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Elenco dei corsi Ilas divisi per tipologia

Corsi Regionali AutorizzatiGRAFICA | WEB DESIGN | FOTOGRAFIA

Corsi Annuali CompletiGRAFICA | FOTO | WEB | PUBBLICITÀ | SOCIAL

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Corsi di Grafica 3DMAYA | ZBRUSH | RHINO | STAMPA 3D

Corsi Annuali CoordinatiPERCORSI MULTIDISCIPLINARI

Corsi Avanzati GRAFICA | FOTOGRAFIA | PHP | MOBILE APP

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ILAS - Istituto superiore di comunicazione visiva

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Indirizzo

Italy / 80133 Napoli

Via Alcide De Gasperi, 45
Scala A

numero-verde

Attività didattiche // Pagina 22 di 36
01.01.2016 # 4365

Ilas Web Editor // 0 comments

Modulo extra Wordpress 2015 - Materiali Prof. Riccio

Gruppi 1,2 e 3

Modulo extra di Wordpress Ilas 2015 

Turni A,B,C
Data di inizio: ottobre 2015

In quest'area hai la possibilità di scaricare il materiale e verificare il calendario delle lezioni svolte.

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16.12.2015 # 4235

Ilas Web Editor // 0 comments

Master in Graphic Design 2016 - 2° anno - Attivate le borse di studio

Scadenza presentazione domande: 23 dicembre 2015

BANDO PER L'ATTRIBUZIONE DI 30 BORSE DI STUDIO PER LA PARTECIPAZIONE AL MASTER IN GRAPHIC DESIGN 2016 / 2° ANNO ILAS


Scadenza presentazione domande borse di studio:
23 dicembre 2015 per le borse di studio di tipo B da euro 400,00

Data inizio corso: 7 gennaio 2016
Durata corso: 7 mesi / 56 ore / 1 lezione settimanale

Docente del corso: Alessandro Cocchia

Ilas, Istituto Superiore di Comunicazione, con sede in Napoli, via Alcide De Gasperi 45, attiva il 
MASTER IN GRAPHIC DESIGN 2016 / 2° ANNO ILAS
rivolto a coloro che abbiano conseguito un diploma in Grafica Pubblicitaria (corso annuale) nei corsi erogati dal Centro Studi Ilas a partire dall'anno accademico 2010/2011.

IL CORSO
Il corso di Graphic Design 2° anno è un percorso formativo di perfezionamento, rivolto a chi ha già una solida formazione di base e desidera approfondire aspetti della progettazione teorici e tecnici, lavorando su progetti concreti. In tal modo gli studenti possono sperimentare la progettazione in merito a specifici campi di applicazione, confrontandosi con le peculiarità di questi e con la necessità di declinare in modo flessibile le competenze rispetto alla clientela e al pubblico di riferimento. Per questo motivo il corso di Graphic Design 2° anno è aperto a chi ha già frequentato un corso ilas annuale di grafica e ha sufficiente padronanza non soltanto della tecnica di base relativa tanto alla progettazione quanto ai software professionali, ma anche di quella parte della teoria più legata agli aspetti pubblicitari. In possesso di tali requisiti gli studenti possono cogliere al meglio l'importante occasione offerta da questo percorso che si sofferma invece su progetti specifici e dettagliati che riguardano l'editoria, il merchandising, la segnaletica, l'identità visiva e si delinea come un'occasione per completare il percorso già intrapreso accrescendo il livello delle competenze degli studenti, sia da un punto di vista teorico sia da quello pratico. 


CONTENUTI

STRUTTURA DI UN MANUALE DI IDENTITÀ VISIVA
il manuale di identità visiva è lo strumento che raccoglie tutte le regole che gestiscono l'immagine di un Brand, partendo dalla segnaletica dei servizi fino ai format per i vari livelli della comunicazione visiva.
Elementi base
Corporate identity
Below the Line
Above the line
Editoria
Signage

PROGETTO SIV (SISTEMA IDENTITÀ VISIVA)
Un progetto ampio sviluppato su tutti i livelli di comunicazione necessari per costruire, promuovere e consolidare una Brand identity ma anche comunicare al pubblico le informazioni e i servizi.
Il progetto cercherà di far sviluppare capacità di art directions e di strategic design, riuscendo ad affrontare progetti più complessi e strutturati.
Progettare un SIV per i beni culturali (es. Un museo)

SUPPORTI E TECNICHE DI STAMPA #1
PARTE ESECUTIVA LAVORI -PREPARAZIONE DEI FILE PER LA STAMPA
I TIPI STAMPA
Offset
Tipografica
Serigrafica
Scomposizione fotografica
Quadricromia e tinte piatte
Esportazione dei file

SUPPORTI E TECNICHE DI STAMPA #2
CARTE E ALLESTIMENTI COME VALORE AGGIUNTO DI UN PROGETTO
Caratteri della carta
Tipi di carte e differenti rese fotografiche
Grammature, spessori e trame
Le rilegature: automatiche, manuali e creative
Le stampe a secco, a caldo e le vernici

EDITORIA #1
PROGETTO DI COLLANE EDITORIALI
Il format di copertina
Gabbia di impaginazione

EDITORIA #2
PROGETTO DI GUIDE INFORMATIVE
Il format di copertina
Gabbia di impaginazione
Organizzazione dei contenuti
Sviluppo delle pagine tipo (modelli)

PACKAGING
Progetto e disegno di fustelle per packaging carta
Realizzazione di un progetto di pack cartaceo originale

SEGNALETICA #1
PROGETTARE UN SISTEMA DI ORIENTAMENTO INTEGRATO
Capire come informare il visitatore attraverso una serie di strumenti che siano collegati tra loro (pannelli didattici, segnaletica direzionale, mappe, guide audio ecc...) e che gli consentano di orientarsi all'interno di un sito ottenendo tutte le informazioni necessarie.

SEGNALETICA #2
infografica e grafica di pubblica utilità
segnaletica di percorso

SEGNALETICA #3
segnaletica dei servizi
segnaletica di orientamento

SEGNALETICA #4
STRUTTURE E MATERIALI PER LA SEGNALETICA NELLE AREE MUSEALI
Progetto delle forme
Ricerca e scelta dei materiali
Impaginazione dei contenuti
Fattibilità
Prototipazione

MERCHANDISING
PROGETTO DI LINEE DI PRODOTTI ORIGINALI.
Il merchandising è uno strumento efficace nella costruzione di un Brand, alimentando la diffusione e la notorietà marchio, contribuisce alla crescita dei suoi valori. Oggi il merchandising è considerato uno strumento utile per comprendere il livello di penetrazione di una marca ed è soprattutto una fonte di guadagno che rappresenta parte significativa dei fatturati di molti musei.




DURATA DEL CORSO
Il corso avrà una durata di 7 mesi (07 gennaio 2016 – 30 luglio 2016) per un totale di 56 ore d'aula.
Il corso, costituito da 1 lezione settimanale, si terrà nei seguenti orari:
Giovedì dalle ore 17,00 alle 19,00

È prevista la frequenza obbligatoria. Il corso potrà subire variazioni di orario insindacabili in funzione della disponibilità dei docenti o di modificate esigenze formative.


COSTO DEL CORSO (per gli studenti che non usufruiscono della borsa di studio)
Euro 150,00 mensili iva compresa
Euro 100,00 di iscrizione iva compresa
Totale: euro 1.150,00 iva compresa


BORSE DI STUDIO DI TIPO B RICHIESTE DAL 25 LUGLIO AL 23 DICEMBRE (400,00 euro cadauna)
Il valore virtuale di ogni borsa di studio è di euro 400,00 iva compresa erogata sotto forma di sconto incondizionato sul prezzo del corso.
A carico dello studente tre quote di partecipazione di euro 250,00 iva compresa ognuna, da corrispondere: all'atto dell'iscrizione entro il giorno 30 dicembre 2015; il 01 marzo 2016 a saldo del corso; il 02 maggio 2016 a saldo del corso.


REQUISITI DI ACCESSO
Requisiti di accesso studenti ilas:
Diploma ilas di Grafica pubblicitaria conseguito a partire dall'anno accademico 2010/2011
Possono fare richiesta di borsa di studio anche gli studenti in corso alla data della pubblicazione del bando che concludano il corso entro il 30 dicembre 2015.

LIMITI E VALIDITÀ DELL'OFFERTA
Offerta valida fino ad esaurimento posti. Per il riempimento delle classi verrà considerata prioritaria la data di prenotazione online.


MODALITÀ DI ISCRIZIONE E TERMINI DI SCADENZA DELLA DOMANDA DI EROGAZIONE DELLE BORSE DI STUDIO

La prenotazione al corso va effettuata online secondo le consuete modalità all'indirizzo  



La prenotazione non è vincolante e lo studente ha la facoltà di decidere successivamente se confermare la propria partecipazione in seguito all'esito della richiesta di erogazione borsa di studio.


COMUNICAZIONE DEL NOMINATIVO DEGLI STUDENTI AMMESSI
Ai candidati selezionati verrà inviato un sms di conferma.


FORMALIZZAZIONE DELL'ISCRIZIONE PER GLI STUDENTI ASSEGNATARI DELLA BORSA DI STUDIO
Gli studenti selezionati saranno tenuti a formalizzare l’iscrizione al corso
ENTRO IL 30 DICEMBRE 2015 PER LE BORSE I STUDIO DI TIPO B

Qualora si verificasse l’ipotesi che un candidato risultato idoneo rinunci o in caso di mancato perfezionamento dell'iscrizione entro il suddetto termine suindicati, senza necessità di ulteriore avviso sarà assegnata d’ufficio la borsa di studio al primo candidato escluso che avrà, a sua volta, il termine perentorio di 2 giorni lavorativi per completare l'iscrizione.


PARTECIPAZIONE AL CORSO PER GLI STUDENTI A PAGAMENTO
Gli studenti che intendano partecipare al corso senza usufruire della borsa di studio possono formalizzare la propria iscrizione utilizzando il sistema informatico di prenotazione sul sito ilas. 


DESCRIZIONE DETTAGLIATA DELL'OFFERTA E NORME CONTRATTUALI
Le borse di studio del valore virtuale di euro 400,00 vengono erogate sotto forma di sconto immediato sul prezzo del corso rispetto ai prezzi pubblicati sul listino ufficiale. Lo sconto viene attribuito per particolari meriti scolastici al fine di consentire agli studenti meritevoli di arricchire il proprio percorso formativo usufruendo di un prezzo agevolato. 
Il requisito di ammissione per la partecipazione al bando di assegnazione delle borse di studio virtuali è il seguente:
 
- possesso di un diploma relativo a un corso annuale ilas nei corsi di Grafica e/o Grafico Pubblicitario Autorizzato L.R.19/87 conseguito presso il Centro Studi Ilas a partire dall'anno accademico 2010/2011

La borsa di studio virtuale è valida esclusivamente per la sessione per la quale essa viene istituita. La rinuncia alla partecipazione al corso da parte della studente comporta la decadenza dal diritto ad usufruire dello sconto e non consente un successivo utilizzo su altri corsi. Lo studente potrà comunque partecipare a eventuali selezioni per l’assegnazione di successive borse di studio virtuali.
 
L’assegnazione di una borsa di studio per meriti scolastici comporterà quindi una riduzione del costo complessivo del corso nelle misure precedentemente indicate; per finalità di trasparenza si indica di seguito il costo complessivo delle tipologie corsuali prescelte al verificarsi contestuale di tutte le condizioni di accesso previste dal regolamento:


MASTER IN GRAPHIC DESIGN 2016 / Sessione gennaio 2016
BORSE DI STUDIO DI TIPO B
30 BORSE DI STUDIO DEL VALORE VIRTUALE DI EURO 400,00 CIASCUNA

Costo del corso
Iscrizione: 100,00 euro iva compresa
7 quote mensili di partecipazione di euro 150,00 iva compresa ognuna
Totale: euro 1.1500,00 iva compresa

Valore borsa di studio
Euro 400,00 a parziale copertura dei costi di partecipazione
Quota di partecipazione residua a carico dello studente: Euro 750,00 iva compresa
Modalità di pagamento
Euro 250,00 iva compresa all'atto dell'iscrizione entro il 30 dicembre 2015
Euro 250,00 iva compresa entro il 31 gennaio 2016
Euro 250,00 iva compresa entro il 28 febbraio 2016

05.12.2015 # 4985

Ilas Web Editor // 0 comments

DAL 5/12 - CORSO DI GRAFICA E WEB DESIGN

La sessione di dicembre dei corsi annuali ILAS

I nuovi corsi annuali ilas di progettazione visiva con i migliori professionisti della comunicazione, stanno per cominciare. Nelle aule informatiche Apple iMac Ilas, perfettamente attrezzate con una postazione per ogni studente.

Prossima sessione: 5 dicembre 2017 
Pubblicità, Grafica Pubblicitaria, Grafica 3D, Fotografia Pubblicitaria, Web Design e Social Media Marketing. La formazione Ilas propone programmi articolati per una formazione completa in tutti i settori della comunicazione visiva.



Come sono strutturati i corsi?

Per offrire una preparazione professionale all'avanguardia, gli allievi utilizzano computer Apple® iMac così da acquisire la padronanza necessaria con il sistema operativo più diffuso nel settore della comunicazione. Attività teorica, pratica e laboratoriale sono svolte con la formula del work in progress consentendo all’allievo di sperimentare praticamente quanto appreso durante le lezioni dedicate alla teoria: ogni progetto sviluppato coincide, infatti, con uno step teorico così da permettere una migliore comprensione della progettazione e della realizzazione di ogni lavoro.


Corsi specialistici totalmente
operativi in aula informatica.


Ogni studente ha a disposizione
una propria postazione iMac individuale.


Docenti esclusivamente professionisti
laureati o certificati ACI e ACE Adobe


Il metodo Ilas

La struttura del corso prevede 2 incontri settimanali tesi a sviluppare parallelamente il percorso teorico e quello tecnico-operativo. Le lezioni si svolgono in forma laboratoriale, cioè con l'utilizzo costante del computer e dei software impiegati per la progettazione grafica. Per valorizzare gli aspetti della creatività pubblicitaria, gli allievi sono già dai primi giorni impegnati nella realizzazione di artworks.


"Aule progettate per consentire agli studenti
di ottimizzare il processo di apprendimento."


Sei mai stato a un seminario Ilas?

I seminari sono un momento formativo di grande importanza per gli allievi ilas, che hanno la possibilità di confrontarsi con personaggi di rilievo, ascoltarne i preziosi consigli ed esperienze e porre loro domande. Per questo motivo, fin dal 1999 Ilas ha organizzato incontri con i più importanti pubblicitari ed esperti di comunicazione.


Ogni anno ilas promuove un ciclo di incontri sotto forma di seminari, workshop, happening e videoconferenze distribuiti lungo tutto l'arco del percorso di studi, con l'obiettivo di motivare lo studente ad approfondire la conoscenza reale del proprio settore lavorativo,mettendolo in contatto diretto con direttori creativi, art director, fotografi, designer di fama nazionale e internazionale.


Crea il tuo portfolio online

Il Portfolio Ilas è un formidabile strumento di promozione per gli studenti ilas. Ogni allievo ha la possibilità di inserire i propri lavori, prodotti nell’ambito dei corsi, all’interno della ilasgallery allegando la propria fotografia e tutti i contatti sui vari social, da Facebook a Behance, da Pinterest a Skype.

"Durante il corso inserisci le tue immagini
sul portfolio e il tuo sito è già online"


Inserendo i tuoi lavori nella gallery, il sistema informatico realizzerà automaticamente il tuo sito internet personale che potrai comunicare alle agenzie e ai clienti per promuovere il tuo lavoro. Puoi inserire il tuo logo, scegliere il fondo e separare i tuoi lavori scolastici da quelli personali. E all'interno del sito è stato implementato un potente motore di ricerca che consente alle aziende di cercare i profili migliori attraverso una infinita serie di parametri e alla geolocalizzazione.

Approfitta delle offerte ILAS per risparmiare.

Sei uno studente o un diplomato dell'Accademia o di Architettura? Risparmi fino a 660,00 euro.

Gli studenti e i diplomati delle Accademie di Belle Arti e gli studenti dei corsi universitari di architettura, possono usufruire del listino scontato su tutti i corsi ILAS. Il risparmio è di 660,00 euro sui corsi di Grafica e Web Design, di 440,00 euro sul corso di Fotografia Pubblicitaria e di 220,00 euro sul corso di Pubblicità Art & Copy.

Vai al listino scontato studenti Accademie B.B.A.A. 

 

Sei un diplomato ilas?

Il listino Accademie e Architettura viene applicato anche agli studenti diplomati nei corsi annuali ilas che intendono frequentare un ulteriore percorso formativo. In più i diplomati ilas non pagano la quota di iscrizione su tutti i corsi successivi al primo.




05.12.2015 # 4983

Ilas Web Editor // 0 comments

DAL 5/12 - CORSO DI GRAFICA E WEB DESIGN

La sessione di dicembre dei corsi annuali ILAS

I corsi annuali ilas, una full-immersion nella progettazione visiva con i migliori professionisti della comunicazione. Nelle aule informatiche Apple iMac Ilas, perfettamente attrezzate con una postazione per ogni studente.

Prossima sessione: 5 dicembre 2017 
Pubblicità, Grafica Pubblicitaria, Grafica 3D, Fotografia Pubblicitaria, Web Design e Social Media Marketing. La formazione Ilas propone programmi articolati per una formazione completa in tutti i settori della comunicazione visiva.



Come sono strutturati i corsi?

Per offrire una preparazione professionale all'avanguardia, gli allievi utilizzano computer Apple® iMac così da acquisire la padronanza necessaria con il sistema operativo più diffuso nel settore della comunicazione. Attività teorica, pratica e laboratoriale sono svolte con la formula del work in progress consentendo all’allievo di sperimentare praticamente quanto appreso durante le lezioni dedicate alla teoria: ogni progetto sviluppato coincide, infatti, con uno step teorico così da permettere una migliore comprensione della progettazione e della realizzazione di ogni lavoro.


Corsi specialistici totalmente
operativi in aula informatica.


Ogni studente ha a disposizione
una propria postazione iMac individuale.


Docenti esclusivamente professionisti
laureati o certificati ACI e ACE Adobe


Il metodo Ilas

La struttura del corso prevede 2 incontri settimanali tesi a sviluppare parallelamente il percorso teorico e quello tecnico-operativo. Le lezioni si svolgono in forma laboratoriale, cioè con l'utilizzo costante del computer e dei software impiegati per la progettazione grafica. Per valorizzare gli aspetti della creatività pubblicitaria, gli allievi sono già dai primi giorni impegnati nella realizzazione di artworks.


"Aule progettate per consentire agli studenti
di ottimizzare il processo di apprendimento."


Sei mai stato a un seminario Ilas?

I seminari sono un momento formativo di grande importanza per gli allievi ilas, che hanno la possibilità di confrontarsi con personaggi di rilievo, ascoltarne i preziosi consigli ed esperienze e porre loro domande. Per questo motivo, fin dal 1999 Ilas ha organizzato incontri con i più importanti pubblicitari ed esperti di comunicazione.


Ogni anno ilas promuove un ciclo di incontri sotto forma di seminari, workshop, happening e videoconferenze distribuiti lungo tutto l'arco del percorso di studi, con l'obiettivo di motivare lo studente ad approfondire la conoscenza reale del proprio settore lavorativo,mettendolo in contatto diretto con direttori creativi, art director, fotografi, designer di fama nazionale e internazionale.


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Il Portfolio Ilas è un formidabile strumento di promozione per gli studenti ilas. Ogni allievo ha la possibilità di inserire i propri lavori, prodotti nell’ambito dei corsi, all’interno della ilasgallery allegando la propria fotografia e tutti i contatti sui vari social, da Facebook a Behance, da Pinterest a Skype.

"Durante il corso inserisci le tue immagini
sul portfolio e il tuo sito è già online"


Inserendo i tuoi lavori nella gallery, il sistema informatico realizzerà automaticamente il tuo sito internet personale che potrai comunicare alle agenzie e ai clienti per promuovere il tuo lavoro. Puoi inserire il tuo logo, scegliere il fondo e separare i tuoi lavori scolastici da quelli personali. E all'interno del sito è stato implementato un potente motore di ricerca che consente alle aziende di cercare i profili migliori attraverso una infinita serie di parametri e alla geolocalizzazione.

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Sei uno studente o un diplomato dell'Accademia o di Architettura? Risparmi fino a 660,00 euro.

Gli studenti e i diplomati delle Accademie di Belle Arti e gli studenti dei corsi universitari di architettura, possono usufruire del listino scontato su tutti i corsi ILAS. Il risparmio è di 660,00 euro sui corsi di Grafica e Web Design, di 440,00 euro sul corso di Fotografia Pubblicitaria e di 220,00 euro sul corso di Pubblicità Art & Copy.

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04.12.2015 # 4402

Ilas Web Editor // 0 comments

Corso di Pubblicità 2015 / 2016 - Programma e slides online

Data di inizio: dicembre 2015

Corso di Pubblicità Ilas 2015 / 2016  

Data di inizio: dicembre 2015

In quest'area hai la possibilità di scaricare il materiale e verificare il calendario delle lezioni svolte.

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Hai dimenticato la password? Richiedila qui indicando cognome e matricola

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04.12.2015 # 4401

Ilas Web Editor // 0 comments

Doppio workshop con Sergio Guida, Fashion Brand Strategist

Mercoledì 9 e Venerdì 11 dicembre, Fashion Branding e Branding emozionale applicati al settore della moda.

Un nuovo doppio appuntamento alla ilas: due workshop specialistici con Sergio Guida, Fashion Brand Strategist, per parlare delle strategie di branding e approfondire gli aspetti più significativi del branding Emozionale applicate al settore Moda e Fashion.


Workshop 
FASHION BRANDING 
Strategia del Branding applicato al settore Moda

Data dell'evento
9 dicembre / 4 ore / 15,00-19,00
 
Programma sintetico del corso:
- Brevi cenni storici e teorici sul fashion branding;
- Equilibrio tra Prodotto e comunicazione percettiva del Fashion Branding;
- Differenza tra USP ed ESP; 
- Contaminazione del fashion Branding in altri settori merceologici;
- Come individuare l’essenza  di un Brand Moda (mini workshop);
- Strategia della comunicazione di un fashion Brand.



Workshop  
BRANDING EMOZIONALE 
Branding Emozionale e Storytelling applicati ad un marchio Moda

Data dell'evento
11 dicembre / 4 ore / 15,00-19,00
 
Programma sintetico del corso:
- Accenni Storici e teorici di un Branding emozionale
- Lovemarks
- Attributi di una Lovemark applicati ad un fashion brand 
- Storytelling come comunicazione in un Brand di Moda   
- Come impostare una campagna pubblicitaria Emozionale per un fashion Brand 

CHI PUÒ PARTECIPARE
Possono partecipare ai workshop gli studenti ilas in corso, allievi diplomati ilas, studenti provenienti da altre università e scuole, professionisti esterni.

COME ISCRIVERSI
La modalità di iscrizione prevista è esclusivamente online, ed è possibile iscriversi al singolo workshop o ad entrambi. L’iscrizione ad entrambi i workshop garantisce una riduzione sul prezzo di listino secondo questo schema:

LISTINO PREZZI

SINGOLO WORKSHOP
Studenti ed ex studenti ilas: 25,00 euro iva compresa
Esterni: 50,00 euro iva compresa

DOPPIO WORKSHOP
Studenti ed ex studenti ilas: 40,00 euro iva compresa
Esterni: 70,00 euro iva compresa




CHI È SERGIO GUIDA
Nato a Napoli lavora da oltre 25 anni nel settore della comunicazione moda nel mercato Internazionale. Dopo aver lavorato in Italia ed in Francia, Sergio ha fondato la sua agenzia specializzata nella moda in Nuova Zelanda ed Australia circa 20 anni fa ed ha collaborato come Direttore Creativo per campagne pubblicitarie specifiche nel settore moda con Saatchi & Saatchi Auckland dove e’ entrato in contatto con Kevin Roberts autore del libro LOVEMARKS.  Sergio ha inoltre lavorato come direttore creativo nell’Agenzia di comunicazione Ogilvy.

Oggi Sergio vive e lavora a Berlino dove svolge prevalentemente il ruolo di fashion Brand strategist e Direttore Creativo e, in collaborazione con creativi Internazionali, sta costituendo due nuove agenzie sempre specializzate nel settore moda.





30.11.2015 # 4399

Ilas Web Editor // 0 comments

17 / 12 / 2015
Lezione su Vivian Maier

Partecipazione gratuita riservata agli studenti del corso di fotografia Ilas

Ore 11.00 - Aula 4 Ilas
Modulo extra di Critica fotografica



La decima lezione è dedicata a 
Vivian Maier

Tra i fotografi più sorprendenti del XX secolo, Vivian Maier occupa un posto d'onore, faticosamente conquistato dopo anni di anonimato, e grazie a una progressiva scoperta, lenta e entusiasmante, del suo inedito patrimonio iconografico. 

Le sue immagini ritraggono: volti, ombre e riflessi, scattati dalla fotografa lungo le strade dell'American Lifestyle, svelati da più di centomila negativi, finiti all'asta. 

La storia di Vivien Maier è avvolta nel mistero, di lei si sa che nasce a New York nel 1926, che nella giovinezza si divide tra la Francia e gli Stati Uniti, che il padre era andato via di casa nel 1939 e che lei, dopo aver lavorato in una fabbrica di New York, si trasferisce a Chicago e qui, per circa quarant'anni, vive facendo la babysitter. 

La gente la ricorda riservata, mentre andava a spasso per le strade della città con la sua Rolleiflex 6×6, facendo foto che non mostrava a nessuno. 


Bambinaia per le famiglie benestanti di New York e Chicago sino dai primi anni Cinquanta del secolo scorso, per oltre cinque decadi ha fotografato la vita nelle strade delle città in cui ha vissuto senza mai far conoscere il proprio lavoro. 

Ciò che ha lasciato è un archivio sterminato, con più di 150.000 negativi, una miriade di pellicole non sviluppate, stampe, film in super 8 o 16 millimetri, registrazioni, appunti e altri documenti di vario genere che la tata “francese”accumulava nelle stanze in cui si trovava a vivere, custodendo tutto con grande gelosia.

Confinato infine in un magazzino, il materiale è stato confiscato nel 2007, per il mancato pagamento dell’affitto, e quindi scoperto dal giovane John Maloof in una casa d’aste di Chicago. 


Appassionata di cinema europeo, impara l'inglese andando a teatro, veste abiti e scarpe da uomo e indossa grandi cappelli. Una donna che non amava parlare, così la ricordano gli impiegati nello storico negozio di apparecchiature fotografiche di Chicago Central Camera, e i suoi ultimi giorni li ha trascorsi in una casa pagata dai tre ragazzi che aveva accudito fino agli anni '60. Sono loro, raggiunti da Maloof, in un tentativo di ricostruire la biografia della fotografa, a raccontare di una donna misteriosa, socialista, femminista e anti-cattolica, che scattava fotografie in continuazione. 



Maloof aveva cercato di contattarla circa un anno dopo l'acquisizione della collezione, dopo aver scoperto il suo nome, scritto a penna con una accurata grafia di altri tempi, a margine di una busta porta negativi. 

Digitando le parole Vivian Maier su Google aveva trovato però solo un annuncio mortuario. "Vivian Maier, nata in Francia e residente a Chicago negli ultimi 50 anni è morta serenamente lo scorso lunedì  -  recitava così il necrologio apparso su un quotidiano locale - Seconda madre di John, Lane e Matthew. Uno spirito libero che ha magicamente toccato le vite di chi la conosceva. Critica cinematografica e straordinaria fotografa". 
Paradossalmente la donna era morta il giorno prima dell'inizio delle ricerche di Maloff. 

La storia di Vivian, dei suoi soggetti che a tratti ricordano l'asperità dei personaggi di Diane Arbus, dei suoi rullini non sviluppati e della sua tecnica unica, diventa per lui quasi un'ossessione. 

L'agente decide di comprare una Rolleiflex come quella di Vivian e di scendere per le vie di Chicago per ripercorrere le sue tracce. Capisce così il valore di quegli scatti, la difficoltà di cogliere quelle espressioni, e decide di pubblicare l'opera online. In attesa di scrivere un libro sulla fotografa del mistero. 


A conquistare il pubblico, prima ancora delle fotografie, è la storia di “tata Vivian”, perfetta per un romanzo esistenziale o come trama di una commedia agrodolce; talmente insolita, talmente affascinante, da non sembrare vera.

Ma al di là del racconto, al di là delle note biografiche, dei piccoli grandi segreti rivelati dalle persone che l’hanno conosciuta, al di là del suo ritratto di donna eccentrica e riservata, dura e curiosa come pochi altri, custode di un mistero non ancora svelato, al di là di tutto c’è il grande lavoro fotografico di Vivian Maier, su cui molto rimane ancora da dire.

Vivian Maier ha scattato perlopiù nel tempo libero e a giudicare dai risultati si può credere che, in quel tempo, non abbia fatto altro. I suoi soggetti prediletti sono stati le strade e le persone, più raramente le architetture, gli oggetti e i paesaggi.

Fotografava ciò che improvvisamente le si presentava davanti, che fosse strano, insolito, degno di nota, o la più comune delle azioni quotidiane. 

Il suo mondo erano “gli altri”, gli sconosciuti, le persone anonime delle città, con cui entrava in contatto per brevi momenti, sempre mantenendo una certa distanza che le permetteva di fare dei soggetti ritratti i protagonisti inconsapevoli di piccole-grandi storie senza importanza.

Ogni tanto però, in alcune composizioni più ardite, Vivian Maier si rendeva visibile, superava la soglia della scena per divenire lei stessa parte del suo racconto. 

In questa indagine senza fine talvolta coinvolgeva anche i bambini che le venivano affidati, costringendoli a seguirla in giro per la città, in zone spesso degradate di New York o di Chicago. 

A uno sguardo sensibile e benevolo per gli umili, gli emarginati, univa una vena sarcastica, evidente in molti scatti rubati, che colpiva un po’ tutti, dai ricchi borghesi dei quartieri alti agli sbandati delle periferie. 

Le grandi istituzioni museali fanno però fatica a legittimare il suo lavoro, vuoi perché, in tutta una vita, non ebbe una sola occasione per mostrarlo, vuoi per la diffusa – e legittima - diffidenza verso l’attività degli “hobbisti”. 

Delle opere di Vivian Maier non colpisce soltanto la capacità di osservazione, l’occhio vigile e attento a ogni sensibile variazione dell’insieme, l’abilità di composizione e di inquadramento. Ciò che più impressiona è la facilità nel passare da un registro all’altro, dalla cronaca, alla tragedia, alla commedia dell’assurdo, sempre tendendo saldamente fede al proprio sguardo. 

La sua voce è rimasta per molto tempo fuori dal coro, ma senza dubbio ben accordata”.





17.11.2015 # 4389

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19 / 11 / 2015
Lezione su Mario Giacomelli

Partecipazione gratuita riservata agli studenti del corso di fotografia Ilas

Ore 11.00 - Aula 4 Ilas
Modulo extra di Critica fotografica



La nona lezione è dedicata a 
Mario Giacomelli


Il percorso di Mario Giacomelli come fotografo è probabilmente uno dei più atipici per questo grande maestro della fotografia.

Nato a Senigallia nel 1925 in una famiglia poverissima, a tredici anni Mario Giacomelli comincia a lavorare in una tipografia, affascinato dalle infinite possibilità di comporre parole e immagini offerte dalla stampa.

Nel 1954 acquista la sua prima macchina fotografica.

Tra il 1954 e il 1957 partecipa a numerosi concorsi fotografici in Italia.

Dopo aver completato la sua prima serie "Vita d'ospizio", comincia una serie di nudi femminili e maschili che abbandona negli anni sessanta. Assalito da un'ansia investigativa sulla sua identità di narratore, Giacomelli inizia a viaggiare, ma sono solo delle escursioni in altri mondi e in altri modi di vivere più che dei veri e propri viaggi, che lo riportano alla sua infanzia e condizione sociale.

Nella primavera del 1957 si reca a Scanno, un villaggio dell'Italia centrale che aveva affascinato anche Cartier-Bresson, dove Giacomelli produce capolavori quali "Il ragazzo di Scanno".

Alla nascita del figlio Neris, la famiglia si reca a Lourdes dove Giacomelli realizza delle immagini di straordinario impatto emotivo. Negli anni sessanta, Giacomelli lavora al progetto "Non ho mani che mi accarezzino il volto", universalmente conosciuto come la serie dei "Pretini", un gruppo di immagini realizzate nel seminario di Senigallia, presentate da Ferrania per la prima volta nell'edizione di Photokina di Colonia. John Szarbowsky, all'epoca direttore del dipartimento di fotografia del MOMA di New York acquista alcune immagini della serie "Scanno" e le pubblica nel volume "Looking at Photographs: 100 Pictures from the Collection of the Museum of modern Art".

Dopo il grande successo della serie "Pretini" esposti al Metropolitan Museum e a Bruxelles, negli anni settanta Giacomelli approfondisce la sua ricerca sulla natura, con i primi scatti aerei di paesaggi, con un'incursione nel colore.

Dalla fine degli anni settanta, caratterizzati da un sempre crescente legame tra fotografia, arte astratta e poesia,

Giacomelli attraversa un periodo di analisi e approfondimento della propria attività artistica. Mario Giacomelli muore il 25 novembre del 2000.

Dopo la morte dell’Artista, Il Museo comunale d’arte moderna di Senigallia, diretto da Carlo Emanuele Bugatti, ha promosso numerose mostre di Giacomelli, tra cui quelle alla Biblioteca nazionale di Francia e negli Istituti italiani di cultura di New York, Chicago, Los Angeles, Praga. Nella conferenza stampa al Senato vengono presentati i cataloghi, realizzati con la collaborazione del figlio di Giacomelli Simone e della nipote Katiuscia Biondi per le mostre realizzate dal Comune di Senigallia con lo scopo di celebrare il decennale della scomparsa dell’Artista.




LA RICERCA DI GIACOMELLI:

Giacomelli ha messo in piedi una visione personalissima di un lontano e mitico mondo rurale: un viaggio ancestrale ed evocativo in luoghi perduti nella nostra memoria, una fotografia di meditazione ed estemporanea allo stesso tempo.

E’ stata grande la sua attenzione nei confronti del paesaggio che divenne lo spazio del pensiero ed il luogo della meditazione.

Nel viaggio verso la riscoperta della terra, come un piccolo uomo alla riscoperta dell’umanità, Mario Giacomelli diede il massimo della sua capacità di narrazione evocativa, regalando allo spettatore un mondo ricco di vita, sempre minacciato dalla presenza della morte, una morte palpabile ed unica nel suo genere visivo, una morte naturale e immaginaria che venne raffigurata nella rappresentazione di alberi vecchi, morti, antichi come antichi erano quegli anziani dell’ospizio di Senigallia.

Il paesaggio della campagna marchigiana è il frutto di un intenso intervento sulla natura da parte della mano dell'uomo, che ne ha definito le caratteristiche peculiari, rendendolo riconoscibile e suggestivo, ma che continua incessantemente a modificarlo. Giacomelli ha reinventato il paesaggio agricolo, facendolo divenire elemento "astratto", pretesto per esprimere stati d'animo, impressioni, punti di vista estetici.

Qui la "campagna" non è soltanto un dato geografico, ma costituisce un elemento fondamentale della vita e della cultura e Giacomelli ha spesso operato, con generosa disponibilità, documentando con i suoi scatti il costante divenire del paesaggio agricolo.

La fotografia di Giacomelli fu una narrazione costante, non creò semplici immagini, creò racconti, storie di vita, di una vita reale interpretata all’interno di schemi psicologici ben precisi.

Questi erano: la poesia, l’amore, la paura, i ricordi dell’infanzia, la sensibilità per un’estetica fotografica fatta di meditazione, di stasi, di una quiete che in certi momenti sembrava angoscia, sembrava la trasposizione di sentimenti forti come la vita e la morte, la solitudine.

Le immagini e le fotografie di Giacomelli rappresentarono uno specchio su delle realtà prima di tutto interiori, poi umane e, in terzo luogo, sociali.

Le fotografie appaiono proprio come sogni, surreali momenti interiori che dalla realtà traggono solo l’estetica narrativa, ma che nella realizzazione, nella presentazione al pubblico, nello stile, nella tecnica sono finestre sull’io del fotografo.

La fotografia di Giacomelli fu una narrazione costante, non creò semplici immagini, creò racconti, storie di vita, di una vita reale interpretata all’interno di schemi psicologici ben precisi. Questi erano: la poesia, l’amore, la paura, i ricordi dell’infanzia, la sensibilità per un’estetica fotografica fatta di meditazione, di stasi, di una quiete che in certi momenti sembrava angoscia, sembrava la trasposizione di sentimenti forti come la vita e la morte, la solitudine. Tra il 1957 e il 1959 Mario Giacomelli realizzava il racconto su Scanno, “…un paese di favola, di gente semplice, dove per la via principale trovi le mucche, le galline, anche persone… E’ bello anche il contrasto tra le strade bianche e il contrasto di donne e di uomini con mantelli scuri” come osserva Ennery Taramelli in Viaggio nell’Italia del Neorealismo.

Tecnicamente il lavoro si presenta come una registrazione di attimi rubati alla vita comune del paese. Giacomelli espresse al massimo il suo poco considerare l’inquadratura, la messa a fuoco, la perfezione tecnica di ripresa.

Si concentrò sulla realtà, sulla gente, sulla campagna, sul lavoro.

Diede vita a delle foto probabilmente lontane dalla purezza estetica ma cariche di un senso del reale e della vita raro nei fotografi a lui contemporanei.

Anche in quell’esperienza apparve chiaro che la poetica del fotografo si mosse su linee ideali ben precise.

Rinunciando all’estetica Giacomelli presentò quelle immagini come il frutto del suo spirito e come la rappresentazione intima delle sue sensazioni ed emozioni. In queste immagini la fotografia si spoglia del suo essere documentazione diventando elemento di riflessione, il concepimento di una realtà interiore o di una realtà esterna filtrata dalla sensibilità dell’autore.

Le figure cessano di essere persone diventando fantasmi.

Sembrano aggirarsi lentamente in un ambiente surreale, sembrano vivere in una realtà che non è realtà ma costruzione mentale dell’io del fotografo.

Quelle figure solitarie sembrano ricordare le suggestioni di quella morte lenta presente nell’ospizio di Senigallia.

Sembrano quei vecchi che usciti da quella prigione si aggirano silenziosi per le strade del paese, come se volessero seguire il fotografo, perseguitarlo, diventarne il soggetto primo di ogni sua immagine.

Angoscia, senso di morte, oscurità psicologica, purezza.

Tutti elementi che coincidono con le foto di Scanno e di quelle foto ne diventano l’ossatura, la testimonianza concreta di un bisogno di fotografare per esorcizzare prima di tutto le proprie paure, i propri ricordi e, poi, per documentare.

Scanno è stato un non-documento del Mezzogiorno, è stata la visione di un uomo e lo sfogo di un bambino scosso nella mente dai ricordi di figure scure e oscure. Ha rappresentato un intimo inno alla solitudine esistenziale.



11.11.2015 # 4387

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12 / 11 / 2015
Lezione su Luigi Ghirri

Partecipazione gratuita riservata agli studenti del corso di fotografia Ilas

Ore 11.00 - Aula 4 Ilas
Modulo extra di Critica fotografica



L'ottava lezione è dedicata a 
Luigi Ghirri

Luigi Ghirri (Scandiano 1943 - Roncocesi 1992) è stato uno dei più influenti fotografi europei cui si devono contributi ed iniziative che hanno vivacizzato atmosfera della fotografia italiana dalla metà degli anni '70 in poi.

I suoi lavori sono stai, e sono tutt’oggi, ospitati nei più importati musei di fotografia del mondo.
Tra i suoi estimatori ci sono grandi fotografi come William Eggleston, Stephen Shore e registi come Wim Wenders.

Nato nel 1943, studia e diventa geometra, ma ben presto lascia questa professione per aprire uno studio di grafica, comincia a fotografare alla fine degli anni 60 con una macchina molto basilare regalatagli da uno zio.

La sua fotografia nasce dall’amore per l’arte in generale, la sua attenzione era dedicata al dettaglio e le sfumature, alle piccole cose mai viste prima, o meglio “per ridare dignità alle cose”.

La stessa attenzione è riportata anche nelle sue fotografie del paesaggio urbano e il cambiamento del territorio, ancora oggi spunto per molti fotografi contemporanei; sempre col filo conduttore di non fotografare lo straordinario ma la normalità.

I suoi primi scritti sulla fotografia risalgono al 1973 e sono raccolti insieme a tutti gli altri redatti come introduzioni ai suoi lavori fotografici, presentazioni di mostre ed articoli su quotidiani nel bel libro (Niente di antico sotto il sole, Ed. SEI 1997) curato da Paolo Costantini e da Giovanni Chiaramonte.

 

“Ho imparato, come fotografo e come ricercatore, attraverso la lezione di Ghirri, che è necessario: "nell'unità vivente di parola ed immagine, nel rispecchiamento reciproco di pittura, musica e poesia...uno sguardo nuovo sul mondo (...) evento di un uomo che pieno di stupore e meraviglia ritrova nella fotografia ed attraverso la fotografia la gioia di vedere e far vedere il senso, la necessità, il mistero di ogni figura che appare nel mondo e si riflette, attraverso lo sguardo nelle stanze della nostra memoria, da un manto di stelle accartocciato sino al Davide di Michelangelo in un posacenere di plastica" (Costantini).

 

In un dattiloscritto del 1984: “La fotografia: uno sguardo aperto”, programma di un seminario all'Univ. di Parma, Ghirri afferma:

"Al di là degli intenti descrittivi ed illustrativi, la fotografia si configura così come un metodo per guardare e raffigurare i luoghi, gli oggetti, i volti del nostro tempo, non per catalogarli o definirli, ma per scoprire e costruire immagini che siano nuove possibilità di percezione".

 

Attraverso i suoi testi scopriamo anche un suo costante interesse per la fotografia americana contemporanea, connota magistralmente, in parte criticandola, l'opera di Ansel Adams e si apre con oculate considerazioni alla generazione dei New Topographics.

A William Eggleston (da una certa critica definito l'alfiere del "banalismo fotografico") dedica alcune pagine fondamentali commentando il suo stupore nell'osservare il "cambiamento" dello stile riscontrabile nell'autore statunitense nelle foto esposte nel 1984 al Forum Stadtpark di Graz .

 


Nel 1989 la coppia di amici Luigi Ghirri e Gianni Celati aveva, ognuno con la propria eccelsa capacità descrittiva ed interpretativa, "letto" quel paesaggio per noi così domestico che è la Pianura Padana nel libro: Il profilo delle nuvole (Feltrinelli Ed.).

"Ghirri riconduce tutte le apparenze e le apparizioni verso quell'ultimo sfondo, verso il limite sul quale l'aperto diventa il mondo.

Riesce a fare questa operazione attraverso la visione atmosferica, cioè attraverso il sapore affettivo dei colori e dei toni: ciò gli permette di presentare tutte le apparenze del mondo come fenomeni sospesi, e dunque non più come fatti da documentare.

Ogni momento del mondo è riscattato dalla possibilità di ridargli una vaghezza, cioè di riportarlo al sentimento che abbiamo dei fenomeni".

 

Il sodalizio con Gianni Celati ha dato anche altri buoni risultati nel Quaderno di Lotus n° 11 (Electa) dedicato al Paesaggio Italiano dove lo scrittore riconosce al fotografo di: "essere riuscito a raccontare la fissità dello spazio vuoto, lo spazio che non si riesce a capire.

 

Ghirri compie una radicale pulizia negli intenti o scopi dello sguardo.

Finalmente ci mostra uno sguardo che non spia un bottino da catturare, che non va a caccia di avventure eccezionali, ma scopre che tutto può avere interesse perchè fa parte dell'esistente. (...)

 

Tra le attese ristampe di singoli lavori spicca "Atlante" che contiene insieme alle immagini, forse, tra le più "concettuali" del fotografo di Scandiano, sono così introdotte dal fotografo stesso:

"il viaggio sulla carta geografica, peraltro caro a molti scrittori, penso sia uno dei gesti mentali più naturali in tutti noi, fin dall'infanzia (...)

In questo lavoro ho voluto compiere un viaggio nel luogo che invece cancella il viaggio stesso, proprio perchè tutti i viaggi possibili sono già descritti e gli itinerari sono già tracciati.

 

Le isole felici, care alla letteratura e alle nostre speranze, sono state tutte descritte, e la sola scoperta o viaggio possibile, sembra quella di scoprire l'avvenuta scoperta".

Nel saggio contenuto in Atlante, Vittorio Savi incornicia l'avventura artistica di Ghirri nel panorama artistico contemporaneo e sottolinea i numerosi rimandi di cui è piena l'opera del fotografo, ma tocca le corde più remote del sentimento quando raccontando a suo modo gli ultimi giorni dell'amico, le sue ultime foto scattate in un paesaggio brumoso, innevato nel febbraio del 1992, dice:

"Qualora si fossero impaginate e rilegate, queste mappe dell'intensità interiore costituirebbero anch'esse un ATLANTE.”

 

Nel 1992, anno della sua morte. la galleria d'Arte Moderna di Bologna gli ha dedicato la prima retrospettiva ed il libro-catalogo intitolato: Vista con Camera 200 fotografie in Emilia Romagna si apre con una delicata introduzione di Paola Ghirri, moglie di Luigi, che, con Ennery Taramelly, delinea così l'avventura umana ed artistica del marito:

Le tracce di Pollicino vogliono essere un viaggio a ritroso nel tempo, alla scoperta del bizzarro universo, fisico ed umano, dove l'autore ha vissuto l'infanzia e l'adolescenza: un microcosmo che avrebbe legato il "magico giocattolo" fotografia allo "stupore" incantato con cui i suoi occhi di bambino avevano dischiuso lo sguardo sul mondo (...)

Le tracce di Pollicino sono un invito a varcare una certa soglia del mondo e credere ancora nei sogni, nell'utopia e nella verità della poesia.

 

La sintesi estrema di tutto il pensiero di Ghirri può essere ritrovata in questo suo pensiero: La fotografia non è pura duplicazione o un cronometro dell'occhio che ferma il mondo fisico, ma è un linguaggio nel quale. la differenza fra riproduzione e interpretazione, per quanto sottile, esiste e dà luogo a un'infinità di mondi immaginari.




04.11.2015 # 4376

Paolo Falasconi // 0 comments

Contest Pubblicità: 5x1000 legambiente

Riservato agli studenti del corso di Pubblicità Art Direction 2014/2015

CONCORSO DI IDEE  | 5X1000 LEGAMBIENTE

SOSTIENI L’AMBIENTE CON LA DONAZIONE ALL’ASSOCIAZIONE LEGAMBIENTE ITALIA DEL 5X1000 NELLA DICHIARAZIONE DEI REDDITI.


TIPOLOGIA CAMPAGNA


Campagna Sociale di sensibilizzazione.


REQUISITI DI PARTECIPAZIONE


Possono partecipare al contest tutti gli studenti del corso di pubblicità Ilas 2014/2015.


È possibile partecipare al contest in forma individuale, in coppia o in gruppo. La composizione numerica del gruppo è consentita fino ad un massimo di quattro componenti.


Non è consentito la migrazione di uno studente da un gruppo di lavoro ad un altro.


TIPOLOGIA DEI LAVORI


Ogni studente, coppia o gruppo può partecipare presentando uno o più progetti di campagna.

Saranno ammessi un numero illimitato di elaborati per partecipante, coppia o gruppo.


GIURIA


La giuria sarà composta dai responsabili della didattica e docenti del Centro Studi Ilas e da un rappresentante di Legambiente.


CRITERI DI VALUTAZIONE


I lavori saranno valutati in base alla creatività, all’efficacia del messaggio e alla qualità tecnica del copy e del visual.


PREMIO


Mini biblioteca di testi sulla Comunicazione, Logo Fausto Lupetti Editore, selezionati da Ilas, per un valore di copertina pari a 500€. 

Non sono previsti primi posti ex aequo.


MECCANISMO DEL CONCORSO DI IDEE


Obiettivo didattico del contest è quello di simulare il workflow tipico di una agenzia pubblicitaria strutturata.


Costituzione dei gruppi.

Il primo passo, in caso di partecipazione di gruppo, consiste nella definizione del gruppo di lavoro vero e proprio. 

Ogni gruppo creativo potrà comporsi di uno o più copy che si occuperanno della redazione dei testi e uno o più art director a cui è demandato il compito di sviluppare il visual della campagna.


Iscrizione del gruppo e comunicazione dei partecipanti. 

Una volta che il partecipante, la coppia o gruppo di lavoro avrà scelto il proprio nome per il contest, la composizione ed i ruoli principali in caso di gruppo, dovrà iscriversi comunicando tali dati a mezzo mail all’indirizzo: 5per1000_2015@ilas.eu



DEADLINE E MODALITÀ DI PRESENTAZIONE LAYOUT DEFINITIVI:


La deadline è fissata al 20 novembre 2015.


La consegna dei layout definitivi dovrà avvenire a mezzo mail alla casella: 

5per1000_2015@ilas.eu


Istruzioni di consegna proposte:

I file possono essere forniti con compressione .zip. Sono respinti i lavori compressi in .rar o .dat.



A corredo dei file inviati dovrà essere indicato:

- Nome del singolo partecipante, della coppia o gruppo e i suoi componenti;

- Titolo della campagna.


COMUNICAZIONE DEL VINCITORE E PREMIAZIONE 


La comunicazione del vincitore/i avverrà via mail all’indirizzo indicato dai partecipanti in fase di iscrizione e sarà altresì pubblicata sul sito www.ilas.com.


Data di premiazione: 27 novembre 2015.


BRIEF SINTETICO 


OBIETTIVO


Obiettivo della campagna di sensibilizzazione è portare a conoscenza del pubblico la possibilità di poter effettuare una donazione nella misura del 5 per mille delle imposte IRPEF destinate dallo Stato a finalità sociali, scegliendo di donare la quota direttamente a Legambiente. 


Nella ferma convinzione che l’ambientalismo sia la risposta più forte al degrado delle città, all’illegalità e ai muri che dividono le persone, l’Associazione si propone, con l’innovazione, il lavoro, la bellezza, il protagonismo dei territori, la partecipazione, di cambiare questo Paese.

Per far questo è necessario il sostegno non soltanto umano ma anche economico, indispensabile a finanziare queste azioni di salvaguardia, tutela ed educazione.


IL MESSAGGIO


Chiarezza e Coerenza

Comunicare al target con chiarezza quale sia il vantaggio offerto dall’utilizzo dei fondi raccolti dall’Associazione, evidenziando l’importanza di indirizzare in maniera utile per gli scopi di tutela, salvaguardia e educazione ambientale, fondi già impegnati dallo Stato per finalità sociali.


Credibilità

Il messaggio deve far percepire in maniera indiscutibile e, dunque, credibile, il vantaggio differenziale di destinare il proprio 5 per mille per scopi esclusivamente ambientali.


Vantaggio

L’utente deve percepire che una semplice scelta comporta degli importanti vantaggi per se stesso e per la comunità e genera valore. 


Leve principali

Costo: il sostegno a Legambiente è a costo zero in quanto qualunque contribuente è tenuto a destinare la quota prevista delle imposte IRPEF e, presentando la dichiarazione dei redditi, può decidere di sostenere direttamente l’Associazione senza versare alcuna quota di iscrizione.


Autostima: la donazione attraverso il 5x1000 offre la chiave per soddisfare la propria autostima ne partecipare concretamente agli importanti temi affrontati dall’Associazione e partecipare ad una azione di promozione sociale senza che questo abbia un effettivo peso economico per il contribuente. 


TARGET


Il grande pubblico, che dovrebbe acquisire maggiore consapevolezza dei vantaggi derivanti dal compiere una scelta consapevole a favore di un problema specifico.




TIPOLOGIA DI VEICOLAZIONE

La campagna pubblicitaria dovrà essere progettata in funzione di una veicolazione a scelta tra:


PRODUZIONE OFF-LINE

Locandina informativa f.to pagina 297x433 mm.

  1. La locandina è destinata all’affissione esclusivamente negli studi di commercialisti e nei CAF, e prevede su un lato a scelta la possibilità di staccare un tagliando/promemoria. I file vanno forniti esclusivamente in formato Pdf in qualità tipografica.

  2. Card f.to tessera 58 x 90 mm.
  3. La card veicolerà le informazioni su come effettuare la donazione del 5 per mille a favore dell’associazione. Sarà utilizzata presso i banchetti, postazioni dell’associazione, studi di commercialisti e CAF.

  4. Mailing
  5. Sarà inviata a tutti i soci una lettera informativa sull’iniziativa insieme ad una busta personalizzata, che riporta la grafica della campagna, come omaggio per raccogliere i documenti da inserire nella dichiarazione dei redditi. F.to appropriato al contenuto. 


PRODUZIONE ON-LINE


  1. Pagina web dedicata, con possibilità di inviare una mail/promemoria  (es: al commercialista, ad amici, allo studio C.A.F., etc).
  2. Campagna Adwords sviluppata su 4 formati a scelta tra:
  • Rettangolo verticale: 240 x 400
  • Leaderboard per dispositivi mobili: 320 x 50
  • Banner: 468 x 60
  • Leaderboard: 728 x 90
  • Quadrato: 250 x 250
  • Quadrato piccolo: 200 x 200
  • Rettangolo grande: 336 x 280
  • Inline rectangle: 300 x 250
  • Skyscraper: 120 x 600
  • Skyscraper largo: 160 x 600
  • Half page: 300 x 600
  • Leaderboard grande: 970 x 90
  • Banner grande per dispositivi mobili: 320 x 100
  • Billboard: 970 x 250
  • Verticale: 300 x 1050

Newsletter dedicata con info sull’iniziativa.


COPYRIGHT


Le campagne prodotte dovranno utilizzare immagini originali o acquistate/acquistabili dal sito royalty free Fotolia. 


La partecipazione al contest prevede l’accettazione della cessione a titolo gratuito dei diritti di utilizzazione.




CREDITI


Ilas e gli studenti si impegnano ad indicare integralmente, in ogni pubblicazione, i crediti degli autori e della scuola.




30.10.2015 # 4375

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05 / 11 / 2015
Lezione su Mimmo Jodice

Partecipazione gratuita riservata agli studenti del corso di fotografia Ilas

Ore 11.00 - Aula 4 Ilas
Modulo extra di Critica fotografica



La settima lezione è dedicata a 
Mimmo Jodice

Mimmo Jodice è uno dei grandi nomi della storia della fotografia italiana. Vive a Napoli dove è nato nel 1934. Fotografo di avanguardia fin dagli anni sessanta, attento alle sperimentazioni ed alle possibilità espressive del linguaggio fotografico, è stato protagonista instancabile nel dibattito culturale che ha portato alla crescita e successivamente alla affermazione della fotografia italiana anche in campo internazionale. 

Da ragazzo ama l’arte, il teatro, la musica classica e jazz; da autodidatta si dedica al disegno e alla pittura. Agli inizi degli anni sessanta scopre la fotografia. Inizia allora una serie di sperimentazioni sui materiali fotografici e sulle possibilità della fotografia, non come mezzo meramente descrittivo, ma come strumento creativo.
Durante questi anni Mimmo Jodice vive a stretto contatto con i più importanti artisti delle avanguardie che frequentavano Napoli in quegli anni: Wahrol, Beuys, De Dominicis, Paolini, Kosuth, Lewitt, Kounnellis, Nitsch e molti altri.
Jodice è particolarmente sensibile alle nuove idee e si dedica sempre più alla fotografia creativa.
Nel 1970 è invitato a tenere corsi sperimentali all’Accademia delle Belle Arti di Napoli, dove poi insegnerà Fotografia fino al 1994.
La sua prima mostra viene presentata al Palazzo Ducale di Urbino nel 1968 e nel 1970 al Diaframma di Milano un’altra mostra dal titolo “Dentro Cartelle Ermetiche” con un testo di Cesare Zavattini.
Nel 1980 pubblica “ Vedute di Napoli” dove Jodice avvia una nuova indagine sulla realtà, lavorando alla definizione di uno spazio urbano vuoto ed inquietante di metafisica memoria.
Questa ricerca segna una svolta nel suo linguaggio : le sua fotografie saranno sempre più lontane dalla realtà e sempre più immerse in una dimensione visionaria e silenziosa.
Nel 1981 partecipa alla mostra “Expression of Human Condition” al San Francisco Museum of Art con Diane Arbus, Larry Clark, William Klein, Lisette Model.
Di seguito le sue personali più importanti vengono presentate:
Memorial Federal Hall, New York 1985 ; Musée Réattu, Arles 1988; Philadelphia Museum of Art, 1995; Kunstmuseum Dusseldorf, 1996; Maison Européenne de la Photographie, Paris 1998 ; Palazzo Ducale di Mantova, 1998; Museo di Capodimonte, Napoli 1998; The Cleveland Museum of Art, Cleveland 1999; Galleria Nazionale di Arte Moderna, Roma 2000; Castello di Rivoli, Torino 2000; Galleria d'Arte Moderna, Torino 2000; MassArt, Boston 2001; Wakayama, Museum of Modern Art, Japan 2004, The Museum of Photography, Moscow 2004; MASP - Museu de Arte de Sao Paulo, 2004; MART - Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto, 2004; Galleria d’Arte Moderna, Bologna 2006 ; Spazio Forma - Centro Internazionale di Fotografia, Milano 2007; Museo di Capodimonte, Napoli 2008; Palazzo delle Esposizioni, Roma 2009; Maison Européenne de la Photographie, Paris 2009; Museo del Louvre, Parigi 2011; 

Nel 2003 l’Accademia dei Lincei gli ha conferito il prestigioso premio ‘Antonio Feltrinelli’ per la prima volta dato alla Fotografia.
Sempre nel 2003 il suo nome è stato inserito nell’Enciclopedia Treccani
Nel 2006 l’ Universita degli Studi Federico II di Napoli gli conferisce la Laurea Honoris Causa in Architettura.
Oggi Jodice è una figura centrale di riferimento per le nuove generazioni che riconoscono nel suo lavoro una sensibilità ed una capacità unica nel coniugare sapientemente innovazione e raffinatezza classica.




Mimmo Jodice nasce nel 1934 a Napoli dove risiede. Dopo alcune esperienze con il disegno, la pittura e la scultura, a partire dall'inizio degli anni sessanta focalizza il suo impegno, in maniera radicale e definitiva, sulla fotografia.
Al 1967 risale la sua prima mostra personale, che si tiene alla Libreria La Mandragola di Napoli, presentata da Antonio Napolitano e nello stesso anno, nell'edizione italiana della rivista americana "Popular Photography", è pubblicata per la prima volta una sua immagine.
Nei lavori di questo periodo rifiuta il concetto che vuole la fotografia specchio della realtà e si accosta alle arti visive e alle coeve ricerche di stampo concettuale. Sperimenta, infatti, le possibilità espressive della fotografia, dal punto di vista tecnico (combinandola, talvolta, con interventi manuali, soprattutto con il collage) o linguistico. Già da allora, si rivela fondamentale nel suo processo creativo il lavoro svolto in camera oscura, dove l'autore imprime alla registrazione del dato oggettuale, ulteriori, e talvolta irriproducibili, manipolazioni (in una intervista parla di "alchimia della camera oscura", cfr. M. Jodice, Milano 1983).
Nel 1968 tiene la sua prima mostra personale in uno spazio pubblico nelle sale del Teatro Spento del Palazzo Ducale di Urbino.
All'urgenza di impegno politico che segna l'Italia degli anni settanta, Jodice aderisce con un corpus di opere di impegno sociale, nelle quali il tema del Meridione viene riproposto in una chiave inedita, con immagini "ben costruite", investite della potenza di simboli, seppure frutto di una esperienza diretta, esercitata sul campo (cfr. G. Bonini, Milano 1980). I lavori di questo periodo nascono spesso dalla collaborazione con storici, antropologi o sociologi, e trovano visibilità in alcune mostre e nella pubblicazione di libri. Tra i primi, il volume Chi è devoto con Roberto De Simone e il ciclo di immagini Il ventre del colera, scattate in Campania durante l'epidemia del 1973, raccolte in una mostra al Sicof di Milano e nel volume introdotto da Domenico De Masi. Le sue foto di impegno sociale compaiono nel primo numero della rivista "Progresso Fotografico", uscito nella veste monografica nel gennaio del 1978 e sono inserite nella mostra Facets of the Permanent Collection. Expressions of the Human Condition, curata da Van Deren Coke nel 1981 per il Museum of Arts di San Francisco, che rappresenta il primo importante riconoscimento del suo lavoro in ambito internazionale. L'attenzione al tema sociale vede anche Mimmo Jodice impegnato nella ideazione di opere collettive, come il progetto curato con Cesare De Seta ed esteso ad altri fotografi la cui prima tappa è il libro Napoli 1981. Sette fotografi per una nuova immagine.
Nel 1970 Mimmo Jodice è invitato a tenere corsi sperimentali presso l'Accademia di Belle Arti di Napoli dove, istituita la cattedra di Fotografia, insegna sino al 1994.
Nel corso degli anni settanta, procede parallela, la sperimentazione linguistica, che l'autore propone attraverso una serie di mostre, in particolare Nudi dentro cartelle ermetiche nella Galleria Il Diaframma di Milano nel 1970 presentata da Cesare Zavattini e Identificazione allo Studo Trisorio di Napoli nel 1978 presentata da Marina Miraglia. Contemporaneamente, Mimmo Jodice è tra i protagonisti della scena d'avanguardia a Napoli, accesa soprattutto dalla attività di alcune gallerie, la Modern Art Agency di Lucio Amelio, lo Studio Morra, lo Studio Trisorio e la Galleria di Lia Rumma. Una testimonianza della sua partecipazione, spesso irrorata da rapporti amicali, è stata in seguito raccolta nel volume Avanguardie a Napoli, curato da Bruno Corà nel 1996.
Nel 1983 la casa editrice Fabbri dedica a Mimmo Jodice uno dei primi volumi monografici della collana "I grandi fotografi", con un testo di Filiberto Menna e un colloquio dell'autore con Giuseppe Alario.
Molti studiosi concordano nell'individuare un significativo cambiamento nell'iter del suo lavoro, a partire dalla serie di immagini raccolte sotto il titolo Vedute di Napoli, realizzate dal 1978 e raccolte l'anno seguente in un volume con testi di Giuseppe Bonini e di Giuseppe Galasso. In queste immagini scompare del tutto la figura umana e Jodice si allontana in maniera ancor più radicale dall'intenzione di documentare la scena reale. Le sue fotografie vengono definite "metafisiche" e la sua ricerca è interpretata come un lavoro di autoanalisi dal quale affiora il dato surreale della vita di tutti i giorni. La stessa capacità di trasformare scorci, oggetti, vedute, in immagini spiazzanti o cariche di valore simbolico, si manifesta, successivamente, nelle fotografie raccolte nei libri Naples: une archéologie future con testo di Jean-Claude Lemagny, Gibellina con testo di Arturo Carlo Quintavalle, entrambi del 1982, e Suor Orsola. Cittadella monastica nella Napoli del Seicento del 1987 con testo di Annette Malochet. Una selezione delle foto apparse in questi volumi viene esposta in una mostra personale presentata nell'ambito della manifestazione "Mois de la photo '88" a Parigi e pubblicata nel volume Mimmo Jodice fotografie insieme a un testo di Carlo Bertelli.
Nel 1988 Mimmo Jodice fotografa la città di Arles e lo stesso anno ne espone le immagini in una mostra personale nel Musée Réattu di Arles accompagnata da un catalogo con testo di Michèle Moutashar. Dopo questa raccolta, dedicherà numerose altre serie di immagini a città diverse. Saranno oggetto del suo interesse, New York (1985), Parigi (1992-1994), Roma (1999, 2005-2007), Boston (2000-2001), São Paulo (2003-2004), Tokyo (2004-2006), Mosca (2006).
Successivamente, nel 2006, una mostra nel Palazzo Reale di Napoli e il volume Città visibili, pubblicato in occasione del conferimento della laurea honoris causa in Architettura conferitagli dall'Università degli Studi di Napoli Federico II, raccolgono le tappe di questo suo itinerario spinto ben oltre i confini della sua città natale, mentre altri volumi - spesso pubblicati in occasioni di mostre personali - approfondiscono la visione di una singola città, come Paris: City of Light del 1998 con un testo di Adam Gopnik pubblicato in occasione della mostra alla Maison Européenne de la Photo di Parigi, Inlands. Visions of Boston del 2001 curato da David D. Nolta e Ellen R. Shapiro e pubblicato in occasione della mostra al Massachusetts College of Art and Design di Boston, São Paulo del 2004, con un testo di Stefano Boeri e pubblicato in occasione della mostra al Museu de Arte de São Paulo, Roma del 2008 con testi di Richard Burdett e di Cornelia Lauf. Contemporaneamente, Mimmo Jodice prosegue il suo itinerario entro i confini di Napoli, la città dove, pur denunciandone le difficoltà, sceglie di continuare a vivere. Le immagini che ne derivano sono oggetto di alcune mostre, tra le altre, La città invisibile al Museo di Castel Sant'Elmo a Napoli del 1990 presentata da Germano Celant.





A partire dagli anni ottanta, in diverse occasioni, Mimmo Jodice rivolge il suo sguardo all'arte antica e all'archeologia, ne sono risultati volumi come Un secolo di furore del 1986 con Nicola Spinosa, Michelangelo sculture del 1989 con Eugenio Battisti, negli anni Novanta i volumi PaestumPompeiNeapolis Puteoli con Fausto Zevi, nel 1992 i cataloghi Antonio Canova La collezione Boncompagni Ludovisi. Algardi, Bernini e la fortuna dell'antico curato, quest'ultimo, da Antonio Giuliano. Dal suo interesse per l'architettura nasce la collaborazione con Álvaro Siza e la serie di foto esposte alla Fundação de Serralves di Porto nel 1990.
Nel 1990 la sua partecipazione alla mostra collettiva Vue du Pont curata da Anny Milovanoff alla Chartreuse di Villeneuve lez-Avignon lascia emergere la sua predilezione per i temi legati alla memoria.
Nel 1993 in occasione della mostra a Villa Pignatelli di Napoli e a Palazzo della Ragione a Padova, esce la monografia Mimmo Jodice. Tempo interiore a cura di Roberta Valtorta nella quale sono indagate la "dimensione metafisica", il "superamento dell'esperienza sensoriale", la capacità di creare realtà "altre" e di instaurare un rapporto con il mondo del sogno.
Gradualmente prende corpo nel lavoro di Mimmo Jodice una raccolta di opere identificate con il titolo di Mediterraneo, nelle quali ricordi individuali, memoria collettiva, sguardo interiore, si combinano in un affresco della cultura grecoromana, la cui storia e i cui miti sono restituiti nel personale linguaggio dell'autore. Per la prima volta le foto appartenenti a questo tema sono raccolte nel volume Mediterranean pubblicato dalla casa editrice newyorkese Aperture nel 1995 con testi di George Hesey e di Predrag Matvejevi in occasione della mostra personale al Philadelphia Museum of Art di Filadelfia. Numerose mostre vengono dedicate a questo stesso tema, che è diversamente trattato nelle personali al Cleveland Museum of Art di Cleveland e alla Aperture Burden's Gallery di New York nel 1999, alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma e al Castello di Rivoli Museo d'Arte Contemporanea di Rivoli nel 2000, all'Istituto Italiano di Cultura di Tokyo e nel Museo di Fotografia a Mosca nel 2006.
Nel 1995 nella Galleria Lia Rumma di Napoli e successivamente, nel 1998, nella mostra al Museo di Palazzo Ducale di Mantova e nella monografia curata da Germano Celant, appare un nuovo ciclo di fotografie intitolato Eden, concepito come "una metafora sulla violenza quotidiana" (cfr. M. Jodice, Milano 2004).
Nel 2000 viene pubblicata la monografia Isolario mediterraneo con testo di Predrag Matvejević, nella quale appaiono riunite per la prima volta le fotografie dedicate al mare, un tema destinato ad acquistare grande rilievo nel lavoro di Mimmo Jodice. Immagini depurate da ogni struttura legata al rito moderno della vacanza e assegnate a una condizione di solitario pellegrinaggio alla ricerca di un diverso equilibrio tra noi e le cose (cfr. M. Jodice, Milano 2000). Al tema del mare è dedicata la mostra del 2001 nella sede milanese della Galleria Lia Rumma e nel 2003 alla Galleria Baudoin Lebon di Parigi presentata da Bernard Millet.
Nel 2001 la Galleria d'Arte Moderna di Torino dedica a Mimmo Jodice un'ampia mostra retrospettiva curata da Pier Giovani Castagnoli.
Sue mostre personali si tengono in seguito in altri spazi pubblici, tra gli altri, al Museum of Modern Art di Wakayama in Giappone e alla Casa della Fotografia di Mosca nel 2003, al Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto a Rovereto nel 2004 e al Museo di Capodimonte a Napoli nel 2008.
Nel 2003 è stato insignito del Premio Feltrinelli per la prima volta assegnato alla Fotografia.
Nel nuovo millennio, tra le numerose monografie apparse, vi sono quelle a carattere antologico a cura di Roberta Valtorta pubblicata dalle edizioni Motta nel 2003 e la più recente Perdersi a guardare a cura di Alessandra Mauro, edita nel 2008 da Contrasto, con il titolo della quale l'autore si è voluto identificare in una citazione da Fernando Pessoa, "ma cosa stavo pensando prima di perdermi a guardare?".







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