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07.09.2020 # 5562
Elogio dell´infuso di caffè, nella versione proposta da Farm Design

Paolo Falasconi //

Elogio dell´infuso di caffè, nella versione proposta da Farm Design

Lo studio con sede a Los Angeles ha curato il progetto di immagine premium per il prodotto di punta di Califia

Interminabili giornate in smart working hanno avvicinato in questi ultimi mesi molti di noi al tipo nord-europeo e americano del bevitore di "qualunque-cosa-può-stare-in-una-tazza-gigante", specialmente caffè.

Escludo la patetica tazzina di espresso allungata con un bicchiere d´acqua per giustificare una tazza tanto grande da sembrare infinita, e parlo del caffè che di diritto merita di essere degustato in queste quantità. Il cold brew coffee.

Si tratta di un caffè il cui metodo di estrazione a freddo richiede tempi molto lunghi, ma vale davvero la pena provare perché la bevanda che ne deriva apre una nuova porta sul caffè che non immaginavamo esistesse. Per prepararlo occorre un Toddy, un infusore che si trova abbastanza agevolmente in vendita e che permette l´estrazione del caffè per percolazione (non per immersione!).

In america la popolarità del caffè cold brew continua a salire alle stelle e, come sempre accade lì, si fa presto a dimenticare la tecnica se c´è di mezzo un business: al diavolo la percolazione e le 9 ore di attesa e largo ai concentrati (!) decisamente più pratici e sempre disponibili.

In questo settore Califia Farms continua a guidare l´innovazione, offrendo prodotti di qualità a tutti gli amanti del caffè. Prima del lancio della loro nuova linea di concentrati Cold Brew premium, Califia ha già collaborato con l´agenzia Farm Design, con base in LA, per personalizzare e progettare le bottiglie di vetro scuro.



Amo il lavoro di questo studio perché unisce alla grande coerenza stilistica dei suoi lavori una cura per il dettaglio impressionante e soprattutto, una comprensione del brand così approfondita che permette loro di offrire soluzioni esattamente corrispondenti alle richieste dei brief.

Anche in questo progetto per Califia, Farm Design ha sviluppato l´etichetta del concentrato 2.5 che trasmette riccamente la storia dell´approvvigionamento attraverso illustrazioni realizzate a mano, abbellimenti intricati e accenti in lamina di rame. Le finiture finali della bottiglia di vetro includono un logo e parole chiave del marchio in rilievo insieme a un tappo in rame per completare il tutto. Un design evocativo che ben si sposa con il carattere esclusivo del prodotto senza ricorrere ad inutili modernismi che in questo caso avrebbero spinto l´immagine del prodotto nella direzione esattamente opposta a quella del suo posizionamento desiderato.



Approfondimenti:

27.01.2022 # 5888
Elogio dell´infuso di caffè, nella versione proposta da Farm Design

Daria La Ragione //

Lasciateci le ali. Il reportage fotografico di Kira Marinova su Auschwitz.

Gli scatti di Kira Marinova raccontano la vita di un sopravvissuto che con la propria testimonianza ne ha ispirato lo storytelling.

LASCIATECI LE ALI

Chi è andato ad Auschwitz lo sa: la persona che va non è la stessa che torna.
Durante il viaggio di andata la mente è piena di tutto ciò che ha letto, sentito, immaginato.
Spesso nemmeno sa di andare a visitare due posti distinti: Auschwitz e Birkenau, campo di lavoro il primo, campo di sterminio l’altro.




Auschwitz è un posto pieno di fotografie, per ognuna c’è un nome, un’età, e i giorni che è riuscita a sopravvivere in quel luogo.
È anche pieno di oggetti: occhiali, scarpe, protesi, lattine di Zyclon B, migliaia di oggetti che ricordano migliaia di esseri umani trasportati in quei luoghi.
Molte foto sono state scattate. Molte storie raccontate. Eppure è come se tutto ciò rischiasse continuamente di sbiadire, scomparire, banalizzarsi.


È difficile dire quale luogo sia più angosciante. Birkenau è un insieme di casermoni senza porte, senza null’altro che strutture in cui stendersi a morire di freddo e stenti, è un luogo dove agli uomini e alle donne si è tolto tutto, finanche l’umanità.
Ma Auschwitz mette davvero i brividi. Perché è un posto carino, con file di palazzine di mattoni rossi ordinati, alberi  disposti in filari, che probabilmente erano già lì quando Kapò e poveri cristi si dividevano quegli spazi. Sembra un quartiere dormitorio a margine di una fabbrica. Te lo immagini popolato da operai.
E invece sono morti viventi quelli che ci hanno vissuto. 



E alcuni di loro, che sono sopravvissuti, hanno ancora una storia da raccontare.
86 anni, nella libreria di Birkenau, è fermo là, per chiunque voglia ascoltare la storia di un ragazzino di 14 anni che non è morto perché era troppo alto, troppo più alto dei suoi coetanei per essere mandato con loro a morire o farsi torturare dai medici. È là, racconta, parla. E quando si va via, con una scheda di memoria (che ironia!) piena di scatti, cresce passo dopo passo l’urgenza di raccontare, di non lasciar svanire, di far sapere a tutti.
Ecco perché continuare ad andare. Ecco perché continuare a fotografare.
Per non essere più spettatori. Per diventare testimoni.

















In occasione della giornata della memoria Ilasmagazine pubblica gli scatti di Kira Marinova.




16.11.2021 # 5835
Elogio dell´infuso di caffè, nella versione proposta da Farm Design

Paolo Falasconi //

East Side Stories, il racconto per immagini della periferia napoletana

Il 17 novembre si inaugura la mostra al Made in Cloister con gli scatti degli studenti Ilas

IL CONCEPT

Da sempre luogo dalla spiccata leggibilità e figurabilità, Napoli racconta la sua storia nei secoli attraverso una immagine collettiva, pubblica, comune a tutti i suoi abitanti. 


Indipendentemente dal significato sociale o storico di molte sue aree, il tessuto urbano della città concentra una quantità di segni immediatamente e chiaramente riconoscibili che, nel tempo, hanno consentito di facilitare la sua identificazione visiva e la sua strutturazione, permettendo di sviluppare un atteggiamento da parte non solo degli abitanti ma anche dell'osservatore occasionale di immediate sense of belonging, quella familiarità difficile da codificare eppure così fortemente percepita. 


Alcuni spazi però e in special modo le periferie, cresciute un po' ovunque in Italia in funzione di una urgenza abitativa, restano fuori da questo racconto e, sebbene siano state quasi sempre oggetto di interventi di pianificazione urbanistica e architettonica, sembrano non riuscire ad esprimere il potenziale narrativo ed acquisire quel vocabolario di segni capace di esprimere la specificità del luogo. 


In questo progetto della Fondazione Made in Cloister, su incarico dell'associazione Estramoenia, si è voluto indagare se nell'infinito universo di sguardi e di storie che raccontano visivamente questi spazi, esistono percorsi non ancora esplorati che conducono ad immagini inedite, capaci di arricchire la narrazione di questo luogo con elementi che nel tempo e nello spazio possano ancora costituirsi come simboli, nuovi segni significanti non soltanto per il luogo ma per la vita umana. 


LA MOSTRA

I fotografi, 10 studenti provenienti dal Corso di Fotografia Professionale dell'Accademia di Comunicazione ILAS, selezionati dalla curatrice Arch. Federica Cerami, dopo un workshop curato dal Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Napoli Federico II seguito da un sopralluogo sull'area individuata (compresa a Nord dalla linea ferroviaria Napoli-Salerno ed a Sud dalla fascia costiera dal Porto di Napoli a San Giovanni a Teduccio, a Ovest dalla zona orientale del Centro Storico di Napoli (Via Carbonara e Porta Capuana), ed ad Est dal Dipartimento di Strutture per l’Ingegneria e l’Architettura della Federico II e la iOS Academy) hanno sviluppato un breve racconto fotografico di tre scatti e, tra tutte le proposte ricevute sono state scelte 10 immagini che compongono la mostra EAST SIDE STORIES che si inaugurerà il 17 novembre negli spazi della Fondazione Made in Cloister.


Il progetto si chiuderà con la proclamazione, al termine della mostra, dello scatto vincitore del contest che si aggiudicherà un premio di 1000,00 euro mentre una menzione speciale sarà assegnata all'opera che nel corso dell'esposizione avrà raccolto il maggior numero di pubblicazioni su Instagram (@fondazionemadeincloister ed #eastsidestories). 


Gli scatti in mostra potranno essere acquistati e il ricavato contribuirà agli scopi dell’Associazione Estramoenia. 




Info: 


17 NOVEMBRE 2021

ore 12.00

Fondazione Made in Cloister Piazza Enrico De Nicola n.48, Napoli



Un racconto fotografico dell’area orientale di Napoli creato attraverso la visione di 10 studenti dell’istituto di fotografia ILAS di Napoli.





19.10.2021 # 5820
Elogio dell´infuso di caffè, nella versione proposta da Farm Design

Paolo Falasconi //

Aurora Experience, la palestra per under20 per allenarsi alle skill del futuro

un progetto di respiro europeo, nato dalla condivisione di saperi e metodi di un’ampia rete di enti e fondazioni che si occupano di imprenditoria giovanile.

Non ha data, non ha luogo. Aurora Experience è la straordinaria occasione di allenamento delle skill del futuro, pensata da Aurora per gli under20 di tutta Europa.

Sempre aperta ad accogliere nuovi partecipanti, l’Experience è un modo unico per essere pronti alle sfide del XXI secolo. E per potere accedere poi alla Fellowship di Aurora.

Cos’è Aurora?
Aurora è un progetto di respiro europeo, nato dalla condivisione di saperi e metodi di un’ampia rete di enti e fondazioni che si occupano di imprenditoria giovanile. Ne fanno parte tra gli altri Fondazione Homo Ex Machina, Fondazione Golinelli, Junior Achievement Italia e Fondazione Mondo Digitale.
Un network che ogni anno coinvolge più di 200.000 ragazzi in Europa e lungo le coste del Mediterraneo.
L’obiettivo di Aurora è allenare gli under20 a uscire dalla propria comfort zone, facendo scelte lungimiranti e coraggiose, e prendendo decisioni di buon senso per l’ecosistema sociale e imprenditoriale.
“In uno scenario economico incerto e pieno di ambiguità - spiega Jacopo Mele, founder di Aurora - è importante che i ragazzi sviluppino la capacità di sperimentare, andando costantemente oltre i loro limiti. Se questo allenamento avviene nel periodo più intenso e formativo della loro vita, è più probabile che conserveranno a lungo le attitudini sviluppate.”

Cos’è Aurora Experience?
Un percorso di formazione modulare e progressivo, interamente fruibile da remoto, pratico e senza barriere tecnologiche.
È il momento aurorale di un iter, che affianca i ragazzi nell’acquisire:
• strumenti di apprendimento proiettati in un futuro sempre più mutevole
•  competenze spendibili immediatamente, al passo con esigenze e standard internazionali
• una forma mentis improntata alla formazione continua e innovativa

L’Experience è articolata in 3 step: 
1. Consapevolezza
Giocando con KnackApp, i candidati scoprono i punti di forza e le competenze trasversali per sviluppare il proprio potenziale. Partendo da ciò, raccontano in una lettera o in un video motivazionale quali sono le leve che li spingono a esplorare, a migliorare: così imparano a dare una cornice ai loro sogni e alle loro passioni.
Alla lettera (o al video) devono ricevere 10 commenti positivi, mostrando le loro abilità sociali e di creatività relazionale.

2. Coraggio
Devono conquistare due endorsement da parte dei Wizard di Aurora, straordinari professionisti, mentori con cui confrontarsi poi durante la Fellowship. Un test multiplo e difficile, che lascia ai candidati un enorme tesoro:
a. La determinazione di abbandonare la propria area di comfort ed esplorare mondi lontani dai loro interessi del momento;
b. Il coraggio di mettersi in discussione di fronte a professionisti straordinari;
c. La capacità di gestire la comunicazione con i Wizard (ed è fondamentale non
far capire loro che si intende partecipare ad Aurora);
d. La cura nella costruzione di una relazione sana e profonda.

3. Gioco di squadra
L'ultima prova è una escape room, basata su Google Maps e Wikipedia e valutata dal team di esperti di Aurora. Ogni ragazzo viene inserito in una squadra, senza conoscere gli altri componenti.
Si sviluppano così acutezza nell'osservare e nel rendersi utili. Si impara come partecipare attivamente in un gruppo, come condividere ciò che si sa e cosa si fare, come essere empatici. Si costruisce un ruolo di valore per sé stessi e per il gruppo.
Alla fine di ogni step il team di Aurora riconosce a ogni partecipante un open badge che certifica le skill acquisite, a testimonianza di quanto appreso.
Grazie all’Experience, Aurora seleziona ogni anno i 100 profili più adatti e propone loro l’accesso alla Fellowship, che dura tre anni.
“Un programma unico nel suo genere, perché non ha interesse a finanziare un’idea, ma si concentra sul processo di sperimentazione.” Commenta Jacopo Mele, founder di Aurora
Aurora Experience è l’occasione per tutti gli under20 di essere pronti alle sfide del XXI secolo.


Per candidarsi alla Experience e per approfondire l'argomento clicca sul link: 

28.09.2021 # 5801
Elogio dell´infuso di caffè, nella versione proposta da Farm Design

Paolo Falasconi //

RAW, Rome Art Week torna nella Capitale

Dal 25 al 30 ottobre 2021 la settimana dedicata all’arte contemporanea con un ricco calendario di mostre personali e collettive, open studio, performance, talk, eventi e appuntamenti virtuali.

Dal 25 al 30 ottobre 2021 la Capitale si tinge di viola: torna Rome Art Week, la settimana dedicata all’arte contemporanea che animerà la Città Eterna con un ricco calendario di mostre personali e collettive, open studio, performance, talk, eventi e appuntamenti virtuali. 
La manifestazione, promossa e organizzata da KOU - Associazione culturale per la promozione delle arti visive, si pone come un sofisticato network per l’arte contemporanea che ha l’obiettivo di costruire una rete tra tutti gli operatori del settore e il pubblico. Protagonisti musei, gallerie, spazi espositivi, curatori, artisti, associazioni, fondazioni e tutti gli stakeholders dell’arte contemporanea romana, uniti in un evento diffuso e “orizzontale” con lo scopo di sviluppare e sostenere la conoscenza e la diffusione dell’arte a più livelli. 

Dopo il successo delle passate edizioni con oltre 300 eventi sparsi per la città e più di 1000 adesioni tra gallerie e istituzioni, artisti e curatori, RAW 2021 conferma la sua capacità di fondere passato e contemporaneo, offrendo al pubblico la possibilità di esplorare la città attraverso un’altra prospettiva. RAW, infatti, ha come obiettivo quello di promuovere un nuovo turismo legato al contemporaneo. 

“Roma è famosa in tutto il mondo per la sua straordinaria storia e per le sue bellezze archeologiche o i suoi antichi monumenti. La Rome Art Week nasce dall’esigenza di espandere l’appeal della Capitale come meta turistica anche verso un nuovo pubblico, legato all’arte contemporanea, al pari delle altre Città Europee come Berlino e Londra. – così dichiara Massimiliano Padovan di Benedetto, ideatore e coordinatore di Rome Art Week - Con questa manifestazione, dal 2015, cerchiamo di dare rilievo e far conoscere le numerose realtà ed eccellenze che nella capitale lavorano da tempo nel mondo dell’arte contemporanea. Oltre alla storia e alle classiche mete conosciute da tutti, Roma ha tutte le carte per essere un nuovo punto di riferimento a livello nazionale e internazionale per il contemporaneo” 


LE PRIME ANTICIPAZIONI DELLA SESTA EDIZIONE DI ROME ART WEEK
I numerosi eventi organizzati e le variegate attività di Rome Art Week animeranno ogni rione e zona di Roma, mostrando quanto l’arte contemporanea sia radicata nello spirito della Città Eterna. Tra le novità della sesta edizione, l’adesione di diverse realtà internazionali, tra gallerie, istituzioni e fondazioni, che hanno scelto la cornice di Rome Art Week per presentare al pubblico la loro attività. Tra queste la Casa Argentina, il Forum Austriaco di Cultura, la Real Academia de España, la Temple University Rome, l’AAIE Contemporary Art Center. 
Oltre agli eventi in presenza, Rome Art Week offre una vetrina accesa 356 giorni su 365 a tutti i partecipanti: il sito www.romeartweek.com è un vero e proprio portale di networking attivo tutto l’anno in cui ogni artista, curatore e struttura può continuare a promuovere il proprio lavoro; la piattaforma è anche uno strumento per trovare tutte le informazioni riguardanti gli eventi, le visite guidate gratuite e i percorsi suggeriti durante la manifestazione. All’interno del sito, inoltre, il pubblico potrà partecipare ai numerosi virtual tour proposti nella sezione RAW 360°: un servizio non solo rivolto a chi non potrà assistere personalmente agli eventi organizzati dagli iscritti, ma anche finalizzato a creare un archivio virtuale efficace e duraturo delle opere e degli allestimenti, rendendo così giustizia al lavoro artistico e curatoriale.

Anche per la sesta edizione, RAW dà grande spazio ai curatori, figure chiave dell’arte contemporanea. Per guidare il pubblico nel ricco programma di RAW 2021, noti critici, curatori e operatori del settore forniranno il loro punto di vista sui partecipanti e sugli eventi delineando percorsi omogenei ed evidenziando le eccellenze della manifestazione. I punti di vista di RAW 2021 sono consultabili qui: https://romeartweek.com/it/punti-di-vista/ 
Oltre alle numerose mostre personali e collettive proposte da strutture e curatori, con Rome Art Week il pubblico potrà “toccare con mano” il lavoro degli artisti, partecipando ai numerosi open studio in programma. La stimolante esperienza della visita negli open studio sarà un’occasione per i visitatori e gli addetti ai lavori di conoscere le novità del mercato dell’arte romana e scoprire da vicino gli ultimi lavori dei diversi artisti che Rome Art Week ha accolto volentieri nel suo network. 

Tra gli eventi già confermati nel programma segnaliamo“Per un prossimo reale”, la mostra personale di Antonio della Guardia a cura di Vasco Forconi presso la Fondazione Pastificio Cerere; la mostra “SUBVERSIONES" una personale di Estibaliz Sádaba Murguía presso la galleria AlbumArte; l’open studio di Susanne Kessler che presenterà un progetto realizzato con altri artisti provenienti da tutto il mondo; la mostra collettiva dedicata ai temi dell’Agenda 2030 dell’ONU “Rescue it! Artisti in movimento” all’ExGarage; l’incontro online con l’autore Marco Ciccolella che racconterà il progetto “People and Places”; e infine la mostra collettiva “Impudica Mente” della serie (S)exhibitions 2021/2022 ospitata negli spazi di Ospizio Giovani Artisti; la partecipazione delle gallerie Gagosian e Lorcan O’Neill. 

ROME ART WEEK & MIAMI NEW MEDIA FESTIVAL
Anche quest’anno si riconferma la collaborazione tra Rome Art Week e il Miami New Media Festival, giunto alla sua 16ª edizione. Nei mesi scorsi è stata lanciata una call rivolta a video artisti che hanno presentato a una giuria di esperti i propri lavori seguendo il tema “New Media Art e la pandemia”. I video selezionati saranno esposti durante la settimana di Rome Art Week, in occasione dell’evento del Miami New Media Festival che si terrà presso una prestigiosa sede espositiva romana. Le opere verranno poi esposte a Miami e nelle altre tappe mondiali del festival.

Rome Art Week è promossa da KOU Associazione culturale per la promozione delle arti visive e si avvale del patrocinio di: MIBACT Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, Regione Lazio, Roma Capitale Assessorato alla Crescita Cultuale, Sapienza Università di Roma. Partner: Menexa. Media partner: Culturalia.
Le news e gli elenchi dei partecipanti sono in costante aggiornamento e disponibili su www.romeartweek.it 



INFORMAZIONI UTILI
Rome Art Week 2021 – sesta Edizione
DOVE: Roma – varie sedi
QUANDO: dal 25 al 30 ottobre 2021
CONTATTI
MAIL: info@romeartweek.com 
TEL: +39 06 21128870
SITO: www.romeartweek.com 
FACEBOOK: www.facebook.com/romeartweek 
INSTAGRAM: www.instagram.com/romeartweek/ 
TWITTER: www.twitter.com/romeartweek/ 
VIMEO: www.vimeo.com/romeartweek/ 

Ideazione e organizzazione
Kou Associazione no-profit per la promozione delle arti visive
SITO: www.kou.net 

UFFICIO STAMPA NAZIONALE
CULTURALIA DI NORMA WALTMANN 
051 6569105 - 392 2527126    
info@culturaliart.com | www.culturaliart.com 
www.facebook.com/Culturalia | www.instagram.com/culturalia_comunicare_arte 
www.linkedin.com/company/culturalia-di-norma-waltmann/ 

UFFICIO STAMPA RAW

Roberta Melasecca

MAIL: roberta.melasecca@gmail.com 
MAIL: press@romeartweek.com 
MOB: +39 3494945612

20.09.2021 # 5788
Elogio dell´infuso di caffè, nella versione proposta da Farm Design

Paolo Falasconi //

Una perfetta Instagram worthy Partnership: Axe + Magnum

Da PBCreative un mix sorprendente che celebra il Billionaire lifestyle

PBCreative, l'agenzia di comunicazione con sede a Londra ha tra i suoi clienti il marchio AXE, conosciuto specialmente oltremanica (ma per un periodo intorno agli anni '90 diffuso anche da noi) per i deodoranti e i prodotti di bellezza specificamente studiati per l'uomo. 

Dopo aver già lavorato, recentemente e con successo, al redesign delle linee di prodotto del marchio si è occupata di dare forma ad uno degli esperimenti più interessanti di contaminazione cross-platform tra categorie merceologiche apparentemente distanti tra loro.

Il mix vede in campo MAGNUM, il marchio di gelati che ha saputo costruire una nicchia su misura per i suoi stecchi sofisticati (come dimenticare gli straordinari capolavori ispirati alla Divina Commedia per le celebrazioni dei 700 anni dalla morte di Dante) e AXE, marchio noto nel beauty maschile easy, che insieme lanciano il nuovo GOLD CARAMEL BILLIONAIRE  - Le parfum du plaisir.

Un deodorante che dal nome lascia intuire già molto chiaramente non soltanto la fragranza ma soprattutto la collocazione/costruzione di una nuova nicchia che vuole mettere insieme un bouquet olfattivo decisamente raffinato ed inusuale per il target abituale di AXE portandolo dentro il recinto di prodotti molto più abbordabili da un punto di vista economico.

L'esperimento è nuovo, e sembra ben congegnato. Il lavoro sul pack e la comunicazione che accompagna il lancio, curata da PBCreative, è perfettamente studiato e dimostra se ce ne fosse stato ancora bisogno, che la contaminazione e il pensiero "out of the box" generano sempre qualcosa di buono (e nuovo). 

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