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Mostre ed eventi // Pagina 3 di 114
15.08.2017 # 4905
MARC CHAGALL - I COLORI DELL'ANIMA

Daria La Ragione // 0 comments

MARC CHAGALL - I COLORI DELL'ANIMA

a Sorrento fino al 31 agosto 2017

Dal 15 luglio è in esposizione la mostra di dipinti di Marc Chagall dal titolo “I Colori dell’Anima”. Le opere dell’artista franco-bielorusso sono esposte nelle 10 sale di Villa Fiorentino, la splendida dimora del corso Italia sede della Fondazione Sorrento. 

A Villa Fiorentino sono esposte in tutto 120 opere, tra le quali spiccano 20 capolavori assoluti realizzati mediante varie tecniche, dall'olio su tela alle gouache su carta, passando dai disegni a matita colorata fino agli inchiostri di china su masonite. A compendio di questo importantissimo nucleo di lavori pittorici, sono affiancate tre cicli tra litografie ed acqueforti per un totale di 100 opere grafiche.

Per quanto arduo sia stilare una classifica di rilevanza, il cardine della mostra è senza dubbio rappresentato da quattro opere di grandi dimensioni che, in ordine cronologico, sono:

“La cruche aux fleurs”, olio su tela datato 1925, opera iconica della ricerca del maestro sulle tematiche floreali che lo accompagneranno per tutta la vita.

“ Russian village”, olio su tela del 1929, uno struggente omaggio alla memoria poetica ed allo stesso tempo realistica del paese natale dell'autore.

“Le Coq Violet” risalente al periodo 1966 – 1972, una tecnica mista (olio, gouache e inchiostro di china su tela) considerata tra le opere maggiormente rappresentative dell'intera produzione di Chagall nella sua piena maturità artistica.

“L’homme rouge à la casquette”, opera datata 1976 ed anch'essa una tecnica mista, ovvero olio e gouache su tela, nella quale si affacciano e mescolano temi cari al maestro come i soggetti animali, e sottili tematiche religiose.

A compendio di questa selezione di opere originali, è presente un'area multimediale, nella quale vengono mostrate ed animate alcune tra le splendide vetrate multicolori di destinazione ecclesiastica realizzate da Marc Chagall. 



26.08.2017 # 4910
MARC CHAGALL - I COLORI DELL'ANIMA

Daria La Ragione // 0 comments

Un'eterna bellezza

a Rovereto fino al 5 novembre 2017

Dopo la devastazione del Primo Conflitto Mondiale, nel clima europeo del ritorno all’ordine, si affermano ricerche e movimenti, come la Metafisica, l’esperienza di “Valori Plastici”, il Novecento italiano e la poetica del Realismo magico, che recuperano temi e soluzioni formali della tradizione artistica. I soggetti allegorici, il ritratto, la figura, il paesaggio e la natura morta sono interpretati secondo un nuovo linguaggio che declina in chiave moderna i valori dell’arte antica e rinascimentale. In questo contesto si consolida l’importanza della conoscenza tecnica intesa come strumento di restituzione e trasfigurazione del reale, alla ricerca di una dimensione trasognata e senza tempo.


Attraverso capolavori assoluti del primo Novecento, Un’eterna bellezza propone un percorso tra le opere dei maestri dell’arte italiana che guardano al passato e al canone classico come fonti di ispirazione. Il percorso espositivo è articolato in sette sezioni: Metafisica del tempo e dello spazio; Evocazioni dell'antico; Paesaggi; Poesia degli oggetti; Ritorno alla figura. Il ritratto; Il nudo come modello; Le stagioni della vita. In mostra oltre cento opere di alcuni tra i più significativi protagonisti dell’arte italiana: Carrà, Casorati, de Chirico, de Pisis, Savinio, Severini, Sironi ma anche Bucci, Cagnaccio, Donghi, Dudreville, Funi, Malerba, Martini, Marussig, Oppi e Wildt.
L’esposizione intreccia una fitta rete di rimandi visivi con le opere delle Collezioni del Mart presenti nel percorso permanente. Queste ultime sono segnalate da apposite didascalie che mettono in evidenza i collegamenti con Un’eterna bellezza.



26.08.2017 # 4909
MARC CHAGALL - I COLORI DELL'ANIMA

Daria La Ragione // 0 comments

Da Duchamp a Cattelan. Arte contemporanea sul palatino

a Roma fino al 29 ottobre 2017

L’arte contemporanea torna a confrontarsi con l’archeologia nella mostra Da Duchamp a Cattelan. Arte contemporanea sul Palatino curata da Alberto Fiz, che presenta 100 opere - dal 28 giugno al 29 ottobre 2017- tra grandi installazioni, sculture, dipinti, fotografie e opere su carta di artisti provenienti da 25 diverse nazioni. 


Accanto a maestri riconosciuti come Marina Abramović, Gino De Dominicis, Marcel Duchamp, Gilbert & George, Joseph Kosuth, Barbara Kruger, Richard Long, Allan McCollum, Vettor Pisani, Michelangelo Pistoletto, Remo Salvadori, Mario Schifano, Mauro Staccioli, sono proposti i lavori realizzati da alcuni tra i più significativi esponenti delle ultime generazioni quali Mario Airò, Maurizio Cattelan, Anya Gallaccio, Cai Guo-Qiang, Claudia Losi, Paul McCarthy, Sisley Xhafa, Vedovamazzei e Luca Vitone. Non manca, poi, una serie di lavori realizzata da designer e architetti quali Ugo La Pietra, Gianni Pettena e Denis Santachiara. 


All’interno dello Stadio Palatino e del peristilio inferiore della Domus Augustana, con le Terrazze e le Arcate Severiane, la mostra articola le sue tematiche essenziali: le Installazioni architettoniche in situ, efficace accostamento tra archeologia e arte contemporanea; le Mani, disegnate, fotografate, dipinte, scolpite, simbolo comunicativo e forza creatrice; i Ritratti, traccia identitaria per eccellenza e genere artistico dove gli antichi romani hanno primeggiato. 


Architettura, identità, comunicazione, creazione sono temi che la contemporaneità interpreta spesso con disinvolta ironia, in maniera destabilizzante, rifiutando ogni dogma: a confronto con le maestose architetture dei palazzi imperiali del Palatino, questi materiali ci interrogano sul senso del tempo e della permanenza. Sono interventi, molti dei quali creati appositamente per questo progetto al Palatino, che non vogliono essere rassicuranti ma, senza chiedere permesso, i segni del presente suggeriscono differenti percorsi di comprensione dell’antico. 


I lavori provengono dal Museo ALT creato dall’architetto Tullio Leggeri, tra i maggiori collezionisti italiani che, fin dagli anni ’60, ha caratterizzato il suo rapporto con gli artisti sviluppando i loro progetti e suggerendo soluzioni tecniche e creative. Tra le monumentali rovine, viene esposta una significativa selezione delle oltre 1000 opere che costituiscono la sua raccolta. 

Dopo Post Classici (2013) e Par Tibi, Roma, Nihil (2016), anche da Duchamp a Cattelan. Arte contemporanea sul Palatino è promossa dalla Soprintendenza Speciale di Roma - Archeologia, Belle Arti e Paesaggio ed Electa, questa volta assieme all’Associazione ALT - Arte Lavoro Territorio. L’ideazione è di Francesco Prosperetti e Alberto Fiz. 

15.08.2017 # 4904
MARC CHAGALL - I COLORI DELL'ANIMA

Daria La Ragione // 0 comments

MIMMO PALADINO

a Pietrasanta (LU) fino al 10 settembre 2017

Sabato 29 luglio 2017, a Pietrasanta (LU), in via Nazario Sauro 56, si apre la nuova sede, la seconda nel capoluogo versiliano, della Galleria Giovanni Bonelli.

A inaugurare lo spazio sarà Mimmo Paladino (Paduli, BN, 1948), con la mostra dal titoloOpere scelte che presenta 15 tecniche miste su cartone dell’artista campano.

L’esposizione, in programma fino al 10 settembre, curata da Flavio Arensi, propone una panoramica del lavoro di Paladino, nella quale si riconosce la cifra espressiva più caratteristica, densa di simbolismo e mistero. Al suo interno, infatti, si incontrano frammenti di figure geometriche, teste e mani, case, numeri, stelle, vasi attraverso un linguaggio che fonde spazio e tempo e rimanda spesso a un universo primitivo e arcano, rivisitato da uno sguardo contemporaneo.

L’alfabeto cui Mimmo Paladino ricorre, si basa sulla cultura arcaica e mediterranea che fonda le proprie radici figurative nell’arte italiana del Quattro e del Cinquecento, da Paolo Uccello, a Piero della Francesca a Leonardo da Vinci, e quelle filosofiche nel neoplatonismo rinascimentale, ma in cui i simboli che riporta sulla superficie, siano essi navi o fiori, case o stelle, richiamano a significati universali che appartengono alla storia minima di ciascun uomo.

L'opera di Paladino si manifesta in tutta la sua complessità, svelando la formazione concettuale e analitica, dato imprescindibile di un lavoro pittorico mai casuale, che spazia fra le istanze della tradizione e quelle dell’avanguardia e attinge da culture arcaiche ed extraeuropee.

Nei suoi lavori, il linguaggio dell’arte e la pratica d’artista sembrano essere qualcosa di magico o di sciamanico, il luogo di un rito o di una tragedia. Le sue opere, pur essendo figurative e simboliche, evocano significati e contenuti senza mai svelarne l’origine, ma solo esprimendone l’ombra, la maschera o la traccia archetipica.

Nei cartoni esposti a Pietrasanta s’incontrano, inoltre, rappresentazioni di pianeti, geometrie musicali, riflessioni poetiche sulla condizione dell’uomo, e una tecnica mista e collage su legno del 2013 caratteristico di un lavoro iniziato oltre vent’anni fa e che ha fra i suoi più interessanti risultati il trittico del 1999, oggi conservato al Museo di Rivoli.

24.07.2017 # 4892
MARC CHAGALL - I COLORI DELL'ANIMA

Daria La Ragione // 0 comments

L'EDUCATION SEXUELLE.

a Riccione e Rimini fino al 5 agosto 2017

Il ritrovamento di una cartella contenente centinaia di disegni erotici/pornografici realizzati da diversi artisti (tra i più noti Alberto Vargas, Franz von Bayros, A. Modigliani,  Auguste Rodin, Agostino Carracci, Mirko Vucetich, e un presumibile Klimt) avviene grazie ad un erede residente nella città eterna che settimane fa si è messo in contatto con l'istituzione Italia Liberty al quale ha comunicato di aver trovato in casa rovistando negli archivi del padre una cartella contente centinaia di disegni di natura erotica/pornografica su carta. Pastelli, carboncini, matite colorate, acquerelli e chine datati da inizio Novecento agli anni dell'Art Déco assieme a qualche opera datata anni '60. Si sono individuate subito prestigiose firme di autori che hanno segnato un'epoca. Tra essi l'illustratore Alberto Vargas, famoso per le ragazze Pin-Up apparse anche nelle copertine della rivista Playboy. Il presidente di Italia Liberty, esperto d'arte Liberty, Andrea Speziali ha analizzato con cura i disegni (oltre 200 opere che meritano anni di studi) deducendo che si tratta di un importante ritrovamento per la Storia dell'Arte in quanto colui che possedeva queste opere era certamente un magnate in contatto con tanti artisti del periodo e grande viaggiatore. La maggior parte delle opere è attribuibile a Mirko Vucetich, per questo l'erede romano si è rivolto a Speziali che per anni ha studiato l'artista. Vucetich è stato un poliedrico personaggio noto per la Partita a scacchi di Marostica, vincitore di molteplici premi alle Biennali di Venezia, architetto e scultore. Sue opere anche al Brooklyn Museum. 


«Egli all'epoca era assai famoso e amico con tanti artisti ad esempio Filippo De Pisis. A casa degli eredi si trovano diverse opere di De Pisis che per acquisto o per scambio Vucetich ha raccolto. Negli scritti e documenti di Mirko V. già in passato avevo visto testimonianze scritte e fotografiche che testimoniano il contatto con personaggi quali Vargas, Modigliani e Rodin. Ma fino ad oggi non avevo trovato nell'archivio di famiglia opere di questi artisti di natura pornografica.» A. S. 


Diversi carteggi presentano nella carta un timbro speciale e quasi tutti sono datati e firmati. Le località riportate sono tra New York, USA e Parigi. I soggetti sono bordelli che si consumavano nelle case chiuse tra America e Francia. Al momento non sono stati analizzati tutti i disegni. Possibile qualche opera realizzata anche in Italia. I temi sono diversi, dal ritratto alla scena del bordello alle varie tavole come se fossero delle storie intitolate ''L'éducation sexuelle'', ''La belle faville'', ''Mytology'', ''La faville Oedipus'' o ''Sexual life''. Tutti ben conservati con qualche macchia di muffa e umidità. Prossimamente si valuterà un restauro.


LA MOSTRA - In vista di questa grande scoperta saranno esposte al pubblico per la prima volta alcune opere nella rassegna che sarà allestita dal 23 luglio al 5 agosto nel fascinoso contesto del Palazzo del Turismo di Riccione dal titolo ''L'education Sexuelle. Il Novecento nelle case chiuse tra New York e Parigi''. In contemporanea alla mostra ''Italian Liberty'' già in programma nello stesso edifico. 

24.07.2017 # 4890
MARC CHAGALL - I COLORI DELL'ANIMA

Daria La Ragione // 0 comments

Perchè Kimono Oggi

a Caraglio fino al 5 novembre 2017

Da domenica 23 luglio a domenica 5 novembre 2017 il Filatoio di Caraglio ospiterà una mostra che, attraverso oltre 100 kimono originali, propone un viaggio nel mondo, nella cultura e nell’estetica del Sol Levante, ancora oggi fonte di suggestioni per arte, grafica, design e moda. 

La scelta del luogo non è casuale: nel 1868, quando il Giappone si apre al mondo con la restaurazione Meiji, i setaioli italiani sono già nel paese da diversi anni per approvvigionarsi dei bachi giapponesi, gli unici a resistere alla pebrina, malattia che impedisce al baco di produrre il prezioso filo. Furono dunque i semai, i setaioli italiani in Giappone, i primi ad instaurare un importante rapporto di fiducia e conoscenza con il paese del Sol Levante e tra i semai piemontesi, uniti nella “Società Bacologica Torinese”, alcuni erano proprio di Caraglio. 

Nel percorso di mostra – progetto di Consolata Pralormo curatela di Nancy Stetson Martin con Fabiola Palmeri – emergono la vita, le tradizioni, le feste e i paesaggi giapponesi grazie ai motivi decorativi, ai colori, alle raffinate rappresentazioni di fiori e foglie, insetti e animali, montagne e onde impetuose. Dal linguaggio del decoro, parte integrante della cultura giapponese, emerge poi quel vasto “impero dei segni” che racchiude il pensiero poetico di una cultura visiva di origini antiche e significati profondi. “…In Asia il decoro parla” afferma Nancy Martin Stetson. 

Attraverso 4 sezioni dedicate rispettivamente al succedersi delle stagioni, al paesaggio, all’acqua e all’arte, la mostra mette in luce la stimolante bellezza dei kimono e del Giappone, da sempre luogo di straordinaria potenza evocativa e da oltre un secolo punto di riferimento estetico per l’Occidente. Quella stessa estetica che conquistò e sconvolse il mondo artistico europeo di fine Ottocento, influenzando il linguaggio pittorico di Van Gogh, Monet, Degas e Klimt, continua a ispirare ancora oggi artisti, designer e molta della produzione grafica contemporanea, fino al cinema e all’arte del tatuaggio. 

“Il linguaggio del decoro va studiato – sostiene Nancy Martin Stetson – il suo luogo di esposizione privilegiato è il kimono che ci fa intravedere un mondo ordinato e forse felice, raccontato in segni. Segni convenzionali che uniscono una civiltà millenaria. È questo mondo, attraverso i suoi motivi, i suoi pattern e i suoi colori, che vogliamo raccontare”. 

I kimono esposti provengono da una preziosa collezione privata, composta da oltre 700 kimono quotidiani e destinati alle cerimonie familiari del periodo Meiji (1868-1912), del breve periodo di pace Taishō (1912/1926) e del primo ventennio del periodo Shōwa (1926/1945). 



17.07.2017 # 4893
MARC CHAGALL - I COLORI DELL'ANIMA

Daria La Ragione // 0 comments

Tutti gli "ismi" di Armando Testa

a Rovereto fino al 15 ottobre 2017

Tra i più importanti pubblicitari del secolo scorso, Armando Testa (1917-1992) ha conquistato con ironia, spirito giocoso e forza comunicativa la memoria collettiva di generazioni. Personaggi e immagini delle sue creazioni sono diventati vere e proprie icone della cultura visiva italiana del secondo dopoguerra: dagli stravaganti Caballero e Carmencita del caffè Paulista alla suadente bionda della birra Peroni, dalle sintetiche geometrie rosse del vermouth Carpano alle robuste forme dell’elefante Pirelli.


In contatto diretto con le energie e le sperimentazioni delle avanguardie storiche, le invenzioni di Testa sono caratterizzate da una formidabile capacità visionaria che assume e rielabora suggestioni e stilemi dei grandi maestri del Novecento. A questo universo di riferimenti è dedicato il percorso della mostra che, ispirandosi nel titolo a una dichiarazione di Testa, ne esplora a tutto tondo l’opera. Emergono i numerosi temi formali: dita e mani, forme sferiche, animali e mondi fantastici, declinati in un multiforme campionario di tipologie e tecniche. 
Scandito da alcune tra le principali interviste storiche all’autore, il progetto espositivo esplora la modernissima costellazione di “ismi” - Futurismo, Astrattismo, Surrealismo - di cui Testa è stato un traduttore d’eccezione. In mostra bozzetti, manifesti, spot televisivi, disegni, collage, serigrafie e fotografie, ma anche dipinti e sculture.



17.07.2017 # 4891
MARC CHAGALL - I COLORI DELL'ANIMA

Daria La Ragione // 0 comments

Fata Morgana | Dentro l'antropocene

al Lago del Col d’Olen, Valle d’Aosta, fino al 27 agosto 2017

Fata Morgana è un miraggio, l’apparizione di un intrico di piante acquatiche o fiori o arbusti che dal centro del lago del Col d’Olen a 2721 metri di quota ne invade parte della superficie. È l’ipotetica risposta della vita alle modifiche dell’ecosistema apportate da decenni di cambiamenti naturali e indotti dall’attività umana. È l’intervento in scala ambientale dello scultore Alberto Timossi in Valle d’Aosta, visibile dal 23 luglio al 27 agosto in alta valle del Lys, Gressoney-La-Trinité, a cura Takeawaygallery e con il patrocinio della Regione Autonoma Valle d’Aosta e del Comune di Gressoney-La-Trinité.

 

Decine di elementi verticali, di un rosso sanguigno, si elevano a altezze differenti; una germinazione artificiale che trae la propria conformazione dalla profondità dell’alveo: uno sviluppo in rapporto armonico, come si producono le forme spontaneamente. Il riflesso dell’opera sullo specchio liquido, assieme al contorno delle cime montuose, delle nuvole e del cielo, compongono una totalità inscindibile.

L’installazione trae linfa dal lago, che ne modella le pareti e permette a ogni fusto di oscillare liberamente: la nascita di una nuova specie avviene in un ambiente caratterizzato dalla fusione del ghiaccio presente all’interno di una particolare forma del paesaggio geomorfologico d’alta quota, detta rock glacier (ghiacciaio di pietra). Qui il ghiaccio, protetto da un accumulo detritico, rilascia nel piccolo bacino acqua con caratteristiche fisiche e chimiche differenti rispetto alle normali sorgenti.

 

Dopo l’operazione nelle Cave Michelangelo di Carrara (luglio 2015) e l’attenzione posta sul rapporto arte/natura/ambiente antropizzato, Fata Morgana si propone di estendere le riflessioni sugli spazi apparentemente incontaminati. La colorata reazione ai cambiamenti climatici è un invito alla presa di coscienza delle conseguenze dell’Antropocene.

Il progetto è stato possibile grazie alle informazioni scientifiche messe a disposizione dai ricercatori dell’Università di Torino, che, in collaborazione con numerosi enti di ricerca ricerca (CNR-IRSA, Università di Bologna, ARPA-Valle d’Aosta, Carleton University, Politecnico di Torino) negli ultimi anni hanno compiuto una campagna di studio sulle acque del piccolo bacino idrico, localizzato all’interno di un sito della Rete LTER Italia (www.lteritalia.i/).

L’installazione verrà ripresa da una webcam e potrà essere vista, in tempo reale e per tutta la sua durata, sulla piattaforma Rifuginrete.com e su www.albertotimossi.com.


30.06.2017 # 4879
MARC CHAGALL - I COLORI DELL'ANIMA

Daria La Ragione // 0 comments

KLIMT EXPERIENCE

a Caserta fino al 31 ottobre 2017

Nella prestigiosa location della Reggia di Caserta dal 7 giugno al 31 ottobre 2017 sarà ospite Klimt Experience, un inedito evento espositivo prodotto da Crossmedia Group con l’organizzazione di GestShow.

La vita, le figure e i paesaggi di Klimt sono i protagonisti assoluti di questa nuova rappresentazione multimediale immersiva, dedicata al padre fondatore della Secessione Viennese.

Opere come Il Bacio, L’Albero della vita, oppure Giuditta, sono entrate a far parte della cultura popolare, eppure Klimt resta un artista da scoprire e da raccontare.

Klimt Experience, grazie alla coinvolgente colonna sonora, all’eccezionale impatto visivo delle immagini riprodotte con definizione maggiore del Full Hd dal sistema Matrix X-Dimension, alla straordinaria forza evocativa delle 700 opere selezionate e delle ricostruzioni 3D della Vienna dei primi del ‘900, nonché all’apporto didattico dell’area d’introduzione alla mostra – allestita con supporti scenografici fisici e Oculus Samsung Gear VR – propone al visitatore un’immersione totale, senza soluzione di continuità, in un mondo simbolico, enigmatico e sensuale, dove si concretizza il trionfo di un’arte senza confini.


30.06.2017 # 4878
MARC CHAGALL - I COLORI DELL'ANIMA

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JAN FABRE. MY ONLY NATION IS IMAGINATION

a Napoli fino al 17 luglio 2017

Saranno in mostra sculture, disegni e un video frutto della ricerca di Fabre sul rapporto tra arte e scienza. 


Cos’è la bellezza? Chi è l’artista? Come reagiscono i neuroni di fronte all’arte classica e cosa accade invece davanti a un’opera di arte contemporanea? Questi e molti altri quesiti sono al centro di una serie di lavori in cui Fabre si spinge a indagare i processi fisiologici che regolano la creazione e la fruizione artistica. 


Se il corpo è senza dubbio centrale in tutto l’universo artistico di Fabre, questa mostra raccoglie un nucleo di opere che indagano la natura del cervello, definito dall’artista “la parte piu sexy del corpo umano”. 


Il video Do we feel with our brain and think with our heart?, è un film-performance in cui Fabre si pone in dialogo con il neuroscienziato Giacomo Rizzolatti, autore della scoperta dei neuroni-specchio, fondamentale per spiegare l’empatia tra gli individui. L’artista crea delle associazioni sorprendenti, sensuali e giocose tra i simboli della sua arte e gli oggetti utilizzati negli esperimenti di Rizzolatti, in una sorta di speculazione filosofico-estetica che si interroga sulla circolarità tra comprensione e piacere, tra sensazione, emozione e cognizione. 

La mostra si potrà visitare fino al 28 ottobre 2017. 


Giovedì 29 giugno alle ore 18, il Museo Madre inaugurerà l’allestimento temporaneo della scultura iconica di Jan Fabre The Man Who Measures the Clouds - American version (18 years older), un inno alla capacità di continuare a sognare, di trascendere il tempo e lo spazio attraverso l’immaginazione. 

Fino al 18 dicembre 2017. 


Sabato 1 luglio alle ore 11, al Museo di Capodimonte, nell’ambito del ciclo Incontri sensibili curato da Sylvain Bellenger e Laura Trisorio, due lavori di Jan Fabre realizzati interamente con gusci di scarabei (animale sacro dell’antico Egitto e simbolo di immortalità), elemento distintivo e ricorrente della sua ricerca saranno ambientati in una wunderkammer in dialogo con alcune rarità, tra naturalia e artificialia, collezionate dai Farnese tra il Cinque e Seicento. La selezione di “meraviglie”, presentate all'interno di moderne scarabattole, consiste in oggetti d'arte realizzati in cristallo di rocca, bronzo, avorio, ambra e in materiali bizzarri e curiosi, come il corno di rinoceronte, il corno di cervo, le noci di cocco, a cui si aggiungono i manufatti provenienti dalle terre di esplorazione. 

La mostra si potrà visitare fino al 28 ottobre 2017. 


Nei giorni 1 e 2 luglio presso il teatro Politeama di Napoli, nell’ambito del Napoli Teatro Festival, il poliedrico artista belga presenterà l’avant–première della nuova produzione teatrale Belgian Rules/Belgium Rules. 



19.06.2017 # 4871
MARC CHAGALL - I COLORI DELL'ANIMA

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MATTEO MONTANI. The glow and the glare

a Lissone fino al 23 luglio 2017

Matteo Montani [Roma, 1972] ritorna al Museo d’Arte Contemporanea di Lissone a dieci anni dalla sua partecipazione al Premio Lissone, viatico propizio che lo ha portato, tra l’altro, a partecipare alla XV Quadriennale di Roma nel 2008, ad allestire una personale al Museum Am Dom di Würzburg nel 2011 e ad aggiudicarsi il premio speciale della giuria alla 64a edi-zione del Premio Michetti.

Mantenendosi fedele alle asperità del supporto che ha caratterizzato la sua ricerca espressiva, Montani ha dipinto sulla carta abrasiva usando delle polveri metalliche che variano di intensità a seconda delle fonti luminose.

Anziché essere esposte in piena luce, le opere necessitano di luci indirette che ne fanno risaltare i colori e le fosforescenze. Lo spettatore è così invitato a scoprire l’infinta varietà di diffrazioni luminose generate dalla pittura, che sembra mutare di continuo, come se avesse una vita propria.

Le opere appartengono all’ultimo ciclo di lavori dell’artista, il quale ha ripreso le suggestioni dell’albore e del crepuscolo. Il risultato finale è quello di un “orizzonte circolare” imbevuto di bronzo, rame e oro zecchino.

I quadri di Montani si sono sempre con-sacrati al mistero, alla meditazione, alla mistica e all’enigma della creazione, stabilendo un’equivalenza con l’arte orientale, e in specie con la pittura giapponese. Ben-ché i riferimenti al paesaggio e all’orizzonte siano impliciti, essi vengono trascesi dallo stesso artista per offrirci un’abluzione nelle tremolanti e cangianti densità di un’ascetica policromia.

 

Matteo Montani ha studiato all’Accade-mia di Belle Arti di Urbino e Roma. Giovane vincitore del Premio Suzzara nel 2000, è stato finalista al Premio Lissone nel 2007, al Premio Cairo nel 2008, al Premio Terna nel 2009 e al Premio Michetti nel 2o13. Ha partecipato a numero-se collettive e ha allestito svariate personali in spazi pubblici e gallerie private, sia in Italia, sia all’estero. Sue opere si trovano nelle collezioni di Novartis Corpora-ted, Florida; Museum am Dom, Wuerzburg; Museum Burg, Miltemberg; Fondazione La Quadriennale, Roma; Fondazione VAF, Milano/Francoforte; Collezione Unicredit, Milano; Collezione Arte Fiera, Bologna; GNAM - Galleria Nazionale, Roma.



19.06.2017 # 4870
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ENZO CUCCHI

a Chiasso fino al 23 luglio 2017

Dall’11 giugno al 23 luglio 2017, lo Spazio Officina di Chiasso (Svizzera) ospita una mostra dedicata a Enzo Cucchi(Morro d’Alba, AN, 1949) che, per la prima volta, ripercorre la sua attività grafica, sviluppatasi in cinquant’anni di carriera, dagli anni Settanta a oggi, attraverso acqueforti, litografie e serigrafie, schizzi, disegni e ben 180 libri d’artista.

Per l’occasione saranno presentati un ciclo di 21 incisioni inedite di piccolo formato, realizzate dalle edizioni Lithos di Como, e 6 nuove sculture.

 

L’esposizione, che s’inserisce nel filone della “grafica contemporanea” con autori che hanno lasciato importanti testimonianze nel territorio svizzero-ticinese, è curata da Alessandro Cucchi, figlio dell’artista, e Nicoletta Ossanna Cavadini, direttrice del m.a.x. museo e dello Spazio Officina di Chiasso.

 

La mostra, oltre a ripercorrere i passaggi fondamentali della ricerca grafica di Enzo Cucchi, pone altresì l’accento sul percorso creativo e sulle soluzioni sorprendenti adottate dall’artista, quali il molto grande e il molto piccolo.

I formati seguono regole imperscrutabili, fedeli alle immagini contenute; spesso diversi metodi di stampa convivono. I caratteri e le scritte a mano si alternano alle immagini di eroi delle campagne marchigiane, agli animali (cani, galli ecc.), alle colline e alle case.

Enzo Cucchi ha sempre mostrato una particolare cura e passione per la grafica e l’oggetto libro-catalogo. Tradizionalmente, progetta il catalogo dell’esposizione e lo segue nella sua realizzazione artigianale a piccola tiratura, nella scelta dei materiali, nelle carte e nella stampa finale.

Lo stesso Cucchi immagina l’esposizione costituita da una “spina dorsale” di libri d’artista, libri oggetto e documenti grafici e da una “dentatura” costituita dalle nuove serie di incisioni, il tutto fatto di carte, inchiostri, acidi e pietre. Questa è per Cucchi un’occasione mirata a livello tematico-antologico per mostrare tutta la bellezza espressa nelle varie tecniche di stampa dagli anni Settanta ad oggi.

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