempre stato funzionale. Vivienne è guidata dalla curiosità di scoprire sempre qualcosa di nuovo e il suo lavoro riflette una sistematica esplorazione della struttura del costume storico.

14.01.2007 # 484
Firenze | Pino Pascali. Lavori per la pubblicità | Fino al 20 gennaio 2007

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Reggio Emilia | Biblioteca di Segni: Travestimenti | Fino al 14 gennaio 2007

Fino al 14 gennaio 2007

Nella Sala Comunale delle Mostre di Cavriago (RE), dall'8 dicembre al 14 gennaio 2007, si terrà la mostra di Concetto Pozzati Biblioteca di Segni: Travestimenti.
L'esposizione, curata da Massimo Donà e Sandro Parmiggiani, è organizzata dal Comune di Cavriago e da Palazzo Magnani di Reggio Emilia, con il contributo di Aricar – Cavriago, presenta 57 lavori, in cui Pozzati rilegge e commenta le opere di grandi artisti della sua collezione personale, travestendoli, ripetendoli e ironizzando da artista sui suoi maestri.
Pozzati scrive: "Biblioteca di Segni è la mia collezione di disegni che i miei occhi possiedono quotidianamente; allineati su più file in parete creano tra loro un corto circuito, lingue e dialetti diversi. Da loro apprendo qualcosa, quello che non so. Il mio antico occhio corsaro ripropone la rapina, la sostituzione dell'originale in originario; il materiale rapinato assume una vitalità impersonale e la cleptomania diviene una malattia intellettuale. Il vedere (possedere) è investigazione e usare i miei disegni della collezione è una stipulazione, un contratto più che una sfida. Manipolarli su un altro supporto o fuori scala è l'inizio del mascheramento. Le immagini ingrandite chiamano altre immagini dello stesso artista o per analogia o per mia calamitata rimemoria. Non è solo mascheramento, né camuffare, o nascondere, o dissimulare ma un vero (doppio) travestimento se non una finzione che nasconda frammenti praticabili e rimontabili. È alterare, rendere altro, diverso ciò che è il ricevuto per andare oltre la crosta dell'originario".

14.01.2007 # 448
Firenze | Pino Pascali. Lavori per la pubblicità | Fino al 20 gennaio 2007

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Milano | Chagall/Mirò | Fino al 14 gennaio 2007

fino al 14 gennaio 2007

Con questa mostra Dominique Païni ha voluto accostare per la prima volta questi due artisti particolarmente legati alla Fondation, che hanno sperimentato l'arte incisoria in tutte le sue complessità e varianti. Nelle loro opere segno e colore si fondono dando nuovo impeto alla loro produzione artistica.
Nelle opere del catalano Miró si nota l'estremo grado di libertà con cui utilizza il suo repertorio grafico di linee, segni e macchie, da dove emergono lo spirito ludico e tutte le suggestioni e le invenzioni derivate dal surrealismo.
La produzione incisoria di Chagall è conosciuta dal grande pubblico, basti ricordare le Anime morte, le Favole di La Fontaine, la Bibbia. Negli anni del dopoguerra l'artista incomincia però ad utilizzare il colore, che lo aiuta a trasmettere i suoi pensieri. La Torre Eiffel, La Bastiglia, Le Panthéon, ma anche i mostri di Notre-Dame, gli acrobati e i clown, il gallo, il centauro, la luna ecc. sono i temi delle sue grafiche, esposte in mostra, in cui si nota lo stesso clima onirico e spirituale dei dipinti

14.01.2007 # 397
Firenze | Pino Pascali. Lavori per la pubblicità | Fino al 20 gennaio 2007

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Padova -Verona - Mantova | Mantegna | Fino al 14 gennaio 2007

Fino al 14 gennaio 2007

Il genio del grande artista, figura di spicco del Rinascimento italiano, sarà celebrato in occasione del quinto centenario della morte, avvenuta nel 1506, con uno storico evento espositivo articolato in tre sedi: Padova, Verona e Mantova.
Tre importanti città d'arte che insieme festeggiano il maestro, capace di innovare profondamente il linguaggio artistico dell'Italia del Nord nella metà del Quattrocento; tre città unite - per la prima volta - in un unico ambizioso progetto espositivo, che intende ripercorre l'opera di Mantegna dagli esordi alla maturità, presentando le sue opere nei luoghi in cui ha vissuto e lavorato e cogliendo l'apporto e l'influsso da lui esercitato sulla cultura del tempo.
350 opere complessive, 64 capolavori di Mantegna, 140 musei prestatori, oltre 56 studiosi coinvolti nei comitati scientifici e consultivi, un convegno internazionale di studio, per un evento irripetibile.

08.01.2007 # 455
Firenze | Pino Pascali. Lavori per la pubblicità | Fino al 20 gennaio 2007

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Rovereto | Schiele, Klimt, Kokoschka | Fino al al 8 gennaio 2007

Fino al al 8 gennaio 2007

Egon Schiele morì nel 1918 a soli 28 anni, ma la sua pittura rimasta "eterna" continua?ad affascinare e incantare il pubblico, oggi come ieri.?Al Mart di Rovereto la mostra "Schiele, Klimt, Kokoschka e gli amici viennesi" presenta?oltre 120 opere provenienti dall'Österreichische Galerie Belvedere di Vienna e altri prestigiosi musei austriaci e tedeschi, fra dipinti, disegni e sculture, molti dei quali mai esposti in Italia, per illustrare la vita e l'opera di Egon Schiele (1890 – 1918), uno dei più celebri esponenti della pittura espressionista.?Un'occasione importante per approfondire il percorso pittorico del grande artista austriaco, ma anche per conoscere l'ambiente culturale della Vienna di inizio secolo scorso attraverso le opere di quel gruppo di artisti che, con Schiele, diedero vita al rinnovamento dell'arte moderna.?Gustav Klimt (1862– 1918), amico e mentore, è certamente una figura centrale, il perno dell'evoluzione artistica del giovane Schiele. Klimt è stato il maestro, alla sua arte si era ispirato così come ne aveva presto abbandonato le linee ondulate e impreziosite da decorazioni auree e vegetali per raggiungere un più crudo realismo, aspro e duro espresso soprattutto nei ritratti e nei corpi nudi.  ?Egon Schiele aveva frequentato l'Accademia d'Arti Figurative di Vienna, presto lasciata a causa  dei contrasti con i suoi insegnanti. Nel 1909 fondò con quindici compagni di studio, tra cui Anton Faistauer e Robin Christian Andersen, il Gruppo Arte Nuova ( Neukunstgruppe).?L'ambiente culturale in cui vive e lavora il giovane Schiele, presentato in questa mostra, offre uno sguardo nuovo sulla sua opera, proponendo interessanti confronti e accostamenti con la produzione artistica dei suoi contemporanei. Sono i suoi amici, gli artisti dell'Avanguardia come Gustav Klimt, Oskar Kokoschka, Anton Faistauer, Anton Kolig, Carl Moll, Koloman Moser, Max Oppenheimer e Anton Peschka che lo accompagnano lungo il percorso artistico che dallo Jugendstil giunge ad "aprire" all'Espressionismo viennese. ?L'esposizione al Mart culmina, infine, con una sezione dedicata alla 49° Mostra della Secessione Viennese del marzo 1918, occasione nella quale Egon Schiele, pochi mesi prima di morire di influenza spagnola, raggiunse un importante successo e riconoscimento di critica. ?In Trentino, in quegli anni, proprio per la sua appartenenza all'area mitteleuropea,?si vivevano e respiravano i fermenti culturali che fortemente "scorrevano" in questi luoghi,?e vivace era lo scambio con la cultura artistica viennese. La mostra "Schiele, Klimt,?Kokoschka e gli amici viennesi" trova, oggi, al Mart di Rovereto il suo ambiente ideale.